MARILYN MONROE 50 anni fa come oggi IL MITO risplende in una grande mostra a Crescentino (VC)

Posted by admin on May-12-2012 under Uncategorized

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MARILYN MONROE

50 anni fa come oggi

IL MITO

26 MAGGIO – 10 GIUGNO 2012

Locali ex Cinema Moderno

Viale Po, 15

CRESCENTINO 
(Vercelli)

Inaugurazione sabato 26 maggio, ore 16.30

A cura di  CMT Collezioni Mostre Turismo Onlus

Ingresso libero

Orari:
sabato e domenica: 9.30- 19.30 / 20.30 – 23.00
lunedì – venerdì: 15.00 -19.30 / 20.30-23.00

Con il patrocinio di
Comune di Crescentino, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte,
Consiglio Regionale del Piemonte,
 Museo Nazionale del Cinema di Torino

In collaborazione con
Associazione Culturale Onlus Elegguà e Agriturismo Riso Greppi

Catalogo in mostra con testi di
Marinella Venegoni, Massimo Olivetti, Giuseppe Catalfamo

Info:

CMT Collezioni  Mostre  
 Turismo
cmt.crescentino@gmail.com
Pino Pezza  3472583128
pinopezza@gmail.com
Giovanni Bandirali  3487053016
gioband@inwind.it

Ufficio Stampa:
Maria Giulia Alemanno e Associazione Culturale Onlus Elegguà
Via Barbaroux 20
Torino
011 5627729
339 3484147
onlus.eleggua@yahoo.it

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Dedicata ad una stella la cui luce non si è mai spenta.   S’intitola MARILYN MONROE 50 anni fa come oggi IL MITO la mostra allestita dal 26 maggio al 10 giugno 2012 nei locali dell’ Ex Cinema Moderno, in viale Po 15 a  Crescentino (Vercelli), dove negli anni 60 lo struggente splendore dell’ attrice tante volte ha  illuminato il grande schermo. Non ci sarebbe  dunque spazio più adatto per ospitare l’eccezionale esposizione, frutto dell’appassionata ricerca di un collezionista, di oltre 500  immagini e di  un gran numero di riviste, cartoline, poster, locandine e documenti,  alcuni unici e rari, legati alla vicenda pubblica e privata di un’attrice e di un donna indimenticabile.
Di speciale significato artistico e simbolico è l’opera di
Ugo Nespolo, artista di fama internazionale e presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, che ha voluto essere presente con un ritratto dell’attrice,  vera e propria icona del ‘900, a cui  ha  di recente dedicato la mostra  ” Marilyn - Il sogno infranto”.

Ugo Nespolo ©: MARILYN,  multiplo in serigrafia cm.60 x 60 - 2011

MARILYN MONROE 50 anni fa come oggi IL MITO, ideata, allestita e curata da  CMT, Collezioni Mostre Turismo Onlus, gode del patrocinio del Comune di Crescentino, della Regione Piemonte, della Provincia di Vercelli, del Consiglio Regionale del Piemonte, del Museo Nazionale del Cinema di Torino ed è stata possibile grazie all’ aiuto e alla collaborazione  dell’ Associazione Culturale Onlus Elegguà e dell’ Agriturismo Riso Greppi, a cui si deve la pubblicazione del catalogo.

Una fotografia del 1945  ci mostra Marilyn Monroe diciannovenne.   Si chiama Norma Jean Baker, è  ragazza dallo sguardo triste vestita in modo austero.  In altre foto sorride sulla neve o sorregge un agnellino, apparentemente spensierata.  Ha già alle spalle il naufragio di un matrimonio quando inizia la carriera di fotomodella. Apparirà scandalosamente sul primo numero di Playboy e presto i suoi capelli castani diventeranno biondo platino. Sta nascendo la stella destinata a conquistare Hollywood ed il mondo.

E’ del 1948 una  rara fotografia  di Scudda Hoo! Scudda Hay! il primo film in assoluto di Marilyn. Niente più di una breve apparizione ma la sua straordinaria bellezza non può passare inosservata.

La mostra segue, passo dopo passo, la sua ascesa d’attrice,  proponendo momenti memorabili di Niagara e Quando la moglie è in vacanza (il suo sorriso disarmante e compiaciuto nella celebre sequenza della gonna bianca, che si alza sulla griglia di areazione della metropolitana, è una delle scene più celebri della storia del cinema). E ancora, per citarne alcuni, Gli uomini preferiscono le bionde, Fermata d’autobus ,A qualcuno piace caldo, tutti film che esaltano il fascino, la voce ed il talento di questa donna baciata dal successo e dalla fortuna, eppure tragicamente sola.

Così, nell’esposizione, accanto alle immagini del trionfo sugli schermi, si susseguono quelle di una vita segnata da una disperata richiesta d’amore: il naufragio dei suoi matrimoni con Joe Di Maggio ed Arthur Miller, le tante avventure, gli eccessi impietosamente riportati dai rotocalchi, le storie intrecciate con i fratelli Kennedy, la sua tragica fine dell’agosto del 1962, ancor oggi avvolta nel mistero, che ha contribuito, tristemente, alla nascita del mito.

I curatori, per ricordarla a 50 anni dalla scomparsa, bandendo ogni morbosità,  suggeriscono una visione ed una lettura della mostra cariche di tenerezza e delicata partecipazione.  Come spiega il critico d’arte Massimo Olivetti nella presentazione in catalogo: “Mito e sogno s’intrecciano, si confondono e si alimentano nella raccolta e nella rassegna di immagini che ripropongono attimi e momenti, che replicano all’infinito ogni pezzetto di Marilyn, del suo sorriso, del suo latteo candore, della sua sconfinata infelicità alla ricerca di un salvatore. A lei ed a noi è dedicata questa mostra, alla sua persona e alle nostre chimere. Alberto Barbera direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino, custode dei sogni e dei miti in celluloide, ne ha colto il significato offrendo il patrocinio. Ed Ugo Nespolo, presidente del medesimo museo, lo ha affiancato, esponendo una sua opera ispirata a Marilyn”

E’ nato un nuovo blog: “Maria Giulia Alemanno LiberaMente” su Blogger

Posted by admin on May-5-2012 under Uncategorized

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Ogni tanto, se avete un po’ di tempo,
date uno sguardo al mio nuovo spazio su Blogger

MARIA GIULIA ALEMANNO LiberaMente

Più sotto ne trovate l’intento e la filosofia.
Sento crescere, in questo periodo di grande buio, un forte desiderio di libertà.
So di non essere sola.

Ho bisogno di esprimermi, anche solo con piccoli segni e piccoli tratti. Ho bisogno di qualcosa che sia totalmente mio. Dunque di un mio mondo, di una mia dimensione in cui gettare un seme che non generi fiori di plastica.

Ed ho bisogno di verità.
Chiedo, chiediamo troppo?

…. se vi piace iscrivetevi, per la semplice gioia di stare insieme e condividere.

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Maria Giulia Alemanno - Pintando


Inizia qui la mia avventura in rete raccontata con immagini e parole.
Segni, disegni, quadri, schizzi, il mio lavoro d’artista condiviso.
LiberaMente.
Con MENTE LIBERA.
E ci saranno fotografie e scritti per ricordare il mio percorso
e guardare al futuro.
Ci saranno miei articoli di giornale recuperati tra i tanti pubblicati, e poi pensieri, certo non solo miei.
Per non sentirmi e non essere mai sola, per aver la certezza di camminare in compagnia.

PARIGI RIVE GAUCHE: A SPASSO CON PICASSO!

Posted by admin on Apr-20-2012 under Uncategorized

PARIGI RIVE GAUCHE: A SPASSO CON PICASSO!


Nell’immagine: Moise Kisling, Ortiz de Zarate, Max Jacob,
Pablo Picasso e Paquerette a passeggio nel quartiere di Montparnasse, 1916


Idea Weekend sulla Rive Gauche, l’area di Parigi a sinistra della Senna, il quartiere bohémien per eccellenza, sulle tracce degli artisti di inizio ‘900.
Lo spunto viene dalla 26° Biennale des Antiquaires in programma al Grand Palais fra venerdì 14 e domenica 23 Settembre 2012.
Esaltate dalla cornice del palazzo vetrato capolavoro dell’Art Nouveau e dal rapporto dialettico con le opere più antiche, le tele firmate dai grandi protagonisti dell’Arte Moderna sono fra le protagoniste di questa manifestazione: una delle rare occasioni in cui i visitatori possono osservare da vicino (fuori da case d’asta, musei o caveau) lavori di Monet, Matisse, Mondrian, Picasso, Braque, Modigliani, Chagall, Duchamp, De Chirico, Miró, Magritte, Dalí…
Visitare la Biennale des Antiquaires (ingresso 20 €) significa avvicinarsi a opere di grandissimo livello, sapendo che sarà difficile ritrovarle perché destinate a collezioni importanti, non sempre pubbliche. Un’emozione cui si aggiungono le storie e i dettagli raccontati dai galleristi, sempre dispoonibili a portare per mano i visitatori alla scoperta delle opere iper-selezionate che vengono presentate alla Biennale.
Come la scultura di Yves Klein SE 161 (1959) che verrà presentata dalla newyorkese L&M Arts; o il Boldini di Robilant+Voena (Ritratto di Anna Elisabeth Hansen, 1902). Applicat-Prazan riserva fino all’apertura della Biennale (come peraltro molti galleristi) le grandi sorprese a cui ha abituato il pubblico e per ora anticipa solo la presenza dell’opera dell’astrattista di origini russe Serge Poliakoff Fond noir aux traits (1952).
Gli anni ‘50 sono infatti fra le specializzazioni della galleria Applicat-Prazan, che al 16 di Rue de Seine è uno dei punti focali della Rive Gauche insieme alla Galerie Berès, diretta dalla figlia della fondatrice, Anisabelle Berès-Montanari (35, Rue de Beaune), una delle gallerie che hanno segnato un’epoca a Parigi (www.galerieberes.com)‎.
Sempre sulla Rive Gauche vale la pena affacciarsi nelle gallerie di Pascal Lansberg (36 Rue de Seine) e Antoine Laurentin (23 quai Voltaire).

Tra Boulevard Saint-Germain des-Près, dove si trovano stradine e piazzette con bistrot storici come Les Deux Magots o Cafè de Flore, e il Quartiere Latino con piazza della Sorbona -su cui affaccia l’università parigina- piazza St-Michel e il Panthéon sono molti i riferimenti per gli appassionati dei rutilanti inizi del XX secolo.
Non può dunque mancare il Musée d’Orsay (62, Rue de Lille) www.musee-orsay.fr -museo di arte moderna che abbraccia l’attività delle arti figurative dal 1848 al 1914 e raccoglie i massimi capolavori dell’Impressionismo.
Imperdibile anche il Musée du Luxembourg (www.museeduluxembourg.fr 19, rue de Vaugirard) che in occasione della Biennale des Antiquaires aprirà al pubblico la mostra De l’impressionnisme à l’art moderne - Collectionneurs d’avant-garde au Havre dedicata ai collezionisti di Le Havre che per primi si appassionarono al post-impressionismo e ai Fauves (dal 12 Settembre 2012 al 10 Gennaio 2013).

MANGIARE - Visitando le gallerie di Rue de Seine non si può non prevedere una sosta al mitico bistrot La Palette (www.cafelapaletteparis.co 43 Rue de Seine), tradizionale ritrovo per gli studenti di Belle Arti e locale storico frequentato da Cézanne, Picasso and Braque e poi da Hemingway. Un ristorante molto apprezzato che propone cucina tipica francese è Les Papilles (www.lespapillesparis.fr 30, rue Gay Lussac), mentre è davvero suggestiva la cena in navigazione sulla Senna sul Bateau Le Calife www.calife.com 3, Quai Malaquais). Per i golosi, infine, macaron e i migliori croissant di Parigi da Pierre Hermé (www.pierreherme.com 72, rue Bonaparte).

DORMIRE - Hotel Relais Saint-Germain all’interno di un edificio del XVII secolo, con soffitti originali in legno e mobili d’epoca (www.hotel-paris-relais-saint-germain.com
Un buon hotel economico nel Quartiere Latino è invece Hotel College de Francewww.hotelcdf.com 7 rue Thénard), doppia da 92 €.
9, Carrefour de l’Odeon), doppia da 285 €.

