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CUBA: tradizione e futuro alla Villa Comunale di Avellino

Posted by admin on Sep-7-2010 under Uncategorized

YEMAYA, particolare dell’opera dipinta da Maria Giulia Alemanno nel 2004 su tela di sacco come parte del ciclo pittorico MIS ORISHAS

CUBA: tradizione e futuro

2 giorni di incontri, dibattiti, musica ed altro…

Sabato 18 - domenica 19 settembre 2010

VILLA COMUNALE

AVELLINO

a cura del circolo “Alberto Granado” di Avellino e dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba,
con il patrocinio del Comune di Avellino

Sabato 18 settembre, dalle ore 18.30

MOSTRA VIRTUALE

delle opere sulla Santeria dell’artista  Maria Giulia Alemanno, in collaborazione con L’Associazione Culturale Onlus Elegguà di Torino

SANTERIA: Fusione di sacro e profano, cattolicesimo e animismo

Relatori:

Yohanca Alfonso Contreras - antropologa cubana
Don Vitaliano Della Sala

Alessandra Riccio
- condirettrice della rivista “Latinoamerica”

Saluti:
Gennaro Romei - assessore alla cultura del Comune di Avellino

Coordina:
Nuccio Acone - segretario Circolo “Alberto Granado” di Avellino

CONCERTO:

Victor Quiñones Trio
(basso - chitarra/voce - percussioni)
con la partecipazione di
Salvatore Santaniello (sax)

domenica 19 settembre dalle ore 18.30:

CUBA NEL CONTINENTE LATINOAMERICANO DEL XXI SECOLO

Relatori:
Alessandra Riccio - condirettore della rivista “Latinoamerica”
Aldo Garzia - giornalista

Saluti:
Gennaro Romei - assessore alla cultura del Comune di Avellino

Coordina:
Nuccio Acone - segretario del circolo “Alberto Granado” di Avellino

CONCERTO:

Renata Mèrenov Sà

*****

http://www.cubadebate.cu/wp-content/uploads/2009/12/ninos-cubanos-580x386.jpg

Immagine tratta da Cubadebate

Accanto ad alcune fotografie di bimbi sereni, così si legge nel manifesto della manifestazione che offrirà, senza dubbio, molti spunti di dibattito e riflessione:

Questi sono bambini cubani sorridenti e sani. il sistema della salute di Cuba li tutela in modo eccellente. Tuttavia ogni anno a Cuba circa 80 bambini si ammalano di un cancro renale o di un sarcoma. Per trattare questi tumori è necessaria una chemioterapia combinata di diversi medicinali tutti prodotti a Cuba ad eccezione dell’Actinomicina-D.
L’Actinomicina-D veniva importata dal Messico, fino a quando la fabbrica, la sola a produrre questo farmaco, è stata acquistata da un’azienda nord-americana la quale, a causa del blocco USA, ha il divieto di venderla a Cuba. Le conseguenze?
Senza Actinomicina-D il trattamento medico è meno efficace ed il successo di guarigione, che di solito è del 70 -80%, crolla drasticamente.

L’Associazione di amicizia Italia
-Cuba
si è impegnata a sostenere la campagna per l’acquisto del farmaco.
Ogni contributo è prezioso.

FRANCESCO CASORATI: lo stendardo del palio 2010 e una mostra a Pianezza (Torino)

Posted by admin on Sep-7-2010 under Uncategorized
Francesco Casorati nel suo studio

Francesco Casorati nel suo studio a Torino.

L’ immagine è tratta da  IL GOTHA.it ,il portale del bello assoluto

FRANCESCO CASORATI

11 - 26 settembre 2010

Villa Casalegno

Via al Borgo 2

PIANEZZA (Torino)

Vernissage sabato 11 settembre, ore 16.30

orari visite:
venerdì e sabato 16.00 -19.30
domenica 10.00 -12.30; 16.00 -19.30

E’ Francesco Casorati, uno dei massimi maestri italiani , l’autore dello stendardo dell’edizione 2010 del Palio di Pianezza . Per l’occasione la Città gli dedica una mostra  personale nelle splendide sale  di Villa Casalegno, prestigioso museo d’arte contemporanea e centro culturale, dove verranno esposti trenta suoi dipinti a olio, meravigliosa immersione nel colore, nel bello e nella poesia.

WINIGRI. ACCENDI IL FUOCO DELLA CONOSCENZA. A Roma mostra e vendita di opere d’arte a sostegno di FITIL Onlus

Posted by admin on Sep-3-2010 under Uncategorized

WINIGRI. ACCENDI IL FUOCO DELLA CONOSCENZA

Mostra e vendita di opere d’arte a sostegno di Fitil Onlus

dal 15 al 25 settembre 2010

a cura di Manuela De Leonardis e Giusy Lauriola

Galleria Ercoli Arte Contemporanea

Via Plauto 30

00193 ROMA

Tel. 06 90210080 - 333 6883927

ercoliarte@gmail.com

Associazione Fitil Onlus

Via dei Cartari 11 - 00186 Roma

Tel 06 68804624 – 3492650615 (Angela Rosati)

www.fitil.org fitil@fasonet.bf

Catalogo disponibile in galleria

Fitil, Manuela De Leonardis e Giusy Lauriola con la collaborazione di Carlo Ercoli, hanno il piacere di comunicare che mercoledì 15 settembre alle ore 18,30 si terrà alla Galleria Ercoli Arte Contemporanea di Roma una mostra e vendita di opere d’arte a sostegno di Fitil Onlus, messe a disposizione dagli artisti:

Stefano Altieri, dan.rec, Claudio Di Carlo, Isabella Ducrot, Pablo Echaurren, Marco Ercoli, Giosetta Fioroni, Ian Grainger, Itto, Giusy Lauriola, Emilio Leofreddi, Maimuna (Maimuna Feroze-Nana), Leonetta Marcotulli, Federico Mazzoni, Sandro Mele, Patrizia Molinari, Elisa Montessori, Daniela Papadia, Eddie Peake, Virginia Ryan, Jack Sal, Paolo W. Tamburella, Tarshito, Tsuchida Yasuhiko.

Dopo l’asta Dov’è andato il cielo, alla Sala 1 – Arte Contemporanea di Roma nel 2008, Winigri. Accendi il fuoco della conoscenza è il secondo appuntamento con l’arte a sostegno di Fitil Onlus. Winigri, che in mooré - la lingua principale del Burkina Faso - significa istruzione, è un progetto mirato alla scolarizzazione.

Le opere in mostra potranno essere visionate, oltre che nel corso della mostra, anche nella galleria virtuale creata nel web site di Fitil Onlus www.fitil.org

Spiega Bettie Petith, presidente Associazione Fitil Onlus:

Fitil vuol dire “piccola luce” nella lingua Mooré del Burkina Faso e come molti ormai sanno, il nostro motto è “meglio accendere una candela che maledire il buio”. Associazione Fitil è stata concepita una sera tardi attorno a una tavola apparecchiata… e come ogni buon concepimento, è stato un processo piuttosto istantaneo, pur derivando da un complesso background di esperienze, idee, dialogo e passione. Fitil è nata nel luglio del 2005 con l’idea di avviare un progetto pilota in un villaggio del Burkina Faso, Africa Occidentale, e poi espandere l’attività col crescere dell’esperienza e dei fondi. I concetti fondanti della nostra associazione erano e restano gli stessi: trasparenza, partecipazione dei beneficiari e sostenibilità delle iniziative. Abbiamo messo insieme una squadra di tre burkinabè esperti in materia di cooperazione e un gruppo di amici a Roma interessati alla nostra idea di lavorare insieme agli abitanti dei villaggi e approntare sistemi capaci di creare le opportunità che questi auspicano per se stessi. La prima comunità in cui ci hanno portato i nostri tre soci burkinabè è stata quella del villaggio di Sakouli, un nome evocativo, che vuol dire “dov’è andato il cielo”. Lì abbiamo trovato il Capo del villaggio e quasi la popolazione al completo raccolta sotto i rami di un albero maestoso. Abbiamo spiegato chi fossimo e cosa pensavamo di fare, poi la popolazione ha espresso le sue priorità e avanzato delle proposte. Al termine dell’incontro, siamo ripartiti con un grande carico di idee e di entusiasmo. La prima richiesta è stata quella di costruire un mulino, senza il quale, le donne avevano due scelte, macinare i cereali schiacciandoli fra due pietre o percorrere diversi chilometri a piedi per raggiungere il mulino più vicino. Così è nato il nostro primo progetto, al quale Fitil ha contribuito con i fondi necessari ad acquistare il motore, e gli abitanti del villaggio fabbricando un gran numero di mattoni. Il risultato è stato una piccola impresa economicamente sostenibile, gestita da un gruppo di donne. Da allora, Fitil ha esteso la propria attività ad altri tre villaggi limitrofi, Goagba, Tangseghin e Kouka, realizzando numerosi progetti di successo. L’intento di Fitil è lavorare con gli abitanti dei villaggi per espanderne le possibilità materiali, ma reputa altrettanto importante escogitare sistemi di lavoro che permettano a queste comunità di ampliare la visione della vita e acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità, liberandosi così dalle limitazioni e dalle costrizioni derivanti sia dalla situazione economica che dalla società – circostanze che oggi sono profondamente radicate nell’intimo di ciascuno e nella percezione del proprio essere. Finché ciò non accadrà, queste comunità resteranno oggetto del cambiamento piuttosto che esserne le autrici. I cambiamenti avvengono solo quando le persone coinvolte li operano prima di tutto dentro di sé. Gli individui si sentono valorizzati quando possono constatare l’uguaglianza nell’esercizio del diritto di contribuire in prima persona a dare forma e a sviluppare un sistema, e ad attingere da questo sistema gli strumenti necessari per realizzare le proprie potenzialità. “Adesso sento di poter fare qualunque cosa. Andrò avanti e farò tante cose nella mia vita”. Da un’intervista a una donna analfabeta che ha ricevuto un certificato di nascita all’età di 30 anni. Non so da dove iniziare a esprimere la nostra gratitudine, la nostra felicità e le nostre speranze a tutti coloro che hanno lavorato con tanto impegno per realizzare questo catalogo e questo evento. Il loro aiuto e la loro dedizione sono al tempo stesso fonte di entusiasmo e di ispirazione. Dire grazie non è certamente abbastanza, perciò ci ripromettiamo di esprimere il nostro apprezzamento e la nostra riconoscenza attraverso il lavoro che Fitil continuerà a fare nei prossimi anni.

Bettie Petith, presidente Associazione Fitil Onlus

FRANCESCO TABUSSO: una splendida antologica a Bra (Cn)

Posted by admin on Aug-31-2010 under Uncategorized
Francesco Tabusso: LABORATORIO DI RESTAURO, olio su tela cm 130 x 150 - 1977

Francesco Tabusso: LABORATORIO DI RESTAURO, olio su tela cm 130 x 150 - 1977

FRANCESCO TABUSSO

BRA (Cuneo)

Palazzo Mathis

Piazza Caduti per la Libertà, 20

8 settembre - 31 ottobre 2010

Inaugurazione mercoledì 8 settembre, ore 18.00

Mostra e catalogo a cura di Gianfranco Schialvino
Presentazione di Bruno Quaranta

Orari:

dal lunedì al venerdì ore 16,30 - 19,30
sabato e festivi dalle 10 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 19,30

nei giorni 10, 11, 24 e 25 settembre dalle ore 10 alle ore 22,30

Scuole su prenotazione, informazioni presso l’Ufficio Turistico: tel. 0172.430185

turismo@comune.bra.cn.it

www.turismoinbra.it

Francesco Tabusso

Francesco Tabusso mentre esegue una vernice molle a Dogliani nel 2005

La  grande  antologica, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bra e dal Comune di Bra, in collaborazione con la Cassa di Risparmio di Bra S.p.A. e la Fondazione PoliteamaTeatro del Piemonte, raccoglie nella splendida cornice di Palazzo Mathis più di cinquanta opere dipinte in sessant’anni di attività da Francesco Tabusso e rappresenta l’omaggio che la Città di Bra cui l’artista è particolarmente affezionato e dove spesso soggiornò dalle nonne che a Bra ebbero i natali e vissero - offre al pittore in occasione dei suoi ottant’anni.

Per l’occasione il sindaco Bruna Sibille conferirà al prestigioso artista la Cittadinanza Onoraria.

Francesco Tabusso: SANTA RITA DALLE CENTO QUERCE

Francesco Tabusso: SANTA RITA DELLE CENTO QUERCE, olio su tavola cm 140 x 150 - 1975

Francesco Tabusso è un pittore semplice, immediato, diretto. Di gente, di vita, di sogni,di fiaba. Per questo è apprezzato, merito raro per gli artisti, sia dai critici sia dalla gente,che lo hanno eletto cantore della semplicità, della quotidianità, della natura, della bellezza.

Questa mostra intende formare un’antologia di indiscusso valore e, dai primi successi in ambito nazionale nel 1952 che lo portarono ventiquattrenne appena e ancora allievo di Felice Casorati alla Biennale di Venezia, arriva fino agli ultimi più recenti dipinti. Un gruppo di capolavori che con spontaneità e vigore, originalità e lepidezza, ripercorronosessant’anni di straordinaria attività pittorica.
Alla Biennale Tabusso sarà invitato anche nel 1956 e nel 1958 e nel 1966 gli sarà dedicata una sala personale. Nella sua carriera ha inoltre partecipato alle più prestigiose rassegne internazionali, tra cui Bruxelles, New York, Mosca, Alessandria d’Egitto. Innumerevoli le mostre personali, in Italia ed all’estero. Mostre antologiche alla Sala “Bolaffi” di Torino; al “Centre Sain Bénin” di Aosta; al “Complesso Monumentale di S. Michele a Ripa Grande”, Roma; alla Galleria di Arte Moderna di Spoleto. Ancora a Torino alla Promotrice delle Belle Arti nel 2007, con una mostra di 120 opere che ha contato oltre ventimila visitatori. Nel 1975 ha realizzato la Grande Pala Absidale “Il Cantico delle Creature” per la Chiesa di San Francesco al Fopponino a Milano, progettata da Giò Ponti, opera completata successivamente con quattro trittici dedicati ai “Fioretti di San Francesco”.

