Archive for August, 2008

AsoloArtFilmFestival 2008. Storia dell’arte in pellicola

Posted by admin on Aug-29-2008 under Uncategorized

AsoloArtFilmFestival 2008

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM SULL’ARTE E BIOGRAFIE D’ARTISTA

29 agosto - 7 settembre 2008
Asolo (TV)


Dal 29 agosto al 7 settembre 2008 si svolgerà ad Asolo (TV), la ventisettesima edizione dell’AsoloArtFilmFestival.

Il Festival è stato rifondato dall’A.I.A.F nel 2001 con il nome di AsoloArtFilmFestival sulla scia del “Festival del Film sull’Arte e di Biografie d’Artista”, fondato nel 1973 da Flavia Paulon (brillante biografa e anima della Mostra del Cinema di Venezia).
50 le opere in concorso, selezionate tra le 643 pervenute da 52 paesi. Film di produzioni affermate e autoprodotti da giovani filmakers, saranno in concorso nelle diverse sezioni: film sull’arte, biografie d’artista, videoarte e computer art, produzioni sperimentali di scuole di cinema, architettura e design e dalla nuova sezione making of.

La giuria è presieduta da Toni Jop (responsabile sezione Spettacoli dell’Unità) e composta da Francesco Gostoli (architetto, urbanista e designer), Andrea Dall’Asta (direttore della Galleria San Fedele di Milano) e Chiara Gatti (critica, ricercatrice e curatrice di mostre), Mikkel Maltha (supervisore musicale per il Gruppo Zentropa e compositore musicale per film per il cinema e la televisione)e Andrea Miekish (montatore, regista e autore di pubblicazioni sul cinema).

Il Festival, oltre alle proiezioni dei film in concorso presso il teatro Eleonora Duse, prevede una serie di mostre allestite nei luoghi più caratteristici della città: sulla Torre della Reata, in via Canova, in via Browning e al caffè Centrale.
Venerdì 29 agosto, a partire dalle 18.00, nel centro storico di Asolo, verrà inaugurato il Festival Fuori, la sezione dell’AsoloArtFilmFestival dedicata alle esposizioni d’arte ed alle performance.

Uno dei borghi più belli d’Italia sarà trasformato in grande spazio espositivo, in cui verranno esposte opere di giovani artisti locali di fama internazionale, come Anna Maria Iodice, Alberto Condotta, Claudia Buttignol
, Flavio Favero, Mario Martinelli, Mauro Lovisetto, Paolo Loschi, Pietro Callegari e Walter Davanzo, Isotta Dardilli.

Alle 21.00, al teatro Eleonora Duse di Asolo, verrà consegnato il premio Arte e Cultura a tre personalità di spicco nel panorama culturale del territorio veneto: Loris Parise, Mario Guderzo e Susanna Plaino.


Loris Parise
è il fondatore e l’artefice del festival culturale Opera Estate, festival di danza, teatro, cinema e musica, che si svolge ogni anno a Bassano del Grappa e comprende un circuito di 30 comuni associati, 400 serate di spettacolo tra i castelli, le piazze, i parchi e le ville dell’area pedemontana veneta con progetti dedicati al teatro contemporaneo, alla danza internazionale, alla lirica e al cinema d’autore.

Susanna Plaino è la direttrice della scuola di danza “Il Balletto” di Castelfranco Veneto. Ha lavorato con la compagnia di danza “Dimensione Balletto” diretta da Johnny Kariono e Patrizia Comini, danzando accanto a nomi illustri come Raffaele Paganini, Diana Ferrara, Radu Ciuca, Alessandro Molin, Patrizia Natoli. Si è perfezionata partecipando a molti stages tenuti da importanti maestri della scuola cubana e russa come Victor Livtinov, Vladimir Luppov, Ricardo Nûnez, Michael Berkut, Herida May. I suoi allievi, vincitori di innumerevoli premi, vengono regolarmente ammessi presso le più grandi scuole di danza europee.

Mario Guderzo è non solo un grande studioso, ma anche il nuovo direttore della Gipsoteca Canoviana. È autore di numerose pubblicazioni internazionali sul cinquecento, su Antonio Canova e Duhrer. La mostra intitolata Antonio Canova - Il principe Henryk Lubomirski come amore alla Gipsoteca Canoviana è l’ultimo dei suoi allestimenti ed ha riscosso ampio successo a livello nazionale per l’importanza ed il valore di un’opera che per decenni ha incantato tutta l’Europa.

La prima giornata di programmazione, la sezione dedicata ai film in concorso, presso il Teatro Eleonora Duse prevede :

-Lost postcards (4′ 18”) - Video Art and Computer Art
-Und wenn wir dann im Himmel sind / When we are in heaven (3′ 59”) - Films produced by Schools of Cinema
-Under construction (9′ 55”) - Architecture & Design
-Re Constructing Mayakovsky (3′ 20”) - Video Art and Computer Art
-A tratti - le parole e l’arte di Piero Dorazio / Words and art of Pietro Dorazio (26′) - Films on art
-Mulavar / The primary deity (12′) - Films on art
-Zaedno / Together (6′ 29”) - Video Art and Computer Art
-Identità in Transito / Travelling identities (19′ 53”) - Films on art

INFO: ufficiostampa@asolofilmfestival.it - info@asoloartfilmfestival.it>
www.asolofilmfestival.it

Ufficio Stampa:
REGGI&SPIZZICHINO COMMUNICATION


Rubiana (Torino) Fiabe e boschi per il pittore Tabusso

Posted by admin on Aug-24-2008 under Uncategorized
Francesco Tabusso tra le betulle sopra Rubiana. Foto M.G. Alemanno

Francesco Tabusso tra le betulle sopra Rubiana. ©Foto Maria Giulia Alemanno

“FIABE E BOSCHI” racchiude nel titolo l’idea che il maestro Francesco Tabusso, dal 2006 cittadino onorario di Rubiana, intende promuovere per la conoscenza dell’arte figurativa. In particolare è nata da Tabusso e dai suoi amici pittori la volontà di creare una Pinacoteca d’Arte Contemporanea che arricchisca gli aspetti culturali e storici di Rubiana, legati a personaggi come Dino Campana, Giovanni Valletta, Felice Casorati, Italo Cremona, Francesco Menzio che hanno trovato in questo luogo un punto di riferimento e di soggiorno. Insieme alla Pinacoteca è stato istituito il “Premio Tabusso” riservato, a cadenze annuali ai bambini della Scuola Primaria Statale “Giuseppe Simone Girodo” di Rubiana.

Per questa seconda edizione, intorno a Francesco Tabusso, che dai boschi, dai torrenti, dai prati e dalla gente di Rubiana ha sempre tratto intensa ispirazione, si sono riuniti i pittori Alfredo Billetto, Rocco Forgione, Lia Laterza, Sandro Lobalzo, Francesco Maiolo e Sergio Saccomandi. L’iniziativa è stata resa possibile dalla collaborazione del critico Angelo Mistrangelo, dal curatore Florindo Antonello e dal fotografo Renzo Miglio

Le opere verranno conservate nella Pinacoteca Comunale e le loro riproduzioni saranno ubicate nella zona centrale di Rubiana, in modo tale da costituire ciascuna la tappa di un percorso artistico all’aperto.

Inaugurazione del progetto “Fiabe e Boschi” e della seconda edizione del Premio di Pittura Francesco Tabusso, sabato 30 agosto ore 17.00 - Palazzo Municipale in occasione della festa di Sant’Egidio.

Lucio Diodati. Odalische ed altre storie a Pescara

Posted by admin on Aug-24-2008 under Uncategorized

Per un bizzarro gioco del destino, ho ricevuto notizia della mostra di LUCIO DIODATI “ODALISCHE ED ALTRE STORIE” al Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara dal 1 al 20 settembre 2008. Confesso che non lo conoscevo. Poi , visitando il suo blog

http://www.luciodiodati.com/blog/

bello, interessante, divertente e serio - mix raro! - ho potuto apprezzare la qualità del suo lavoro. Meravigliosa scoperta: ho visto che, come me, ama profondamente Cuba e la sua gente. Frequentiamo le stesse strade di L’Avana, Obispo, Obra Pia, Mercaderez. Entrambe ci perdiamo nelle onde del Malecón che dal mare portano ispirazione. Forse ci siamo già incontrati all’ombra di una ceiba in Plaza des Armas…. Sarà Elegguá a svelarci il senso del nostro incontro e del cammino.

Vi invito a visitare il sito della DIODATI FACTORY: http://www.luciodiodati.com colorato e musicale, da cui ho estratto le note critiche che ben ne delineano le tematiche ed il percorso dell’artista. Arlecchini ed Odalische s’incontrano sulle sue tele, teatro dell’arte che è anche teatro di vita. Scrive Chieffi:

Il Diodati-Arlecchino, ci ricorda vagamente il Cherubino mozartiano, aggirantesi tra innumerevoli donne diverse, in paesaggi solari, scherzosi, vacanzieri trasformandosi, a volte anche in carabiniere, per meglio sorvegliare le sue donne ora sensuali, ora feline, ora malinconiche, ora altezzose. Pittura da gustare come in un nembo radioso, tutti i corpi in parata, voluttuosi, índomiti, estenuati delle infinite donne di questa festa d’amore che è l’arte di Diodati. La sua Donna, sia essa romantica, classica, mistica, prosaica, avventuriera o borghese, commenta i fatti del mondo e della vita, lancia il suo messaggio che riguarda le verità eterne dell’uomo, scavando nel sentìmento universale, l’amore, che va oltre il contingente dì ombre e segni.