INFORMAZIONI PRATICHE BIENNALE DES ANTIQUAIRES
www.sna-france.com

Date:
da Venerdì 14 a Domenica 23 Settembre 2012
dalle 11 alle 21 (aperture serali fino alle 23 Martedì 18, Giovedì 20 e Sabato 22 Settembre 2012)
Luogo
: Grand Palais, avenue Winston Churchill, Parigi

UFFICIO STAMPA THREESIXTY di Gabriella Braidotti
+39 011547471 +39 3483152102

Via Vagnone 1, 10143 Torino -
www.threesixty.it

LA FAVOLA DEI PITTORI MATTACCHIONI

Posted by admin on Apr-15-2012 under Uncategorized

LA FAVOLA DEI PITTORI MATTACCHIONI

ovvero le mirabolanti avventure per terra e per mare
di cinque artisti e una povera rana

LA FAVOLA DEI PITTORI MATTACCHIONI 1 in LA FAVOLA DEI PITTORI MATTACCHIONI di Maria Giulia Alemanno
La Fata dei numeri di Giacomo Soffiantino

C’era una volta nel Paese-Che-Non-C’è, un gruppo di pittori mattacchioni. Le loro marachelle erano proverbiali. Ancor oggi i vecchi giurano di averli visti mentre tiravano palle di neve in Piazza Castello ,un pomeriggio in cui i mandorli erano fioriti e la gente normale andava a Superga per violette.
Si raccontano molte altre stramberie sul loro conto, come il giro del mondo in gommone che decisero un giorno di tentare, spinti da insana passione per l’acqua. Erano tutti eccitatissimi dal progetto, tranne Giacomo Soffiantino, il saggio, che pensò di consultare una fata che conosceva bene, non foss’altro perché l’aveva disegnata lui. Non le aveva insegnato a parlare ma in compenso le aveva messo indosso un abitino magico in grado di rispondere a qualsiasi domanda. Così quando le chiese: “Cosa ne pensi della loro idea?”, la stoffa si colorò d’autunno e pian piano comparve un groviglio di cifre giganti. “ Ho capito -  disse Giacomo – Stanno dando i numeri. Cercherò di fermarli per tempo.”

LA FAVOLA DEI PITTORI MATTACCHIONI 2 in LA FAVOLA DEI PITTORI MATTACCHIONI di Maria Giulia Alemanno

Le divise del soldatino di Corrado Porchietti

Non aveva fatto i conti, ahimé, con il più giovane del gruppo, un certo Corrado Porchietti. Da qualche tempo costui si aggirava nella casa dove vivevano tutti insieme  agghindato in una buffa uniforme da soldatino di piombo, sventolava una bandiera di carta, sguainava una spada di midollo e rideva a crepapelle, specie nei momenti  in cui non gli si dava retta. Per questo motivo Giacomo non ci fece troppo caso la sera che lo vide entrare nella stanza dove lui e la fata stavano parlottando, a modo loro. Notò soltanto che, dopo il suo “ Cercherò di fermarli per tempo”, Corrado si era fatto serio per la prima volta in vita sua e aveva brontolato: “Questa me la lego al dito!”,  e si era  precipitato, rischiando di fracassarsi, giù per le scale ripidissime della loro casetta.

LA FAVOLA DEI PITTORI MATTACCHIONI 3 in LA FAVOLA DEI PITTORI MATTACCHIONI di Maria Giulia Alemanno
La casetta di Mauro Chessa e la fune di Romano Campagnoli

L’aveva progettata Mauro Chessa in una notte di follia e, soltanto dopo che tutti l’ebbero costruita con amore, si accorsero che le stanze erano così alte e strette che l’unico modo per poter starci dentro era quello di mettersi
uno
in
spalla
all’altro
per mangiare,  dormire e  fare tutte le altre cose belle consentite nelle favole.
Il soldatino Porchietti, dunque, corse ad avvertire gli amici del “Piano Soffiantino”. Tentarono di scappare dalla porta d’ingresso ma si accorsero che era stata sbarrata dall’esterno. Ci fu un attimo d’agitazione e di smarrimento in cui solo Francesco Tabusso finse una grossa calma e annunciò con voce da presentatore: “ Eseguirò per voi quattro antiche danze ungheresi:” Nessuno apprezzò la pensata. Poi Romano Campagnoli si alzò con fare da patriarca, appoggiò una mano sul fianco, con l’altra si sfregò la barba, infine disegnò una corda robustissima con nodi da marinaio.
“Ci caleremo dalla finestra con questa”,  sentenziò con pacata autorità. mentre si aggiustava  il berretto che gli aveva regalato Corto Maltese.

LA FAVOLA DEI PITTORI MATTACCHIONI 4    MARIA GIULIA ALEMANNO

Il cavallo a dondolo di Mauro Chessa, il carro di Giacomo Soffiantino, la tartaruga di Francesco Tabusso

Così iniziò l’avventura.
Quando giunsero nel giardino era l’alba e una luce rosata giocava sulle colline di Pavarolo. Cercarono di non far rumore. Tabusso fu incaricato di aprire il cancello ma prima di arrivarci, - era  a circa due metri da lui – riuscì a raccogliere un sasso, un soffione, un grattacelo e una famiola. Tolse il catenaccio con lentezza e finalmente furono in grado di mettersi in viaggio.

In lontananza immaginavano il mare.
Mauro Chessa si avviò per primo sul suo cavallo a dondolo. Tutti gli altri  lo seguirono su un carro di legno trainato da una grassa tartaruga. Tutti gli altri no.  Perché Francesco Casorati dalle lunghe gambe si era addormentato su una botte abbandonata sotto una magnolia. Quando il suo amico Tabusso se ne avvide, gridò: “ Cecchino, Cecchino, noi anduma, neh!” ma, accorgendosi che nemmeno una balena che russa sarebbe riuscita a svegliarlo,  disegnò in fretta e furia una chiocciola legata-ad-una-fune-che-poi-legò-alla-botte e Francesco Casorati proseguì il viaggio nel sogno, in maniche di camicia ma, per sua fortuna, spinto dal vento.

LA FAVOLA DEI PITTORI MATTACCHIONI 5    MARIA GIULIA ALEMANNO

La farfalla e la lumaca di Francesco Tabusso, l’uomo dalle lunghe gambe a cavallo della botte di Giacomo Soffiantino, il gabbiano e il pesce di Francesco Casorati,
l’animale fantastico di Romano Campagnoli

Gli apparvero cose bellissime: farfalle colorate da lui, pesci che fumavano come lui, gabbiani che si portavano via la sua infanzia. L’unico incubo che ebbe, un animale preistorico che lo fissava cattivo, lo legò stretto con la corda mille usi di Romano Campagnoli. Poi si svegliò. Vide colline dolci e sensuali una farfallina che gli si era posata sul ginocchio.
“Ma questa non è mia!” pensò.
Gliel’aveva copiata e offerta Francesco Tabusso, in un momento di sosta.

LA FAVOLA DEI PITTORI MATTACCHIONI 6    MARIA GIULIA ALEMANNO

La rana dei palloncini di Francesco Casorati, l’uccellino nel nido di Francesco Tabusso,
i cappelli
di Mauro Chessa, il soldatino di Corrado Porchietti

Il viaggio fu lungo e difficile. lL tartaruga si stancò ben presto e dovettero sostituirla con una rana ambulante che avevano incontrato ad una fiera di paese mentre vendeva palloncini e, da quel giorno, non erano più riusciti a liberarsene. Avevano sofferto la fame perché la rana, che era diventata la loro tuttofare, comprava solo orrendi formaggini in scatola e una volta Tabusso diede in escandescenza e la trattò come un verme. Per fortuna Corrado Porchietti ,ogni tanto ,raccoglieva radici che cucinava negli stessi pentolini con cui perquoteva la grancassa.
Un giorno, quando ormai credevano di non raggiungerlo più, un uccello dal nido li avvertì che il mare era poco lontano. Si abbracciarono commossi, lanciarono in aria i loro cappelli e solo allora si accorsero di aver portato con sé anche quelli di Soffiantino e della Fata.

LA FAVOLA DEI PITTORI MATTACCHIONI 7    MARIA GIULIA ALEMANNO

Il mare nella boccia di vetro ed il pesce rosso di Romano Campagnoli

Il mare era calmissimo e racchiuso in una boccia di vetro. Sulla spiaggia di conchiglie li aspettava il loro amato gommone. Indossarono le cerate gialle e anche Corrado Porchietti fu costretto a farlo, dopo cinque minuti di capricci. Gli concessero in cambio di portarsi appresso il pugnaletto di marzapane.
Tutto era pronto. Accesero il motore ma presto si fermò. Allora Romano Campagnoli recuperò la corda, la legò stretta alla coda di un pesce rosso e presero il largo. Sulla riva, prima di partire, avevano baciato tutti la rana con un pizzico di tristezza. Francesco Tabusso, che si era anche affezionato a lei nonostante qualche volta fosse un po’ noiosa, prese il binocolo per vederla un’ultima volta e si accorse che si era trasformata in una signorina bionda, con la gonna da zingara.
“ Ma quella è Lellina!” gridò.

“Impossibile. Non c’è posto per una donna in questa favola” risero gli altri divertiti. “Pazienza la fata di Soffiantino che dava i numeri. E poi era soltanto un’invenzione!”
E se ne andarono tutti verso il loro destino.

Questa è una favola scritta col  per i miei amici, che amo.

Maria Giulia Alemanno

Credo ci sia bisogno di qualche spiegazione per meglio entrare nello spirito di questa storia variopinta e sgangherata che, come tutte le favole, nasconde un fondo di verità.
Siamo agli inizi degli anni 80. Collaboro con Stampa Sera  con articoli ed illustrazioni e, contemporaneamente, lavoro nello studio di Francesco Tabusso, amico, maestro, artista straordinario. Grazie a lui conosco altri pittori, frequento i loro studi, appartengo,  così almeno credo, ad un mondo creativo che mi stimola ed appassiona. Scrivo, dipingo, sono piena di speranze ed energia. Finchè un giorno arrivo in redazione e vedo che hanno proposto ad alcuni artisti di realizzare dei disegni con i quali i lettori,  dovrebbero costruire racconti.
Leggo i nomi: Romano Campagnoli, Francesco Casorati, Mauro Chessa, Corrado Porchietti, Giacomo Soffiantino, Francesco Tabusso.
I miei amici appunto.
Tutti maschi. Appunto.
Inutile dire che ci rimango male. Molto male. Devo essere arrabbiata con il caporedattore che non ha pensato di  propormi di partecipare, oppure devo esserlo con i miei amici che, nemmeno lontanamente, si sono ricordati che sono parte del gruppo? Per non far torto a nessuno scelgo di prendermela con tutti. Ma lo faccio a modo mio, senza urla né scenate, chiudendomi in un dignitoso silenzio, non privo tuttavia di una certa inquietudine.
Porto a casa il giornale dove ai loro lavori è riservata un’intera pagina, mi siedo al tavolo, respiro lungo per tentare di calmarmi, prendo le forbici e comincio a ritagliare le immagini. Farfalle, corde, carri, cappelli, soldatini. Reciterò  la parte della lettrice che scrive la sua storia.
A distanza di tanti anni, ciò che rimane sono sette fogli doppi di quaderno a righe riempiti di getto, con l’urgenza di chi, incurante della forma,  vuole soltanto liberarsi  della propria amarezza. Ci sono refusi, errori, persino un finale di parola rimasto nella penna. Già. Avevo scritto a penna e non a macchina, quasi si fosse trattato di uno scampolo di diario destinato ad essere letto soltanto da me. In effetti non credo di aver  mai portato i sette fogli  in redazione, né di averli fatti  vedere ai diretti interessati. La rabbia era svanita scrivendo, sostituita dall’affetto che mi legava a loro. Ed è questo, in fondo, il  lieto fine che conta.
Non è casuale che li abbia rispolverati ora. In realtà, dopo che Francesco Tabusso lo scorso gennaio se n’è andato a dipingere nel Paradiso dei Pittori, ho tentato più volte di scrivere di lui ma nessuna parola riusciva ad esprimere il mio dolore ed il mio vuoto. Ogni frase mi sembrava retorica, lontana da noi e dalla nostra amicizia fraterna e profonda Quand’è così ,meglio tacere, elaborare il distacco in solitudine, riempire il silenzio di ricordi.
E questa storia, che dedico ora a Francesco,  per riprendere idealmente il discorso sospeso,  di ricordi è piena. Criptiche espressioni di un linguaggio in codice e tra tutti i riferimenti il mitico viaggio in gommone che avevamo condiviso con  Casorati e Campagnoli, da Venezia a Trieste, e che ridendo, mille volte ed in mille contesti, avevamo rievocato. Ed è proprio in gommone che se ne vanno i Pittori Mattacchioni  alla scoperta del mondo, lasciando sulla riva la piccola rana, destinata a trasformarsi in Lellina. Così mi ha sempre chiamata Tabusso. E non Maria Giulia ma Lellina sono sempre stata per tutti loro. Da tempo perdonata la dimenticanza, ancora e sempre , i miei fratelli maggiori, i miei preziosi amici.