Tabusso lavora per cicli: il paesaggio, la natura morta, la figura, I proverbi popolari, l’omaggio ai maestri (Grünewald, Goya, Rembrandt, Caravaggio, Georges de La Tour…), il mare, i miti. I suoi ritratti di fanciulla, i montanari delle alte valli, le vigne ed i declivi collinari di Langa, il circo, gli animali del bosco, gli uccelli e le erbe, sono caratterizzati da un’impronta inconfondibile. Tabusso ha la capacità di trasferire in ogni dipinto una pagina della sua vita, della sua giovinezza.

Francesco Tabusso: MARIA GIULIA, olio su tela cm 125 x 125 - 1997

Francesco Tabusso: MARIA GIULIA, olio su tela cm 125 x 125 - 1987

L’apparentemente semplice visione della classicità nella quotidianità è dipinta con un’attenzione profonda, quasi uno stupore, di fronte alla natura, uccelli e fiori, alberi e farfalle, ricci e pesci, senza dimenticare la presenza dell’uomo - e soprattutto delle belle ragazze -, avvolgendo i soggetti preferiti con un poetico candore che incanta. La sua realtà è in ogni quadro spruzzata con un’aura di leggenda e di fiaba che circonda gente animali e cose, e le fa vivere in un mondo fatato, eppure non estraneo né impossibile, spesso da tutti sognato.

Francesco Tabusso: RAGAZZA IN ROSSO

Francesco Tabusso: RAGAZZA IN ROSSO, olio su carta intelata cm 70 x 100 - 1990

È un mondo incantato quello di Tabusso, e che incanta. Il lavoro appassionato di tutta una vita, seguendo una vocazione che si è manifestata subito, già da ragazzo, e che non l’ha abbandonato mai, fino a definirlo uno dei pittori più amati ed apprezzati della contemporaneità.

A Cigliano (Vercelli) anche nel 2010 l’Arte è OLTRE IL BLU

Posted by admin on Aug-23-2010 under Uncategorized

OLTRE IL BLU

Collettiva d’Arte Contemporanea - IX Edizione

a cura di Graziano Prola

29 agosto - 14 settembre 2010

Istituto Comprensivo “Don Evasio Ferraris”

Piazza Martiri della Libertà 14/b

CIGLIANO

(Vercelli)

Inaugurazione: domenica 29 agosto, ore 17.00

Orario:
Festivi:10-12/16-19/21-23.30
Feriali: 21-23.30

In mostra opere di:

Natale Addamiano
Gianfranco Asveri
Fulvia Marconi
Alessandro Nocentini
Douglas Portway

ANTEPRIMA COLLETTIVA D’ARTE CONTEMPORANEA “OLTRE IL BLU” - IX EDIZIONE

PICCOLO VIAGGIO PITTORICO A SAN GRISANTE

Posted by admin on Aug-11-2010 under Uncategorized
PICCOLO SAN GRISANTE, pastelli a olio su carta cm 15 x 20 - 2010

PICCOLO SAN GRISANTE, pastelli a olio su carta cm 15 x 20. Piccolo viaggio pittorico di Maria Giulia Alemanno nella campagna intorno a Crescentino - 2010

Nessuna vacanza per me in questa calda estate ma sto bene, molto bene quando viaggio col pensieri ed i colori. Viaggi minimali, su minuscoli fogli di carta colorata.
San Grisante
è dietro l’angolo, un vecchio borgo tra le risaie del vercellese, una frazione di
Crescentino, poco più di quattro case e un campanile. Ma che campanile! Lo aveva concepito e fortemente voluto don Bianco che di San Grisante fu l’arciprete per moltissimi anni. Un campanile esile ed altissimo in stile altoatesino, totalmente alieno  al paesaggio,  cosa che poco lo turbava. Doveva essere il più alto di tutto il circondario, il più visibile a distanza ed il più prossimo al cielo. Ci riuscì alla grande e dopo le prime perplessità delle solite malelingue il suo campanile fu accettato  da tutti come un magro gigante  di famiglia con la testa tra le nuvole.
Anche in questo mio piccolo viaggio  pittorico , il campan
ile di San Grisante
duplicato dall’acqua impone la sua verticalità sulle risaie, collegando, come voleva Don Bianco, la terra al cielo.

Maria Giulia Alemanno

ALBERTO GRANADO:88 anni l’8-8-2010, quattro volte l’infinito

Posted by admin on Aug-7-2010 under Uncategorized
Alberto Granado

Alberto Granado nell'ottobre 2009 ad Imperia

Quanti 8, quanti segni dell’infinito, per questo compleanno di Alberto Granado, il miglior amico di Ernesto Che Guevara, il compagno dell’ avventura attraverso il Sud America che cambiò la percezione dell’esistenza ed il destino di due ragazzi guidati dai sogni e dagli ideali. Compie 88 anni l’ 8-8-2010 papà Granado e a nessuno di noi che lo amiamo sembra vero. Questo piccolo grande uomo, messaggero di giovinezza, di pace  e di speranza continua ad insegnarci che la vita è un  dono da assaporare in ogni istante e a  ricordarci  che mai dobbiamo smettere di viaggiare, almeno col pensiero.
A gennaio per il mio compleanno, festeggiato, come da qualche anno meravigliosamente accade,  nella sua casa di Miramar Playa a L’Avana, ha voluto regalarmi una fotografia scattata durante le riprese de I diari della motocicletta di Walter Salles. Lo si vede sorridente sulla ricostruzione della “Mambo Tango”, la zattera che i malati del lebbrosario  di San Pablo, nell’ Amazzonia peruviana,  decisero di donare  a lui e ad Ernesto in segno di riconoscenza per l’amore e la luce che avevano portato nel loro mondo di dolore ed ombra.
L’artrosi
- mi ha detto - m’impedisce ormai di scrivere, ma fallo tu per me. E mi ha dettato una frase:
El viaje es darle alas a la vida
.
Poi, seppur a fatica,  ha voluto aggiungere la firma: Alberto Granado.
Impossibile non commuoversi ed abbracciarlo con grande tenerezza.
Il mio pensiero voli ora fino a lui, sulle ali della vita, in un viaggio mentale  che mi  porti a raggiungerlo  dall’ altra parte del mondo.
Feliz  cumpleaños papà Alberto.
Con affetto 88888888888888888888888888888888888888888888888888888infinito.
Ah, dimenticavo… la fecha!
8-8-2010

I NEOICONODULI:al MUSEO BELLOMO di SIRACUSA linguaggi e messaggi complessi

Posted by admin on Aug-5-2010 under Uncategorized

Siracusa - Riaperta la Galleria regionale di Palazzo Bellomo

PALAZZO BELLOMO a SIRACUSA. L’immagine è tratta dal sito del CORRIERE DEL SUD

LINGUAGGI COMPLESSI, MESSAGGI COMPLESSI.

I NEOICONODULI

a cura di  Carmelo Strano

MUSEO BELLOMO

Via Capodieci

SIRACUSA (ORTIGIA)

7 agosto- 7 settembre 2010

Inaugurazione Sabato 7 agosto , ore 19.30

La mostra è allestita anche nel vicino ex monastero del Ritiro del Comune,
via Mirabella

Una trentina di artisti (tra i quali Valerio Adami,  vanessa Beecroft, Andrés Serrano, Emilio Isgrò, Bill Viola, Miltos Manetas, Medhat Sfafik, Anish Kapoor, James Wines) a testimonianza del nostro tempo di complessità

Oltre

i messaggi semplici delle astrazioni e figurazioni autoreferenziali

Oltre

i messaggi impossibili

Museo Regionale Palazzo Bellomo, Siracusa

Direttore Luigi Messina

BELLOMOContemporaryArtActivities

Curatore scientifico Carmelo Strano

bellomocontemporary@gmail.com

Comune di Siracusa

Sindaco Ing.Roberto Visentin

Assessorato alla Cultura

retto da Sandro Speranza

ufficio stampa: ILENIA SPALLINA tel. 340 9650163 ileniaspallina@hotmail.it F
FRANCESCA RAMETTA tel. 340 2363275 francesca.valeria.it@hotmail.it

Come si legge in ARTE IN RETE - ART IN WORLD a commento di una prima edizione della mostra:

Il titolo trae spunto dalla lotta, in epoca cristiano-bizantina, tra iconoduli fautori della rappresentazione dei soggetti sacri (la parola greca significa infatti adoratori dell’immagine: Cristo, innanzitutto), e iconoclasti che avversavano questo orientamento.

La mostra offre uno spaccato internazionale del nostro tempo a proposito della tendenza, non assoluta ma diffusa, a non darsi conto, o a non dare importanza, alla piena riconoscibilità del soggetto rappresentato, con qualunque mezzo questo accada. Ma non più, come racconta la grande stagione astratto-informale (anni ’40-’50, e anche oltre, del secolo passato), come iconoclastia. Questa contrastava la tradizionale, e la nuova, spesso accademica, iconodulia, ossia l’arte figurativa tout court. A Roma si assisteva, per fare un esempio legato alla terra dove si promuove questa iniziativa, alla contrapposizione strenua tra Guttuso e Consagra.

Ma i neoiconoduli appartengono a un’altra epoca dove quel dibattimento non ha più senso.

Carmelo Strano, curatore della mostra, segnalava il superamento di queste tensioni neoavanguardistiche alla fine degli anni Settanta e pubblicava nel 1981 il Manifesto Dad. Considerava chiuso il lungo impero dadaista (dal 1916 fino ad allora, soprattutto come influenza di Duchamp) e si rendeva conto che, ben oltre i fatti artistici, il mondo occidentale era mutato profondamente. Sintomo e momento forte di questo cambiamento era l’avvento di una razionalità “docile” (Docile Razionalità). Ben lontana dal manifestare segni di debolezza (Gianni Vattimo avrebbe parlato di “pensiero debole”), DORA esprimeva un allentamento della razionalità dura, inflessibile, quasi terrifica, che si era consolidata nel rinascimento. Un’elasticità planetaria, anche in senso opposto. Infatti, anche il mondo orientale faceva una radicale esperienza. Ma si trattava, al contrario, di allentare la docilità di quell’universo culturale, giapponese soprattutto, con l’assunzione di una razionalità più decisa e forte.

Questo segno dell’elasticità ha finito col connotare tutti gli atteggiamenti di carattere sociologico e creativo. Basti pensare all’avvento del multiculturalismo, della globalizzazione, della multimedialità, dell’interculturalità, del mistilinguaggio, di cui la caduta del muro di Berlino è stata un grande sintomo.

Dunque la NEOICONODULIA esprime questa nuova condizione dell’arte più avveduta e aggiornata. Oltre a far presente, in infiniti modi (l’individualità è il segno espressivo del nostro tempo), che il problema figurazione/non-figurazione è non solo falso; soprattutto non è “sentito” più, se non dagli artisti di routine. I neoiconoduli testimoniano di questo orientamento dell’arte che esprime direttamente il senso profondo del nostro tempo.

Dice il critico che tutto questo costituisce “il forte comune denominatore che rende “fratelli” gli artisti di questa mostra i quali si fanno portatori, tra l’altro, dei segni culturali delle proprie aree geografiche di provenienza. Forte, e debole, nello stesso tempo, questa fratellanza. Gli stessi protagonisti mostrano di sapere perfettamente che, non essendoci più una tendenza predominante con cui misurarsi, pro o contro, ciascuno è chiamato a darsi, prima ancora di un terreno poetico, una propria filosofia dell’arte. E qui opera una sorta di darwiniana selezione naturale: il più forte sopravvive, o si impone. Torniamo agli artisti “hors série”.

I protagonisti di questa mostra conciliano (fondono) comunicazione e “divertimento” artistico. “Divèrtere” per i latini –ricorda Strano- aveva il significato di deviare, virare. “In questo caso, una deviazione praticata rispetto alla logica del comunicare quotidiano o normale, quello cioè che, avendo come obiettivo l’organizzazione sociale, non lascia spazio agli equivoci.

Dunque, messaggi che arrivano, o devono arrivare, al lettore, “in qualche modo”, cioè non necessariamente pieno e totale. La condizione opposta è il messaggio intransitivo o tautologico, quello cioè che torna su se stesso e non passa al fruitore. Non è proprio il caso dei neoiconoduli. L’artista rivendica con forza il proprio terreno di espressione creativa. Anche a proposito di una sintassi di ricerca.

Sottolinea il curatore che “nessuno dei neoiconoduli si abbandona alla naїveté, al primitivo, né, tanto meno, all’ignoranza e “maleducazione” (con anche capitani sedicenti teorici e maleducanti) che hanno preso nome di primitivismo, brutalismo e, nel nostro “strapaese”, di transavanguardia”.

Ciascuno dei neoiconoduli dà all’arte e alla società il proprio contributo, fortemente espresso, con attentissimo rispetto dei propri umori e della propria visione del mondo.

“L’arte è in una fase di mutazione genetica. I neoiconoduli sono un laboratorio inevitabilmente aperto, ma con all’ingresso un’insegna che esprime con forza una specificità. Essa fa dire che le danze sono aperte. Ognuno, ogni fruitore, si conceda il ballo che preferisce. L’importante è ballare responsabilmente su ritmi seducenti e ben responsabili nelle proprie ansie inventive”.

Per quanto si è detto la mostra offre un esemplificativo caleidoscopio di proposte poetiche. Beninteso, esse insistono sul terreno delle problematiche sopra espresse contribuendo a ribadire il terreno esistenziale dell’arte dei neoiconoduli.