Buona mostra e a voi, come a Lucio, ACHÉ!
Maria Giulia Alemanno

Guardabosone (VC) Immagine Donna al profumo di menta

Posted by admin on Aug-20-2008 under Uncategorized
Nella sezione "le opere" una galleria d'mmagini dell'artista

Maria Giulia Alemanno. ©Magia al profumo di menta a Guardabosone - tecnica mista su carta - 2008. Nella sezione "le opere" una galleria d'immagini dell'artista

IMMAGINE DONNA - esposizione itinerante di cartoline e pubblicità dalla fine dell’ 800 ad oggi -da Varallo arriva a GUARDABOSONE (Vercelli), piccola perla avvolta nel verde della Val Sessera. Verrà esposta nella Palestra Comunale in occasione delle GIORNATE PROFUMATE DI MENTA - Incontri con la natura e le tradizioni in collaborazione con l’Orto Botanico P.G. Passi - che il 30 ed il 31 agosto trasformeranno il paese in un angolo di favola.

Una curiosità ed anche un invito a tutti gli appassionati di francobolli: domenica 31, dalle ore 10.00, legato alla mostra, verrà effettuato l’annullo filatelico speciale della manifestazione. Fin qui nulla di strano, salvo che a Guardabosone non c’è l’ufficio postale! Assolutamente da non perdere!

Saranno due giorni indimenticabili con spettacoli nel centro storico, concerti, animazione, musica e folclore.

Magica la notte di SABATO 30 AGOSTO:

Un percorso che si snoda tra le viuzze del borgo, gli androni, le “curt” e le piazzette dove il legame con il passato si confonde con il presente e dove la fievole luce dei “lum” si accompagna alla melodia della musica. In questa atmosfera affascinante e coinvolgente, siamo tutti invitati alla festa per diventare protagonisti di un sogno ed insieme agli altri continuare a sognare.

Ecco in sintesi il programma:

0re 20.00 cena naturalistica (su prenotazione) presso il Circolo Terrieri e Ristorante la Barrique.

Dalle ore 21.00: MAGICA NOTTE DELLE “LUM E LANTERNI” con ACOUSTRIP (Via Crosetto), una cantante rock ed un chitarrista jazz che creano un vero e proprio “viaggio acustico” tra conosciutissimi ed indimenticasbili “evergreen” della musica internazionale ed italiana, dagli anni ‘70 ad oggi. Sara Giuliani - voce, Luca Comolo - chitarra acustica

COMPAGNIA TEATRO CANZONE (Piazza della Repubblica) - “Il Mio canto libero”, 40 anni di musica italiana dallo swing alla canzone d’autore.

TEATRO CANZONE: una forma d’arte musicale e teatrale lanciata agli inizi degli anni settanta da grandi interpreti come Giorgio Gaber, Herbert Pagani, Enzo Jannacci: Un viaggio attraverso la canzone d’autore. Pensiero e nostalgia.

SALARIS ACCORDIONS (Giset, via Roma) Incanto delle fisarmoniche per musica classica, lirica, leggera e popolare: Nuove proposte sotto la guida del Maestro Salaris, accompagnate dal giovane chitarrista Gianmarco Bonan.

SETTIMO GRADO ROCK (Piazza cà di Turn) Tutto il rock minuto per minuto, musica di qualità sempre dal vivo e senza avvalersi di nessuna base registrata. La storia del Rock narrata dal 2001 da SETTIMOGRADO. Igor Dezzutto - batteria, Francesca Calliera - voce, Marco De Giuseppe - basso, Paolo Pasinato - chitarra.

IL COLORE DEL VENTO, tributo a Fabrizio De Andrè (Piazza Parrochiale) Un progetto dedicato al grande Faber, che vuole ricreare nelle esibizioni live le complesse ed intense atmosfere dei brani del grande cantautore genovese. Sette musicisti poliedrici affiancano agli strumenti della musica occidentale le sonorità degli strumenti “etnici” utilizzati per led registrazioni dei brani originali. Oltre ai brani più celebri, anche alcune preziosità meno conosciute di Fabrizio.

CIRCOMINIMO. (Via Garibaldi) Bingo, un cilindro per cappello, camicia e pantaloni variopinti, una bandana western ed il sorriso stampato sul viso intrattiene con arte di strada e circense, magia ed improvvisazioni illimitate, divertendosi e divertendo con le sue follie.

G.T.E. (Via Crosetto -Portoni) Il Gruppo Teatrale Esperimento, storico in Borgosesia, propone un brano dalla Cantatrice Calva di Ionesco, “Il dialogo dei Martins”, classico esempio di teatro dell’assurdo con inserti ditango argentino figurato sulle note di Astor Piazzolla e Luis Rizzo. Interpreti: Elisa Beltrame, Patrizio Rossi.

DOMENICA 31 AGOSTO

3° CONCORSO DI PITTURA ESTEMPORANEA: “Un angolo del paese”. Dalle ore 8.30 iscrizioni presso il centro polifunzionale in Piazza della Repubblica. Premiazione ore 17.00

Durante l’intera giornata fiera dell’artigianato artistico e prodotti tipici locali. Adesione gratuita.

Come abbiamo detto, dalle ore 10.00 ANNULLO FILATELICO SPECIALE legato alla mostra IMMAGINE DONNA.

Ore 17.00 Premiazione dei prodotti degli orti locali e premiazione “Casa in Fiore”

Musei aperti:

MUSEO DELLE TRADIZIONE AGRICOLA

MUSEO DI SCIENZE NATURALI CAV. CARLO LOCCA

Visite guidate alla “CASA DEI MESTIERI” LOCCA e ORTO BOTANICO P.C.BUSSI

Mostre aperte:

IMMAGINE DONNA (via Roma, Palestra Comunale)

ESPOSIZIONE DEI LAVORI DEL GRUPPO “LABORATORIO D’ARTE DI GUARDABOSONE”

Orari di aperture mostre:

sabato 30 agosto 21.00/24.00

domenica 31 agosto 15.00/18.30

La mostra IMMAGINE DONNA verrà anche aperta il 7 ed il 14 settembre dalle 16.00 alle 20.00

Per informazioni:

Ufficio Comunale, tel 015.761118 - 347.4314929

Prenotazione cena del 30 agosto:

Circolo Terrieri - 335.5800603

Ristorante La Barrique - 015.76119

Cigliano (VC) - OLTRE IL BLU. Sotto le stelle dell’Orsa Maggiore

Posted by admin on Aug-19-2008 under Uncategorized
Nella sezione "Le Opere" di questo sito, altre immagini dell'artista

Maria Giulia Alemanno:© OYÁ YANSÁ, part. Tempera e acrilico su iuta cm 180 x 115 - 2004. Nella sezione "Le opere" di questo sito, altre immagini dell'artista.

Pubblichiamo qui il testo scritto dal critico d’arte Prof. Massimo Olivetti per la mostra OLTRE IL BLU, che verrà inaugurata il 31 agosto 2008 alle ore 17.30 nelle sale dell’Istituto Comprensivo Don Ferraris di Cigliano (Vercelli).

Sette artiste.

Sette stelle.

SOTTO LE STELLE DELL’ORSA MAGGIORE

di Massimo Olivetti

Siete invitati ad un viaggio con “ OLTRE IL BLU”. Calatevi nei panni di Strabone o Erodoto, i grandi viaggiatori dell’antichità e preparatevi ad esplorare ambiti sconosciuti, a oltrepassare colonne d’Ercole, ad avventurarvi in mari iperborei. D’altra parte il mestiere d’artista è parente stretto di quello del geografo. Addentrarsi in mondi nuovi, percorrere territori, comunicare in lingue estranee, scoprire umanità aliene. E poco importa che i mondi da scoprire siano esterni o interni. Sempre viaggi profondi sono, sempre avventure ed esplorazioni, sempre la ricerca dell’isola che non c’è. Solo che in questa mostra sono sette esploratrici a mettersi in viaggio, sette come le stelle dell’Orsa Maggiore. E ognuna ci trasporta in differenti geografie, territori che non conoscevamo o che credevamo di conoscere. Per chi vive dunque aggrappato alla realtà l’occasione è unica, un biglietto di non ritorno nella caverna platonica dove le immagini e le proiezioni diventano corpi e materia e si scavano i pozzi profondi dell’ancestralità e dell’inconscio.
Maria Giulia Alemanno ci guida dall’Africa ai Caraibi. Gli spettri di dei antichi, gli orishas, ritornano a danzare, ad occupare gli spazi che la modernità bianca pareva aver loro sottratto. Sono dei o sono antenati, non importa, l’essenziale è che sono spiriti, incarnazioni dell’antico e del profondo. E hanno soltanto bisogno che mano d’artista o trance sciamanica li evochi per riconquistare corpo ed anima vestendosi di tela di sacco.
Altro orizzonte, altre isole. Sardegna o, meglio, Sardinia, perché Adelaide Cardia esplora l’antico, un Mediterraneo com’ era, geografia di miti, protoeroi arcaici, cavalli e rocce sbozzate da venti che sanno di sale. Il segno è aspro, quasi un graffito, rievocazione di un tempo perduto nei solchi, il tempo della pietra e del coltello.
Viaggiare ha bisogno di pause, attimi spirituali per riesumare e metabolizzare il vissuto, per staccarsi dal coinvolgimento emotivo. Chen Li è la pausa, il momento della meditazione, lo spazio per un Tai Chi rigeneratore. Uno stacco apparente perché il viaggio continua sul terreno dell’astrazione e del distacco. La calligrafia come interpretazione estrema del segno, come simbolo è per Chen Li la trama su cui costruisce la comunicazione. Il ritorno al silenzio per compensare i vuoti delle parole è l’equivalente della sosta attorno al fuoco dopo la traversata nel deserto.
Il viaggiatore, e noi con lui, affronta l’ignoto srotolando e consultando portolani e mappe. Strumenti per scongiurare orizzonti troppo vasti. Rebecca Forster li fornisce. Ricompone gli itinerari su carte francesi, evidenzia i percorsi con polvere di grafite, impalpabile filo d’Arianna di ipotetici ritorni. A sbarrare il cammino è sempre un vulcano, cono di fuoco e bocca spalancata sulle viscere nostre e della terra. I suoi vulcani di ottone lucidato vomitano lingue di acidi e colate irridescenti per ricordare che la bellezza è trappola e lusinga.
Altri panorami sono quelli di Nadia Nava. L’esplorazione diventa una ricerca scientifica. Antropologia fisiognomica. Lo studio di mani che applaudono. Grandi quadri, quasi ossessivi nella ripetizione del gesto. Uno studio comparato che assimila le mani plaudenti all’espressività facciale. Posso ricostruire volti, personalità, caratteri, dietro alle mani che affiorano dal vuoto della tela. Mani timide, mani sfacciate, mani entusiaste, mani arroganti. Mani che nella loro spersonalizzazione recuperano identità negate dai riti collettivi e dalle ripetitività dei gesti.
Per viaggiare c’è bisogno di bagaglio, anzi il viaggio stesso diventa valigia, come prolungamento e supporto per il viandante. Paola Risoli riempie queste valigie di generi di conforto, nostalgie di focolari, tenerezze di ambienti domestici, cantucci di ricordi. Non sono di ostacolo alla necessità dell’andare, quello che abbiamo lasciato è lì, ancora con noi, non perduto, ma dentro la nostra fedele compagna valigia.
E mentre Gulliver incontra i Lillipuziani, a noi capitano le bambine cattive di Titti Garelli. Popolazioni fantastiche a cavallo tra i fratelli Grimm e Harry Potter. Ma come con i Lillipuziani ogni incontro comporta dei rischi. Attenti alle bambine cattive. Sono dentro di noi. Stravolgono i lieti fini delle favole, seducono i principi azzurri e poi li abbandonano, oppure li trasformano definitivamente in rospi. Titti Garelli le conosce, le ha incontrate e studiate e sa che solo la loro visibilità le trasferisce dall’incubo al sogno.
Orizzonti lontani, mondi profondi, il cerchio si chiude sul mazzo di zinnie di Albertina Zucchelli, pittrice di fiori, risaie, volti, che riporta nel quotidiano di quest’angolo di Vercellese le ansie ed i tumulti di chi si è perduto tra isole e mari.

Cigliano (Vercelli)- OLTRE IL BLU nel segno dell’Arte

Posted by admin on Aug-16-2008 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno: Yemaya'. Part. acrilico su iuta, 2004 . Nella sezione "Le opere" di questo sito, una galleria dell'artista.
Maria Giulia Alemanno: ©Yemayá. Part. Acrilico su iuta, cm 180 x 115 - 2004 . Nella sezione “Le opere” di questo sito, una galleria dell’artista.

Ancora quindici giorni prima del grande evento. L’edizione 2008 di OLTRE IL BLU sarà inaugurata domenica 31 agosto alle ore 17.30 nella suggestiva cornice dell’ Istituto Comprensivo Don Ferraris di Cigliano, in piazza Martiri della Libertà 14/b. Sette artiste di fama internazionale, Maria Giulia Alemanno, Adelaide Cardia, Chen Li, Rebecca Forster, Titti Garelli, Nadia Nava e Paola Risoli si uniranno a GrazianoProla, anima della mostra, per rendere omaggio ad Albertina Zucchelli, anziana pittrice di Fontanetto Po che ha dedicato la vita all’ arte e alla bellezza. Pubblichiamo con piacere il comunicato stampa nel quale si delineano i tratti della loro ricerca e del loro lavoro.

Orari

Festivi: 10.00 -12.00 / 16.00 – 19.00 / 21.00 -23.30 Feriali: 21.00 – 23.30 Ingresso Libero

La mostra è promossa dal Comune di Cigliano, col patrocinio della Regione Piemonte , in collaborazione con Associazione Turistica Pro Loco Ciglianese

Comunicato stampa

Oltre il blu c’è l’indaco, il colore del mistero e dell’ elevazione. Ed è un arcobaleno di sette artiste quello a cui ha pensato Graziano Prola, per la settima edizione di OLTRE IL BLU, la mostra che ormai per tradizione, è solito allestire in tarda estate a Cigliano, nella pianura vercellese. Lui, geniale artista delle cornici e curatore instancabile, ha voluto che il sette fosse il numero ricorrente di questo nuovo appuntamento. Magico per la cabala e magico sicuramente per chi, nelle splendide sale dell’ Istituto Comprensivo Don Evasio Ferraris, dal 31 agosto al 16 settembre 2008 si troverà di fronte ad opere di rara forza e bellezza.

Sette donne, dai percorsi artistici tra loro molto diversi, Maria Giulia Alemanno, Adelaide Cardia, Chen Li, Rebecca Forster, Titti Garelli, Nadia Nava e Paola Risoli si riuniscono per rendere omaggio ad Albertina Zucchelli , pittrice di Fontanetto Po che, molti anni prima di loro, ha intrapreso un cammino poetico ed appassionato ispirato alla tavolozza delle risaie e dei fiori. E’ un incontro tra generazioni per affermare, in contrasto con la tendenza giovanilistica di oggi, che l’arte non ha età quando si alimenta di vera ispirazione. Ed è anche un’ occasione speciale per avvicinarsi al mondo e al lavoro di un gruppo di artiste che si mettono coraggiosamente in gioco scavando nel profondo, senza compiacimenti né infingimenti. Per questo le loro opere le raccontano e le rivelano, mettendone a nudo l’anima e gli intenti.
OLTRE IL BLU è dunque una finestra aperta sull’arte intesa come ricerca e sperimentazione, una proposta di linguaggi nuovi, anche espressi attraverso l’utilizzo di materiali inusuali che, allontanando l’opera dall’ idea di semplice funzione decorativa, la rendono oggetto di riflessione e di pensiero.

Maria Giulia Alemanno espone, per la prima volta in Piemonte, una parte dell’olimpo Yoruba che da tempo sta costruendo tra le risaie vercellesi, con mente e cuore rivolti al misterioso universo della Santería cubana di cui è la principale interprete europea. In dodici ritratti immaginari di divinità con sembianze umane, dipinti su ruvida tela di sacco di grande formato, evoca l’Africa lontana il cui ricordo nel sole dei Caraibi si converte in quotidiana amalgama di simboli, colori e musica.

Quella di Adelaide Cardia è una pittura aspra che rivela il forte rapporto con l’incisione, di cui l’artista è maestra. Il suo mondo trae linfa dai vasi greci, dalla sensualità dei dipinti pompeiani ma anche e soprattutto dal legame profondo con la sua terra, la Sardegna, di cui distilla e offre l’essenza arcaica. Si avverte la presenza del mito, il profumo del mirto, il passaggio del vento tra le rocce e sul mare. Ne nascono racconti di un tempo mai perduto perchè vivo e presente nei campi, nei boschi, tra i muri delle case.

Nelle opere recenti, Chen Li, artista cinese che dal ‘76 vive e lavora in Italia, estende la ricerca, iniziata con la calligrafia tradizionale ed espressiva su carta, a materiali più tipicamente occidentali come la tela che trasforma in palcoscenico della parola. Segno e colore danzano con la materia ma sembrano, a tratti , volersene allontanare per esprimersi liberi nell’aria. “E’ come se potessi cogliere l’essenza di tutte le cose senza sforzo/ …/Vorrei diventare natura, albero, fiume/ scorrere” scrive Chen Li, nei suoi Pensieri Sciolti che traduce in atmosfere nei suoi grandi quadri.