I FUOCHI di Maria Giulia Alemanno nelle parole dello storico Mario Ogliaro

Posted by admin on Apr-10-2012 under Uncategorized

Fuoco orizzontale dettaglio dell’ olio su tela di Maria Giulia Alemanno esposto per la prima volta nel 1999 in occasione della personale “Fuochi ed altre presenze” a Palazzo Degregori, Crescentino. L’immagine completa ed altri quadri della mostra nella sezione LE OPERE di questo sito.

I “FUOCHI” di MARIA GIULIA ALEMANNO

Le due mostre allestite recentemente a Crescentino dalla pittrice Maria Giulia Alemanno (per gli amici Mariella) hanno avuto un ampio riscontro sia da parte del pubblico che della critica. Allieva di Francesco Tabusso, Mariella è assai nota negli ambienti artistici torinesi per l’originalità delle sue opere realizzate attraverso una personale osservazione della natura, dalla quale traspare l’espressione di quei valori più genuini della nostra terra. Valori che hanno suscitato in lei forme dolci e sensibili, come “Asso di Bastoni”, “Il rosso e il nero” “La prova” ed altre ancora, fino a raggiungere l’elaborazione figurativa delle piatte e monotone risaie, dove lo sfondo inquieto appare animato dal “fuoco delle stoppie” e da un agitarsi d’immagini e di colori che riflettono l’attesa ciclica delle stagioni, quasi come appare nella descrizione del perenne Deserto dei Tartari, in cui l’orizzonte, irreale e lontano, assume una dimensione infinita.

I “fuochi”, nella loro fantastica danza rituale, sembrano richiamare il carattere primitivo della piana sconfinata e raggiungere un equilibrio d’impulsi, in cui le fiamme nel loro lento roteare bruciano inesorabilmente i fanciulleschi ricordi della pittrice per farli rinascere in una luce nuova, dalla quale essa riesce a ricreare gli antichi miti ed il vario succedersi ed il presentarsi della natura. Un affresco che, a mio giudizio, si può affiliare all’incantesimo del wagneriano Wotan, dove il simbolismo affiora e domina instancabilmente, così come domina e permea nei suoi quadri, soprattutto in quelli che traducono moti interiori in “fuochi ed altre presenze”, evocanti – come afferma Massimo Olivetti- “una sinfonia di suggestioni, un sovrapporsi ed intrecciarsi di note, insieme sottili e consolatorie, ma anche inquietanti ed inspercrutabili. E la vibrazione si moltiplica nell’apparente immobilità delle presenze. Immobilità che diventa sfida al vorticare del tempo per mantenere la continuità del simbolo.”

Un’interpretazione dunque maturata in un libero canto di contorni e di colori, che se da una parte esprimono un senso di solitudine, dall’altra destano forse la nostalgia dell’antica serenità delle risaie quando ancora brulicavano di vita, ondeggiavano vivaci e fuggitive nello spirito agreste delle frazioni crescentinesi di Lignola, San Grisante, San Genuario.

La fecondità della sua esperienza pittorica e della sua attività creativa è ancora ben lontana dall’esaurirsi. Anzi, è proprio al culmine di quella maturità che gli amici di Mariella e tutti i suoi estimatori attendono altre opere ed altre “presenze” animatrici della terra vercellese.

Mario Ogliaro

Corriere Eusebiano, Sabato 15 aprile 2000


Propongo qui, dopo tanti anni, lo scritto che lo storico crescentinese Mario Ogliaro, dedicò alla mia pittura, cogliendone perfettamente l’essenza, in un articolo pubblicato sul Corriere Eusebiano.
I fuochi continuano a bruciare dentro di me, presenze vive e vibranti . Ne nasceranno presto altri, come ritratti di anime inquiete. Forse autoritratti rarefatti e maturi.

SERGIO ALBANO: UNO SGUARDO SULL’INFINITO a Palazzo Salmatoris - Cherasco (Cn)

Posted by admin on Apr-4-2012 under Uncategorized

SERGIO ALBANO

Uno sguardo sull’infinito

a cura di Francesco Albano e Cinzia Tesio

7 aprile - 1 maggio 2012

Palazzo Salmatoris

Via Vittorio Emanuele 29

CHERASCO

(Cuneo)

Inaugurazione sabato 7 aprile ore 17.00 nella Sala del Consilio di Palazzo Comunale

Orari:
dal martedì al venerdì: 14.30 - 18.30
sabato e domenica: 9.30 - 12.30/ 14.30 - 18.30
Chiuso il lunedì

Ingresso libero

Palazzo Salmatoris, alla vigilia di Pasqua, apre le porte a una mostra storicizzata. A qualche anno dalla scomparsa, ospita i lavori di Sergio Albano, raggruppati sotto l’emblematico titolo “Uno sguardo sull’infinito”.

Sergio Albano: BLU TANGO
olio su tavola cm 40 x 40 - 2004

«Formatosi all’Accademia… Sergio Albano: ha iniziato a disegnare giovanissimo sotto la guida del padre Mario e dello zio materno Carlo Musso, entrambi paesaggisti. Personaggi a lui vicini che gli hanno insegnato l’importanza del mestiere, della sostanza profonda di un’opera e della sua forma, perché nella continua ricerca di questa si afferma la vitalità della pittura - l’analisi della sua poetica è della curatrice della mostra, la storica dell’arte Cinzia Tesio: “La sua prima stagione pittorica figurativa si avvicina ai canoni ottocenteschi con tagli efficacissimi e talvolta memorabili. Di fronte all’infinità della natura impagina i suoi quadri senza filtri. La visione assume i toni sereni di paesaggi nitidi, velati da una vena romantica e dal riverbero della nostalgia. La passione per l’architettura, e la sua personale ricerca, portano Sergio Albano verso l’ultimo filone volto ad una metafisica di ritorno immersa in un quotidiano straniante. Dai paesaggi, alle inquadrature di interno – esterno che sembrano riprese attraverso una finestra, alle straordinarie figure, Albano seleziona, semplifica, indurisce le immagini, per sottrarle alla realtà cui sembrano appartenere. Idealista, prima che realista, Albano, eccezion fatta per il sentimento della malinconia, non manifesta nessun altra emozione, nessun tormento, nessuna inquietudine, nessuna ansia per un bene o per un destino da raggiungere. La poetica che traspare dalle composizioni, particolarmente legata alle cose solide, è in realtà una poetica dell’inappartenenza, dell’estraniazione, del distacco.

Sergio Albano: CHERASCO
olio su tavola cm 40 x 40 - 2008

… E, ogni qual volta si percepisce il legame con la realtà, la narrazione si svolge comunque in uno spazio fatto di inserzioni geometriche, di linee che spesso cercano l’astrazione dal limite ideale che vogliono racchiudere, proiettando la fantasia di chi guarda in un ordine metafisico, in un mondo di un’umanità distaccata e solitaria che si fa dimensione del vuoto da dove pare rimbalzino immagini di continua e ancorata solitudine. Nelle tavole del maestro, dove emerge quanto siano importanti per Albano spazio e colore, sono rappresentati i temi più cari all’artista: i ballerini di tango, le figure di donne, i paesaggi e i teatrini. Tavole, tornando al discorso introduttivo, spesso unite alla Metafisica ovvero “a ciò che è al di là delle cose fisiche”».

FIGLIO DI OSAIN

Posted by admin on Apr-1-2012 under Uncategorized

Maria Giulia Alemanno © HiJO DE OSAIN pastelli a olio su carta in MARIA GIULIA ALEMANNO. ON PAPER di Maria Giulia Alemanno

Hijo de Osain
© Maria Giulia Alemanno, pastelli a olio su carta - 2010

Figlio di Osain
verde come le erbe, verde come  la foresta,
anche tu regala salute e pace

e la saggezza degli antenati
figli di tua madre, l’Africa.

ANTONIO VENDRAMIN: dal Polesine a Torino una ballata di triste emigrazione

Posted by admin on Mar-26-2012 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno Antonio Vendramin tav. 3 part - inchiostro di china su carta - 1976    MARIA GIULIA ALEMANNO
Maria Giulia Alemanno ©: Antonio Vendramin, tavola 3 part.
inchiostro di china su carta, 1977

La ballata di “Antonio Vendramin”, cavallo di battaglia dei Cantambanchi, storico gruppo del folk italiano, è stata scritta negli ormai lontani anni 70 da Renato Scagliola, giornalista e cantambanco d.o.c.
La musica è di Piero Marchisio, per un breve tratto cantambanco.

La registrazione degli anni 80,  è arricchita dal corno torto di Sergio Balestracci, maestro di musica antica, la cui partecipazione straordinaria rende questa versione   unica e preziosa.

In tanti ricordano ancora la triste e dolorosa storia di Antonio Vendramin, mille volte cantata in giro per il Piemonte e anche oltre confine, quando i Cantambanchi si muovevano a bordo di un pulmino  amaranto carico di strumenti, con la scritta al contrario come le autoambulanze. E su quella “ambulanza musicale” il buon Vendramin si sarebbe trovato a proprio agio e fors’anche  riposato, lui che aveva dovuto combattere da quando era giovane, prima in guerra e poi nella vita, una guerra persino peggiore , perchè senza fine come quella dei Cent’anni. Emigrante in Germania ed in seguito contadino in Polesine, dove a fatica aveva messo sù casa con la moglie e i bambini, nel ‘52 si era visto portare via tutto dalla piena del Po, un dramma condiviso da migliaia di famiglie costrette a cercare rifugio e lavoro altrove. Per lui, come per molti altri veneti, l’altrove si chiamava Torino.
Nuova vita, nuovi disagi, nuove difficoltà che Vendramin cerca di annegare nel vino. Il suo racconto si dipana in quella strana lingua che è il veneto-piemontese che,  a cadenza e parole della terra d’origine, mischia quelle della terra d’adozione. Per lui, quella che la gente colta chiamerebbe asetticamente “transculturazione”, è stata soltanto “una vita da bestia” che neppure un fiume di vino potrebbe far dimenticare.
Le dieci tavole della storia di  Antonio Vendramin che ho recuperato dal cassetto dei ricordi per dar loro la nuova veste del video, risalgono al 1977. Le avevo disegnate su fogli ruvidi, con tratti veloci di penna intinta in inchiostro di china, poi annacquato per essere steso a pennello. Spero conservino ancora una loro freschezza, specie ora che ho potuto farle rivivere accostate al testo e alla musica. E Vendramin, nonostante il tempo che è passato,  continua a farmi tenerezza, con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, di uno che non ha mai visto Genova.