LA LUNETTA di DARIO GHIBAUDO illumina MOMBARCARO (Cuneo)

Posted by admin on Aug-3-2010 under Uncategorized

L’affiche di LA LUNETTA di DARIO GHIBAUDO

Il quadro con l’effige di Santa Caterina d’Alessandria, patrona di Lunetta di Mombarcaro, è finalmente terminato e consegnato alla comunità. La chiesa è pronta, addobbata per la benedizione, don Aldo e i chierichetti vestono i paramenti più preziosi e come per antiche usanze, dopo la cerimonia la pala viene portata in processione fino al luogo dove sarà collocata. Per l’occasione gli abitanti hanno allestito una grande festa offrendo pani e dolci a forma di ruota dentata a ricordo del martirio della Santa. Ma quel giorno il quadro non sarà messo a dimora, nonostante sia tutto accuratamente predisposto. Gli animi, attratti dal cibo, dal vino e dalla musica della festa, abbandonano l’artista solo con la sua opera.
Realizzato grazie alla collaborazione
della comunità del luogo e alla partecipazione del
Comune di Mombarcaro (Cuneo), LA LUNETTA, le tradizioni hanno sempre un inizio, breve film di Dario Ghibaudo artista caleidoscopico ed immaginifico di cui vi invito a visitare il sito, autentica camera delle meraviglie, è una rara testimonianza della nascita di una tradizione.

YEMAYA DI MORROVALLE

Posted by admin on Jul-31-2010 under Uncategorized
YEMAYA DI MORROVALLE, tecnica mista di Maria Giulia Alemanno su carta Fabriano, cm 20 x 20 - 2010

YEMAYA DI MORROVALLE, tecnica mista di Maria Giulia Alemanno su carta Fabriano, cm 20 x 20 - 2010

Questa Yemaya che nuota in un piccolo foglio di carta ha accompagnato a Morrovalle, per fermarsi, una mia valigia dipinta con temi di Santeria Cubana  che rimarrà  esposta, fino al 31 agosto 2010, nel Museo civico Palazzo Lazzarini all’interno della mostra itinerante “LA VALIGIA, viaggio nell’immaginario femminile” curata da Maria Antonietta Claretto.
D’istinto l’ho chiamata Yemaya di Morrovalle, assai contenta di pensare che potesse  raggiungere  uno splendido borgo antico non bagnato dal mare. Lei, la divinità dell’acqua salata tanto amata a Cuba, potrà ora idealmente nuotare nelle onde verdi di un dolce paesaggio di colli ” e profondissima quiete”, con lo sguardo rivolto al mare vero che, poco distante, bagna le coste delle Marche.
Dea, sirena, polena, creatura di sogno benaugurante.

Maria Giulia Alemanno

HOTEL INGLATERRA, la Habana: POESÍA DEL ENTORNO con IMAGEN 3

Posted by admin on Jul-27-2010 under Uncategorized

www.Havanatur.com Hotel Inglaterra Old Havana

Se vi trovate in vacanza a L’Avana, c’è un motivo in più, in questi ultimi giorni di luglio per visitare l’ Hotel Inglaterra, a  due passi dal  Paseo del Prado, dal Parque Central e dal Museo de Bellas Artes. Un hotel di grande bellezza,  ora completamente rinnovato senza però  cancellarne , nella miglior tradizione dei restauri conservativi dell’Avana,  l’atmosfera ed il fascino antico.
Per festeggiarne  i  primi meravigliosi 135 anni,  il COLETIVO FIESTA DE LAS ARTES EN LA COMUNIDAD di IMAGEN 3 ha organizzato al suo interno la  mostra “POESÍA DEL ENTORNO” che raccoglie, fino al 2 di agosto, varie visioni ed interpretazioni del paesaggio habanero e rurale.
Il gruppo di IMAGEN 3 è attivissimo nell’organizzare eventi nella capitale cubana coagulando attorno a sè un gran numero di artisti che credono in una dimensione collettiva dell’arte, grazie alla  quale  energie ed ispirazioni fluiscono e confluiscono in un progetto comune.
Di seguito le parole in catalogo di Marlene Gomez e Mercedes Oviedo, giornalista , creativa e responsabile delle Pubbliche Relazioni di Imagen 3:

POESÍA DEL ENTORNO

El paisaje ha sido siempre tema recurrente en la historia del arte, durante las diferentes épocas el artista ha reflejado el entorno vivido o imaginado según sus presupuestos estéticos.

El paisaje expresa el pensamiento humano durante su evolución social, “retratar” el entorno con pinturas y pinceles lleva en si un alto poder de observación a partir de los más pequeños detalles, signada por la realidad como reflejo de los anhelos y sueños del propio creador.

En “Poesía del Entorno” se evidencia, que a unos los cautiva lo más popular y la cotidianidad es marcada por colores y trazos con técnicas diversas; a otros, desde lo figurativo o expresionista, los atrae el movimiento continuo del mar que nos circunda y mecen en sus olas las edificaciones citadinas entre deterioro y resurrección.

El grabado y el dibujo también ocupan sitio en esta muestra colectiva del Proyecto Cultural Fiesta de las Artes en la Comunidad en el Paseo del Prado que nos acerca a esa “Poesía del Entorno” presente tanto en el campo como en la ciudad.

Policromía y simbiosis de luces y sombras que, en incoherente armonía, nos hacen imaginar, reconocer y descubrir los múltiples caminos entre los que nuestro ser se pierde buscando espacio propio.

Marlene Gómez y Mercedes Oviedo

Ciudad de La Habana- Julio 2010

ARTISTAS PARTICIPANTES:

Abel Ramírez Massot - Alberto Cabot García - Alexis Toppin Campos - Bàrbara Maturell Ferrer - Enrique Miralles “Tente” - Fèlix Z. Hermoso Contreras - Giancarlos Pruna Milanès -Jorge L. Gonzàlez “Yuque”- Jorge Tejeda Rodrìguez - Josè R. Blanco “Vianko - Josefina Soto Pèrez - Mayra Yanes Valido - Ramòn Pèrez Pereira - Sanlly Viera Alarcòn - Vania A. Colls Romàn -Yoandra Padròn Reyes

Fiesta de las Artes….está presente todos los sábados en el Paseo del Prado capitalino donde se reúnen más de 200 artistas y creadores que personalmente promueven su obra y crean in situ.

Agradecimientos:

Colectivo del Hotel Inglaterra en su Aniv. 135 - Direc. de Cultura Comunitaria UNEAC -Direc. Municipal Cultura Habana Vieja

A Cecilio Avilès por su paciencia y empeño

Montebenedetto e Banda. Sogni e segni sul sentiero dei Franchi nelle parole di Massimo Olivetti

Posted by admin on Jul-26-2010 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno: CONVERSO CONTADINO A MONTEBENEDETTO

Maria Giulia Alemanno: CONVERSO CONTADINO A MONTEBENEDETTO acrilico su cartone cm 50 x 70 -2010

Sogni e segni sul sentiero dei Franchi

di Massimo Olivetti

Il cammino come ascesi, il bordone come compagno, la conchiglia come conforto. Il pellegrinaggio nell’alto medioevo più che una devozione religiosa, un atto di certificazione della fede, è l’uscita da un mondo che è diventato angusto e locale, è il desiderio, quasi la necessità, dell’universale, del ritrovare il meraviglioso nella scoperta della diversità dei luoghi, delle genti, delle usanze. E così vanno i pellegrini. A piedi, da Roma a Santiago De Compostela, a piedi da Roma a Canterbury, a piedi da Roma a Gerusalemme. Vanno con compagna la fede e la certezza di essere accolti, ristorati, sostenuti, da altri compagni come loro nella fede, ma che l’universale lo cercano dentro di sé, nella contemplazione, nell’ascesi, nel silenzio di abbazie e conventi, costruiti fuori dal mondo, in eremi sperduti e nascosti da boschi, monti e neve. Ritrovare la magia dell’andare e l’incanto dello stare, l’incontro con la diversità delle geografie e dei paesaggi e la profondità degli universi interiori e circoscritti, ci porta con la nostalgia dell’umiltà a questa mostra.

E’ un’esposizione ispirata e dedicata. E’ispirata dal fascino che ancor oggi esercitano Montebenedetto e Banda, i loro muri, la morbida e rigorosa severità delle loro ossa di pietra, la bellezza dei boschi che li avvolgono come un’incessante ripetizione di sommessi echi gregoriani. E’dedicata ai piedi dei pellegrini, ai loro bordoni, allo stupore immobile nel cambiamento.

Ed ancora questa mostra è il desiderio di continuare il pellegrinaggio attraverso e con l’arte, di ricomporre nei quadri le atmosfere della seduzione della scelta di una vita di contemplazione e, viceversa, dell’impulso dell’andare alla ricerca del sacro, forse già portandolo dentro di sé, di trasmutare con alchemia psichica i piedi in pennelli e l’armonia dei chiostri in colori. Perché l’arte è un pellegrinaggio nel tempo che trasferisce emozioni e sensazioni, valori e ideali nei secoli, così come il pellegrino trasportava fede e conchiglia da Roma a Santiago, da Roma a Canterbury, da Roma a Gerusalemme.

Ventinove sono oggi gli artisti che, novelli pellegrini, ritornano a Montebenedetto e Banda, per glorificare nei loro lavori la purezza di un ritorno e di una sosta che ristori, nel lungo viaggio che ognuno di loro ha iniziato per rendere i segni e i sogni araldi del tempo.

I colori di Germana Albertone colano liquidi, rendono indistinti alberi e rocce. Limpida, in primo piano, solitaria, la massa della Certosa di Montebenedetto. Come per un contrasto di solidità e certezza. Rifugio per piedi consumati e anime inquiete. Il rosa della pietra richiama il giallo-arancio dei crinali dei monti, squarci luminosi che illuminano il pensiero dell’accoglienza.

Non so se sia un converso o un pellegrino quello che si staglia in primo piano nell’opera di Maria Giulia Alemanno. Più un converso, forse, perché ha l’espressione intensamente pensierosa di chi sta riflettendo su provviste da conservare e campi da coltivare. Monaco contadino, solido come il paesaggio circostante, virato su un giallo carico e caldo. Sono i colori dell’autunno, di un ottobre luminoso, che sorride nelle sue pennellate, capaci di rinnovare la magia dei boschi e dei monti.

Una tavola di legno antico come supporto perché Daniela Allosio ha scelto Banda come luogo di vita e “luogo dell’anima”. Poi sopra, i colori ad olio a dar forma e esprimere l’incanto dei simboli. Una croce di legno a dividere tavola ed immagini. Una luna coronata di stelle, una strada tra alberi carichi di neve, la punta del campanile, tutto osservato con gli occhi di un certosino monaco e gatto.

E’ la bifora che guarda la vasca o viceversa.
L’occhio immobile della bifora, aperto sul tempo, o il perpetuo scorrere dell’acqua dalla fontana? L’importante non è il significato ma l’atmosfera che Giuseppe Arizzio
ricompone. Ha usato i pastelli per dar corpo e crema agli oggetti che diventano partecipi della nostra esistenza.

Fumo, catrame, sabbia, acrilico su tela. Daniela Baldo vuole la materia ed anche il dramma, scandito da squarci di rosso e segni di fumo. M’immagino la Certosa che resiste ad un temporale o sepolta da una tormenta di neve. Sono robusti i tagli di colore per incidere il corpo di Montebenedetto e isolarlo dal contesto, come lo sguardo di un pellegrino sopravvissuto alla pioggia o alla neve che infine approda al rifugio.

Anche il gioco non può essere escluso da un pellegrinaggio. Alfredo Billetto interpreta e rappresenta la letizia. Scompone le immagini danzando coi colori. Verdi e blu si incrociano e formano un puzzle cromatico. La Chiesa di Banda diventa un giocoso arlecchino illuminato dal calore della tavolozza. A noi non resta che unirci alla danza.

Ivo Bonino:IL SILENZIO DELLA CERTOSA olio su tela cm 70 x 50 - 2010

Molta è la poesia nel quadro di Ivo Bonino. Gli alberi incrostati di neve guardano e sorvegliano dall’alto tetti e muri. Il bianco domina, un bianco di silenzio, ma anche un bianco di pace. Tutto è affogato o forse affondato nel manto nevoso e siamo chiamati e convocati per unirci e fonderci a quella dimensione silente.

L’universo è un tondo, dentro tutto ci può stare. Anna Branciari ci mette un sole giocoso, quasi fumetto, che sorride alla mole della Certosa, un fazzoletto che sventola come drappo, insomma un mondo scherzoso ed allegro, dove, forse, si può incontrare l’illusione di una “perfetta letizia”.

I cieli di Antonio Carena sono talmente noti che sono ormai paradigma simbolico. Qui trascorrono su una massa rossa, un tappeto di rose purpuree. Forte il contrasto tra la gentilezza serena del cielo e la pulsazione scarlatta. E’ la continuità distaccata delle nuvole che contempla l’esplosione di colore della vita che sboccia, fiorisce e velocemente sfuma.

In fondo si tratta di una farfalla un po’ schematica, e di due uccellini rossi. Sullo sfondo la Certosa. Linee rette delimitano gli spazi erbosi. Tutto molto semplice e, se vogliamo, apparentemente formale. Ma nel quadro di Francesco Casorati vibra una tenerezza infinita. Le macchie rosse degli uccelli contrapposti che guardano la farfalla immobilizzano anche il nostro di sguardo. Torniamo bambini per poter confondere i nostri giocattoli di legno o metallo con gli altri giocattoli vivi, uccelli e farfalle, che la natura ha creato.

Una ragnatela di scomposizioni. Frammenti di immagini che si sovrappongono, per Venere Chillemi la realtà si disarticola e si frattura. La Certosa è ridotta all’essenza della propria proiezione architettonica, eterea e quasi irreale nel vortice della materia circostante. Eppure è proprio questa mancanza di solidità a renderla concreta e oggettiva.

Scherziamo, giochiamo con i nomi e le loro significanze. L’ironia di Pippo Ciarlo non è irriverente, ma affettuosamente vicina alla devozione. In fondo il certosino, originariamente, era un formaggio d’alpeggio, creato dalla cura e dedizione dei monaci e così con delicato umorismo la materia-formaggio si sovrappone all’immagine della Certosa.

