“ALMAS DE MIS TALLERES” una mostra fotografica di MARIA GIULIA ALEMANNO a LA HABANA VIEJA

ELEGGUA- ALEMANNO- LA HABANA copy s
Eleggua in Calle Mercaderes- Día de Reyes del 2010

ALMAS DE MIS TALLERES

Una mostra fotografica di

MARIA GIULIA ALEMANNO


MUSEO CASA DE ÁFRICA

de la Oficina del Historiador de la Ciudad

5 – 24  gennaio 2016

Obrapia No. 157, e/ San Ignacio y Mercaderes

LA  HABANA VIEJA

Cuba

Inaugurazione martedì 5 gennaio, ore 11.00

orari
da martedì  a sabato : 9.00 – 17.00
domenica: 9.00 – 13.00

A  cura di
Museo Casa de África
Associazione Culturale onlus Elegguà, Torino

in collaborazione con
Federico Brandazzi Foto 1ne, Crescentino (Vercelli)

Info:

Casa de África +537 861 5798
africa@cultural.ohch.cu
Associazione Culturale onlus Elegguà  +39 011 6793929

Con YEMAYA AKUARA- ALEMANNO- lA HABANA copy
Ragzza davanti ad una delle tele del ciclo “Yemayá y sus siete caminos”,
esposto da Maria Giulia Alemanno nella Casa de la Obra Pía nel gennaio del 2007

Maria Giulia Alemanno, l’artista italiana che ha interpretato e diffuso lo spirito della Santería, la religione sincretica di origine africana presente in area caraibica, torna ad esporre al Museo Casa de África  di La Habana Vieja, in occasione del XX Taller  de Antropología Afroamericana organizzato dallo stesso museo, che quest’anno festeggia  il trentennale della sua fondazione. Un evento d’importanza internazionale che, in concomitanza con la nona edizione del Festival de Oralidad Afropalabra, riunisce nella capitale cubana ricercatori, artisti, narratori provenienti da ogni parte del mondo per un fitto programma di iniziative disseminate  nei luoghi più suggestivi della città.
Abbandonate per una volta le tele e i pennelli, Maria Giulia Alemanno in ALMAS DE MIS TALLERES  ripropone attraverso la fotografia l’atmosfera e l’intento dei vari convegni a cui ha partecipato, non già  austeri seminari per addetti ai lavori ma emozionanti proiezioni verso l’esterno e verso la gente che, con straordinaria creatività, diventa a sua volta protagonista.

Si tratta di un mosaico di 90 ritratti saturi delle luci dei tropici, istantanee di figure che l’artista ha incontrato in vari anni  lungo le strade di La Habana Vieja durante la festa del Cabildo, quando ad ogni 6 gennaio, si torna a rievocare l’effimera libertà concessa un tempo agli schiavi di origine africana nel Día de Reyes. Elegguá, il dio bambino vestito di rosso e di nero che apre e chiude  le porte del destino, si accompagna alle altre divinità dell’olimpo Yoruba: Yemayá, in bianco e azzurro, Ochún in giallo oro, Changó in rosso e bianco, Oggún, nei toni del verde, Oyá Yansá cangiante di mille colori. Ma ci sono anche personaggi nei costumi patchwork dei diablitos Abakua, figuranti nei panni di dame spagnole e sacerdoti, ragazzi vestiti da campesinos, variopinti artisti di strada ammiccanti dall’alto dei trampoli. E al centro di tutti Adelaida, la storica reina, figura notissima a L’Avana, signora indiscussa della festa, fiera e misteriosa, carica di collane santere. Di ognuno di loro Maria Giulia Alemanno coglie soprattutto l’intensità dello sguardo, quasi a voler sfogliare un album di ritratti interiori, ritratti di anime appunto, ottenuti senza alcun compiacimento estetico nè filtri, nè  programmi di fotoritocco. L’anima deve svelarsi così com’è,  nella sua nuda essenza.

La sequenza è scandita dai volti di figure che hanno avuto un ruolo fondamentale nella straordinaria avventura dell’artista italiana a Cuba, dove dal 2004 ad oggi  ha esposto in undici mostre personali, tra cui Mis Orishas al Museo Alejando de Humbold e Yemayá y sus siete caminos alla Casa Museo de la Obra Pía di L’Avana.  Ricordiamo in particolare, insieme al pittore Antonio CanetAlberto Granado Duque, il direttore del Museo Casa de África che ha creduto al valore interculturale della ricerca di Maria Giulia Alemanno, Lázara Rodríguez Alemán, giornalista battagliera, Rafael Suao Lazu, animatore del Taller de Papel Artesanal,  Francisco Gordillo, visionario pittore di Santería, Mirta Portillo Barnet, narratrice di storie fantastiche, il critico d’arte Massimo Olivetti che l’ha  sempre seguita ed incoraggiata, Gian Luigi ed Alessandro Nicola, i restauratori italiani che hanno montato le grandi tele di Yemayá alla Obra Pía, lo scenografo Gino Pellegrini con cui nel 2010 ha realizzato la performance Entre tierra y cielo. Canto pictórico a los Orishas nella cornice coloniale della Plaza Vieja.

ALMAS DE MIS TALLERES, visitabile dal 5 al 24 gennaio 2016, è dedicata ad Alberto Granado, il miglior amico di Ernesto Che Guevara, che continua a vivere nel cuore di Maria Giulia Alemanno come un padre amato ed un prezioso modello di ideali e di vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *