Archive for September, 2008

A Reggio Emilia le materie pulsanti di Piero Ruggeri

Posted by admin on Sep-29-2008 under Uncategorized

Conosco Piero Ruggeri da molti anni. Da molti anni penso che appartenga alla Storia dell’Arte senza tempo e senza età. Artista a 360 gradi, disdegnando le mode, dipinge solitario in una borgata immersa nel verde selvaggio della Val di Susa. Tra tanti giochetti ed invenzioni che sempre più, spudoratamente, ci vengono proposti come capolavori, la sua Arte è un canto alto e libero che fa bene agli occhi , alla mente e al cuore. Con grande piacere, dunque, e con la certezza che la mostra di Piero sarà un grande successo, pubblico in questa pagina notizia della sua prossima presenza alla Galleria 2000&Novecento di Reggio Emilia.

Maria Giulia Alemanno

PIERO RUGGERI

MATERIE PULSANTI

GALLERIA D’ARTE 2000&N0VECENTO

REGGIO EMILIA

4 ottobre - 16 novembre 2008

Inaugurazione: sabato 4 ottobre 2008, ore 18.00 alla presenza dell’artista

Orari: 10 – 12,30 / 16 – 19,30 (Chiuso la mattina giovedì – Aperto domenica e festivi)

PIERO RUGGERI. MATERIE PULSANTI

Questa personale di Piero Ruggeri alla Galleria d’Arte 2000 & NOVECENTO di Reggio Emilia si presenta come una continuazione avventurosa che scivola e oltrepassa l’onda della precedente mostra “La Galassia Informale” (2003), curata da Luciano Caramel, dove i quadri del maestro piemontese si imponevano con la stessa forza e freschezza ideativa dei lavori che hanno caratterizzato, negli anni Sessanta, il suo ingresso tempestivo nel drappello dei grandi che hanno dato vita ad una stagione irripetibile.
Tuttavia Ruggeri ha proseguito, quasi ignaro del tempo che passa, il suo cammino con la stessa grinta ed energia di allora. Scriveva Maurizio Calvesi, nel 1963, che i quadri dell’artista evidenziavano: “… sguardi che esprimono solo una loro veggenza ossessiva, sguardi radar da pipistrello che si orientano al buio, disseminandosi in uno spazio di dimensione psichica, dai nessi multipli e fluidi …”.
Si può dire che anche oggi i dipinti neri di Ruggeri non hanno perso affatto la loro fluidità, e hanno acquistato la profondità di una notte senza tempo, una notte che non rappresenta nulla di paurosamente oscuro, o di particolarmente inquietante, ma vive una dimensione altra, tra luci lontane, lampi interstiziali, e ombre mobili, come durante le tempeste in montagna. Il bianco ci ricorda invece la neve, segnata da infinite piste che si intrecciano, epifania di un mondo che parte da un piano fisico per trascendere in un’infinità senza orizzonte, in un continuo trasformarsi e dissolversi di piani verso spazi impossibili. Pure i quadri rossi si presentano come un ribollire di segni, di gorghi, di residui trascinanti di lava, di fuoco, di tensioni dissipate in un’infinità di rivoli d’energia.
Nel presente, più che mai, Ruggeri lancia una sfida alla pittura per fare coincidere la materia e il suo spazio in un continuum animato e ossessivo. Senza dubbio i segni, le spatolate, le raschiature, accolgono e trasformano la pittura che egli costruisce istantaneamente per verificare la superficie-energia, sferzata dai bagliori danzanti del colore sempre volto verso una sollevazione da situazione sismica.
Una personale, questa di Ruggeri, che riserverà alcune piacevoli sorprese ai suoi ammiratori.
Il catalogo, che riproduce tutte le opere esposte, è arricchito da un’importante presentazione di Maurizio Calvesi e da un testo di Marisa Vescovo.

Piero Ruggeri. Materie pulsanti
Mostra a cura di Gianfranco Rossi e Marisa Vescovo
Catalogo in Galleria con presentazione di Maurizio Calvesi e testo di Marisa Vescovo.

Per informazioni:
2000&NOVECENTO Galleria d’Arte
Via Emilia San Pietro, 21 – 42100 Reggio Emilia
Tel.: 0522 - 580143 Fax: 0522 – 496582
E-mail: duemilanovecento@tin.it
Web: www.duemilanovecento.it

Vercelli: approda a Santa Chiara IMMAGINE DONNA

Posted by admin on Sep-27-2008 under Uncategorized
  1. autunno
Maria Giulia Alemanno ©: AUTUNNO,  tecnica mista su carta, 2008. Nella sezione LE OPERE di questo sito, le altre quattro tavole realizzate dall’artista per IMMAGINE DONNA

Dopo il grande successo ottenuto a Crescentino, Varallo e Guardabosone, approda a Vercelli IMMAGINE DONNA, una mostra itinerante di cartoline, fotografie, pubblicità dal 1875 ad oggi. Rimarrà aperta nella splendida cornice dell’Auditorium Santa Chiara di Corso Libertà, dall’ 11 al 19 ottobre 2008. Promossa dall’ Associazione Culturale “Le Grange”, curata da Renzo Monateri, Giovanni Bandirali e Pino Pezza, realizzata grazie al contributo della Provincia di Vercelli e dell’ATL VC Valsesia, della Città di Vercelli, delle Fondazioni CRT e CRVercelli, l’esposizione riunisce il Femminile di tre secoli: un viaggio nella Storia in compagnia di donne che ce ne hanno affidato la memoria ed il racconto.