La serenità è al tramonto per Luisella Cottino. Ricerca la sensazione di sospensione che si avverte nei passaggi di luce e nelle atmosfere immobili e rarefatte. Certosa ed alberi assumono una dimensione di romantico isolamento, quasi d’attesa di altri innumerevoli tramonti.

Solo una stretta finestra su uno spicchio di cielo. Una fessura imprigionata dai blocchi di pietra. Adriano Franco sottolinea l’identità tra natura, il bosco e l’opera dell’uomo attraverso il paradosso della scissione dell’apparente divisione. Per unire e congiungere egli volutamente separa gli elementi.

Gli azzurri di Andrea Gammino, gli azzurri del cielo e quelli dei riflessi sulla neve. E’ un acquerello apparentemente semplice, ma profondo ed intenso. Non c’è da aggiungere nulla per non interrompere lo scorrere di una poetica genuina ed essenziale. La Certosa è là al fondo di una conca ma si allarga a riempire tutto lo spazio.

Uno scoiattolo, una donnola, una civetta ed anche altri, tutti dalla stessa radice, tutti dallo stesso tronco. Luca Germena recupera le esistenze che sono imprigionate in legni modellati dal tempo. Il suo è uno sguardo dentro le cose; scolpisce con gli occhi, prima che con lo scalpello. E affranca dai vincoli della materia animali, persone, essenze, fissate nell’attimo di recuperare il volo della libertà.

Italo Gilardi: CERTOSA DI MONTEBENEDETTO olio su tela cm 40 x 50 - 2010

Italo Gilardi è sempre delicato. La pittura per lui è una carezza. La sua Certosa si scioglie in una sera d’estate, in un tramonto dolce e malinconico. E’ spontaneo sentirsi partecipi della serenità del momento, avvolti dalle ombre che scendono, confortati da una pittura che accoglie e avvicina.

Un ritorno notturno. Il contadino, il sacco, la Certosa, la sera. Ma una sola dimensione psichica, la sensazione di accoglienza che il volume della Chiesa proietta sulla figura e sul paesaggio. Gabriel Girardi ha in questo suo notturno colto il climax, dosando, in un crescendo graduale, gli effetti espressivi.

E’ un lavoro antico quello di Lia Laterza. L’impostazione è tradizionale, precisa, curata. Vuole che la leggibilità dei soggetti s’imponga e si affermi. Ma i suoi pennelli dispongono i colori per circondarli di un tocco di poesia. Delicato è il giallo dei fiori nel prato, un soffio di dolcezza che rende armonica la composizione.

E’ una pellegrina singolare quella di Adriana Lucà. Nasce dalla terra e della terra ha la forza interiore. Il volto è deciso, consapevole della sostanza che la compone. Gli occhi chiusi non cercano, sanno. Una pellegrina che forse non ha bisogno di andare, ma che, certamente, sa dove stare.

E se non fosse nato in una grotta a Betlemme ma lì alla Certosa di Montebenedetto? Si può sognare e nel sogno cambiare il mondo e la storia purchè se ne conservi anima e spirito. Gabriella Malfatti ci regala il suo Presepe, una nascita santa immersa nella neve dove anche le processioni dei monaci si trasformano in bianche impalpabili scie.

Prevalgono i bruni nell’opera di Adelma Mapelli. Tronchi e cortecce si colorano di ocra, marroni sfumati, gialli e rosa. E’ una scelta cromatica che separa dal contesto il saio bianco del Certosino che attraversa il ponte, funzionale a isolare la figura nella sua meditazione. Il monaco è chiuso in una propria sfera di intimità e il suo candore lo avvolge e lo protegge.

Un gatto ed un monaco, due certosini. Clara Marchitelli Rosa Clot traccia una linea di continuità nel tempo. La Certosa, la sua navata, il suo “ sacro”, esistono e resistono perché i “guardiani” si succedono. Forse si trasformano in fattezze e natura, ma mantengono la continuità della funzione.

Il tempo può rovinare, intaccare, segnare, ma resta il corpo anche se scarnificato. Franco Mercuri coglie l’orgoglio della sopravvivenza, la solennità di vestigia che hanno resistito agli insulti del tempo e continuano silenziosamente a testimoniare le esistenze che le hanno costruite, vissute, abitate.

Il trionfo della Certosa è nell’esplosione di papaveri, fiordalisi, fiori di campo. Angela Pansini inneggia alla vita, alla rigenerazione, alla rinascita. Ed è come se i suoi fiori trasferissero colori e profumi anche alle stesse mura, alle stesse pietre, alla stessa Banda.

C’è del medioevale in Gianni Sesia Della Merla. La solennità delle processioni di pietra dell’Antellami, l’idea di scolpire la vicenda in bassorilievo. Nel registro superiore, il notturno, visto dall’alto, si ammorbidisce, perde la ieraticità per chiamare al coinvolgimento. La sovrapposizione dilata ed amplifica il concetto. La luce delle torce crea l’atmosfera del ricordo.

Francesco Tabusso: …I PELLEGRINI tecnica mista cm 50 x 70 - 2010

Una marmotta, un gallo forcello, due pernici, una martora o forse una donnola. E se i pellegrini fossero loro? La marmotta è sollevata, guarda lontano. 00? La fine di una tappa. Perché solo gli uomini possono andare alla ricerca del sacro? Francesco Tabusso, cercatore e pittore di piccole presenze questo dubbio ce lo pone. Lui di dubbi non ne ha perché sempre ha guardato e dipinto sapendo che anche le pernici fanno parte dell’anima del mondo.

Ordinare le cose per rappresentarle. Giovanni Tamagnone scompone le immagini, le riduce a frammenti per meglio descriverne la complessità. La facciata come immediata percezione, l’interno con la figura di un monaco per introdurre nella dimensione contemplativa, il complesso visto dall’alto per la presa di coscienza generale e definitiva. Tre fotogrammi per fissare la memoria.

Questa non è un’entrata nella Certosa. E’ un’uscita. Nicola Tatullo trasporta la nostra percezione dall’interno dei muri al dentro di noi. Spiritualità come richiamo all’interiorità. Un’evocazione di un rosso intenso, fremente, incompleto e pulsante. La Certosa sullo sfondo assiste, complice volontaria del turbamento.

Le parole del critico d’arte Massimo Olivetti sono tratte dal catalogo della mostra MONTEBENEDETTO E BANDA DUE CERTOSE SUL SENTIERO DEI FRANCHI, allestita dal 25 luglio al 24 agosto 2010 alla Certosa di Montebenedetto,  angolo di pace e gioello architettonico di rara bellezza nel Parco Orsiera Rocciavrè inVal di Susa. L’esposizione curata da Maria Antonietta Claretto del Gruppo Gil, raccoglie dipinti e sculture di Germana Albertone * Maria Giulia Alemanno * Daniela Allosio * Giuseppe Arizzio * Daniela Baldo * Alfredo Billetto * Ivo Bonino * Anna Branciari * Antonio Carena * Francesco Casorati * Venere Chillemi * Pippo Ciarlo * Luisella Cottino * Adriano Franco * Andrea Gammino * Luca Germena * Italo Gilardi * Gabriel Girardi * Lia Laterza * Adriana Lucà * Gabriella Malfatti * Adelma Mapelli * Clara Marchitelli Rosa Clot * Franco Mercuri * Angela Pansini * Gianni Sesia Della Merla * Francesco Tabusso * Giovanni Tamagnone * Nicola Tatullo.
Voluta ed organizzata da
l Comune di Villar Focchiardo,  dal  Parco Orsiera Rocciavrè e da  Cartusia  è aperta tutti i giorni dalle 15.00 alle 18.00.

PREMIO VITTORIO MEZZOGIORNO- V edizione alla Cittadella del Giffoni Film Festival

Posted by admin on Jul-25-2010 under Uncategorized

http://www.cinematografo.it/cinematografo_new/allegati/13346/mezzogiorno_433.jpg

Vittorio e Giovanna Mezzogiorno. Immagine all’indirizzo  www.cinematografo.it/pls/cinematografo/v3_s2e…

Ricevo da LATINOAMERICA e volentieri pubblico:

PREMIO VITTORIO MEZZOGIORNO

V edizione

Premio Vittorio Mezzogiorno a Lucia Mascino e La Compagnia Teatro di Legno

A Gianni Minà il Premio Speciale

Giunto alla quinta edizione, Il Premio Vittorio Mezzogiorno sarà consegnato da Giovanna Mezzogiorno a Lucia Mascino e la Compagnia Teatro di Legno durante la serata del 25 luglio presso l’Arena Alberto Sordi della Cittadella del Giffoni Film Festival che quest’anno festeggia la 40esima edizione. Il riconoscimento, fortemente voluto dalla figlia Giovanna, è stato istituito nel 2004 a dieci anni dalla prematura scomparsa del padre e viene conferito all’attore,  all’attrice o alla compagnia teatrale emergente con l’obiettivo di favorirne il personale percorso formativo e lavorativo. I premi consistono in due somme in denaro di 5.000 euro ciascuno.

La giuria presieduta da Giovanna Mezzogiorno, dalla madre Cecilia Sacchi e dagli sceneggiatori Dino e Filippo Gentili ha espresso le seguenti motivazioni:

A Lucia Mascino, giovane attrice che si è contraddistinta negli ultimi anni a teatro recitando  con registi del calibro di Filippo Timi, Valerio Binasco, Giorgio Barberio Corsetti; al cinema con “Un altro pianeta”, opera prima di T. Tummolini acclamata al Festival di Venezia e al Sundance festival, e in numerose serie televisive. Ogni volta Lucia ha saputo far vivere i personaggi interpretati con una tecnica straordinaria, una toccante resa emotiva e una versatilità fuori del comune.

Alla compagnia teatrale Teatro di Legno che, dal 2003 quando fu fondata da Luigi Imperato e Silvana Pirone, ha dato vita a spettacoli magnifici nel segno di un teatro coraggioso e innovativo, svolto in luoghi canonici e non, di una drammaturgia originale ma in un costante dialogo con la tradizione, facendo leva su attori provenienti da esperienze diverse ma impeccabilmente.

Il Premio Speciale Vittorio Mezzogiorno, che consiste in un’opera dello scultore napoletano Lello Esposito, è stato assegnato a Gianni Minà.

Autore televisivo, conduttore, intervistatore, giornalista, scrittore, regista, saggista, curatore editoriale, non c’è campo della comunicazione che Gianni Minà non abbia frequentato, animato e rinnovato nei cinquant’anni della sua straordinaria carriera. Così come vasti e trasversali per generi, aree geografiche ed epoche storiche, sono stati i temi toccati dalla sua penna e dalla sua parola: dallo sport alla musica, dalla politica alla società, in uno sguardo che ha saputo abbracciare il mondo, a cominciare dalla sua amata America Latina. Minà è rimasto sempre se stesso: umano, curioso e libero. Col suo sorriso inconfondibile, con la sua capacità di sentirsi dovunque a casa,  ha saputo rendere “normali” fatti e personaggi che non lo erano. E farli arrivare a tutti noi con una semplicità che nasconde un grande scavo, una grande erudizione e che è il tocco dei maestri.

Le edizioni precedenti
del Premio Vittorio Mezzogiorno è stato vinto da: Ascanio Celestini, Teresa Saponangelo, Cristiana Capotondi, Davide Enia, Valerio Mastandrea, Federica Festa, Arturo Cirillo, Elena Borgogni, Oscar De Summa, Mirko Feliziani e Angelo Romagnoli.

Il Premio Speciale è stato assegnato a Michele Placido e a Raffaele La Capria.

Sito web Premio Vittorio Mezzogiorno:
http://www.saverioferragina.com/vittoriomezzogiorno/premio.htm

MONTEBENEDETTO e BANDA due Certose sul Sentiero dei Franchi

Posted by admin on Jul-24-2010 under Uncategorized

Andrea Gammino: MONTEBENEDETTO E LA NEVE acquerello su cartoncino cm 57 x 36 - 2010

Francesco Casorati: LA CERTOSA DI BANDA tempera su tavola cm 50 x 40 -  2010

MONTEBENEDETTO e BANDA

DUE CERTOSE SUL SENTIERO DEI FRANCHI

Una mostra di pittura e scultura alla

CERTOSA DI MONTEBENEDETTO

Parco Orsiera Rocciavrè

Villar Focchiardo (Torino)

25 luglio - 22 agosto 2010

Inaugurazione sabato 24 luglio, ore 16.00 con intermezzi musicali dei Meloduo.

Orari: tutti i giorni dalle 15.00 alle 18.00 - Ingresso libero

Curatela di Maria Antonietta Claretto - Gruppo GIL

Testi critici di Massimo Olivetti

Enti organizzatori: Comune di Villar Focchiardo, Parco Orsiera Rocciavrè, Cartusia

Opere di:

Germana Albertone * Maria Giulia Alemanno * Daniela Allosio * Giuseppe Arizzio * Daniela Baldo * Alfredo Billetto * Ivo Bonino * Anna Branciari * Antonio Carena * Francesco Casorati * Venere Chillemi * Pippo Ciarlo * Luisella Cottino * Adriano Franco * Andrea Gammino * Luca Germena * Italo Gilardi * Gabriel Girardi * Lia Laterza * Adriana Lucà * Gabriella Malfatti * Adelma Mapelli * Clara Marchitelli Rosa Clot * Franco Mercuri * Angela Pansini * Gianni Sesia Della Merla * Francesco Tabusso * Giovanni Tamagnone * Nicola Tatullo

Meta di impegnative escursioni o di tranquille passeggiate, il Parco Orsiera Rocciavrè offre da sempre un incantevole scenario naturale che racchiude in se due gioielli architettonici di grande importanza storico-culturale per la Valle di Susa. Passo dopo passo, gli amanti della natura, del silenzio, come della ricerca spirituale, hanno varcato la soglia di Montebenedetto o sbirciato attraverso una piccola finestra l’interno della Chiesa di Banda per respirare, rispettosi, quell’atmosfera di sacralità che dal passato, immutabile, è tuttora presente: una pace che scende nel profondo e lascia il segno. Forti emozioni che si ripetono ogni volta che mi trovo a rivisitare quei luoghi. Ed emozioni che mi hanno sostenuto e spinto ad organizzare su invito e con l’aiuto ed il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Villar Focchiardo e del Parco Orsiera questa importante mostra con la quale, proprio attraverso l’arte, si aggiunge un ulteriore apporto alla dovuta valorizzazione delle due Certose.
I maestri coinvolti, molti dei quali legati affettivamente ad esse, e spero anche contagiati dal mio entusiasmo, immediatamente hanno aderito all’iniziativa con vivo interesse e le opere qui raccolte sono testimonianza diretta, al di là dell’indiscusso valore artistico, delle intime personali emozioni che le hanno ispirate.