Maria Giulia Alemanno

I cavalli di GILBERTO FRÓMETA al galoppo da Cuba alla Cina

Posted by admin on Mar-18-2012 under Uncategorized

<font color=#444444 >Gilberto Frómeta, 2009 <a style=

Gilberto Frómeta: Il gruppo finale
tecnica mista su tela, cm 144 x 13 - 2009

GILBERTO FRÓMETA

Nobles susurros desde de muy lejos

Nobles wispers from afar

16 marzo - 15 aprile 2012

ART IN CAPITALS GALLERY

Donghu Road 20, secondo piano (vicino Middle Huaihai Road)

SHANGHAI

Come raggiungere la galleria:
Metro Line 1, South Shaanxi Road Station or Changshu Road Station
Orari:
da lunedì a sabato: 12:00 to 20:00,
Domenica solo su appuntamento
Website: http://www.artincapitals.com
Tel: +86-21-54047702
Email: info@artincapitals.com

http://www.lajiribilla.co.cu/2011/n514_03/frometa.jpg

Gilberto Frómeta: Fotografia di Famiglia
tecnica mista su tela, cm 85 x 104 - 2009

Immagine in
lajiribilla.co.cu

Ho conosciuto Gilberto Frómeta a L’Avana nell’agosto del 2003 lo stesso giorno in cui, con il critico d’arte Massimo Olivetti,  ho incontrato Miguel Barnet nella sede della Fondazione Fernando Ortiz, nel verde lussureggiante del Vedado.
Miguel Barnet, uno dei massimi esponenti della cultura cubana contemporanea, ci aveva ricevuti nonostante fosse per lui un periodo di vacanza, incuriosito da quei due italiani che volevano mostrargli alcuni lavori ispirati alla Santeria. Fu estremamente gentile, quasi si commosse nel guardare un mio ritratto immaginario di  Iewa, una delle divinità di cimitero, solitaria ed isolata, poco presente  nell’iconografia santera, e, quasi per ringraziarci della visita, come dono,  chiamò al telefono un amico. “ Voglio che vi conosciate – ci disse. E’ un bravissimo artista. Si chiama Gilberto Frómeta. Vi aspetta nel pomeriggio .”

http://www.pinturagfrometa.com/gilberto_frometa/media/preview/cubanosenprimerplano.jpg

Frómeta nel suo studio a L’Avana

Fu così che entrammo nel suo mondo, una vecchia casa dipinta di bianco ristrutturata con grande gusto, elegante nella sua estrema semplicità, piena di luce e di magia. E subito, già prima di visitare lo studio, ci rendemmo conto della sua grandezza. Sulle  pareti di ogni stanza i suoi quadri, i suoi disegni che fondevano magistralmente astrazione e  realismo rivelavano doti straordinarie di disegnatore e di pittore ed una intensità che di certo lo avrebbe portato lontano.

Media Archives

“Cubanos en primer plano”
Cubavisión TV program
Original in Spanish

Ci raccontò delle sue mostre in  Venezuela, Messico, Spagna e Portogallo ma, ci rivelò che come i suoi cavalli, liberi e selvaggi, rincorreva orizzonti ancor più vasti. Non stupisce dunque il grande successo che sta riscuotendo in Cina, dove da qualche tempo, tra una esposizione e l’altra,  ha intrapreso, in parallelo alla pittura  e alla grafica, un percorso di sperimentazione digitale. Ne è la dimostrazione l’ultima mostra dal titolo evocativo: Nobili sussurri da molto lontano, quasi una dichiarazione d’amore e nostalgia  inviata alla sua Cuba dal cuore dell’Oriente, inaugurata il 16 marzo presso la ART in Capitals Gallery di Shanghai ed aperta fino al 15 aprile 2012.
Al ritorno in Italia, Massimo Olivetti gli dedicò un articolo sul Corriere dell’Arte dal
titolo
FRÓMETA: A CAVALLO DI  MACONDO, dove a ragione, lo collocava tra i massimi artisti cubani. Mi fa piacere riproporre qui le parole che scrisse per lui, ancor oggi perfette per descrivere l’artista e l’uomo.
“Gilberto Frómeta dipinge cavalli. Non solo, non esclusivamente,  ma il cavallo nelle sue forme, nella sua scomposizione, è il tramite per il suo personale Macondo. Nella sua casa, all’ Havana, c’è una sua foto. Sei, sette anni,  in sella ad un cavallino, un cappello da guajiro equestre, ed un sorriso largo e profondo come le falde del cappello.
Frómeta dipinge cavalli per riprodurre l’emozione e la felicità di quel sorriso. Non dipinge favole, vive favole con i suoi pennelli, e le vive con la disperata intensità che ogni bambino mette nella profondità dei giochi. Ha mano magica, facilità nel disegno, sicurezza nelle linee. Facile, quindi, scadere nel virtuosismo, affogare nella maniera. Ne fugge con la forza espressionistica dei tratti. Scompone cavalli e ne seziona i le parti, per offrircene ingrandita una dimensione inquieta. Non rincorre sogni dolci e tranquillizzanti, ma condisce il proprio universo di un’animalità impetuosa, travolgente, sconfinata. I suoi cavalli ci trascineranno oltre e al di là.

http://www.pinturagfrometa.com/gilberto_frometa/works/gallery_fp/2004%20Otro%20Mago%20%20tmt%201.00%20x%201.50%20m%20copia.jpg

Gilberto Frómeta: Otro Mago
tecnica mista cm 100 x 150 - 2004
Immagine tratta da
pinturagfrometa.com sito ufficiale dell’artista

E la realtà diventa giostra e teatro, cavalli vivi  e cavallini di legno che si confondono e si tramutano, veicoli entrambi di un mondo di balocchi a cui partecipano, come quinte immobili, gli adulti ingessati in abiti da cerimonia e nella serietà formale delle tenute da turf. Il tratto è sostanziale, dunque, per impedire alla necessità della fantasia di sconfinare negli universi del barocco. Il colore, i rossi e i gialli soprattutto, hanno la forza delle lacerazioni, trattenute a stento  dentro una padronanza dei volumi che rievoca l’assimilazione dei modelli classici di Velásquez. Ma una lettura in cifra di Frómeta è comunque sempre parziale e riduttiva, perché, nei suoi quadri e nei suoi cavalli, quello che trionfa con prorompente vitalità è la pittura stessa.

Massimo Olivetti in il CORRIERE DELLARTE - ottobre 2003

http://cubanartspace.net/old/exhibitions/moving/Prints/images/G_Frometa_3460.jpg

Gilberto Frómeta: Celos? Calcografia - 2003. Immagine in cubanartspace.net

Nulla aggiungo, se non l’augurio a Gilberto Frómeta di raggiungere nuovi prestigiosi traguardi, perchè no, anche in Italia, sempre  idealmente in groppa ai suoi cavalli. Felicidades y suerte!

Maria Giulia Alemanno

PEPPE VOLTARELLI in live recital nel mondo e il 25 aprile anche a Torino

Posted by admin on Mar-17-2012 under Uncategorized

http://coffeepot.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/PEPPE-VOLTARELLI-02-foto-Gi.jpg

Peppe Voltarelli. Immagine tratta da coffeepot.altervista.org

Inarrestabile Peppe Voltarelli ! E chi lo ferma più?

Bene, benissimo perchè si tratta di un artista destinato a fare ancora molta strada, pieno di talento, energia e debordante umanità.
Ecco dunque di seguito le date del prossimo live recital.
Dovunque vi troviate

raggiungetelo!

http://www.mentelocale.it/vig/PEPPE-VOLTARELLI_gi.jpg

Ancora e sempre Peppe Voltarelli. Immagine in genova.mentelocale.it

*****

“…tu ci vai? Si ma adesso non ci vado più”
Tony Pizza in

La vera leggenda di Tony Vilar


l’opera prima di Giuseppe Gagliardi, sceneggiata e interpretata da Peppe Voltarelli.
Clicca sull’immagine per guardare il video su YouTube

PEPPE VOLTARELLI
LIVE RECITAL

20/3  Londra - Istituto Italiano di Cultura
24/3  Catania  La Lomax
27/3  Rende  Camelot Festa del Mucchio
30/3  Varsavia  Mostra del Nuovo Cinema Italiano
14/4 Roma Auditorium Parco della Musica
24/4 Rende  Teatro Auditorium Unical
25/4 Torino  Piazza Castello  Festa della Liberazione
27/4 Reggio Calabria  Teatro Siracusa
29/4 Lamezia Terme  Teatro Politeama
10/5  Varese  Cine Teatro Nuovo
11/5  Cantu’  Teatro San Teodoro

MIMOSE PENSOSE non solo l’8 marzo

Posted by admin on Mar-10-2012 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno © MIMOSE PENSOSE. Tecnica mista su carta in MARIA GIULIA ALEMANNO. ON PAPER di Maria Giulia Alemanno

MIMOSE PENSOSE
© Maria Giulia Alemanno
Tecnica mista su carta, 2010

Oltre l’8 marzo, ed in ogni giorno dell’anno, spero fioriscano le mie
mimose pensose.
Dietro di loro gli occhi di molte di noi, in ogni angolo del mondo, consapevoli e solidali, pronte a collocarci e a lottare per i nostri diritti ed i nostri ideali di giustizia, solidarietà e sorellanza.
Troppe di noi sono ferite nel corpo e nell’anima da compagni violenti, mariti gelosi, ex amanti impazziti.

Troppe di noi sono ogni giorno uccise nel mondo.
Penso al femminicidio costante e sistematico delle donne di

Ciudad Juarez
in Messico,
alle loro croci rosa, al dolore lacerante delle loro famiglie.
A loro dedico il mio pensiero, volutamente oltre l’8 marzo,
ben sapendo che siamo in molte a portarle nel cuore,
piccole sorelle cancellate da mani assassine
ma da noi mai dimenticate.

Pensieri e Parole per LUCIO

Posted by admin on Mar-8-2012 under Uncategorized
http://images.style.it/Storage/Assets/Crops/47000/124/53586/lucio-dalla-angelo_650x300.jpg

Lucio Dalla in veste di angelo libero. Immagine tratta dal sito Style.it

Se ne è andato, così, improvvisamente.

Mi (ci) ha accompagnato

quando ero (eravamo) felici con gli amici,

quando ero (eravamo) con lei (lui) immensamente innamorati,

quando ero (eravamo) malinconicamente solo (i).

Certo che mi (ci) mancherà

ma mi (ci) ha lasciato tanto ancora da scoprire

per rimanere felici con gli amici,

per essere immensamente innamorati con lei (lui),

per stare malinconicamente solo (i).

Ho ricevuto ieri da un “caro amico di sempre” questi pensieri e queste parole nati dal cuore, che sento di dover spartire anche con chi non conosco. Perchè Lucio appartiene al percorso di molti di noi ed ha accompagnato i nostri momenti più intensi, lasciando in ognuno il suo segno.
Lui ha cantato l’amicizia, l’amore e la malinconia.
Tocca ora a noi continuare il discorso sospeso. E’ la sua vera, inestimabile eredità collettiva che ci rende tutti più ricchi e vicini.

Quando ALBERTO GRANADO, l’amico del “Che”, veniva a Crescentino

Posted by admin on Mar-3-2012 under Uncategorized

Alberto Granado a Crescentino con Yemaya e Ochun in MARIA GIULIA ALEMANNO PHOTOGRAPHY di Maria Giulia Alemanno
Alberto Granado con Yemaya e Ochun a Crescentino

Il 3 marzo dello scorso anno, se avessi cercato in Wikipedia notizie su Alberto Granado, avrei trovato il luogo e la data di nascita: Córdoba, 8 agosto 1922.
Oggi un nuovo luogo, L’Avana, ed una nuova data, 5 marzo 2011, accompagnano il suo nome.
Alberto ha lasciato il mondo che tanto amava in una notte stellata  di quasi primavera. E’ passato ad un’altra vita nel tepore del sonno, come inseguendo un nuovo sogno di viaggio, ma quietamente, così com’era sempre vissuto. Un passaggio naturale, nulla più di un nuovo percorso , per un uomo straordinario, simbolo di pace e di speranza.
E’ stato il miglior amico di Ernesto Che Guevara ed in seguito l’amico ideale per migliaia di persone, soprattutto per i giovani che vedevano in lui un modello etico da seguire, la guida più esperta ed affidabile per un viaggio nei territori della giustizia e della fratellanza.
Ho scelto per ricordarlo, le parole scritte dalla giornalista Laura Di Caro nel 2006 quando Alberto, papà Alberto, volle venire  a riposarsi  a Crescentino, tra le risaie vercellesi, dopo una lunga serie di conferenze nel sud d’Italia. Sono stati giorni memorabili per tutta la  mia famiglia che dal primo istante l’ha accolto, sentito e vissuto come il protagonista di una storia condivisa. Non ebbe affatto le caratteristiche di un primo incontro formale,  piuttosto quella del naturale ritorno  a casa di un parente molto amato che il destino aveva portato a vivere  dall’altra parte del mondo.
Laura Di Caro colse l’atmosfera di quei giorni e volle raccontarla sulle pagine di  La Stampa. E’ un articolo che parla di affinità ed affetti. Dopo tanti anni,  ancora gliene sono  grata.