Rebecca Forster, artista sempre mentalmente e fisicamente in viaggio, presenta le sue grandi mappe stilizzate di città, che traccia, incurante delle prospettive, con visione da uccello migratore che vola nello spazio e nel tempo. In un soffio la classicità può incontrare, senza stridere, la cultura di una strada di Manhattan. Come percepiti dall’alto sono anche i suoi vulcani d’ottone, incisi e cesellati con mano d’alchimista che sa bene come estrarre e dirigere lava variopinta, luce e lapilli di memoria.

Le bambine cattive di Titti Garelli rifiutano il miele e la dolcezza. Piccole donne consapevoli, più aspiranti streghe che tenere fate, hanno sguardi taglienti e gesti seduttivi. Sfuggenti ed imprevedibili, sono capaci di tutto, anche di spaventare il lupo di Cappuccetto Rosso o ignorare il dramma del Principe Ranocchio. Molta ironia ed altrettanta realtà nell’opera di un’artista di grandissimo talento che, con mano straordinaria, ci mostra l’altra faccia delle favole, quella meno zuccherosa e più vera.

Sono pura musica le opere di Nadia Nava. Un susseguirsi di mani che applaudono in due tele accostate, che l’estensione di quasi cinque metri traduce in una immaginaria platea entusiasta dopo l’ultima nota di uno straordinario concerto. La musica riprende con un tamburo, un gruppo di trombe e tre violini. Artista virtuosa per musicisti virtuosi. In mostra anche un autoritratto realizzato a pastelli su legno trattato e ovattato con carta giapponese applicata. Fa parte del coro dei 23 critici d’arte del suo Canto Sospeso, un’installazione di volti e bocche bloccati in un ovale, in un gesto di grande teatralità. Anche davanti a lei, uno spartito d’ardesia, con scritte le note del silenzio.

Usa ogni genere di materiale, Paola Risoli, ricicla ed assembla per realizzare minuziosissimi interni domestici ricavati da valigie di cartone, vecchi televisori, casse di birra, taniche di metallo. Mondi in miniatura in 3D, i suoi minuscoli, caotici set cinematografici sono un invito a creare le nostre sceneggiature personali, ad inventare liti, riconciliazioni, ritorni e fughe. Accolgono l’immaginario ed il vissuto di tutti noi le microscopiche cucine illuminate, i monolocali in disordine, i letti perennemente sfatti. Scenari perfetti per i silenzi e per la musica, ma anche per il gocciolare di un rubinetto o il borbottio di una pentola sul fuoco.

Per onorare Albertina Zucchelli, la pittrice di Fontanetto Po molto conosciuta ed amata nel vercellese, dove per tanti anni ha trovato ispirazione e consensi, Graziano Prola ha scelto di esporre un unico quadro simbolico di zinnie variegate dai petali sfatti, trionfo di colori e di limpida pittura. E’ il riconoscimento ad una vita dedicata all’arte e alla ricerca della poesia nascosta nelle piccole cose, che Albertina ha sempre reso con pennellate fresche, delicate e sicure , svelandoci l’incanto di un riflesso in risaia, la profondità di uno sguardo, la perfetta armonia di un umile mazzo di fiori di campo.

La settima edizione di OLTRE IL BLU, collegandosi inoltre idealmente ad Immagine Donna, la mostra di cartoline, fotografie e materiale pubblicitario , esposta per la prima volta nel mese di marzo a Crescentino , ne propone una sintesi in sette pannelli, dedicando particolare attenzione alla genialità e all’eleganza degli artisti e degli illustratori attivi in Europa dalla fine dell’ottocento agli anni venti.

Anche quest’anno, indispensabili collaboratori di Graziano Prola, ideatore, curatore dell’evento e anima dell’ Angolo, confezione cornici di Borgo d’Ale, sono la moglie Piera, paziente tessitrice delle sue mille idee, Rosy Vercellone della Biblioteca di Cigliano, l’Architetto Luigi Mario Peretti, dello Studio di Design and Furniture “Il Cubo” di Valperga e i tanti amici che partecipano con entusiasmo e passione al complesso lavoro di allestimento.

Moncenisio:Storia del Piemonte dipinta tra leggenda e realtà

Posted by admin on Aug-14-2008 under Uncategorized
olio su tela cm 50 x 60 - 2005- Altri lavori dell'artista nella sezione "Le opere" di questo sito

olio su tela cm 50 x 60 - 2005- Altri lavori dell'artista nella sezione "Le opere" di questo sito

Comunità Montana Bassa Val di Susa e Val Cenischia
Comune di Lanslebourg
Gruppo Gil

Presentano la Mostra d’Arte itinerante

Présentent l’Expositíon artístique ítinérante

PIEMONTE: I SEGNI DELLA STORIA… TRA LEGGENDA E REALTÁ

PIÉDMONT: LES SYMBOLES DE L’HISTOIRE…. ENTRE LEGENDE ET REALITE’

La Mostra vuole testimoniare il percorso artistico – culturale che ha segnato la crescita e lo sviluppo del Piemonte nel corso della storia.

Le fortificazioni alpine, le residenze sabaude, i personaggi, gli eventi, le idee e le realizzazioni, le leggende rivivono qui nelle opere dei maestri più significativi del panorama artistico piemontese.

L’ Exposition témoigne du percours artistique – culturel qui a marqué le développement du Piémont au cours de l’histoire.

Les forteresses alpines, les résidences de la Maison de Savoie, les personnages, les événement à travers les ouvres des maîtres, les plus importants du panorama artistique piémontais.

IdeazioneCréation

MARIA ANTONIETTA CLARETTO
PIPPO CIARLO

3 -31 agosto / aout 2008

CASA COMUNE ITALO-FRANCESE

MAISON FRANCO – ITALIENNE

LAGO DEL MONCENISIO

LAC DU MONT –CENIS

PLAIN DE FONTAINETTES


AperturaOuverture

Dal lunedì al giovedì:
Du lundi au jeudi:

h. 10.00 – h.18.00

Venerdì, sabato, domenica:
Vendredi, samedi et dimanche:

h. 09.00 – h. 19.00

Entrata libera
Entrée libre

Espongono gli artisti:

Les artistes exposant:

Germana ALBERTONE – Maria Giulia ALEMANNO – Cristina BAZZAN – Ines Daniela BERTOLINO – Alfredo BILLETTO – Giorgio BILLIA – Mariella BOGLIACINO – Ivo BONINO - Anna BRANCIARI – Angela CALELLA –Romano CAMPAGNOLI – Sara CARBONE – Antonio CARENA – Francesco CASORATI – Venere CHILLEMI – Pippo CIARLO – Valeria DI PONIO – Adriano FRANCO – Claudio GIACONE – Italo GILARDI – Gabriel GIRARDI – Mario GRAMAGLIA – Stefano GRECO – Sandro LOBALZO – Adriana LUCÀ – Clotilde CERIANA – Franco MERCURI – Fernando MONTÀ – Alessandro OGNIANOFF – Brenno PESCI - Vinicio PERUGLIA – Marco RUFFINO – Angela SEPE – Mario SURBONE – Francesco TABUSSO – Guido TOMASONE – Massimo VIRETTI

Cigliano già guarda OLTRE IL BLU - Una grande mostra di donne

Posted by admin on Aug-13-2008 under Uncategorized

C’è una grande attesa per la settima edizione di OLTRE IL BLU che Granziano Prola, magico creatore di cornici, allestirà dal 31 di agosto al 16 settembre in collaborazione con il Comune di Cigliano e con il Patrocinio della provincia di Vercelli.

Quest’anno, ispirandosi ad IMMAGINE DONNA, una mostra di cartoline, immagini pubblicitarie, fotografie dalla fine dell’ottocento ai giorni nostri, aperta nel mese di marzo a Crescentino, ha voluto che la sua esposizione fosse tutta al femminile. Così, intorno al nome di Albertina Zucchelli, la pittrice di Fontanetto Po che per tutta la vita si è ispirata alla tavolozza delle risaie e dei fiori, ha riunito sette artiste dal percorso e dallo stile diversi. Incontro di generazioni ed una splendida occasione di scambio e di confronto.

I grandi spazi dell’Istituto Comprensivo Don Ferraris, in Piazza Martiri della Libertà, 14/B si apriranno alle opere di

MARIA GIULIA ALEMANNO

ADELAIDE CARDIA

CHEN LI

TITTI GARELLI

REBECCA FORSTER

PAOLA RISOLI

NADIA NAVA

e ad un unico quadro simbolico di ALBERTINA ZUCCHELLI, un mazzo di zinnie, trionfo di pura pittura.

Inaugurazione: domenica, 31 agosto ore 17, 30

orari. Festivi: 10.00-12.00 / 16.00-19.00 / 21.00-23.30

Feriali: 21.00-23.30

La ceramica senza tempo del Museo di Cerro - Laveno Mombello

Posted by admin on Aug-13-2008 under Uncategorized

Due mostre piene d’incanto e suggestione, LE STANZE SENZA TEMPO di ANTONIO PIZZOLANTE ed IL TEMPO NON PERDUTO di VINCENZO MORLOTTI, scandiscono i ritmi lenti dell’estate del MIDC, Museo Internazionale Design Ceramico del Museo del Cerro. E’ una splendida occasione per visitare uno dei templi della ceramica italiana ed avvicinarsi ad un’arte antica che rende preziosa e nobile la vita moderna. Un tuffo nella memoria ed uno sguardo al futuro nel nome di un’arte senza tempo.

Maria Giulia Alemanno

Museo Internazionale Design Ceramico –

Civica Raccolta di Terraglia- Laveno Mombello -Cerro (Varese)

Orari di apertura al pubblico:
martedì, mercoledì, giovedì ore 14,30-17,30 (Tuesdasy/Thursday)
venerdì, sabato, domenica ore 10-12 e ore 14,30-17,30. (Friday/ Sunday)
Lunedì chiuso (Monday closed)
Per visite di comitive è gradita la prenotazione.
Sito internet: www.ceramiche150.it
E mail: museodellaterraglia@tiscali.it

Responsabile del Settore Dott.ssa Marisa Lenardon
Referente amministrativo: Catia Morandi

EVENTI IN CORSO

ANTONIO PIZZOLANTE

STANZE SENZA TEMPO

VINCENZO MORLOTTI

IL TEMPO NON PERDUTO

L’08 giugno è stata inaugurata la Mostra “STANZE SENZA TEMPO” di Antonio Pizzolante, che si concluderà in data 14.09.08.

La mostra che Antonio Pizzolante allestisce nella galleria d’arte ceramica del MIDC e contemporaneamente negli spazi di Villa Frua in occasione del trentennale dell’Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese, scrivono i curatori- è un evento pensato sulla sedimentazione del tempo per raccontare, attraverso il tempo dell’opera, il nostro tempo vissuto, intriso di storie, di vicende, avvenimenti che per cicli, ad opera della capacità creativa dell’artista, si ripropongono, a volte, con maggiore carica e intensità. L’arte…. in fondo deve avere, anche, questa ampiezza catartica, purificatrice, rinnovatrice, salda però alla storia, al proprio vissuto, alle origini. Sia le ceramiche esposte al MIDC che le tavole a Villa Frua hanno - una condizione organicamente “timeless” del nostro profondo essere - sono delle opere in cui le forme, le superfici, i materiali (terracotta, carta, pietra, ferro, legno) evidenziano l’atemporalità della manifestazione creativa, sono intime stanzesenzatempo.

La Lombardia e la Puglia a confronto, il comune denominatore di due terre cosi distanti: la forza del mare e la calma quieta del lago, il finito che si contrappone all’infinito. la linea blu che non lascia vedere che da una parte, quella del Mediterraneo e le sponde affascinanti con i piccoli borghi da cartolina dall’altra.
Due terre che convivono in una sola anima, quella artistica di Antonio Pizzolante. Lo scultore che dallo studio di Laveno produce senza sosta per essere all’altezza di una fama ormai a tutto tondo e la voglia inesausta di andare oltre.

Il 28.06.08 è stata invece inaugurata la mostra “IL TEMPO NON PERDUTOle fabbriche ceramiche lavenesi nello sguardo di Vincenzo Morlotti , visitabile fino al 14.09.08.

Si tratta dell’esposizione di dodici tele, inedite e di grandi dimensioni, che rappresentano una ricerca monotematica e conclusa snodatasi lungo tutto il 2007; una rivisitazione ed un ritrovarsi, da parte dell’autore, nelle sue radici lavenesi così legate alla ceramica, alle storie di lavoro, alle sagome degli stabilimenti che hanno tanto fortemente marcato la fisionomia del paese.

“Le sue tele riaccendono la memoria per farci ricordare che le nostre fabbriche avevano anche un’anima, erano vissute con passione, erano insomma amate o non amate per le soddisfazioni e le sofferenze che procuravano.”
Così scrive Ercole Ielmini, Sindaco di Laveno Mombello, e aggiunge:

“Di questa storia ceramica, Vincenzo Morlotti ci ri-propone (…) di ri-visitare gli spazi, gli ingombri, i volumi degli edifici dentro ai quali scorreva a fiumi la barbottina per trasformarsi in piatti, in sanitari, in refrattari, in isolatori, in opere d’arte.”

Vincenzo Morlotti nasce a Vedano Olona nel 1949, si trasferisce a Gemonio; a soli 14 anni collabora con lo scultore Egidio Casarotti, acquisendo un’ impronta significativa che emergerà nei lavori di scultura e nella tridimensionalita delle forme sulla tela.
Morlotti si diploma al liceo artistico di Busto Arsizio e si iscrive all’accademia di Belle arti a Brera; seguono anni di studio ed intensa ricerca che lo preparano alle Sue numerose Mostre personali e collettive; le sue opere infatti si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.Vive e lavora a Gemonio

Canadian Artist Victoria Block at Gulf Coast Museum of Art- Florida

Posted by admin on Aug-11-2008 under Uncategorized

GULF COAST MUSEUM OF ART

12211 Walsingham Rd.

LARGO, Florida

August 9 - September 28, 2008

VICTORIA BLOCK: NARRATIONS

Victoria Block’s impressionistic canvases envelop the viewer in richly textured and vibrant landscapes. Accompanying these paintings are ceramics she shapes into various forms - vessels, slabs and even books. Equally rich in color and texture, these smaller creations, set against her vibrant paintings, encourage visual interplay between the media.

Studio Works

GCMA celebrates the opening of Studio Works, an annual juried exhibition featuring works by local talent of all levels who participate in the Museum’s educational studio program.

Member’s Opening Reception

Friday, August 8, 2008, 7:00 - 9:00 p.m.

Members Free | Non - members $10

Artist Talk: Victoria Block

6:30 p:m., GCMA Auditorium

Coffee with the Curator

Tuesday, August 12, 2008, 10:00 a.m.

Contacts: 727.518.6833, ext 207 OR psriram@gulfcoastmuseum.org

Con piacere pubblico notizia della mostra dell’ artista canadese Victoria Block al Gulf Coast Museum of Art di Largo, Florida, inaugurata il 9 agosto ed aperta fino al prossimo 28 settembre. Ho conosciuto personalmente Victoria a Montreal, grazie al gallerista David Astrof che da anni segue il suo lavoro. Pittrice instancabile, dipinge su grandi tele paesaggi impressionistici, dagli orizzonti dilatati come quelli del Canada. Paesaggi inabitati di frontiera, fitti di trame e di colori,in cui avventurarsi e perdersi. Come ci si può smarrire nel labirinto dei segni che lascia sulle sue ceramiche quasi a volerci rendere partecipi della scoperta di una civiltà misteriosa di cui, sola, conosce il linguaggio ed il mistero. Una galleria delle sue opere è visitabile sul sito FINE ARTS DAVID ASTROF: www.artap.com

Maria Giulia Alemanno

A Pescara l’arte ruota NEL SEGNO DEL TANGO

Posted by admin on Aug-9-2008 under Uncategorized

Editoria ed Arte, Poesia e Musica, Fotografia e Danza: miscellanea sensoriale in un evento di Creazioni inedite che partono dal tango per comunicare altri contenuti.

28 agosto – 6 settembre

Museo d’Arte Moderna “Vittoria Colonna”, Pescara, Italia

Inaugurazione giovedì 28 agosto 2008 – ore 18:30

Orario apertura 9:00-13:00 – 17:30-22:30 - Chiuso domenica e lunedì mattina

Lo Studio Calcografico Urbino che vanta un’esperienza trentennale nel campo dell’arte contemporanea, ha scelto di editare nella nuova collana Segni e Segni un libro sul Tango, particolare per contenuto e veste editoriale. E’ un lavoro che vuole aprire nuove frontiere su questa danza, con il rigore della ricerca artistica e della cultura.

Titolo del volume d’arte è NEL SEGNO DEL TANGO. Da un’idea di Marina Giordani viene presentata
un’originale ricerca fotografica intorno ai passi del tango disegnati con la luce, con una procedura finora
mai utilizzata per questa danza ottenuta con l’apporto creativo e professionale del fotografo Gino Di
Paolo e la collaborazione dei Maestri Alejandra Arruè e Sergio Natario, noti ballerini di tango argentino.
Per le altre foto presenti nel volume preziosa è stata la collaborazione dei ballerini Claudia Di Tommaso
e Giovanni Perrini.

Sezione fondamentale del volume è LAROSANELTANGO, un Canzoniere di otto testi poetici inediti di una
delle più intense poetesse contemporanee, Anna Maria Farabbi (Premio Montale 1995), pensati come
scritti da un uomo e dedicati ad una donna.
Presente inoltre nel volume anche un bellissimo racconto di Teresa Mariniello che descrive l’emozione
del tango ballato ad occhi chiusi.

Sugli otto testi di Anna Maria Farabbi ha composto le musiche Diego Conti, che saranno eseguite da
Nuevo Tango Ensamble, con la voce dell’attore Francesco De Francesco.
Per l’occasione sarà realizzato e prodotto un CD.

