Mamma Laura , primo compleanno lassù

Mamma e papà sposi web

 Laura e Giovanni il 6 maggio 1950

Cara mamma Laura,

oggi è il tuo primo compleanno lassù, ma non fuori casa. Quando una persona amata se ne va, presenza e assenza diventano un tutt’uno, avvertiamo la sua mancanza e contemporaneamente ci pare di averla accanto. Così è anche adesso mentre ti scrivo, sei qui con me e mi dici:” No, il computer in cucina no, per favore! Cerchiamo di tenerla in ordine. Non si sa mai chi potrebbe arrivare!”. Tranquilla, non arriverà nessuno. È domenica, siamo di prima mattina, fuori fa freddo e c’è il deserto. La pandemia ha quasi cancellato le visite, questo nostro spazio che è stato porto di mare è ora diventato attracco per poche barche guidate da marinai mesti e solitari. La vita è drasticamente cambiata. Ci si riconosce a malapena dagli occhi, ci si scambia saluti affrettati. Tu e papà ne avreste di certo sofferto. Tu sempre disposta a ricevere gli ospiti con un sorriso, lui a braccia aperte. Oggi il tuo sorriso sarebbe nascosto da una mascherina, e il suo abbraccio bloccato sul nascere. Ci si abitua a tutto, è vero, ma è dura.

Ieri  un cugino mai incontrato, bisognoso come molti di trovare certezze nelle proprie radici, mi ha mandato questa foto del vostro matrimonio. Non so come l’abbia recuperata, sono i misteri delle parentele un tempo vaste, ora sempre più ristrette e lontane. Il riceverla mi ha riportato ai giorni felici in cui sfogliavamo insieme il vostro album di nozze virato in seppia e mi spiegavate chi c’era con voi quel 6  maggio del 1950. Tanti ospiti, parenti, amici, vicinissimi in chiesa e al ristorante, altro che distanziamento sociale! E che belli! Papà composto e commosso e tu come sempre essenziale ed elegante nel tuo abito bianco panna,  in seguito tinto di blu e trasformato in un delizioso tubino che avevo indossato anch’io, per la serie non si butta mai niente.
Ho sempre amato il tuo sguardo interiore, così evidente in questa immagine. Sapevo che costantemente guardavi oltre, percorrevi territori intimi e segreti, alimentavi la tua anima con pensieri e sentimenti alti. Così è stato fino alla fine della tua lunga vita che hai lasciato con ali di angelo. Oggi, cara Lauretta, ne avresti compiuti 98 e io, recitando come sempre a soggetto, avrei messo sulla torta i numeri a caso, senza rispetto per la linearità del tempo, cosa che tu, meticolosa e precisa, accettavi solo perché pensavi che gli artisti sono personaggi bizzarri. Dunque per me quest’anno ne avresti 27, va bene?, gli stessi di quanto ti sei sposata. Sento, perché siete entrambi qui e là, che il tuo Nino in giacca e cravatta ti festeggerà con un mazzo di fiori celesti e un fiume di tenerezze. Tu come al solito dirai: “Non è il caso!”, ma sarai contenta.
Continuate ad abbracciarvi, voi che potete, continuate a diffondere amore.

Sempre nei nostri cuori.
Lella con Franco e la tua Eleonora

 

2 comments

  1. Grazie Gianfranca. Amici dei tuoi genitori, erano entrambi due belle persone che hanno lasciato un segno in chi le ha conosciute. Un amore profondo il loro che credo continui in una nuova dimensione dove li immagino sereni e sempre giovani. Un abbraccio a te.

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