Maria Giulia Alemanno


Alberto Granado con Laura e Giovanni Alemanno a Crescentino    MARIA GIULIA ALEMANNO
Alberto Granado con Laura e Giovanni Alemanno a Crescentino nel settembre 2006

Incontro: GRANADO E IL VIAGGIO IN MOTOCICLETTA

A CRESCENTINO I RICORDI DEL “ CHE”


Il “piemontese argentino” Alberto Granado ospite di Maria Giulia Alemanno. Il compagno del viaggio in motocicletta di Ernesto Che Guevara ama definirsi “piemontese argentino”perché cultore della bagna cauda (ma senza il cardo perché non gli piace), un piatto conosciuto in Argentina, con gli amici di una colonia del Piemonte. Ha lo sguardo dolce ed espressivo, un uomo di 84 anni che, con semplicità, trasmette un’infinita esperienza di vita.

Granado è giunto a Crescentino, ospite di Maria Giulia Alemanno, la pittrice della Santeria cubana: “L’incontro con Alberto risale – spiega Alemanno – all’inizio del 2004, in occasione della mia prima esposizione a L’Avana, al Museo Casa de Africa, diretto da suo figlio. Un incontro, un’affinità che si è trasformata immediatamente in abbraccio, come quello tra un padre e una figlia”.

“L’affetto che mi lega a Maria Giulia è la fortuna – racconta Granado – di aver scelto una figlia, di averla potuta eleggere in questo ruolo. Ci siamo  subito reciprocamente “adottati” e voluti bene. Ho voluto venire a Crescentino per conoscere la sua famiglia ed il luogo in cui è cresciuta,  come lei è stata nella mia casa di Miramar.”

L’affinità tra i due è palpabile: Maria Giulia lo chiama affettuosamente “papà”. La pittrice, consacrata a Cuba come espressione dell’affascinante mondo della Santeria, grazie alle sue tele e le immagini degli Orishas dipinte su iuta, aveva pensato tante volte all’incontro a Crescentino, ed ora il sogno si è avverato.

La semplicità e la cortesia di Granado lasciano il segno: Mi sento una persona estremamente fortunata, ringrazio la vita per avermi offerto l’opportunità di compiere il  giro del Sud America in moto con il Che che mi ha dato una forza diversa: un compagno di viaggio con cui condividere sensazioni, idee, emozioni. Un viaggio che ci ha uniti in un’amicizia ancora più forte e intensa.”

Dal 1961 Alberto vive a Cuba, e dopo un lungo soggiorno a Santiago, ora la sua casa è  nella zona di Miramar, a L’Avana. Porta nel cuore i ricordi di una vita, da motociclista a ricercatore biochimico a Cuba, su  invito di Ernesto “Che” Guevara. Un’ altra avventura in comune, “da grandi” dopo il viaggio in America Latina che li aveva visti partire insieme nel 1951, a bordo della Poderosa, una Norton 500.

Ora è in partenza per Cuba, dopo dieci giorni trascorsi a Crescentino e giornate intense  a Torino, a Venaria, e a Palazzo Bricherasio, dove è esposta la foto più famosa del Che, lo scatto di Korda. Ed ancora una visita al Laboratorio di Restauro della famiglia  Nicola al Aramengo ed una al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Però ogni sera faceva ritorno dalla “sua famiglia” piemontese insieme alla moglie Delia, al  figlio, anche lui Alberto, e alla nuora Magaly, direttrice dell’Archivio Storico della Oficina del Historiador di L’ Avana.

Alberto e Delia Granado a Crescentino    MARIA GIULIA ALEMANNO
Alberto e Delia Granado a Crescentino

“Partire – commenta salutando-  è un po’ morire. E lo fa aspettando di bere un “crodino”, perché non può più concedersi un “ron”, il liquore simbolo di Cuba: E’ una mia filosofia, mi piace ma se non posso, non posso.”

Laura Di Caro
in La Stampa, giovedì 14 settembre 2006


Ricordando LUCIO DALLA

Posted by admin on Mar-1-2012 under Uncategorized

Se n’è andato, anche lui ci ha lasciati.
Lassù lo aspetta Caruso.
Voglio ricordarlo così, quasi senza parole, con la sua canzone più struggente.
Che la terra ti sia leggera, Lucio.

Lucio Dalla - Caruso - YouTube

GIO’ POMODORO.Il percorso di uno scultore:1954-2001. Un museo diffuso nell’Alto Monferrato

Posted by admin on Mar-1-2012 under Uncategorized

Giò Pomodoro

Il percorso di uno scultore: 1954-2001

ALESSANDRIA
Palazzo del Monferrato/ Palazzo Cuttica /
Galleria Carlo Carrà di  Palazzo Guasco / Camera di Commercio

NOVI LIGURE
Museo dei Campionissimi

TORTONA
Palazzo Guidobono

CASALE MONFERRATO
Palazzo Magnocavalli

ACQUI TERME
Villa Ottolenghi, Borgo Monterosso

VALENZA
Oratorio San Bartolomeo


Fino al 30 aprile 2012

a cura di Marco Meneguzzo e Giuliana Godio

Sono esposte 173 opere (pietre, marmi, bronzi, poliesteri, acquerelli, opere calcografiche e gioielli) ripartite in nove diverse sedi espositive.

La manifestazione è promossa dalla società Palazzo del Governatore, in collaborazione con Palazzo Monferrato, società che ha come soci la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, la Provincia di Alessandria, la Camera di Commercio e i Comuni di Alessandria, Acqui Terme, Novi Ligure, Tortona, Casale Monferrato e Valenza. Contribuisce in maniera significativa – nella sezione dedicata alle opere di oreficeria create dal maestro marchigiano - il Museo Gori e Zucchi della UNOAERRE di Arezzo, che ha prestato un cospicuo numero fra le 45 preziose ed uniche sculture-gioiello esposte nella sede dell’oratorio di San Bartolomeo a Valenza.

http://www.l-arcadinoe.com/it/wp-content/uploads/2012/01/gio_pomodoro_scultore.jpg

Gio’ Pomodoro. L’immagine è tratta dal sito L’arca di Noè

Il viaggio inizia dalla Città di Alessandria dove a Palazzo del Monferrato, edificio caratterizzato da una solenne compostezza architettonica data dal connubio fra Barocco ed Espressionismo, saranno esposte, oltre all’opera monumentale Grande Ghibellina, 12 sculture in bronzo, marmo e pietra oltre ad una importante serie di acquerelli.  Nella Galleria Carlo Carrà di Palazzo Guasco, aristocratico edificio di impianto settecentesco del casato dei Marchesi Galiarati di Solero, saranno esposti i Luoghi di Gio’ Pomodoro, 5 studi per opere monumentali di progettazione urbanistica e le relative di tavole progettuali su carta.

A  Palazzo Cuttica, che in epoca napoleonica fu residenza dei Generali Chasseloup e Despinois e sede della Prefettura di Marengo, oggi  sede del Museo Civico, troveranno spazio 9 opere plastiche di piccole e medie dimensioni e 10 importanti lavori su carta, oltre alla monumentale scultura in bronzo Sole deposto installata all’ingresso dell’androne del palazzo.
Nel cortile della sede della Camera di Commercio sarà posizionato l’imponente bronzo Colloquio col figlio.

Novi Ligure ospita due percorsi tematici fra i cicli più importanti di Gio’ Pomodoro: le opere della serie “Tensioni”  e i “Soli”. In mostra saranno ospitate 40 opere: 23 sculture e 17 acquerelli. La sede è quella del Museo dei Campionissimi, un sito che raccoglie e racconta una delle pagine più belle e coinvolgenti della storia recente del nostro paese, e rende omaggio agli eroi del pedale: Costante Girardengo e Fausto Coppi.

A Valenza città nota in tutto il mondo per la storica tradizione orafa, negli spazi dell’Oratorio San Bartolomeo, la chiesa più antica della città, saranno esposti  45 preziosi  gioielli-scultura dell’artista, già precedentemente ammirati in prestigiose sedi internazionali.

Nell’affascinante dimora padronale di Villa Ottolenghi, Borgo Monterosso, ad Acqui Terme, caratterizzata dalla presenza di importanti opere architettoniche (Marcello Piacentini e Pietro Porcinai) e artistiche (Arturo Martini, Fortunato Depero e Venanzo Crocetti), è esposto un nucleo di 13 opere, fra sculture e acquerelli,  oltre alla grande statua in bronzo intitolata Due, che si staglia sullo sfondo del meraviglioso parco della villa, ora di proprietà della Famiglia Invernizzi.

Sede del Museo Archeologico e delle Civiche Raccolte Artistiche è il Palazzo Guidobono a Tortona: la facciata di ispirazione gotica tradisce l’originario impianto settecentesco ma gli interni, caratterizzati da importanti decori, rendono questo palazzo nobiliare un luogo davvero suggestivo che ospita – oltre ai  bronzi e ai marmi – i grandi acquerelli di 2 metri per 2 di Gio’ Pomodoro.

Ulteriore tappa del circuito è Casale Monferrato, dove, sotto le volte del loggiato di Palazzo Magnocavalli è ospitata per tutto il periodo della manifestazione la grande opera in bronzo lucido Folla .

Le sculture di Giò Pomodoro e il dialogo tra Arte e Territorio

Emblematiche e suggestive, le sculture di Gio’ Pomodoro stupiscono da sempre per la forza insita nelle forme e nella materia. Il plasticismo che le caratterizza, geometrico o sinuoso, prezioso o rigoroso le rende oggetto del più emozionante dialogo con gli spazi ospitanti, soprattutto quando il contrasto crea una tensione profonda come nel caso dell’importante “museo diffuso” creato nel territorio del Monferrato con la più grande antologica dedicata al Maestro dell’assoluto.

E’ Giuliana Godio, la curatrice della mostra che racconta un Gio’ Pomodoro inedito e privato“lo scultore  che guardava la bellezza delle Apuane e lì trovava l’anima del marmo, la purezza e il canto, il suono di una storia infinita e fatta di bellezza che trascina la memoria alle vicende di Michelangelo mentre ricerca le anime dei suoi capolavori nel blocco di marmo”.

“Verrà Hermes, il Dio dei ladri, e mi porterà via, mi ruberà.” Gio’ Pomodoro era un uomo attentissimo, coltissimo, racconta Giuliana Godio, le sue opere rappresentano la sua eternità, ma rappresentano anche un’eternità assoluta, come l’abbraccio che si percepisce nell’opera più intensa, Colloquio col figlio il bronzo monumentale che appartiene al periodo dei Contatti e rivela l’intenso rapporto fra padre e figlio.

Gio’ studiava il vento, la luce, spiava il tintinnio della pioggia sul marmo bianco del suo giardino a Pietrasanta, guardava il cielo stellato e pensava ai miti dell’antica Grecia. Amava le voci del silenzio, il sussurrare del vento e la potenza del sole. Ha catturato le essenze dell’universo tramutandole in stile, ha plasmato nuovi soli, ha creato nuove tensioni, ha aperto dialoghi assoluti con la materia e la forma e ha lasciato un patrimonio artistico ancora in parte inesplorato nelle sue valenze scientifiche, filosofiche, matematiche.

La monumentalità delle sue opere non è data dalle dimensioni, Gio’ Pomodoro è monumentale nel suo pensiero artistico, lo sviluppo di una scultura in grandi misure si aggiunge solo quando la stessa è collocata in un grande spazio, quando l’imponenza diviene dialogo con lo spazio, così come la grande scultura bianca nel porto di Genova, l’ultima cosa che l’uomo saluta inoltrandosi in mare.