Si ritiene che il Tango sia portatore di culture estese talvolta poco note, specialmente negli aspetti più profondi della ricerca creativa, aspetti riconoscibili in tutte le altre espressioni artistiche ad esso collegate come il cinema, il teatro e le arti figurative tout court.
Il tango nasce dalla storia di popoli di culture diverse che si è amalgamato nel corso della storia creando un
risultato comune, in cui tutti si riconoscono. Il tango esplora le valenze stilistiche di danza raffinatissima, indaga
la letteratura più complessa per poi immergersi in quelle musicale. (ricordiamo grandi artisti che si sono cimentati sulla musica da tango come Pugliese, Piazzolla e Paolo Conte).

P R O G R A M M A

GIOVEDÌ 28 AGOSTO 2008 ORE 18:30

Museo D’arte Moderna Vittoria Colonna – Pescara
alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Pescara Paola Marchegiani

Presentazione del libro “Nel Segno del Tango”
a cura di Marina Giordani
saranno presenti la poetessa Anna Maria Farabbi e la scrittrice Teresa Mariniello

Inaugurazione della mostra fotografica “Nel Segno Del Tango”
Fotografie di Gino Di Paolo
la mostra rimarrà aperta dal 28 agosto al 6 settembre 2008

Prima esecuzione assoluta de “Larosaneltango”
musiche di Diego Conti sui testi del Canzoniere di Anna Maria Farabbi
eseguite da Nuevo Tango Ensamble
voce di Francesco De Francesco

Intervento d’arte di Giampiero Pagnini
con la partecipazione dei Maestri Alejandra Arruè e Sergio Natario

Produzione
Studio Calcografico Urbino

Organizzazione
Studio Calcografico Urbino
Associazione “La città ideale”

Ideazione
Marina Giordani

Contatti
Studio Calcografico Urbino: info@studiourbino.it - tel. 085-4156912
Segreteria: segreteria@studiourbino.it
Ufficio Stampa: loris.incarnato@gmail.com - tel. 349.0618585

Oltre il Blu: a Cigliano una mostra al Femminile

Posted by admin on Aug-5-2008 under Uncategorized

Aprirà a fine agosto la settima, attesa, edizione di OLTRE IL BLU , pensata ed organizzata da Graziano Prola, splendido artista delle cornici , in collaborazione con il Comune di Cigliano, con il patrocinio della Provincia di Vercelli. Quest’anno sette artiste si riuniscono per rendere omaggio ad Albertina Zucchelli, pittrice di Fontanetto Po che, nel corso di una lunghissima carriera ha sempre tratto ispirazione dalle luci delle risaie, dalla tavolozza dei fiori e dalla poetica della vita.

OLTRE IL BLU

31 agosto - 16 settembre

Cigliano – Vercelli

Istituto Comprensivo Don Ferraris

Piazza Martiri della Libertà, 14/B

Inaugurazione: domenica, 31 agosto ore 17, 30

Riprendendo il tema della mostra IMMAGINE DONNA tenutasi in marzo a Crescentino, l’edizione 2008 sarà tutta al femminile.

Espongono:

MARIA GIULIA ALEMANNO
ADELAIDE CARDIA
REBECCA FOLSTER
TITTI GARELLI
CHEN LI
NADIA NAVA
PAOLA RISOLI
ALBERTINA ZUCCHELLI

AFRICA in FORME. Battistero di San Pietro. Asti

Posted by admin on Aug-5-2008 under Uncategorized

Ancora uno sguardo

Una mostra bellissima sta per chiudere. Le tante persone che l’hanno visitata la porteranno di certo nel cuore. Ancora uno sguardo ideale alle sculture di terra e di legno che ci hanno rivelato l’anima antica e profonda delle donne d’Africa nella meravigliosa cornice romanica del Battistero di Asti. Le parole del critico d’arte Massimo Olivetti, scritte per il Corriere dell’Arte di venerdì 30 maggio 2008, ci aiutano a meglio comprendere ed amare un arte collettiva e meravigliosa.

Maria Giulia Alemanno

DUE DIVERSI SGUARDI SUL SACRO

Una grande mostra, non c’è dubbio, quella che al Battistero di San Pietro ad Asti si è inaugurata venerdì 16 maggio e resterà aperta fino al 6 di agosto. Grande non solamente per l’accurata bellezza dei pezzi presentati ed offerti alla visione del pubblico, ma soprattutto perché riprende e completa un discorso che già la splendida mostra “Africa: capolavori da un continente” aveva aperto alla GAM di Torino nel 2003.
Un tema in comune là e ora: cos’è e come è l’arte africana. L’interesse direi esplosivo che già a Torino nel 2003 aveva accompagnato quell’esposizione ci dice che la “questio” alla latina, o più prosaicamente il dilemma, è ancora aperto. Le nostre categorie critiche, parlo di noi profani ma anche degli africanisti, degli antropologi, degli storici, appaiono ancora profondamente estranee ed insufficienti per dare una risposta definitiva alla questione. Come si vede da un dibattito che ormai data agli inizi del novecento le risposte sono state comunque date, ma non hanno retto che per brevi lassi di tempo. L’arte africana continua beffardamente a sfuggire alle nostre classificazioni, sostanzialmente perché rifiuta di adeguarsi al “ canone”che la classicità ha ormai introdotto nel nostro DNA estetico. Logica vorrebbe una semplificazione liquidatoria come, spesso, si è tentati di fare. L’arte africana non è. E’ artigianato buono per antropologi o curiosi in generale, acquisibile come manufatto da guardare compiacendosi dell’alienità e della distanza da noi. Logica vorrebbe, ma la sconfitta di questa consolatoria conclusione non arriva solamente dalla smentita degli esperti, quanto dalla realtà di un interesse travolgente per le esposizioni sull’Africa nutrite dal fascino che si sprigiona da quegli stessi oggetti.
Mi sento, entrato nel Battistero di Asti, percorrendo con lo sguardo questa Africa, nello stesso modo in cui si sentirono gli scopritori di Altamira o Lascaux: stupefatti e sopraffatti alla presenza di un universo “artistico” che non sospettavano e che non era contemplato dalla ufficialità della storia dell’arte. Per essa non poteva esistere, ma dai soffitti di quelle caverne le pitture murali letteralmente sconvolgevano, con la loro potenza espressiva , un intero sistema di riferimento.
Così mi avvince e mi avvinghia questa esposizione. Particolarmente incisiva anche per la sua collocazione scenica. La nuda bellezza del Battistero accoglie e compenetra quell’altra nuda bellezza delle statue africane. La ieraticità spoglia di tutto, tranne che dell’essenziale si fonde in un tessuto di comune accoglienza.

Massimo Olivetti

IMMAGINE DONNA: a Varallo tre secoli al femminile

Posted by admin on Aug-3-2008 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno - Libera

Maria Giulia Alemanno - ©Libera - tecnica mista su carta Fabriano, 2008. (Nella sezione "Le Opere" altre immagini dell'artista)

IMMAGINE DONNA

9 - 17 agosto 2008

VARALLO (Vercelli)

PALAZZO D’ADDA - PIAZZA ANTONINI

Inaugurazione venerdì 8 agosto ore 18.00

0rari: 17.00 - 22.00

Ingresso Libero

IMMAGINE DONNA, mostra di cartoline, pubblicità, fotografie dal 1875 ad oggi, inaugurata con grandissimo successo lo scorso 8 Marzo a Crescentino (Vercelli) in occasione del centenario della “Festa della Donna” diventa itinerante. Alla prima tappa di Varallo , faranno seguito Guardabosone e Vercelli. Meravigliosamente curata e allestita da Renzo Monateri, Giovanni Bandirali e Pino Pezza, ora promossa dall’ Associazione Le Grange con il contributo della Provincia di Vercelli e dell’ATL VC Valsesia, della Città di Varallo, delle Fondazioni CRT e CRVercelli, l’esposizione riunisce, in una affollatissima, coinvolgente sequenza d’immagini, il Femminile di tre secoli. Un viaggio nella Storia, un tuffo nei ricordi, la riproposta di un mondo di stile ed eleganza ormai quasi perduto. Questo e molto altro è IMMAGINE DONNA. Assolutamente da non perdere!

La mostra, di respiro internazionale, ci offre la preziosa documentazione dei primi passi mossi nel mondo della pubblicità, sul finire del XIX secolo, da illustratori memorabili. Cuore dell’immagine e del messaggio è sempre la donna: sinuosa come un fiore liberty quella di Alphonse Mucha per un profumo di Parigi, raffinata e discreta quella scelta da Adolfo Hohenstein per i tesori di un noto gioielliere milanese, simbolista quella a cui Giovanni Mataloni nel 1886 affida la promozione dell’ innovativa lampada a petrolio ad incandescenza. E’ dello stesso anno il cartello da banco creato per l’Esposizione Internazionale del Manifesto da Henri de Toulouse Lautrec, artista straordinario e primo genio della comunicazione: la sua modella, dalla prua di una nave, sembra guardare al futuro. Cambiano i tempi e cambiano le linee: il languore della dannunziana figura di Marcello Dudovich del 1909 è un ricordo lontano per Gino Boccasile le cui donne negli anni 50, sia che pubblicizzino olio extra vergine, yogurt o borotalco, hanno tutte le forme sinuose e provocanti delle pin –up. Fonte inesauribile d’ispirazione il cinema americano ma anche e soprattutto l’ Italia del dopoguerra, con la sua voglia di rinascita, la sua nuova energia, il desiderio di libertà.