Maria Antonietta Claretto - Gruppo Gil, curatrice dell’evento

LATINOAMERICA e tutti i sud del mondo:è uscito il 1-2°numero del 2010

Posted by admin on Jul-11-2010 under Uncategorized

Prendete nota:

E’ uscito il nuovo numero di LATINOAMERICA e tutti i sud del mondo, rivista trimestrale che si occupa dei paesi annientati dalla povertà.

LATINOAMERICA, IL 110/111, 1-2° NUMERO DELL’ANNATA 2010 VERRÀ PRESENTATA DA GIANNI MINÀ il 13 luglio alla 3° Festa Democratica – Festa dell’Unità 2010Area Terme di Caracalla, Roma presso la Libreria Rinascita con GIANNI CIPRIANI (Direttore di GLOBALIST) e GIANLUCA SANTILLI (Esecutivo Pd Roma).

All’interno dello stand “GLOBALIST” per tutto il mese di luglio, potete trovare la rivista in vendita.

LA MIA VALIGIA ALLE FALDE DEL KILIMANGIARO

Posted by admin on Jul-11-2010 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno ©"Yemaya sapeva" Una valigia - A suitcase - Una maleta

Maria Giulia Alemanno ©"Yemaya sapeva" Una valigia - A suitcase - Una maleta, tecnica mista- 2009

Una mia valigia dipinta ad olio con inserti di collage, dal titolo “Yemayà sapeva”, sarà presentata da Licia Colò nel programma di RAI TRE Alle falde del Kilimangiaro. Una bella avventura per una vecchia valigia piemontese istoriata con temi d’ispirazione afrocubana: sarà parte della scenografia che per tutta l’estate accompagnerà i racconti di viaggio di una trasmissione - una delle poche  rimaste, in verità-  impregnata di sensibilità, cultura ed intelligenza. Mentre la realizzavo, andando col ricordo dalla luce del Malecón alla  stanza scura di un solar di L’Avana, mai avrei immaginato che presto l’avrei portata in uno studio televisivo a Roma e che la mia Yemayà sarebbe stata  accolta come una regina. Grande viaggio davvero, la vita.


LUCA LOCATELLI ad ASTI con IMMAGINI DELL’AFRICA CHE VIVE

Posted by admin on Jul-10-2010 under Uncategorized

LUCA LOCATELLI

IMMAGINI DELL’AFRICA  CHE VIVE

15 - 30 luglio 2010

GALLERIA BLUEBOX

Via Carducci 33

ASTI

Il Comune di Asti Assessorato alle Politiche Sociali in collaborazione con il Comitato Pavia Asti Senegal, inaugurano alle ore 21,00 di giovedì 15 luglio, alla galleria d’artecontemporanea Blu Box in via Carducci 33, la mostra fotografica: “ Immagini dell’Africa che vive
La mostra è stata realizzata dal fotografo Luca Locatelli che durante gli ultimi 3 anni grazie alla collaborazione con Comitato Pavia Asti Senegal, ha conosciuto i tanti aspetti della vita in Casamance: dalle estreme difficoltà, ai disagi, alle privazioni che tante persone vivono fino alla straordinaria vitalità, alla bellezza e alla cultura di quella realtà. Un viaggio visivo che osserva la città ma si ferma e posa lo sguardo curioso e penetrante soprattutto nei villaggi rurali, dove il legame con la terra è più forte e le tradizioni più potenti.

FRANCESCO CASORATI: finzioni della realtà a Casa Felicita - Cavatore (AL)

Posted by admin on Jul-5-2010 under Uncategorized

Francesco Casorati: Scomposizione

Francesco Casorati: "Scomposizione" - 2006 - acquerello

FRANCESCO CASORATI

finzioni della realtà

opere su carta

Casa Felicita

Cavatore (Alessandria)

10 luglio - 5 settembre 2010

Inaugurazione Sabato 10 luglio ore 18,30

orario 10 - 12    16 - 19
Lunedì chiuso

Ingresso libero

Tutte le domeniche del periodo della mostra dalle ore 16 alle 19 “prove di stampa”

Catalogo  a cura di Adriano Benzi e Rosalba Dolermo
con testo di Marco Rosci

Ediz. Smens - Vecchiantico

Ufficio Stampa Rosalba Dolermo

Informazioni:
Rosalba.dolermo@alice.it
info@vecchiantico.com

www.vecchiantico.com
www.mostre-arte-cavatore.com

www.prolococavatore.it

0144 329854 - 0144320753

Francesco Casorati - Natura Morta
Francesco Casorati : “Natura Morta”- 2009 -acquerello e tempera

Nelle sale della medioevale Casa Felicita di Cavatore (Al), borgo panoramico che domina la città di Acqui Terme, con cui è gemellato nella contiguità delle grandi mostre estive, nell’ambito di “Cavatore Estate 2010″ sarà ospitata la rassegna delle opere su carta di Francesco Casorati, uno dei maestri riconosciuti del Novecento, che esordisce verso l’inizio degli Anni Cinquanta nell’ambiente artistico torinese.
La mostra voluta dal Comune di Cavatore, con la partecipazione dell’Associazione Turistica Pro Loco Cavatore, sarà realizzata soprattutto dall’impegno progettuale di Adriano Benzi che ne è anche il curatore, da Rosalba Dolermo e dall’Artista stesso. Comprende circa un centinaio di opere su carta di Francesco Casorati (Torino 1934) e si articola in più sezioni, relative alle principali tecniche esposte: acquerelli, tempere, disegni e incisioni.

Francesco Casorati: Pesca (Pesciolino) -1990 - acquaforte

Francesco Casorati:" Pesca (Pesciolino)" -1990 - acquaforte

Cosa vuol dire amare la pittura?….Vuol dire non solo fare della pittura, ma soprattutto amarla sopra ad ogni altra cosa, vuol dire vederla non solo nei dipinti ma ovunque, nelle strade, nei prati, nei posti belli e in quelli brutti, sui muri scrostati, nelle pietre rotte, nelle nuvole, nel mare, nelle pozzanghere e soprattutto nei pensieri, nel pensare sempre pittoricamente.

Per, credo, mia inclinazione naturale ho sempre avuto un rifiuto agli schemi di modo operanti in pittura, tutti i vari “ismi” che sono passati nella mia lunga vita mi hanno sfiorato, a volte affascinato, ma credo di aver quasi sempre fatto liberamente le mie scelte poetiche.
Non ho mai amato in modo particolare la pittura pittoricistica, sono sempre stato un costruttore d’immagini; la mia maniera di dipingere è pensando e non operando emotivamente sul quadro: il momento esecutivo, per me, non è particolarmente creativo bensì artigianale, sovente piacevole e sempre molto faticoso. Amo il quadro che sto facendo quasi fosse un oggetto che dovrà essere ben eseguito, accarezzato e curato in tutte le sue parti, per assurdo mi piacerebbe dipingerlo anche di dietro.

Il mio lavoro è diventato via via più intimista, il tessuto pittorico è condotto con amore, direi, ossessionante, i contenuti letterari, che continuano ad esserci, sono attinti da un repertorio di immagini, sono dei pretesti per fare della pittura.

La mia attenzione principale è quella di dipingere degli spazi armonici, giusti, ben equilibrati e condotti correttamente; la mia ambizione e la mia speranza è che questi lavori siano anche dei momenti poetici.

Francesco Casorati

http://www.arte2000.net/artisti/casorati/foto1.jpg
Immagine tratta da www.arte2000.net/…/casorati/ita/home_ita.htm

Note biografiche

Francesco Casorati è nato a Torino nel 1934.
L’esordio espositivo risale al 1954, anno in cui partecipa ad “Undici giovani pittori di Torino”, alla Messa dell’Artista e allestisce la sua prima personale alla galleria del Sole, a Milano. Nel 1956 espone alla Biennale di Venezia, dove viene premiato. Tra il 1956 e il 1957 vive a Parigi, il 1958 lo trascorre a Roma. Al ritorno l’esperienza maturata è documentata dalla personale alla galleria La Bussola di Torino presentato da Luigi Carluccio. Partecipa alla rassegna “Francia Italia” nel 1957 a Torino, alla Quadriennale di Roma nel 1959 e nel 1966, al premio Bergamo nel 1962, alla XXXI Biennale di Venezia. Partecipa alla mostra “Sur le versant de la peinture 11 peintres a Turin”, Museo Archeologico, Aosta 1998.

Tiene una lunga serie di mostre personali in molte città italiane ed europee con testi in catalogo di critici, let­terati e pittori tra cui, in ordine cronologico, E. Paulucci, L. Carluccio, G. Ballo, G. Bassani, C. Gian Ferrari, F. Poli, M. Rosci  P. Mantovani, P. Levi, P. Fossati, A. Dragone, G. Bruno, F. Fanelli, M. Vallora, L. Cavallo, G. Schialvino, G. Curto, M. M. Lamberti, C. Mundici.

Mostre Antologiche sono state allestite al Palazzo Robellini di Acqui Terme nel 1982, al Palazzo dei Dia­manti di Ferrara nel 1985, al Battistero di S. Pietro d’Asti nel 1991, nella sala Bolaffi di Torino a cura della Regione Piemonte nel 2000, nel Palazzo dei Sette ad Orvieto nel 2003. Francesco Casorati ha mantenuto un costante rapporto con l’insegnamento svolto dapprima al Liceo Artisti­co ed in seguito all’Accademia Albertina di Torino.

Francesco Casorati: Dialogo acquerello 2006

Francesco Casorati:" Dialogo" - acquerello - 2006

Diálogo.Boletín de la Casa de África de La Habana:junio-julio-agosto 2010

Posted by admin on Jun-29-2010 under Uncategorized
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BOLETÍN TRIMESTRAL JUNIO-JULIO-AGOSTO 2010

14 de junio

Aniversario 82 del nacimiento de Ernesto Che Guevara

15 de agosto
Aniversario 50 de la Independencia de la República del Congo

http://www.lastampa.it/multimedia/mondo/5963_album/01_guevara.jpg

Ernesto Che Guevara en Congo (en yairbirs.splinder.com/archive/2008-01?from=60 )

EL TATU QUE CONOCÍ

Epígrafe: Un joven que estuvo muy cerca del Che durante su paso por el Congo recordaba para este boletín, poco antes de su desaparición física, las enseñanzas recibidas del mítico guerrillero.

Por: MSc. Ramón Torres Zayas (Mongui)

Cuando yo contaba 16 años de edad, conocí a un hombre blanco de mirada penetrante que inspiraba respeto. Fue presentado a los congoleños como Tatu, que en swuahili corresponde al número 3. Con anterioridad había escuchado el nombre, cuando Mitudidi Leonard, nuestro Jefe de Estado Mayor, hablaba al comandante de la base de Luluabourg y le recomendaba el cuidado de Tatu, quien estaba enfermo y en realidad era Ernesto Che Guevara, la tercera personalidad de la Revolución cubana. Mas, al percatarse de que yo había escuchado, me amenazó con fusilarme si revelaba el secreto. Los tres días de aquello, fui llamado para desempeñarme como profesor y traductor del mencionado Tatu, lo cual para mí constituyó una “bomba”, pues tenía la advertencia muy seria respecto a él y sentía profundo temor ante tal personalidad y cualquier indiscreción ajena.
Durante mi primer encuentro experimenté rechazo, porque para nosotros la raza blanca se había convertido en símbolo de penalidades, explotación y servidumbre, de la arrogancia mostrada por el dominio belga que enarboló la superioridad sobre el negro. Resultaba difícil cambiar nuestra apreciación cuando apenas llevábamos tres años y diez meses de independencia, luego de ocho décadas de colonización y ultraje europeos.

Sin embargo, las enseñanzas del Che, su ejemplo y entrega, me hicieron desterrar toda traza de reserva étnica y nacional. Supe con el Che que el egoísmo constituye una cualidad del ser humano en pos de su conservación, pero que a veces se sobrepasan los límites y se tiende a monopolizar y esclavizar, incluso, la propia especie. Para superar ese lastre -argumentaba- era preciso que la vanguardia educara a sus semejantes, que nos mirásemos como iguales y que fuéramos capaces de luchar contra cuanto perturbara el equilibrio de la humanidad. Entonces seríamos universales, y cumpliríamos deberes y derechos sin diferencias por el color de la piel, el sexo o la religión, y defenderíamos al hombre en cualquier región del planeta. El reconocimiento del papel protagónico del hombre y de su poder en la transformación de la nueva sociedad era el legado humanista de Tatu. Su vocación por educar por y para la libertad es esencial, y constituye un arma de triunfo. Y ese optimismo en la formación del hombre nuevo se basa en la confianza en el pueblo. Su sacrificio nos indicó el camino: que hay que luchar para humanizar. Su vida dejó claro que se puede pensar en un modelo alternativo de desarrollo que asegure formar un hombre diferente en este siglo XXI: un hombre más participativo en lo político, un humano más solidario en lo social, un ser más productivo en lo económico, un habitante más universal en sus relaciones internacionales. Para llegar a estos objetivos hay que tomar su ejemplo como arma hacia la victoria.