Ho pensato a Gio’ Pomodoro e al rapporto che a lui mi lega, da un’intera vita, mentre progettavo il percorso della sua antologica nel Monferrato. Qui le sue opere dialogano con il territorio in un cammino d’arte che trova ulteriore essenza nella storia e nella fisionomia dei luoghi che ospitano le opere di Gio’ Pomodoro. Luoghi d’eccellenza, Ville, Palazzi storici e Musei, un circuito senza eguali dove si compie uno fra i più esaustivi viaggi nella produzione del Maestro della scultura internazionale. Alessandria, Acqui Terme, Novi Ligure, Valenza, Tortona e Casale Monferrato sono esse stesse protagoniste del dialogo che unisce l’universo artistico di Pomodoro Gio’ Pomodoro a questa terra ben nota per la sua generosità e accoglienza.

LUOGHI ESPOSITIVI

ALESSANDRIA

Palazzo del Monferrato, Via S. Lorenzo 21 tel 0131 - 250296

Dal martedì al venerdì ore 15 - 19 sabato e domenica ore 10 - 19

Palazzo Cuttica, Via Parma 1  tel 0131 - 40035

Sabato dalle 16 alle 19

Galleria Carlo Carrà di Palazzo Guasco,Via dei Guasco 49   tel 0131 - 304004

Dal giovedì alla  domenica ore 16 - 19

Camera di Commercio, Via Vochieri 58

Dal lunedì al venerdì ore 9-18  sabato e domenica chiuso

NOVI LIGURE

Museo dei Campionissimi, viale dei Campionissimi 22  tel 0143 - 322634 (museodeicampionissimi@comune.noviligure.al.it )

Dal martedì al venerdì ore 15-19        sabato e domenica ore 10-19

TORTONA

Palazzo Guidobono,Piazza Arzano

Dal giovedì al venerdì ore 15.30-19.30  sabato e domenica 10-12.30 / 15.30-19.30

CASALE MONFERRATO

Palazzo Magnocavalli, Via Mameli 14

Dal lunedì al sabato  ore 8 -18,30  domenica 10 -19

ACQUI TERME

Villa Ottolenghi, Borgata Monterosso  tel 0144 - 322177

Dal martedì al venerdì ore 16-18 sabato e domenica ore 10 –12 / 15 -18

VALENZA

Oratorio San Bartolomeo, Piazzetta Lanza

Dal martedì a  domenica ore 15-19

*****

Ufficio Stampa della mostra

ROSI FONTANA, Press & Public Relations

fine art, antiques & cultural events

Pisa - Italy
+39 050 9711343 - +39 335 5623246

La VALIGIA… viaggio nell’immaginario femminile. Prossima sosta: Palazzo Opesso, Chieri (Torino)

Posted by admin on Feb-25-2012 under Uncategorized

LA VALIGIA…

viaggio nell’immaginario femminile

da un’idea e a cura di Maria Antonietta Claretto

3-18 marzo 2012

Galleria  CMCA

PALAZZO OPESSO

Via San Giorgio 3

CHIERI (Torino)

Inaugurazione sabato 3 marzo, ore 16.30

In mostra le valigie di:

Germana Albertone, Maria Giulia Alemanno, Daniela Allosio, Ines Daniela Bertolino, Anna Branciari, Carla Bronzino, Graziella Caccia, Tegi Canfari, Sara Carbone,
Alda Carletti, Flaviana Chiarotto, Venere Chillemi, Elena Copetti, Luisella Cottino,
Grazia Corazzini, Libera Delemont, Ana Paula Difranco, Valeria Di Ponio,
Cécile Dossogne, Maria Rosa Giovenale (Moia), Lia Laterza, Mariella Loro, Adriana Lucà, Gabriella Malfatti, Adelma Mapelli, Clara Marchitelli Rosa Clot, Serafina Marranghino, Maria Paglia Gilardi, Nella Parigi, Margherita Petrillo, Daniela Pitton, Rosa Quaglieri, Rosella Quintini, Margherita Riccardi, Dina Russo, Lucia Spagnuolo, Antida Tammaro.

*****

orario
feriali: 16.00 - 19.00
festivi: 10.30 -12.00 / 16.00 - 19.00
Lunedi chiuso

Contatti:
palazzo.opesso@libero.it

Con il patrocinio di:
Città di Chieri,  Galleria Civica Palazzo Opesso, Unione Artisti Chieresi,
Promo Art, Gruppo Gil

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Maria Giulia Alemanno ©"Yemaya sapeva" Una valigia - A suitcase - Una maleta

“Yemaya sapeva” Lato a - Maria Giulia Alemanno © Una valigia - A suitcase - Una maleta -2009, comparsa nell’edizione estiva 2010 di “Alle Falde del Kilimangiaro”.

Sono valigie d’artista itineranti quelle che da oltre tre anni stanno compiendo un appassionato viaggio dell’anima attraverso l’Italia. Prima tappa a Susa, quindi a Morrovalle, nel dolce paesaggio maceratese,  poi di nuovo in Val di Susa a Cascina Roland di Villar Focchiardo dove, narra la leggenda, sostò il paladino Orlando.
Ora saranno i  prestigiosi spazi di
Palazzo Opesso
a Chieri ad ospitare questa singolare mostra di opere d’arte rigorosamente create da donne, che , su indicazione della curatrice Maria Antonietta Claretto, hanno utilizzato un supporto davvero singolare per esprimere e racchiudere ricordi, fantasie, emozioni, sogni. Ed anche riflessioni su tematiche sociali del nostro tempo.
L’idea di Maria Antonietta Claretto, si è subito rivelata vincente, per originalità, forza e poesia, tanto che una delle valigie è stata scelta nel 2010 per far da sfondo all’edizione estiva della trasmissione di Rai 3: “
Alle falde del Kilimangiaro
” condotta da Licia Colò.
Di certo, dopo la tappa di Chieri,  il treno immaginario che le trasporta sosterà in altre stazioni regalando nuove occasioni d’incontro, di scambio ed emozione.
Il viaggio continua… e con il viaggio continua l’avventura.

IL PICCOLO ELFO SOGNAVA DI DIVENTARE PUNK

Posted by admin on Feb-25-2012 under Uncategorized

Maria GIulia Alemanno © PICCOLO ELFO QUASI PUNK. Tecnica mista ... in MARIA GIULIA ALEMANNO. ON PAPER di Maria Giulia Alemanno
PICCOLO ELFO CON SOGNI DA PUNK
© Maria GIulia Alemanno
Tecnica mista su carta Fabriano, cm19 x 14
1987/2012

Il piccolo elfo diafano sognava di diventare punk

Tutto solo

nel mare di nebbia e di rugiada

del bosco incantato.

SANTERA DI POMPEI

Posted by admin on Feb-14-2012 under Uncategorized
SANTERA DI POMPEI n.2 © Maria Giulia Alemanno. Olio su tela in MARIA GIULIA ALEMANNO - Artworks di Maria Giulia Alemanno
SANTERA DI POMPEI n.2 © Maria Giulia Alemanno. Olio su tela

Così l’ho immaginata,
pallida come la luna,
più vicina alla Villa dei Misteri
che ad una  “casa templo” di l’Avana,
la mia Santera di Pompei.
Ma la barca collega i due mondi
e la spirale li assorbe ed amalgama
in un vortice d’infinito.

X MICHELE: a Cuneo l’Accademia Toselli e il Teatro della Gramigna ricordano Michele Viale

Posted by admin on Feb-4-2012 under Uncategorized

http://www.teatrodellagramigna.com/wp-content/uploads/2011/12/DSCF3531.jpg

L’Accademia Toselli e La Compagnia Teatro della Gramigna

organizzano
con il patrocinio del Comune di Cuneo:

X Michele

2012 - II° rassegna in ricordo di Michele Viale

La rassegna avrà luogo presso

l’Auditorium dell’Annunziata

Via Amedeo Rossi 16

Cuneo

scelta naturale per omaggiare l’attività artistica di
Michele Viale

che in questa sede fondò e diresse
l’Accademia Teatrale Toselli
ma anche suggestiva cornice e luogo teatrale non convenzionale.

Gli spettacoli proposti si caratterizzano per semplicità di mezzi ed efficacia drammaturgica stabilendo un rapporto immediato con il pubblico.

L’obiettivo è quello di affrancarsi dall’ottica di mero omaggio per configurarsi come un vero, piccolo cartellone teatrale che, grazie anche al patrocinio del Comune,  si affianca alla stagione di prosa del teatro Toselli offrendo una serie di spettacoli ‘alternativi’.

L’ iniziativa vuole essere anche una proposta formativa per gli allievi dell’Accademia Toselli che avranno l’occasione di vivere dall’interno la rassegna attraverso il contatto con i professionisti che si avvicenderanno sul palcoscenico.

info e prenotazioni: +39 3283127596

- teatrodellagramigna@gmail.com

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giovedì 9 febbraio, ore 21.00

EDIPO CRONACA

di Giovan Bartolo Botta

con Isabella Carle, Krzysztof Bulzacki Bogucki e Giovan Bartolo Botta

A Tebe regna l’incertezza: crisi economica, disoccupazione, delinquenza e teatri occupati, la peste imperversa, qualcuno in citta verrà commissariato.

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Giovedì 23 febbraio  h.21.00

Aleph

da J.L.Borges

musiche di A.Piazzolla

di e con Francesca Monte

chitarra Matteo Negrin

Aleph è la prima lettera dell’alfabeto fenicio ed anche il titolo di una straordinaria raccolta di racconti di Jorge Luis Borges in cui domina il tema del magico ed emerge la visione filosofica dell’autore.

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Giovedì 16 febbraio  h.21.00

Solitudine

da Beppe Fenoglio

adattamento e regia di Luca Occelli

musiche di Franco Olivero

con Chiara Rosso, Franco Olivero e Luca Occelli

Gennaio 1945. Strada di collina. Entra Sceriffo. E’ armato di pistola e pugnale (…) Durante il monologo oscillerà e si piegherà su se stesso, per pura debolezza.

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Giovedì 1 marzo, ore 21.00

Il Re Muore

di Eugène Ionesco

Regia di Marco Alba

Musiche di G. Brassens

Compagnia Teatro Gramigna

Assurdità, ribaltamento, angoscia, ironia e cattiveria.
Riflessione sul potere arroccato sulle proprie posizione che non cedendo il passo conduce allo sfinimento ed all’asfissia tutto ciò che lo circonda.

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Maggiori  informazioni sul sito: www.teatrodellagramigna.com

TINTIN al BRAFA 2012 di Bruxelles: imperdibile per gli appassionati del fumetto

Posted by admin on Jan-18-2012 under Uncategorized

http://news.sky.com/sky-news/content/StaticFile/jpg/2010/Apr/Week4/15621410.jpg

BRAFA 2012:

APPUNTAMENTO PER GLI APPASSIONATI DEL FUMETTO

A Bruxelles per immergersi nell’atmosfera della città natale di Tintin

Tour & Taxis - Avenue du Port 86 C / B

1000 Bruxelles

Apertura al pubblico da Sabato 21 a Domenica 29 Gennaio 2012
Orario 11-19.
Martedì 24 e Giovedì 26 apertura serale fino alle 22
(ingresso 20 €, gruppi 10 €)

Info: www.brafa.be

Ufficio stampa Rosy Tedeschi rosy.tedeschi@gmail.com

Ha 82 anni ma non li dimostra: Tintin nacque a Bruxelles nel 1929 dalla matita di Georges Remi, meglio conosciuto come Hergé. La città fu una grande fonte di ispirazione per l’artista ed è oggi possibile visitarla seguendo itinerari tematici dedicati a Tintin e agli altri protagonisti del mondo dei comics. Bruxelles, infatti, è la capitale dei fumetti, patria  non solo di Tintin ma anche dei Puffi, Lucky Luke, Suske e Wiske, Boule e Bill, Zagor e Gaston Lagaffe.

Il prossimo appuntamento per gli appassionati del genere curiosamente potrebbe essere il BRAFA -Brussels Antiques & Fine Arts Fair- dal 21 al 29 Gennaio 2012 al Tour&Taxis (Avenue du Port 86 C). La prima manifestazione d’arte dell’anno offre infatti la possibilità di trovare qualche pezzo raro come la tavola originale della copertina di uno degli albi di Tintin che nel 2010 venne venduta per 2 milioni di Euro. Più facile trovare singoli disegni di Hergé quotati tra i 20 e i 45.000 €. L’edizione 2012 ospita tre gallerie specializzate in disegni d’autore e fumetti: Galerie Champaka, Galerie 9ème Art e Galerie Petits Papiers.