“La donna nella pubblicità” non è che una delle tante sezioni tematiche di IMMAGINE DONNA, ognuna concepita come una sequenza temporale che ci introduce alla scoperta dei profondi mutamenti di costume, di gusto e di estetica verificatesi dall’ottocento ad oggi. “Donne e Montagna”, “Donne e Laghi”, “Donne e Moda”, “Donne, Auto, Moto e Biciclette” “Donne ed Esposizioni”, “Donne, vini e Liquori”,costituiscono le circa mille tessere di un grande mosaico che cattura, incuriosisce, coinvolge.

E’ il 1906 quando a Berlino vengono pubblicate le sorprendenti sperimentazioni di B.J.Falk, fotografo in New York, che esperto nella nuova arte del fotomontaggio e del ritocco, riunisce in un’unica immagine cinque ragazze sognanti. Pittura e fotografia s’incontrano anche nelle cartoline di Fortunato Ghio: sono del 1928 i suoi ritratti fotografici di una giovane parigina, poi dipinti e ritoccati con l’aggiunta di una collana di perle ed una ghirlanda di rose.
Il mondo della moda ispira artisti e creativi in ogni angolo della vecchia Europa. Dalla Francia alla Prussia, all’Italia , è inarrestabile il susseguirsi di cappelli ed acconciature che con vorticosa innovazione scandiscono il tempo ed il cambiamento. Le lunghe chiome raccolte in elaborati cappelli a tesa larga, proposte in una cartolina del 1891 sono ormai polverosi ricordi da soffitta per le signore dipinte da Tito Corbella nel 1916. Labbra rosso fuoco ed occhi bistrati, giocano ora con una moda che le vuole maliarde ed insieme consapevoli. I capelli corti avvolti in foulards stravaganti, testimoniano la volontà d’emancipazione di una donna nuova che sceglie e decide di essere protagonista del proprio destino.

Anche i mezzi di locomozione che attraversano il XX secolo vengono valorizzati dalle presenza delle donne. Che si tratti della Sei Cilindri dipinta da Ahré nel 1929 o della Vespa di Franco Mosca del 1950, l’immagine femminile è immancabile . Se una ricca signora pubblicizza la prima, per la seconda viene scelta la ricchezza delle forme di una ragazza in bikini. Nel 1965 è l’attrice Jayne Mansfield la testimonial della nuova Lambretta175, mentre nello stesso anno l’illustratore Rene Gruau associa la teatrale eleganza di una femme fatale alla Maserati, gioiello della tradizione italiana.

Idealmente, nel percorso della mostra, ci si sposta al mare ed in montagna. Nel 1920, come due Cenerentole, le fanciulle di Jary J. Cart si avviano in carrozza nella notte fatata di Montecarlo, nel ‘29 la giovane atleta di Lionetto Capiello piroetta leggera sui ghiacci di Chamonix… e sono ancora le donne ad accompagnarci a teatro o ad aprirci le porte degli studi dei grandi pittori francesi del ‘900. Le modelle di A. Penot posano in preziose cartoline acquerellate a mano e quelle di Suz.Maunier, mimano per un piccolo Pierrot i sette peccati capitali.

Di grande significato ed interesse per il territorio vercellese è la collezione di cartoline dedicate alle mondine. Curve in risaia, intente alla monda o al taglio del riso, in posa lungo le corde come attrici di Riso Amaro, raccontano di un mondo scomparso, della fatica del lavoro, dei canti e delle lotte per una vita più degna.
Al loro confronto, le piccole “donne immagine” di oggi appaiono come flebili luci destinate a spegnersi presto. Ma per IMMAGINE DONNA anche questa è Storia.

MARIA GIULIA ALEMANNO

Nella giornata del 9 agosto , l’Ufficio Postale distaccato effettuerà l’ annullo filatelico speciale della manifestazione. Le cartoline riunite in un folder -Quattro Donne per Quattro Stagioni- sono state realizzate per l’occasione,insieme all’immagine del manifesto da Maria Giulia Alemanno, artista crescentinese di fama internazionale, che nelle proprie opere fonde la colorata magia dei Caraibi con le atmosfere interiori delle terre d’acqua in cui scorrono le sue radici. Le fotografie delle opere sono del fotografo torinese Filippo Gallino

Marc Chagall. Le anime morte di Gogol nella magia del lago d’Orta

Posted by admin on Aug-3-2008 under Uncategorized

MARC CHAGALL. Le anime morte di Gogol’

Palazzo Penotti Ubertini

Via Caire Albertoletti,

Orta San Giulio (Novara)

Data di apertura domenica 27 luglio 2008
Data di chiusura domenica 16 novembre 2008
Orari:
dal 27 luglio al 14 settembre lun/gio h. 10.00/22.00; ven/sab/dom h. 10.00/23.00
dal 15 settembre al 9 novembre mar/gio h. 10.00/19.00; ven/sab/dom h. 10.00/23.00; lun chiuso
Ufficio stampa CLP Relazioni Pubbliche sr

MARC CHAGALL. Le anime morte di Gogol’
A Palazzo Penotti Ubertini, 96 incisioni del grande maestro russo ispirate al celebre romanzo di Gogol’

Le settecentesche sale di Palazzo Penotti Ubertini a Orta San Giulio (Novara), ospiteranno dal 27 luglio al 16 novembre 2008 il ciclo completo delle 96 incisioni (acqueforti e acquetinte) di Marc Chagall che illustravano il romanzo Le anime morte di Gogol’.
Organizzata dall’Associazione Culturale Overview e curata da Flavio Arensi, la mostra intende far conoscere al grande pubblico uno dei capolavori grafici del Novecento, senza dubbio la più importante opera incisa di Chagall.

“Presentando il capolavoro incisorio di Marc Chagall, Le anime morte, - dice Luca Caramella, presidente di Overview -si da il via ad un nuovo progetto che nasce ad Orta ed inaugura un affascinante spazio espositivo cittadino: Palazzo Penotti Ubertini. Aggiungendosi alle iniziative di Ortissima Percorsidorta, che quest’anno omaggia il genio di Arnaldo Pomodoro, l’esposizione delle novantasei incisioni del maestro russo sono il primo appuntamento di un calendario annuale che intende portare in questa città mostre di importanti autori della contemporaneità, seguendo non soltanto le loro vicende artistiche, ma cercando di studiare il senso del nostro vivere il tempo presente”.

“Le anime morte sono uno dei capolavori del Novecento che siamo felici di poter ospitare a Orta San Giulio, nella splendida cornice di Palazzo Penotti Ubertini – ha affermato Stefano Cusinato, sindaco di Orta. La nostra comunità è ormai abituata a custodire le opere dei più importanti autori del nostro tempo, ponendole come elementi di dialogo col territorio e con gli ospiti che raggiungono le sponde del nostro Lago”.

Le anime morte è il titolo del romanzo incompiuto di Nikolaj Gogol’, composto prevalentemente a Roma nel corso di oltre quindici anni di lavoro. Il racconto si svolge intorno alle avventure del truffatore Čičicov, modesto proprietario terriero che tenta di fare fortuna con mezzi disonesti e percorre la campagna russa per comprare, da altri proprietari, le “anime morte”, ossia i nomi dei servi della gleba deceduti dopo l’ultimo censimento. A quei tempi infatti il patrimonio terriero veniva calcolato sul numero di “anime” possedute dai proprietari ed è questo numero che permette a Čičicov di ottenere dalle banche prestiti consistenti.
Le tavole incise di Chagall rileggono il testo di Gogol’ e nel contempo disegnano un viaggio nei territori dell’umanità, con ampi richiami ai paesaggi russi, ai personaggi della madrepatria.
Fu proprio Chagall, nel 1923 a Parigi, a proporre all’editore Ambroise Vollard - che lo aveva contattato con una richiesta diversa, quella di illustrare un libro per l’infanzia - di corredare figurativamente Le anime morte di Gogol’.
Chagall incise le prime lastre nel 1924, concludendole verso la fine del 1925, e stampandole nel 1927 presso la calcografia Fort per l’editore Ambroise Vollard. Quest’ultimo, pur entusiasta del risultato, continuò a rimandare la pubblicazione dei libri, fino al sopraggiungere tragico della sua morte. Fu Stratis Eleftheriades detto Tériade, editore di origine greca, a terminare il monumentale progetto, il 28 ottobre 1948, a Parigi.
Accompagna l’esposizione un catalogo Allemandi.