Conmemoraciones

25 de junio 
Aniversario 35 de la Independencia de Mozambique

5 de julio 
Aniversario 35 de la Independencia de la República de Cabo Verde

http://www.radiotrinidad.cu/news/specials/images/Don%20Fernando%20Ortiz,%20nuestro%20Tercer%20Descubridor.%20Foto%20Archivo.jpg

Fernando Ortiz (en www.radiotrinidad.cu/news/specials/Don%20Fern… )

16 de julio
Aniversario 129 del natalicio de Fernando Ortiz

23 de julio
Aniversario 58 de la Revolución Egipcia

1 de agosto
Aniversario 50 de la Independencia de la República de Benín

15 de agosto
Aniversario 50 de la Independencia de la República del Congo

LA TRATA DE LOS NEGROS

23 de agosto
Día de la Abolición de la Trata de Esclavos

Espacios fijos

JUNIO

Viernes 18 de junio, 11.00 am
Como parte de los festejos de la Casa de África en saludo al aniversario de la independencia de la República de Mozambique y en coordinación con la Editorial Arte y Literatura, se presentará el libro “El balcón del frangipani” de Mia Couto, traducido por Rodolfo Alpízar.

Viernes 18 de junio, 3.00 pm:
Teatro GRIOT con la actuación del grupo Espacio Abierto. Dedicado al aniversario 35 de la independencia de Mozambique

Jueves 24 de junio, 10.00 am
Peña Con Amor, con la conducción del cantautor Raúl Iglesias.

Jueves 24 de junio, 2:00 pm
Reunión de expertos del proyecto Sitios de Memoria, proyecto de la Ruta del Esclavo, Cuba. Participan estudiosos del tema de las diferentes provincias del país.

Viernes 25 de junio, 3.00 pm
Gala a Oggún, en coordinación con el Cabildo Quisicuaba y Tropazanco.

JULIO

Viernes 2 de julio, 2.00 pm
Aula Taller José Luciano Franco. La Lic. Ada de Jesús de la Cantera, especialista del Instituto de Literatura y Lingüística (ILL), hableará del tema Panorama del fondo documental de Don Fernando Ortiz existente en el ILL.

Viernes 9 de julio, 10.00 am
Andar por la presencia africana, como parte del proyecto Rutas y Andares para descubrir en familia

Sábado 10 de julio, 2.00 pm
CHEKETÉ. Inauguración de exposición transitoria con dibujos y pinturas de la investigadora Natalia Bolívar dedicada a Don Fernando Ortiz, y a continuación el espacio artístico musical amenizado por la agrupación folklórica femenina Obiní Batá.

Viernes 16 de julio, 3.00 pm
Teatro GRIOT, con la actuación del grupo Espacio Abierto

Jueves 22 de julio, 2.00 pm
Reunión de expertos del proyecto Sitios de Memoria, Proyecto de la Ruta del Esclavo, Cuba. Participan estudiosos del tema de las diferentes provincias del país.

AGOSTO

Sábado 14 de agosto, 3.00 pm
CHEKETÉ. Espacio artístico musical amenizado por la agrupación folklórica femenina Obiní Batá

Galerie McClure, Montreal: Comme nous sommes/As we are

Posted by admin on Jun-28-2010 under Uncategorized

Comme nous sommes

As we are

« Nous ne voyons jamais les choses telles

qu´elles sont, nous les voyons telles que

nous sommes. »

“We don´t see things as they are,

we see things as we are.´´

Anaïs Nin

Helga Schleeh

Victoria Block

Ehab Lotayef

Exposition · Exhibition

du 29 juin au 17 juillet, 2010

June 29 to July 17, 2010

Vernissage

le lundi 28 juin à 18 h

Monday, June 28 at 6 pm

Rencontre avec les artistes

Artists´ Talk

le jeudi 8 juillet à 19 h

Thursday, July 8 at 7 pm

Galerie McClure 350, av. Victoria, Montréal, Qc H3Z

2N4, 514.488.9558

www.centredesartsvisuels.ca

mardi au vendredi · Tuesday - Friday : 12 h à 18 h

samedi · Saturday : 12 h à 17 h

Centre des arts visuels | Visual Arts Centre

Cette exposition rassemble trois artistes, Ehab Lotayef, Helga Schleeh et Victoria Block, dont la pratique artistique, autant en studio et dans la communauté, explore la fragilité humaine lorsque confronté à la guerre et la violence. Chacun des trois artistes utilise leur intervention artistique comme moyen pour résoudre des conflits, de façon à augmenter la tolérance entre les différents groupes religieux et culturels. Le travail derrière cette exposition est le résultat d’années de questionnement entre l’action artistique et la souffrance humaine. La présentation multimédias inclus photographies, vidéo, travail écrit, sculpture et une installation de lumière ainsi que de la céramique.

This exhibition brings together three artists - Ehab Lotayef, Helga Schleeh and Victoria Block - whose artistic practices, both in community and in the studio, confront issues of human fragility in the face of war and violence. All three artists employ their artistic interventions in a broader societal context as tools for conflict resolution, a way to effect greater tolerance amongst diverse cultural and religious groups. The work in this exhibition is the culmination of years of questioning the relevance of their own personal artistic invention in the face of human suffering. The multi media presentation includes photography, video, textural works, sculpture and light installations as well as ceramics.

FRANCESCO TABUSSO: 80 anni e una vita di grande pittura

Posted by admin on Jun-26-2010 under Uncategorized

FRANCESCO TABUSSO: Maria Giulia, olio su tela, cm 125 x 125 - © Maria Giulia Alemanno

Non mi sembra vero. Francesco Tabusso, il mio amico, il mio maestro, il 27 giugno compie 80 anni. La sua è una pittura di giovinezza, una lunga, straordinaria favola dipinta che sempre incanta e commuove. Ogni quadro, ogni disegno è un’invenzione, un mondo di stupore, meraviglia e di pura, purissima poesia. E dunque, come la sua pittura, Francesco per me non ha età, benchè, da quando ci siamo incontrati, ne sia passata tanta di acqua sotto i ponti dei torrenti intorno a Rubiana.

Ho ritrovato la breve intervista che gli feci nel febbraio del 1983 e che Stampa Sera pubblicò come inizio di una pagina che mi era stata affidata dal titolo “DA TORINO … CON COLORE – Incontri ravvicinati con gli artisti che lavorano in città”.
Con Francesco giocavo in casa. Da anni frequentavo il suo studio affacciato sul cielo della Crocetta, quasi ogni giorno collaboravo con lui, mai stanca d’imparare. A distanza di tanto tempo mi accorgo di non aver fatto altro che trascrivere una delle nostre  conversazioni surreali, quelli che lui chiamava “ i nostri voli pindarici” ai quali d’abitudine ci lasciavamo andare, parole a ruota libera mentre si dipingeva, immagini anch’esse acchiappate al volo. Forse l’avevo fatto di proposito, chissà, per meglio rendere l’atmosfera dello studio di Corso Galileo Ferraris, due piccole stanze dal pavimento di piastrelle color ciclamino, contenitori di mondi fantastici, di storie di montagne e mari nostrani , o di narrazioni su tela di avventure lontane, un viaggio in Russia, uno in Africa ed un altro a Colmar per immergersi appieno nel dramma di Grunewald.

Ricopio e riapro dunque anch’io il libro dei ricordi per augurarti un meraviglioso compleanno, Cecco, con immenso affetto e immutata, profonda gratitudine.

Raccontare un quadro? E’ un’idea che mi piace. Quale vuoi che ti racconti?

E qui sorge il problema. Mi aggiro nello studio, facendomi spazio tra fogli e pennelli e tubi di colore e quadri incominciati e mai finiti che intralciano il passaggio. Sono circondata da ragazze dipinte a grandezza naturale su tavole di legno abbandonate ovunque. Una è tutta sola e nuda in un bosco, un’altra fa il bagno in un torrente mentre una trota sospettosa la sta a guardare, un’altra ancora fissa il vuoto mentre un contadino le parla all’orecchio. E poi c’è quella coi capelli neri e la pelle di burro sdraiata in un prato e una bionda dagli occhi dorati e tristi che in un prato più fiorito studia pensierosa le farfalle. Tutte, se solo potessero, ne avrebbero di cose da dire.
Ma Francesco Tabusso decide di rispolverare i ricordi. Fruga tra i libri che parlano di arte, di botanica, di minerali, di animali, di favole della sua infanzia. Compare una quantità di cose impensate, come dal cappello magico di un prestigiatore: tortore impagliate, fotografie di bimbe che sembrano madonne, occhiali da sci, gessetti, ricette di cucina. E un albun rilegato in tela rossa, con le pagine di quella carta da macellaio gialla e ruvida che ora non si trova più, manco a pagarla una fortuna.

Qui dentro c’è tutto il mio passato. I quadri di quando frequentavo lo studio di Felice Casorati, gli altri nati dalle gite in montagna quando mi fermavo nella baita di Pin dal Batocc e c’erano tutte le sue figlie bianche e rosse che mangiavano in penombra la polenta. C’è anche la parentesi di Bergamo dove ero andato ad insegnare al Liceo Artistico e dove i quadri li facevo nascere come funghi perché stavo proprio bene o proprio male. Ma erano sempre emozioni intense e i ragazzi a scuola mi adoravano e io amavo loro che mi scrivevano delle letterine a fine anno capaci di sciogliere il cuore di un orco.

Si susseguono le riproduzioni dei dipinti di quel periodo con le note a lato e , a volte, la cartolina del posto che li aveva ispirati, le case rosa di Varigotti e la vegetazione verdissima e lucida dei boschi di Rubiana.

Questo l’avevo chiamato “Allegoria immaginaria senza allegria gambe all’aria” e quest’altro… adesso te lo spiego. S’intitola “Sogno –presagio” e non è altro che un mio incubo a lieto fine. C’è un vecchio molto ammalato che dorme in un’alcova. Ad un tratto la figila che riposa di sopra si sveglia perché sente dei rumori strani vicino alla porta e si accorge che la Morte sta entrando in casa per portarselo via. Allora lo chiama e gli dice di andar fuori, di non farsi trovare, che la Morte si è messa una maschera da Carnevale ma lei l’ha riconosciuta e, per gabbarla, l’unico modo è quello di riservarle la sorpresa di un giaciglio vuoto. E così verrà sconfitta con i corvi appollaiati sulla sedia della cucina, illuminata da Bergamo che brucia sullo sfondo. Per la Morte ci saranno al massimo un piatto di pasta e ceci, due uova al burro ed una bottiglia di vino, per ubriacarla. Mi pare che nel sogno mi fossi identificato con il vecchio che poi si era nascosto. E infatti eccomi qui.

Nella vita lo conoscevi?

Sì, era un contadino bergamasco da cui andavo spesso a mangiare e che mi spiegava un sacco di cose sulla terra e le stagioni e quel che bisogna fare o non fare in campagna a seconda della luna.

E la ragazza?

Si chiamava Linda e per me era la più bella del mondo. Dopo ne ho conosciute tante altre che erano le più belle del mondo ma lei…L’ho dipinta mille volte a memoria e forse sono quelli in cui compare lei, triste, allegra, distaccata o amica, i quadri più belli della mia vita.

E i santini sulle mensole?

Li ho sempre collezionati. Forse per la loro ingenuità e perché dietro, anche lì, ci sono sempre dei racconti che non finiscono più. Pensa solo alle tentazioni di Sant’Antonio e a San Francesco che parla col lupo e chissà cosa gli dice….

Che emozioni ti procura oggi questo quadro?

Le emozioni ovattate del ricordo. Qualcuno ha detto che Tabusso vive le situazioni per poterle raccontare. Sarà anche vero, ma di certo il sogno di Linda non me lo ero andato a cercare.

Maria Giulia Alemanno. Per te Francesco, sempre Lellina

in STAMPA SERA -  Da Torino…con colore, venerdì 4 febbraio 1983

SILENZIO

Posted by admin on Jun-26-2010 under Uncategorized

Maria Giulia Alemanno: SILENZIO DEL MARE AI BALZI ROSSI, tecnica mista su carta - 2009

In mezzo a tanto rumore, a tante parole urlate, mi piace a volte  pubblicare alcune perfette non-notizie . Gocce di pensiero. Perle di saggezza.
Queste me le ha mandate, rigorosamente in busta chiusa come si usava una volta, arricchite con note a mano a margine, Vito Faiuolo, giornalista e uomo di cultura che ben conosce il senso ed il valore delle attese. Le ha imbucate in Val di Susa in un giorno di sole e sono arrivate qui in pianura con i tempi lenti della posta normale, lontani anni luce da quelli della posta elettronica che tritura attimi e fusi orari. Ricevere lettere di amici, e non raccomandate di avvocati o di uffici pubblici, è ormai diventato un privilegio ed un dono raro. Da apprezzare, gustare e spartire , in silenzio, quando il messaggio è balsamo per l’anima di tutti.

IL SILENZIO

Tutti hanno paura del silenzio.
Tutti si sforzano di uccidere il silenzio.
Anche nei monasteri
spesso c’è poco silenzio.
Perché appena l’uomo fa silenzio
comincia a comunicare con se stesso.
Appena l’uomo fa silenzio
comincia a vedere dentro di sé.
E vedere dentro di sé fa paura.

La prima regola della preghiera
è forse imparare a far silenzio.
Non basta però il silenzio esteriore.
Sovente il nostro silenzio
è pieno di chiasso:
è un silenzio rumoroso.
Chi non è capace a far silenzio
difficilmente arriva alla preghiera.
Ma non basta il silenzio della bocca,
ci vuole
il silenzio dela fantasia,
il silenzio delle emozioni,
il silenzio del cuore.
Dio ci tocca solo nel silenzio.
Noi tocchiamo Dio solo nel silenzio.
E’ per questo che il silenzio è creativo.
E’ per questo
che i momenti più grandi dell’uomo
sono sempre momenti
di profondo silenzio.
E’ per questo
che i momenti più grandi della scienza
sono momenti di assoluto silenzio.
Quando l’uomo è nel puro pensiero,
nella pura creatività,
si trova solo davanti a se stesso
e davanti a Dio.