Nel primo dopoguerra Tintin e Spirou furono i primi due figli della cosiddetta “Nona Arte Belga” a cui tutt’ora sono dedicati il Musée de la Bande Dessinée (Museo del Fumetto www.comicscenter.net) e la Casa del Fumetto (www.jije.org), tappe fondamentali per gli amanti del genere che in città possono comunque godere di biblioteche e sale lettura, ma anche numerosi negozi di libri e fumetti.
Da non perdere il Percorso del Fumetto nel centro città: 30 murales giganti con i più famosi eroi del mondo del fumetto “made in Belgium”. È possibile scoprirli durante il percorso Hergé’s Brussels, un tour guidato di due ore attraverso gli angoli della città dedicati al fumetto e nei luoghi che hanno ispirato il creatore di Tintin (info: visitbrussels.be).

Trailer Tintin The Secret of the Unicorn (Spielberg 2011)

Proprio in occasione della prima del film “Tin Tin” diretto da Spielberg ha aperto al pubblico un nuovo locale dedicato al mondo dei fumetti nella Place du Grand Sablon: Le Village de la Band Dessinée (comicscafe.be/le-village-de-la-bd) è un comics cafè, libreria e galleria dove si può pranzare o cenare in compagnia dei vari eroi dei fumetti. Fra i negozi impossibile non fermarsi a La boutique Tintin (Rue de la Colline 13 www.tintinboutique.com).

BRAFA 2012 - www.brafa.be
Tour & Taxis - Avenue du Port 86 C / B - 1000 Bruxelles
Apertura al pubblico da Sabato 21 a Domenica 29 Gennaio 2012
Orario 11-19. Martedì 24 e Giovedì 26 apertura serale fino alle 22 (ingresso 20 €, gruppi 10 €)

Ufficio stampa Rosy Tedeschi rosy.tedeschi@gmail.com

Battiato, la canzone dei vecchi amanti e la pittura di Wyeth

Posted by admin on Jan-16-2012 under Uncategorized


Franco Battiato-La canzone dei vecchi amanti

► 3:27► 3:


Sulle note della
Canzone dei vecchi amanti,
versione di
Franco Battiato di uno dei capolavori di Jacques Brel,
vi invito a visitare il sito ufficiale di
Andrew Wyeth
pittore americano geniale, profondo, intenso e commovente di cui il video, di grande atmosfera, propone alcune opere.

In momenti grigi come quelli che stiamo vivendo, è nostro dovere immergersi in un mondo di bellezza ed armonia.
Wyeth, con la sua opera immortale,  ce le offre a piene mani,
generosamente,
per aiutarci a sperare.

L’artista MARIA GIULIA ALEMANNO nelle parole del critico GUIDO FOLCO

Posted by admin on Jan-13-2012 under Uncategorized
ASIA © Maria Giulia Alemanno - olio e collage su tavola in MARIA GIULIA ALEMANNO - Artworks di Maria Giulia Alemanno
Maria Giulia Alemanno: ASIA
olio e collage su tavola
cm 100 x 90 - 2001

Nei dettagli di una pittura monumentale si coglie la grandezza di un’artista da sempre abituata al confronto con i maestri del suo tempo.
Maria Giulia Alemanno
è raffinata colorista, ma anche intensa scrutatrice dell’anima umana. Nelle sue opere emerge la forza dialettica con la realtà, con la tradizione, con la poetica del Novecento, testimoniata da un’approfondita ricerca stilistica sullo spazio e sul rapporto luce, colore, forma.
Pittrice e giornalista, è stata allieva e collaboratrice del maestro Francesco Tabusso. Ha esposto. oltre che in Italia, in Canada, Stati Uniti, Messico, Argentina, Cuba e in altri paesi del mondo.

Guido Folco
Editore- Direttore di
ITALIA ARTE
Curatore, Presidente Associazione Culturale Galleria Folco

il testo è stato pubblicato a pag.13 del catalogo stampato in occasione della mostra “Internazionale Italia Arte 2011″, svoltasi dal 29 aprile al 29 maggio 2011 a Villa Gualino, Torino

Guardiano del sole al Castello di Verrua Savoia

Posted by admin on Jan-11-2012 under Uncategorized
GUARDIANO DEL SOLE A VERRUA SAVOIA (Torino) in PAESAGGI AMATI di Maria Giulia Alemanno
Guardiano del sole al Castello di Verrua Savoia (Torino)


Mentre il sole d’inverno sorgeva da dietro la collina,
allungato verso il cielo come una scultura di Giacometti,
il guardiano era lì, immateriale ed imponente,
a proteggere il sole ed il castello.
Fantasma? Illusione?
Per un attimo,
di certo,
innegabile realtà.

MERCEDES OVIEDO RAMOS: Ecos de un Halo de Luz - La Habana Vieja, Cuba

Posted by admin on Jan-9-2012 under Uncategorized

http://www.cubarte.cult.cu/includes/thumbnailer/show_image.php?filename=http://www.cubarte.cult.cu/Imagenes/entrevistas/bib24da874dda75a9.JPG&width=294

La Biblioteca Máximo Gómez en La Habana Vieja

ECOS DE UN HALO DE LUZ

exposición y performance de

MERCEDES OVIEDO RAMOS

Biblioteca  Pública MÁXIMO GÓMEZ

Paseo del Prado n. 205 esquina a Colón

LA HABANA VIEJA

Cuba

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“ECOS DE UN HALO DE LUZ”
de la artista Mercedes Oviedo Ramos con su marca Arte Lidia 7

es el título de la exposición y performance que se inaugura el miércoles 11 de enero de 2012  a las 4
de la tarde en la biblioteca pública Máximo Gómez, ubicada en La Habana Vieja, Paseo del Prado no. 205 esq. a Colón, y se suma a las actividades de la
Semana de la Cultura en el municipio Patrimonio de La Humanidad.

Ecos de un Halo de Luz
tiene sus antecedentes en una presentación que se realizó en el mes de octubre en la Casa de Artes y Tradiciones Chinas en el Barrio Chino de La Habana y ahora presenta algunas transformaciones como Proyecto que puede desdoblarse y modificar su formato y pretensiones siempre desde la óptica de la danza, el teatro y el modelaje. En esta ocasión se suman modelos hombres y novedades en su coreografía bajo la dirección de
Yamira Muñoz y José Miguel Chao.

Los colores utilizados para el vestuario confeccionado por la misma artista, también tienen su significado dentro de la Cultura China, que sirvió como base de estudio para la colección, pues la procedencia de los materiales naturales es de ese país. Destacándose el significado del
rojo
como buen augurio y fortuna, cercanos también a la celebración del Nuevo Año Lunar que viene bajo el signo del Dragón.

El objetivo es mostrar de forma diversa las joyas de bisutería para que sean apreciadas por el público a través de una propuesta original, que al igual que éstas, vincula lo clásico con la modernidad.

Once juegos de collares, aretes, pulsos y pasadores, en materiales y colores diversos, en los que predominan las perlas y el nácar, las piedras semipreciosas y el hilo de plata, ofrecerán inusitada luminosidad al espectáculo, protagonizado por 8 modelos que con sus evoluciones propician el disfrute de las piezas a la vista de los espectadores.

La Feria Internacional de Artesanía de Milano en el 2005, Muestra de las Artes en Lombardía, “Cuando Las Emociones Toman Forma en Reggio Emilia”, Italia y otras exposiciones habaneras y foràneas avalan la aceptaciòn de la obra de la artista por diversos pùblicos.

Ecos de un Halo de Luz
en la sede de la biblioteca pública Máximo Gómez y se mantendrá abierta al público en sus horarios habituales hasta el mes de febrero.

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Para más información contacte a través de:

ARTE LIDIA 7

Universidad No. 165 (bajos) esquina Infanta, municipio Cerro -Telef. 870-8930

Marlene Gòmez- periodista -marlene@rprogreso.icrt.cu

estrada@upi.ohc.cu (Carlos Estrada-colaborador)

bpmhv@cubarte.cult.cu- Dirección

XVI Taller de Antropología Social y Cultural Afroamericana y V Encuentro de Oralidad “Festival Afropalabra”. LA HABANA

Posted by admin on Jan-3-2012 under Uncategorized

CABILDO ACHE DE CASA AFRICA  © Maria Giulia Alemanno- LA HABANA 2011 in MARIA GIULIA ALEMANNO PHOTOGRAPHY di Maria Giulia Alemanno
CABILDO ACHE DE CASA AFRICA - LA HABANA  6 de enero 2011

26 Aniversario de la Fundación Museo Casa de África

XVI Taller Científico de Antropología Social y Cultural Afroamericana y V Encuentro de Oralidad “Festival Afropalabra”

Del 4 al 7 de enero de 2012.

Centro Histórico de La Habana Vieja

Cuba

CABILDO 2011 en LA HABANA  © Maria Giulia Alemanno in MARIA GIULIA ALEMANNO PHOTOGRAPHY di Maria Giulia Alemanno
EL CABILDO 2011 en La Habana.

PROGRAMA GENERAL

4 DE ENERO 2012. Miércoles

10:00 am. Inauguración del  XVI Evento Científico de Antropología Social y Cultural
Afroamericana y V Encuentro de Oralidad «Festival Afropalabra»
Conferencia Magistral del Dr. Eusebio Leal Spengler, Historiador de la Ciudad, en conmemoración del 26 aniversario de la fundación del Museo Casa de África, de la Oficina del Historiador de la Ciudad de La Habana.
11:30am Trabajo en plenaria
Conferencia Música, ritos y oralidad en las culturas de Guinea Ecuatorial. La memoria africana y la memoria afroamericana de vuelta de Cuba y Jamaica.
Dra. Isabela de Aranzadi (España)
Lugar: Salón de Conferencias No. I. Museo Casa de África
12: 30 pm. Inauguración de exposiciones:

Exposición pictórica Maferefum
Autor: Nelson José García

Exposición El universo erótico en la representación del arte tradicional africano. Colección  Lorenzo Padilla. Museo de Arte de Matanzas. Curador Yoan Alvarez Pérez

Lugar: Museo Casa de África.

2:00 pm-3:00 pm. Presentación especial del Director General de la Oficina Regional de Cultura para América Latina y el Caribe UNESCO La Habana Dr. Herman Van Hoff.

Inauguración de la exposición fotográfica Mi mirada africana. Autora: Virginia Yunes

3:00pm a 4:00pm. Conferencia Antropología del espiritismo cubano
Dr. Enrique Alemán. Presidente Proyecto Cabildo Quisicuaba
Lugar Salón de Conferencias No. I. Museo Casa de África

4:00pm a 5:00pm. Trabajo en comisiones científicas.
Mesa: El Panel ” Transculturación”, dedicado al Contrapunteo Cubano del Tabaco y el Azúcar y a su autor Fernando Ortíz está integrado por: Zoe Nocedo Primo. OHC. Coordinadora. Visión de Fernando Ortíz del proceso de transculturación en la cultura tabacalera. Enrique López Mesa. Centro de Estudios Martianos. La presencia del negro en la Industria Tabacalera. Odalys Cáceres López. Casa del Habano Partagás. El ritual de la cohoba: de lo aborigen a la actualidad, Carlos Lamar Lizazo. Tienda Legendario.
José Félix March Sánchez. Tienda Legendario. (ambos). El papel del tabaco en las religiones de origen africano.
Lugar: Salón de Conferencias No. I. Museo Casa de África

3:00 pm Contada para los niños Por el Mar de las Antillas.
Lugar: Parque Guayasamín
Con la actuación de Lucas Nápoles, Octavio Pino, Mirta Portillo, Lisett Pinillo, Ricardo Martínez y un grupo de niños invitados del Proyecto Comunitario de Lucas Nápoles.

5:00 pm a 5:30 pm. Presentación de los libros El silencio de los Garífonas; la Voz de los Garífonas
Autor: Bienvenido Rojas.
Presentadora: Gladys Egües (periodista)
Lugar Salón de Conferencias No. I. Museo Casa de África

6:00 pm Conferencia y performance del  escritor y narrador oral Dr. Raouf Mama Universidad de Oakland (USA)
Lugar: Oratorio San Felipe de Neris.