Note biografiche
Marc Chagall nasce a Vitebsk (Bielorussia) il 7 luglio 1887 da una famiglia di religione ebraica lituana di stretta osservanza, matura la sua prima formazione artistica San Pietroburgo: insoddisfatto dal clima culturale russo e affascinato dall’arte occidentale di Cézanne e Matisse, nel 1910 decide di trasferirsi a Parigi e lì rimane fino al 1914. In questo periodo, domicilia in un atelier del Passaggio Danzica, dove vivono anche Soutine e Modigliani. Partecipa a numerose esposizioni, come il Salon des Indepéndents e il Salon d’Automne. E’ questa la stagione in cui dipinge alcune delle sue opere più famose, come A la Rusie, a les ânes, at aux autres, Le peintre et sa fiancée, Le Violiniste. In Francia, dove entra in contatto con artisti e uomini di cultura, vive una stagione felicissima, nella quale nascono i suoi primi capolavori: solo parzialmente influenzati dal cubismo, in quegli anni movimento dominante nell’arte parigina, essi rivelano già quell’interesse totalizzante per il lato invisibile, spirituale e illogico della realtà che sarà la cifra stilistica costante della sua intera produzione. Dopo la sua prima personale a Berlino, nel 1914, ritorna a Vitebsk dove sposa Bella, conosciuta nel 1909. Apprezzato dalla nuova nomenclatura russa, Chagall diviene direttore della nuova Accademia di Vitebsk e gli viene dedicata una sala all’Hermitage di San Pietroburgo. In Russia, dopo la Rivoluzione d’ottobre Chagall apre una scuola d’arte a Vitebsk, presto abbandonata per trasferirsi a Mosca: nella capitale realizza la decorazione del Teatro Ebraico (1919-20), impresa che è considerata tra i suoi maggiori capolavori. Nel 1922, grazie all’aiuto dell’ambasciatore lituano a Mosca, riesce a lasciare la Russia per trasferirsi prima a Berlino, poi a Parigi. La capitale francese è la città nella quale sceglie di stabilirsi, e in Francia rimarrà, salvo una parentesi americana, fino al termine della sua vita. Nel maggio del 1920 si trasferisce a Mosca, dove rimane fino al 1922, anno in cui si trasferisce a Berlino. L’anno seguente eccolo di nuovo a Parigi. Qui si incontra con Ambroise Vollard e per lui esegue le incisioni per le Anime morte di Gogol e per le Favole di La Fontaine. Tra il 1925 e il 1932 Chagall si dedica particolarmente al lavoro su carta: realizza tempere, acquarelli e soprattutto incisioni destinate a culminare nel celebre ciclo di illustrazioni per la Bibbia. Nel corso degli anni Trenta ottiene i più prestigiosi riconoscimenti europei, mentre a partire dal 1941 (l’anno nel quale, costretto dalla guerra, l’artista abbandona Parigi per emigrare negli Stati Uniti) anche i musei e l’opinione pubblica d’oltreoceano cominciano a tributargli enormi onori. Al termine della guerra, Chagall torna stabilmente in Francia, a Vence, dove vive anni particolarmente fecondi, durante i quali si dedica anche alla ceramica e alla scultura. La sua opera, intrisa di uno spiritualismo che rivela una matrice insieme russa ed ebraica, costituisce l’espressione visiva di un ricchissimo mondo interiore: un fantasmagorico universo di emozioni, un caleidoscopio d’immagini reali e fantastiche, talvolta velato da un lirismo nostalgico, che sembra nascere quasi spontaneamente dal pennello. Il suo linguaggio atemporale, eterno come l’animo dell’uomo e la poesia dello spirito, riesce più di ogni altro a raccontare i sogni e a dare un volto alle speranze. Durante la seconda guerra mondiale, Chagall emigra negli Stati Uniti per problemi razziali, dal 1941 al 1948. Tornato in Francia, partecipa alla XXV Biennale, dove riceve il premio per l’incisione, con alcune tavole della Bibbia - non ancora edita - e si trasferisce nel 1950 a Vence. Nel 1955, inizia in forma organica il ciclo di opere pittoriche di una certa misura, in un certo modo inaugurato da La Bibbia incisa e dai bozzetti preparatori, sul Messaggio biblico, che confluisce nel Museo Nazionale Messaggio Biblico di Nizza, a lui dedicato. Marc Chagall muore il 28 marzo 1985, a Saint Paul de Vence.

Palazzo Penotti Ubertini
Palazzo Penotti Ubertini sorge al centro dell’abitato di Orta San Giulio. L’edificio presenta un frontale imponente, con due balconi nel corpo centrale e un ampio portone attraverso al quale potevano transitare carrozze e cavalli. Splendido l’interno del primo piano con grandi saloni; qui s’incontra l’atrio, le cui pareti sono abbellite da armi antiche e da ritratti di personaggi storici legati alla storia dello stesso palazzo. Le sale sono ornate da stucchi, mentre i soffitti sono a cassettoni decorati, ancora conservati in buono stato.
I camini sono la caratteristica saliente di questo Palazzo: in particolare, quello in marmo bianco, sovrastato da un bel ritratto di un membro di Casa Savoia. Nella stanza verso nord ritroviamo un altro camino, questa volta cinquecentesco, in pietra serena, sovrastato a centro dallo stemma visconteo e di casa Penotti.
Circa l’erezione del Palazzo sappiamo che i Fortis o de Forte ebbero la casa da Francesco della Croce, erede di Francesca Gemelli: la casa dovette essere originariamente dei Gemelli e pare che il costruttore sia stato Paolo Gemelli, che la fece erigere nel primo decennio del secolo XVIII e fu terminata nel 1746: una riprova del possesso dei Gemelli è la presenza dallo stemma di casa Gemelli che si scorge in mezzo a un grazioso arco sulla Motta, contiguo al Palazzo Penotti. Dal costruttore Paolo Gemelli il Palazzo passò per eredità ai De Forte, che qui si rifugiarono durante la ventata napoleonica, provenienti da Venezia. In particolare a Marco Antonio De Forte, che fu Procuratore generale della Lombardia e per il suo talento e per i servigi resi ebbe il titolo di Barone e quello di Commendatore della Corona di Ferro.
Il Palazzo passò poi ai Penotti, famiglia di notai e giureconsulti della riviera d’Orta. Dal matrimonio del loro figlio Marco Antonio Penotti con l’ortese Maria Ubertini, l’edificio passò in eredità alla famiglia Ubertini, attuali proprietari che hanno da poco avviato una notevole opera di restauro conservativo, per riportare il Palazzo alla sua primitiva bellezza.

27 luglio - 16 novembre 2008

Biglietti
intero € 7,00; ridotto € 5,00;

Catalogo Allemandi (pp. 144)

Info
info.overview@gmail.com

Palazzo Penotti Ubertini
Via Caire Albertoletti
Orta San Giulio (NO)

CLP Relazioni Pubbliche
Via Fontana 21
20122 Milano
Tel 02 433403
Fax 02 4813841
press@clponline.it
www.clponline.it

Notizie tratte dal comunicato stampa

Africa In Forme

Posted by admin on Aug-3-2008 under Uncategorized

AFRICA IN FORME. Ancora per pochi giorni ad Asti una mostra bellissima.

Sono felice di dedicare la prima pagina del mio Spazio News ad AFRICA IN FORME, fino al 6 agosto esposta nel Battistero di Asti. Il Femminile d’Africa raccontato attraverso la scultura. Magia, mistero, forza e meraviglia. Assolutamente da non perdere.

Maria Giulia Alemanno

Africa in forme: trasformazioni del corpo femminile nella scultura africana

Dal 16 maggio al 6 agosto, nei locali del battistero di San Pietro, sede de Museo archeologico…si terrà la mostra “Africa in forme: trasformazioni del corpo femminile nella scultura africana”
La mostra propone al pubblico per la prima volta oltre 200 opere di arte africana provenienti da collezioni private, tutte inedite e mai esposte.
Le opere, sculture realizzate prevalentemente in legno, ma anche in terracotta o bronzo, e spesso addobbate con complementi in tessuto, pelli, lamine in rame, murrine e perle vitree, cauri, documentano in maniera ampia la varietà di modi in cui l’arte tradizionale africana affronta il problema della rappresentazione del corpo umano, in particolare di quello femminile.
L’occasione è piuttosto rara perché le esposizioni dedicate alle arti extraeuropee in Italia non sono frequenti. Nei prestigiosissimi ambienti del battistero romanico di San Pietro e della vicina cappella gotica, si potranno ammirare capolavori provenienti da quasi tutte le regioni che costituiscono il teatro di elaborazione dell’arte africana, dal Mali, al Congo, all’Angola.
Da segnalare in particolare, tra le altre opere, la serie di grandi sculture dei Lengola del Congo e quelle del Burchina Faso ( realizzate da Mossi, Lobi, Gurunsi ). Di particolare ricchezza anche la serie di opere degli artisti Luba e Hemba del Congo, che della donna hanno fatto il tema principale del loro operare.

Orario d’apertura: feriali 10 - 13 / 15 - 18; sabato e festivi: 10 - 20; chiuso il lunedì.

Intero € 7,00

Ridotto € 5,00
da 14 anni (compiuti) a 18 anni

oltre i 65 anni
gruppi da 10 fino a 25 persone € 5,00 a persona

Ridotto 6/14 anni € 3,00
(Si intende 14 anni da compiere)

•> Galleria fotografica delle opere esposte <•


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