Bisogna creare isole di silenzio
Intorno a noi
e nelle nostre occupazioni:
Sono isole di difesa,
sono isole di ripresa.
Chi si abitua nelle sue occupazioni
a creare spazi di silenzio
entra facilmente in comunicazione con Dio.
Occorre creare isole di silenzio
per non essere soli.
Occorre creare isole di silenzio
nelle occupazioni più assorbenti,
per non essere dei travolti,
per dominare le cose
e non lasciare che le cose ci travolgano.
Dio ci vuole dominatori delle cose,
non fuscelli travolti dalle acque.

Monaco nel Mondo

A Chivasso c’è ESTIVAL ‘10, grande musica a ingresso libero

Posted by admin on Jun-22-2010 under Uncategorized
Il manifesto di ESTIVAL '10

Il manifesto di ESTIVAL '10. Come ogni estate, grande musica a Chivasso.


Assessorato alla Cultura della Città di Chivasso - Associazione culturale Blu Room - Sistema Musica Chivasso

presentano
ESTIVAL ‘10
Festival di Musica Estiva a Chivasso - VIII edizione


Tra sabato 3 e mercoledì 21 luglio
torna di scena uno degli appuntamenti più attesi dell’estate piemontese!

4 imperdibili concerti che hanno come minimo comune denominatore la grande musica ad ingresso libero:

ospite d’onore

RICHARD GALLIANO

http://www.kamane.lt/lt/naujienos/muzika/muznaujiena329/lt/naujienos/muzika/muznaujienufoto0704/galliano

Richard Galliano. Immagine all’indirizzo: www.kamane.lt/en/naujienos/naujienu_katalogas…

considerato unanimemente l’erede indiscusso di Astor Piazzola.

SABATO 3 LUGLIO 2010 - ingresso libero

OPEN BLU ROOM

Rassegna dei migliori gruppi musicali emergenti dalle sale del centro musicale comunale Blu Room di Chivasso.

bluroom.it

http://www.myspace.com/bigharp72

LUNEDÌ 5 LUGLIO 2010

in collaborazione con Jazzin’ Provincia - ingresso libero

JOHN DE LEO QUARTET & ACHILLE SUCCI

Considerato la voce più interessante del panorama italiano dell’ultimo decennio, John De Leo insieme al geniale jazzista Achille Succi ed ad un ensemble di ingegnosi quanto spericolati strumentisti,

presenta i brani dell’acclamato album “Vago Svanendo” lungo un viaggio musicale che attraversa la canzone, l’astrazione jazz, le alchimie tra acustico ed elettronico,

fino alle atmosfere classiche e contemporanee.

johndeleo.net

MERCOLEDÌ 14 LUGLIO 2010

ingresso libero

JOY GOSPEL CHOIR

Nato nel 2001, il Joy Gospel Choir è uno strepitoso coro gospel che presenta uno spettacolo carico di energia con oltre 40 interpreti sul palco!

La “gioia” non è solo parte del nome del gruppo ma è l’irrefrenabile sentimento trasmesso nel corso delle loro esibizioni con un repertorio che spazia dai più noti brani Gospel,

patrimonio inossidabile della tradizione americana, a reinterpretazioni di canzoni pop e rock.

joygospelchoir.it

http://www.myspace.com/cluzonbigband

MERCOLEDÌ 21 LUGLIO 2010

ingresso libero

RICHARD GALLIANO

Autentica icona della fisarmonica applicata al jazz, Richard Galliano è considerato l’“erede diretto” del grande Astor Piazzolla e il principale artefice del rilancio della fisarmonica in ambito jazzistico.

Cinquantanove anni compiuti a dicembre, il musicista e compositore francese (ma di origini italiane) assurto in pochissimo tempo ai vertici della scena mondiale,

sarà di scena “en solitaire” col suo strumento a mantice per chiudere in bellezza la VIII edizione di ESTIVAL.

richardgalliano.com

::: INFORMAZIONI AL PUBBLICO :::

3-5-14-21 luglio 2010 presso Piazza C.A. Dalla Chiesa - Chivasso (TO)

inizio concerti ore 21.30 ad eccezione del 3 luglio inizio concerti ore 16.00

Tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero

________________

ESTIVAL – Festival di Musica Estiva nasce nel 2003 da un’idea dell’Associazione Culturale BluRoom e dell’Assessorato alla Cultura della Città di Chivasso.

La rassegna ha registrato un notevole successo di pubblico e critica grazie al forte impegno degli organizzatori nel mantenere centrali la grande qualità artistica all’interno di contesti storico-scenici di valore, insieme alla gratuità degli eventi.

Negli anni si sono susseguiti tra le bellissime località offerte dal Chivassese, musicisti ed interpreti del calibro di Antonella Ruggiero, Enrico Rava, Giovanni Lindo Ferretti, Simone Cristicchi & Gnu Quartet, NIccolò Fabi, Petra Magoni, Quintorigo, per citarne solo alcuni.

E’ un appuntamento molto atteso non solo dal pubblico locale ed è proprio per il grande successo decretato dalle precedenti edizioni che anche quest’anno si è voluto mantenere inalterato lo spirito della manifestazione e delle sue principali caratteristiche.

Il programma dell’edizione 2010, prevede la presenza di progetti esclusivi come l’unica data piemontese del fisarmonicista RICHARD GALLIANO, l’indiscusso erede di Astor Piazzola e ancora l’esibizione di JOHN DE LEO, considerato la voce più interessante del panorama italiano dell’ultimo decennio, salirà sul palco con il suo quartetto ospitando uno dei nuovi talenti del jazz nostrano, il geniale sassofonista e clarinettista ACHILLE SUCCI.

Al fianco di questa programmazione di eventi di richiamo, sabato 3 luglio sarà dato spazio alle numerose band giovanili del territorio che l’Associazione Blu Room sostiene e promuove da diversi anni ed ancora il 14 luglio sarà la volta del JOY GOSPEL CHOIR, un coro di ben 45 elementi che scuoteranno gli animi dei fortunati spettatori!


Morrovalle. Museo Civico: LA VALIGIA… viaggio nell’immaginario femminile

Posted by admin on Jun-22-2010 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno ©"Yemaya sapeva" Una valigia - A suitcase - Una maleta

Maria Giulia Alemanno ©"Yemaya sapeva" Una valigia - A suitcase - Una maleta, tecnica mista, 2009 - Maggiori dettagli nella sezione LE OPERE di questo sito

LA VALIGIA

…viaggio nell’immaginario femminile

Valigie d’artista itineranti

Da un’idea e a cura di Maria Antonietta Claretto

MUSEO CIVICO PINACOTECA PALAZZO LAZZARINI

MORROVALLE (Macerata)

3 luglio- 31 agosto 2010

Inaugurazione: sabato 3 luglio 2010, ore 17.00

Orario: sabato, domenica e festivi dalle 16.00 alle 19.00

Con il patrocinio di:

Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Morovalle, Museo Civico

Per informazioni: 0733 223437 - 360 845591

Continuano a viaggiare le valigie d’artista radunate da Maria Antonietta Claretto, grande ideatrice ed organizzatrice di eventi,  per una mostra itinerante, bella, intensa, originale. Si tratta di un viaggio rigorosamente al femminile, nel quale si sommano ricordi, pensieri, racconti, ispirazioni.
Un viaggio dell’ anima, lo definisce  Claretto,  verso un altrove interiore, verso la parte più profonda di sé, criptica e segreta. Col desiderio ed il coraggio di metterla a nudo e condividerla con altre artiste, perennemente in viaggio ed in ricerca.
Le 41 valigie, piccoli mondi personali, ricchi di segni, simboli e dettagli tutti da scoprire, saranno ospitate  dal 3 luglio al 31 agosto nelle splendide sale di
Palazzo Lazzarini, Museo Civico Pinacoteca di Morrovalle , incantevole cittadina di origine medioevale  costellata  di  chiese, conventi e palazzi gentilizi di rara bellezza che ne fanno uno degli angoli  più suggestivi delle Marche. Una lunga sosta in un  luogo d’arte e di cultura, prima di ripartire per nuove avventure.

Morrovalle avvolta in luce rosa. Bella immagine tratta dal sito dell’ Azienda Agricola Vitivinicola Capinera

Valigie di:

Germana Albertone * Maria Giulia Alemanno*  Daniela Allodio *  Daniela Baldo * Ines Daniela Bertolino * Anna Branciari * Carla Bronzino * Graziella Caccia * Alda Carletti * Tegi Cantari * Sara Carbone *  Flaviana Chiaretto*  Venere Chillemi *  Elena Copetti * Luisella Cottino *  Grazia Corazzino *  Libera Delemont *  Ana Paula Di franco * Elena Di Felice *  Valeria di Ponio *  Cécile Dossogne * Maria Rosa Giovenale (Moja) * Monica Lasconi *  Lia Laterza *  Mariella Loro *  Adriana Lucà *  Gabriella Malfatti *  Adelma Mapelli *  Clara Marchitelli Rosa Clot * Serafina Marranghino *  Maria Paglia Gilardi *  Angela Pansini *  Nella Parigi *  Margherita Petrillo *  Rosa Quaglieri *  Rosella Quintini *  Margherita Riccardi *  Dina Russo *  Monica Seksich *  Lucia Spagnolo *  AntidaTammaro

URBAN CREATURES: 19 artisti emergenti a ROSSANO (Cosenza)

Posted by admin on Jun-17-2010 under Uncategorized

URBAN CREATURES

a cura di Francesca Londino e Settimio Ferrari

19 GIUGNO - 16 LUGLIO 2010

PALAZZO S. BERNARDINO

ROSSANO (Cosenza)

OPENING: Sabato 19 giugno 2010 dalle 18.00


Mario Loprete
CRIME STORY olio su tela 80 x 120

ARTISTI IN MOSTRA

Angelo Barile - Michele Bono - Maurizio Cariati - Linda Carrara - Delya Dattilo - Debora Fede - Diego Dutto  Dellaclà - Damiano Fasso - Gavino Ganau - Mario Loprete - Francesco Liggieri - Ilaria Margutti - Sabrina Milazzo - Jara Marzulli - Andrea Riga - Matteo Tenardi - Angelo Volpe

Creature urbane in bilico tra lo smarrimento e la riconquista dell’identità individuale.
Qui l’arte non smette di inseguire la realtà: ed ogni volta qualcosa le resta tra le mani.

Urban Creatures

è il titolo della mostra itinerante ospitata nel progetto artistico culturale “Arcanum Naturae”, a cura di Francesca Londino e Settimio Ferrari,p atrocinato dal Dipartimento Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria e dal Comune di Rossano. La mostra riunisce 19 artisti emergenti sulla scena nazionale o internazionale che esplorano la meccanica sociale contemporanea e le sue conseguenze sulla vita dell’individuo.

La loro indagine sugli spaccati sociali ed emozionali di quella che per alcuni aspetti è definita “epoca delle passioni tristi”, le loro riflessioni sulle tensioni e le contraddizioni che si nascondono sotto i toni smaglianti di una società complessa, secolarizzata e disorientata, la loro attenzione verso un paesaggio umano e, si suppone, urbano offrono allo sguardo un momento speleologico in cui il rigore analitico sembra aver avuto un incontro felice con la rabdomanzia. Una cornice in cui si rimane in balia di opere che esprimono un lucido e complesso dialogo/soliloquio su una contemporaneità che non ammette certezze.

GUCCINI: con NAMIR un meraviglioso compleanno-concerto on line

Posted by admin on Jun-16-2010 under Uncategorized

http://www.viafabbri43.net/images/scatti/guccini004.jpg

FRANCESCO GUCCINI. L’mmagine si trova all’indirizzo:blog.libero.it/estiavesta2/4132667.html

Ricevo e volentieri condivido con la redazione di Namir,  rivista telematica e prezioso contenitore d’arte e di cultura che consiglio vivamente  di aggiungere  alle  proprie pagine preferite per intelligenza e qualità di contenuti,   una splendida iniziativa destinata a sicuro successo.
GUCCINI
in concerto on line……. grande gioia e buon compleannno Francesco!

GUCCINI COMPIE 70 ANNI … 70 anni di canzoni… piu’ che musicali poesie cantate…segni indelebili

nel nostro destino… e poco altro da dire che ogni dire sarebbe banale e mediocre nel descriverlo.

AVEVAMO sperimentato un precedente concerto LE VOCI NERE… andato benissimo on line…ora

questo concerto  tutto suo …GUCCINI IN CONCERTO…siediti davanti al computer e guardalo e ascoltalo

per vederlo basta cliccare sul link sotto riportato quando sei collegato ad internet :

http://www.namir.it/guccini/guccini.htm

e successivamente clicca su ogni singola foto e vedrai il video del brano. Buona visione

e soprattutto…GRAZIE GUCCINI…

se vuoi mandargli una email scrivi a giornale@namir.it le gireremo tutte al grande cantautore.

————————————–

FIESTA DE LAS ARTES de IMAGEN 3 todos los sabados en La Habana

Posted by admin on Jun-12-2010 under Uncategorized

Proyecto Cultural Comunitario – Fiesta de las Artes de IMAGEN 3 –UNEAC

Galería-Taller al aire libre

Paseo del Prado

Ciudad de La Habana

Cuba

Todos los sábados desde las 12 a.m. y hasta las 6.00 p.m.

En ese espacio se reúnen más de 200 artistas y creadores que personalmente promueven su obra y crean in situ.

Diversas técnicas pictóricas, la escultura, la fotografía y la artesanía artística: joyería, tejidos, esculturas en madera, entre otros, permiten apreciar una amplia muestra del quehacer de quienes allí acuden pinceles y atril en mano en el afán del contacto directo con los espectadores. Personas de todas las edades de diversas partes de la ciudad, el país y el mundo transitan por esa importante arteria de la capital cubana.

El área cargada de historia, del follaje de sus árboles y otras bellezas naturales y arquitectónicas desemboca en la Bahía de La Habana en un paseo evocador de viejos tiempos, renovados cada semana entre colores y estilos diversos que trasmiten a los transeúntes que por allí circulan diferentes visiones del país, la ciudad y su gente.

El aire que llega desde el centenario malecón habanero trae en si aquel halo místico de los tiempos de corsarios y piratas cuando el Puerto de la Habana era sitio privilegiado en El Caribe como punto de tránsito importante.