MI ELEGGUA Y LUCA NAPOLES  © Maria Giulia Alemanno    MARIA GIULIA ALEMANNO
EL ELEGGUÁ de Maria Giulia Alemanno expuesto en el Museo Casa de África en el enero de 2010
y el narrador oral LUCAS NÁPOLES

5 DE ENERO 2012. Jueves

9:00 am  a 10:00 am Trabajo en plenaria.
Conferencia: Léxico bantú en la cocina cubana: un área importante  de nuestra  antropología cultural.
Dra. Gema Valdés. Universidad Central de las Villas
Lugar: Salón de Conferencias No. I. Museo Casa de África

10:00 am a 1:00 pm Trabajo en comisiones.

Comisión «Cultura e Identidad».  Salones de Conferencias I y II. Museo Casa de África.
Comisión «Antropología Visual». Casa del Benemérito de las Américas Benito Juárez.
Inauguración de exposiciones:
Exposición fotográfica Álava, de Alain Enrique Domínguez Fariña y Luis Alberto Domínguez Hernández (Cuba)
Exposición fotográfica Los «Pajés de Negros» del Maranhão, de Ana Stela de Almeida Cunha (Portugal)

Exposición fotográfica Omi tuto, de Elio Delgado, Grisel C. Timor y Rodolfo Zamora Rielo (Cuba)
Lugar: Casa del Benemérito de las Américas Benito Juárez

Presentación especial del documental «Soy Tata Nganga» del realizador Roberto Chile.

Roberto Chile fotógrafo cubano - YouTube

10:00 am  Festival Afropalabra.
«En cuento con Mirta», con las actuaciones de Liset Pinillo, Dania Rodríguez, Dayana Deolofeu, Gertrudis Ortíz (Tula), Nieves Nivis. Lugar: Casa de la Poesía (Muralla 63 e/ Inquisidor y Oficios)

2:00 pm  a 3:00 pm Trabajo en plenaria
Conferencia Un acercamiento de la cultura mandinga en Gambia
Excmo. Sr. Yusupha B. Dibba, Embajador de la República de Gambia en Cuba.
Lugar: Salón de Conferencias No. I. Museo Casa de África

3:00 pm a 5:30 pm  Trabajo en comisiones científicas.
Comisión «Cultura e Identidad». Salones de Conferencias I y II. Museo Casa de África.
Comisión «Antropología Visual». Casa del Benemérito de las Américas Benito Juárez.
Visita al proyecto comunitario Cabildo Quisicuaba

http://farm2.static.flickr.com/1014/1444309694_4c64dc156d.jpg

Imna Arroyo

5:30 pm Inauguración de la exposición de libros elaborados en papel artesanal, de la Profesora Imna Arroyo (Puerto Rico)

7:00 pm  Gala del Festival Afropalabra.
Actuarán Mayra Navarro, Lavinia Ascue, Daysi Brown y el grupo Obara inle, Sinecio Verdecia y los Poetas  y José Héctor Torres y El Proyecto Osun, Liván Caweiro.
Lugar: Casa de la Poesía.
Performance  El tango y Cuba de Elissa Guzzo Vaccarino.

6 DE ENERO 2012. Viernes
9:00 am  a 10:00 am Trabajo en plenaria.
Conferencia: Significación del Día de Reyes en la identidad cultural habanera  Dra. Virtudes Feliú.
Lugar: Salón de Conferencias No. I. Museo Casa de África
10:00 am a 1:00 pm Trabajo en comisiones científicas.
Comisión «Vertientes de Religiosidad». Salón de Conferencias I y II. Museo Casa de África.
11:00 pm a 5:00 pm. Presentación Especial en el Planetario.
2: 00 pm. Conferencia  Hijos de las estrella. El pueblo dogón Conferencista: Sr. Koundia  Arama
2:30pm  Salida del Cabildo. Recorrido por las principales plazas del Centro Histórico.
6:00pm   Actividad por el 26 aniversario de la fundación de la Casa de África, de la Oficina del Historiador de la Ciudad de La Habana.

Gala del Festival Afropalabra. Homenaje a Vitalia Oviedo

Conferencia: Entre cuentos y tambores. Comunicación y discurso oral en la narración oral. Dra. Marta Cordiés, Directora del Centro Cultural Africano «Fernando Ortiz», de Santiago de Cuba y el grupo Rumba Morena.

Actuaciones especiales. Caridad Rodríguez, Agustín Montano, Amehel y el Proyecto con las manos Hip-Hop, Afibola, Raoulf Mama, Lourdes Suárez y el Grupo Yaokende, Mirta Portillo y Lucas Nápoles.

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Mirta portillo nos narra un cuento - YouTube


Instituciones presentes: Fundación Fernando Ortiz, Unión de Escritores y Artistas de Cuba (UNEAC), Asociación Yoruba de Cuba, Instituto Cubano de Antropología, Centro Cultural Africano «Fernando Ortiz».

7 DE ENERO 2012. Sábado

9:00 am  a 10:00am Trabajo en plenaria.
Mesa «Espacios y conexiones: negros en el mundo colonial».
Moderadora: Dra. María del Carmen Barcia
Lugar: Salón de Conferencias No. I. Museo Casa de África

10:00 am a 1:00 pm Trabajo en comisiones científicas.
Comisión «Resistencia y Cimarronaje»
Comisión «Oralidad»
Lugar: Salón de Conferencias No. I. Museo Casa de África

2:00pm a 3:00pm. Trabajo en Plenarias.
Mesa «Maceo en la obra de José Luciano Franco»
Moderadora: Dra. Carmen Almodóvar.

3:00pm a 5:30pm Trabajo en comisiones científicas.
Comisión «El papel del museo en la comunidad».
Comisión «África y su diáspora».

7:00 pm Clausura del evento.
Palabras finales a cargo de Mirta Portillo,  Presidenta del Encuentro de Oralidad «Festival Afropalabra», de Alberto Granado Duque, Presidente del Comité Organizador del Evento Científico de Antropología Social y Cultural Afroamericana y del Encuentro de Oralidad «Festival Afropalabra»

Presentación del proyecto Anamafimba
Lugar: Museo Nacional de Bellas Artes. Edificio de Arte Cubano

Taller de Creatividad Artística con el profesor Dr. Raoulf Mama, Universidad de Oakland (USA)

Del 4 al 7 de enero 2012.

Taller de la Capoeira Gabriela Iuso
Lugar: Museo Casa de África.

Colline di Camorano viste con la Pita sotto un albero di prugne

Posted by admin on Jan-1-2012 under Uncategorized
Maria GIulia Alemanno © COLLINE DI CAMORANO in MARIA GIULIA ALEMANNO. ON PAPER di Maria Giulia Alemanno
COLLINE DI CAMORANO Maria GIulia Alemanno © Acquerello su carta Fabriano

…..quando?

….quando ho dipinto queste colline di Camorano
insieme a Pita sotto un albero di prugne?
La visione di quel giorno è nitida ed intensa.
Io e lei sedute beate a studiare il paesaggio, i nostri fogli, i nostri acquerelli e la meravigliosa sorellanza che ci legava, unite dall’amore per la vita, dalla curiosità, dal desiderio d’indagare e di creare.

Ma perchè non ricordo quando?

Di certo era un pomeriggio di sole e d’estate, e ridevamo dei nostri dialoghi surreali sovrapposti al brusio incessante,  stridente e monotono dei maschi delle cicale.

Ma quando?

No,  non ha alcun senso  voler collocare in un momento preciso un affetto che non muore, anche se Pita d’un tratto se n’è andata.

Quando?

Forse mai.

NEVE all’ÉPHIPHANIE. Quebec, Canada

Posted by admin on Jan-1-2012 under Uncategorized

SNOW AT L'EPIPHANIE - Quebec © Maria Giulia Alemanno in MARIA GIULIA ALEMANNO PHOTOGRAPHY di Maria Giulia Alemanno
NEVE ALL’ L’EPIPHANIE - Quebec - Canada  © Maria Giulia Alemanno

Candida e soffice come zucchero filato

in un mattino gelato

tra le canne e il vecchio salice

resistente ad inverni senza fine.

Salice amato, prossimo alla fine.

Uno sguardo. Apparizione di Rolando nella valle

Posted by admin on Dec-27-2011 under Uncategorized
APPARIZIONE DI ROLAND NELLA VALLE. Part. © Maria Giulia Alemanno    MARIA GIULIA ALEMANNO
Sguardo - Apparizione di Rolando nella valle. Part.
©Maria Giulia Alemanno
acrilico su cartone  -2011

Gli sguardi in pittura a volte nascono da soli.
E sempre mi stupisco della loro forza o del loro candore.

PARTENZA VERSO LIDI LONTANI

Posted by admin on Dec-26-2011 under Uncategorized

Maria Giulia Alemanno © PARTENZA, pastelli a olio su carta 2011 in MARIA GIULIA ALEMANNO. ON PAPER di Maria Giulia Alemanno
PARTENZA © Maria Giulia Alemanno
pastelli a olio su cartone -  2011

Partenza verso lidi lontani,
quasi ombra ormai tra le onde.
Ci sarà un ritorno,
ma quando?
Vuoti gli occhi dell’attesa.

A Deruta NATIVITA’ è una collettiva d’arte contemporanea

Posted by admin on Dec-19-2011 under Uncategorized

http://www.undo.net/Pressrelease/foto/1324036847b.jpg

NATIVITA’

Mostra Collettiva d’Arte Contemporanea

da un’idea di Attilio Quintili
a cura di
Andrea Baffoni, Giovanni Brenci e Manuela De Leonardis

17 dicembre 2011 - 8 gennaio 2012

MUSEO REGIONALE DELLA CERAMICA UMBRA

Via Francesco Briganti 1

Largo San Francesco

DERUTA

(Perugia)

☆☆☆

Orari
da mercoledì a lunedì: 10.30 - 13.00/ 14.30 -17.00
Chiuso il martedì

Comune di Deruta & ProDeruta

info:

website: www.proderuta.it
e-mail: nativita@proderuta.it
tel 075 972121 - cell: 349 1339086

facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=238815192841419

Il 17 dicembre 2011 si è inaugurata nel Museo Regionale della Ceramica Umbra di Deruta, su iniziativa della ProDeruta di concerto con l’Amministrazione Comunale di Deruta, la Mostra Collettiva d’Arte Contemporanea dal titolo “Natività”. Gli artisti invitati a partecipare alla collettiva interrogano la propria sensibilità spirituale nei confronti di uno dei momenti più belli della religiosità secolare: la Natività.

Espongono:

Massimo Arzilli, Luan Bajraktari, Simona Baldelli, Enzo Barchi, Daniele Buschi,
Nino Caruso, Tonina Cecchetti, Bruno Ceccobelli, Antonella Cimatti, Daniele Covarino, Giorgio Crisafi, Silvano D’Orsi, Angelo Ficola, Marino Ficola, Antonio Folichetti,
Giuliano Giganti, Uttam Karmaker, Ugo Levita, Antonio Maggio, Bruno Marcelloni, Rita Miranda, Patrizia Molinari, Diego Mormorio, Claudio Orlandi, Kohei Ota, Yuko Otake,
Attilio Quintili,
Jack Sal, Luca Rosario Salvaggio, Naoya Takahara, Antonio Veschini.

Catalogo della mostra realizzato da ProDeruta

Il catalogo prevede il contributo scientifico di Umberto Utro (direttore del Museo Pio Cristiano dei Musei Vaticani, docente di storia dell’arte paleocristiana alla Pontificia Università Gregoriana), Conte Fernando Crociani Baglioni (presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX) Sabina Caligiani (giornalista e scrittrice esperta in sociologia della comunicazione, e nell’arte di Umberto Mastroianni), Cristina Mandosi (esperta in arte cristiana e comunicazione, ideatrice del Progetto ChiesArte della Facoltà di Storia e Beni Culturali della Pontificia Università Gregoriana), e il contributo critico di Andrea Baffoni, Giovanna Brenci e
Manuela de Leonardis.