Hoy la recuperación del Centro Histórico de la ciudad propone nuevos retos y a ellos también se encaran los artistas de varias manifestaciones en su reflejo de la realidad circundante en esta Fiesta de las Artes en la Comunidad en el Paseo del Prado, cerca además del Parque Central y el Capitolio Nacional (hoy Ministerio de Ciencia, Tecnología y Medio Ambiente).

Objetivos:

- Contribuir a la educación ética y estética de la población, especialmente de niños adolescentes y jóvenes a través de nuestra propuesta.

Así cooperar a que estos beneficiarios se conviertan en sujetos sociales conscientes que tributen al desarrollo sociocultural de sus respectivos entornos para lograr una mejor calidad de vida y desarrollo emocional y espiritual.

El propósito es brindarles conocimientos, habilidades e información no con el fin de formar artistas, pero sí para que tengan una herramienta que les sirva para ocupar sanamente su tiempo libre y cuenten con una base informativa que les permita apreciar las bellezas de su comunidad desarrollar relaciones humanas armónicas y disfrutar del arte en general.

Cómo logramos estos objetivos principales?

Con la realización de talleres, clases, cursos, actividades culturales y un conjunto de acciones que contemplan la promoción de libros, materiales audiovisuales y otros soportes de carácter didáctico.

Los artistas se benefician:

- Contando con un espacio de promoción y creación donde tienen la posibilidad de hacer estudio de mercado e intercambio con otros creadores de dentro y fuera del país.

- Logran aval para el ingreso en determinadas instituciones culturales, entre otros.

Cada sábado existen también momentos para disfrutar de la poesía y la buena música en ese mismo espacio.Se convocan concursos de dibujo, literatura y otros para niños y adolescentes, no sólo de la capital, también se realizan allí talleres de dibujo, serigrafía, etc.

El contacto es directo con los autores y sus obras en una galería-taller de arte al aire libre, donde se proponen además encuentros y otras exposiciones, como extensión cultural, en galerías de arte y otros.

Auspician la Coordinación de la UNEAC en La Habana Vieja y la Dirección Municipal de Cultura en ese territorio, entre otras Instituciones.

También se pueden realizar a solicitud:

.Exposiciones con diversas temáticas, dentro y fuera del área.

.Visitas dirigidas con demostraciones de habilidades.

.Presentaciones de libros

.Encuentros de poesía y de danza.

.Performance y otros.

Contactos:

Cecilio Avilés, (artista de la plástica, la gráfica, la música, realizador de cine y TV) – Director del Programa Imagen 3 que incluye este Proyecto
cecilio@cubarte.cult.cu

Mercedes Oviedo (periodista - creadora de joyería y accesorios)

Comunicación y Relaciones Públicas Proyecto Imagen 3

mercedes1088@gmail.com

telef 8708930

Cell. (39) 3475118906

JOHN K. GRANDE: ALEMANNO’s ORISHAS at Beaux Arts David Astrof

Posted by admin on Jun-11-2010 under Uncategorized

YEMAYA by Maria Giulia Alemanno© tempera and acrylic on jute, 2004

YEMAYA by MARIA GIULIA ALEMANNO © tempera and acrylic on jute 70,9″ x 45,3″ - 2004

Please click  LE OPERE of this site for  a gallery of her artworks.

Vie des Arts

MARIA GIULIA ALEMANNO

September 19th – October 3rd 2005

Beaux Arts David Astrof

Thomson House

3650 Mc Tavish

Montreal

www.artap.com

For the first even Canadian showing of Italian artist MARIA GIULIA ALEMANNO’s paintings, Beaux-arts David Astrof has brought together an unusual body of work. In a sense these large scale paintings share something in common with Stanley Spencer, for the carry of signs and symbols of religion though their emphasis is on the art. The similarities however end there. Maria Giulia Alemanno embody the persons of the Orishas from the Santeria religion. Her visual interpretations are part imagined and part based in this religion centered in Cuba, Brazil and other parts of South America.

The Orishas, considered to be the emissaries od Olodumare or God are believed to have power sto rule over the forces of nature and humanity. This in and of itself makes Santeria interesting as a religion for the forms, the occurrences and elements in nature are literally configurations of these Orishas. For Alemanno, Santeria has invaded her soul, and as she comments: ”if my Orishas can take form here among these fields (in the Italian countryside) it’s because the soul of Caribe has deeply invaded my heart to make me a continuous presence in its waves, its coral reefs, it’s skies”.

When she first starter to make watercolours renditions of the Orishas after a visit to Cuba (where she first learned of santeria) this folkloric religion with such an attachement to the importance of color, costume and dance attracted her like a magnet. Since then Santeria has taken Alemanno on what she refers to as “an infinite journey.” The first exhibitions she held in Italy have been followed up by exhibitions in Havana at St. Francis Orula Abbey, in the restored heart of the old town, and at el Taller del Papel Artesanal and the Sala Mercedita Valdés of the Yoruba Society. Alemanno’s interpretations of the Orishas were likewise shown during the 8th Meeting of Social and Cultural Anthropology on Afro-American roots, dedicated to Fernando Ortiz.

As paintings these works illustrate this religion. They become embodiments of stories of the woods and the seas, of the bushes and trees, and of men and gods that are every bit as epic as the ancient Greek stories of Homer and equally as nature-sensitized as any ecologist’s. Ochun, a great beauty in this religion is painted by Alemanno and carries symbols – a heart with a arrow –a bell and a fish. Dressed in a flowing dress Ochun is accompanied by an image of the sun and peacock feathers – all overt symbols associated with beauty. The painterly collaging cntinues with Yemaya considered mother of water and life. The allegorical style is attractive for its simple and forthright intertwining of sea imagery. A boat, for instance – the old masted sailing kind – rides on waves that are the goddess hair. This merwoman’s very clothing becomes an embodiment of the sea. Chango, the Santeria king of blood and fire is vividly portrayed in red clothing breathing fire, with his machete, sword and rooster – a formidabile and fear-inspiring protagonist. Eleggua, a tiny sprite-like figure with magical powers who is said to open doors has a kite flying in the air beside him. There i san atmosphere of serendipity and chance to this. He is clothed playfully, has a mask and carries a walking stick.

What makes Alemanno’s interpretations so revealing is that they are her very own readings of what these orishas represent. She does not copy other peoples’ visions or renditions of these highly personalized Gods. In so doing the artist communicates to us, just as the dance and music that are part of Santeria, something of that homegrown sensibility and cultural vitality. With color and cadence, these vividly charged depictions intuitively communicate the lively wisdom, the living traditions, often unrecorded in written form, and kept alive through the vernacular of the Santeria religion whose fusion of woodoo and christianity, even ancient Yoruba African culture feels strangely post-Modern for all its hybridity!

John K. Grande
Vie des Arts
n. 200, Autumn 2005 - pg. 74

Maria Giulia Alemanno’s solo exhibitions dedicated to the Orishas and their world:
2003
De Gregory Palace - Crescentino (Vercelli), Italy
Rubatto Palace - Chivasso (Turin), Italy
G. Secreto Library  - Cigliano (Vercelli), Italy
Freidano Museum - Settimo Torinese ( Turin), Italy
2004
St. Francis Abbey - La Havana,
Taller del Papel Artesanal - la Havana
Mercedita Valdes Gallery , Yoruba Society - La Havana

2005
Alejandro de Humbold Museum - La Havana, Cuba
Thomson House - Montreal, Canada
2006
Villa Burba -  Rho (Milan), Italy
Luigi Pigorini Museum -Rome
2007

Obrapia Museum -  La Havana
Morro Cabaña Fort - La Havana

National Institute of Anthropology -  La Havana
Concha Ferrant Gallery- Guanabacoa - Cuba

Ferrari Institute - Cigliano (Vercelli), Italy
Primavera Palace - Terni, Italy

2008

Unión de los Artistas y Artesanos Cubanos - Matanzas, Cuba
2010
Casa de Africa Museum - La Havana
Performances:
ENTRE TIERRA Y CIELO, with set-designer Gino Pellegrini, Plaza Vieja, La Havana
5 ORISHAS EN CALLES MERCADERES, in cooperation with the artists of the Taller del Papel Artesanal, La Habana

WONDERLAND al CAM di Casoria è il paradiso degli orchi

Posted by admin on Jun-10-2010 under Uncategorized

WONDERLAND

il paradiso degli orchi

12 Giugno - 20 Luglio 2010

CAM Casoria Contemporary Art Museum

VIa Duca D’Aosta 63/A

CASORIA ( Napoli)

Inaugurazione: 12 giugno 2010, ore 20.00

Una mostra a cura di Antonio Manfredi

ARTISTI

Carmen Carmona Fernandez SPAGNA

Filippos Tsitsopoulos GRECIA

Gerardo Di Fiore ITALIA

Boris Glamocanin BOSNIA

Peppe Esposito ITALIA

Zhou Yuechao CINA

Titti Sarpa ITALIA

Gigi Scaria INDIA

Giuseppe Di Guida e Raffaele Vargas ITALIA

Emma Wood REGNO UNITO

Mary Fox BRASILE

Roberto Di Benedetto e Davide Di Franco ITALIA

Zoran Zivkovic MONTENEGRO

Per accedere al sito cliccate sull’immagine

cam

contatti:

tel/fax +39 0817576163
www.casoriacontemporaryartmuseum.com
info@casoriacontemporaryartmuseum.com
casoriacontemporaryartmuseum@hotmail.com

Press Office & PR: Graziella Melano Geraci
+39 3349399870
cam.pr@hotmail.it

EL MAR FUGITIVO Y ETERNO in una bella mostra a L’Avana

Posted by admin on Jun-9-2010 under Uncategorized

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CALLE L ENTRE 21 Y 23, VEDADO

LA HABANA - CUBA

Bello, molto bello il titolo scelto per questa mostra alla Galleria L “Extensión Universitaria di L’Avana, nel cuore culturale del Vedado, che raccoglie le opere di 19 artisti cubani appartenenti al progetto IMAGEN 3 diretto da Cecilio Avilès.

Fuggitivo ed eterno: il mare è la fonte inesauribile d’ispirazione per pittori ed artigiani habaneros che ogni giorno, dal Malecón, forse la più suggestiva, interminabile passeggiata che esista al mondo, ne colgono i continui cambiamenti di colore ed umore. Blu, quasi nero nei giorni di burrasca si esprime in onde gigantesche che sembrano voler ingoiare le case coloniali oltre la strada, per poi stemperare  la propria furia nell’ azzurro pallidissimo  e verdastro dei  momenti di quiete.

Ma come  sottolinea Mercedes Oviedo Ramos , giornalista, creativa ed instancabile organizzatrice di eventi, interpretare il mare non è compito facile, sia   affrontandone  gli  aspetti realistici che  simbolici. E non a caso, parlando di pittori di marine, cita artisti stranieri come il russo Ivan Konstantinovich, che ne dipinse oltre seimila, o il messicano Joaquín Clausell. La maggior parte degli artisti cubani, come ben si può cogliere visitando il Museo Nacional de Bellas Artes di L’Avana, ha sempre preferito esplorare i verdi lucidi dei campi e della selva, i fiumi e i piccoli laghi all’interno dell’ isola  e delineare  orizzonti più rassicuranti perchè segnati dalla verticalità delle palme reali.
E’ dunque questa un’occasione
speciale per entrare con la barca dell’Arte nelle acque di Yemaya, scrutare nuovi orizzonti e, come ci suggerisce Mercedes Oviedo Ramos  “immaginar chimere”.

Maria Giulia Alemanno

Opere di:
José Alonso

Radimir Borges
Alberto Borroto

Alberto Cabot

Vania A. Colls

Mirna Fialls
Rubén Fernàndez
Yasser Gamoneda
Gisela Garcìa
Moisés Guerra
Bertha Lemus
Carlos Leyva
Abel R. Massot
Marcía B. Matos
José Luis Moreno
Mercedes Oviedo
Ramón Pérez
Raúl Sosa
Mayra Yanes

FUGITIVO Y ETERNO: EL MAR

El Mar cuando quiere ruge/ y cuando quiere resbala….

José Martí (1887)

Representar el mar y sus profundidades no resulta tarea fácil para los artistas de la plástica. Su pericia debe afrontar, según su elección, los colores profundos de un mar bravío en días tormentosos o los más suaves y tenues cuando de aguas mansas se trata.

La representación natural del agua es uno de los principales secretos, los efectos que producen los movimientos ondulantes cuando ésta es surcada por las más disímiles embarcaciones en marcha o surtas en puerto requieren de un rigor muy específico de acuerdo a la técnica, los recursos estilísticos utilizados y la creatividad del artista.

La observación y el estudio es otro aspecto que acerca la pintura de las Marinas y el mar a la realidad o las hace también cómplices con su autor de su fantasía e inspiración.

La creatividad del autor hace de los cuadros de Marinas obras irrepetibles, si de originalidad se trata, signadas por aquellos precursores como los pintores oficiales de la marina francesa, considerado el conjunto artístico mas antiguo que abordó el tema, o el pintor Iván Konstantinovitch quien pintó mas de seis mil marinas durante su existencia, destacándose también el mexicano Joaquín Clausell.

Le Invitamos a apreciar las obras nacidas de las manos de nuestros artistas, de “La Fiesta de las Artes” de Imagen 3 y no sólo de pintura se trata, también se incluye joyería y artesanías, en la emoción de reflejar el mar que nos rodea y otros en esa relación inequívoca del isleño que añora pisar tierra firme pero con la mirada extendida hacía el horizonte imaginando quimeras.

Ma. Mercedes Oviedo Ramos

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Conchiglie, scheletri di ricci e madrepore accompagnano le creazioni iridescenti di Mercedes Oviedo Ramos , adagiate in una teca come sul fondo del mare azzurro  di Yemaya

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Il mare alle pareti della Galleria L ” Extensión Univeritaria”

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Mercedes Oviedo Ramos  davanti alle sue opere in madreperla