Inaugurazione venerdì 10 ottobre ore 17.00

ORARI: feriali 17.00 - 19.00 - Sabato e domenica 10.00 - 12.00/ 17.00 - 19.00 ; Chiuso il lunedì.

Ingresso libero

L’esposizione, di respiro internazionale, ci offre la preziosa documentazione dei primi passi mossi nel mondo della pubblicità, sul finire del XIX secolo, da illustratori memorabili. Cuore dell’immagine e del messaggio è sempre la donna: sinuosa come un fiore liberty quella di Alphonse Mucha per un profumo di Parigi, raffinata e discreta quella scelta da Adolfo Hohenstein per i tesori di un noto gioielliere milanese, simbolista quella a cui Giovanni Mataloni nel 1886 affida la promozione dell’ innovativa lampada a petrolio ad incandescenza. E’ dello stesso anno il cartello da banco creato per l’Esposizione Internazionale del Manifesto da Henri de Toulouse Lautrec, artista straordinario e primo genio della comunicazione: la sua modella, dalla prua di una nave, sembra guardare al futuro. Cambiano i tempi e cambiano le linee: il languore della dannunziana figura di Marcello Dudovich del 1909 è un ricordo lontano per Gino Boccasile le cui donne negli anni 50, sia che pubblicizzino olio extra vergine, yogurt o borotalco, hanno tutte le forme sinuose e provocanti delle pin–up. Fonte inesauribile d’ispirazione il cinema americano ma anche e soprattutto l’ Italia del dopoguerra, con la sua voglia di rinascita, la sua nuova energia, il desiderio di libertà.

“La donna nella pubblicità” non è che una delle tante sezioni tematiche di IMMAGINE DONNA, ognuna concepita come una sequenza temporale che ci introduce alla scoperta dei profondi mutamenti di costume, di gusto e di estetica verificatesi dall’ottocento ad oggi. “Donne e Montagna”, “Donne e Laghi”, “Donne e Moda”, “Donne, Auto, Moto e Biciclette” “Donne ed Esposizioni”, “Donne, vini e Liquori”costituiscono le circa mille tessere di un grande mosaico che cattura, incuriosisce, coinvolge.

E’ il 1906 quando a Berlino vengono pubblicate le sorprendenti sperimentazioni di B.J.Falk, fotografo in New York, che esperto nella nuova arte del fotomontaggio e del ritocco, riunisce in un’unica immagine cinque ragazze sognanti. Pittura e fotografia s’incontrano anche nelle cartoline di Fortunato Ghio: sono del 1928 i suoi ritratti fotografici di una giovane parigina, poi dipinti e ritoccati con l’aggiunta di una collana di perle ed una ghirlanda di rose.
Il mondo della moda ispira artisti e creativi in ogni angolo della vecchia Europa. Dalla Francia alla Prussia, all’Italia , è inarrestabile il susseguirsi di cappelli ed acconciature che con vorticosa innovazione scandiscono il tempo ed il cambiamento. Le lunghe chiome raccolte in elaborati cappelli a tesa larga, proposte in una cartolina del 1891 sono ormai polverosi ricordi da soffitta per le signore dipinte da Tito Corbella nel 1916. Labbra rosso fuoco ed occhi bistrati, giocano ora con una moda che le vuole maliarde ed insieme consapevoli. I capelli corti avvolti in foulards stravaganti, testimoniano la volontà d’emancipazione di una donna nuova che sceglie e decide di essere protagonista del proprio destino.

Anche i mezzi di locomozione che attraversano il XX secolo vengono valorizzati dalle presenza delle donne. Che si tratti della Sei Cilindri dipinta da Ahré nel 1929 o della Vespa di Franco Mosca del 1950, l’immagine femminile è immancabile . Se una ricca signora pubblicizza la prima, per la seconda viene scelta la ricchezza delle forme di una ragazza in bikini. Nel 1965 è l’attrice Jayne Mansfield la testimonial della nuova Lambretta175, mentre nello stesso anno l’illustratore Rene Gruau associa la teatrale eleganza di una femme fatale alla Maserati, gioiello della tradizione italiana.
Idealmente, nel percorso della mostra, ci si sposta al mare ed in montagna. Nel 1920, come due Cenerentole, le fanciulle di Jary J. Cart si avviano in carrozza nella notte fatata di Montecarlo, nel ‘29 la giovane atleta di Lionetto Capiello piroetta leggera sui ghiacci di Chamonix… e sono ancora le donne ad accompagnarci a teatro o ad aprirci le porte degli studi dei grandi pittori francesi del ‘900. Le modelle di A. Penot posano in preziose cartoline acquerellate a mano e quelle di Suz.Maunier, mimano per un piccolo Pierrot i sette peccati capitali.

Di grande significato ed interesse per il territorio vercellese è la collezione di cartoline dedicate alle mondine. Curve in risaia, intente alla monda o al taglio del riso, in posa lungo le corde come attrici di Riso Amaro, raccontano di un mondo scomparso, della fatica del lavoro, dei canti e delle lotte per una vita più degna.
Al loro confronto, le piccole “donne immagine” di oggi appaiono come flebili luci destinate a spegnersi presto. Ma per IMMAGINE DONNA anche questa è Storia.

Nella giornata dell’ 11 ottobre, l’Ufficio Postale distaccato effettuerà l’ annullo filatelico speciale della manifestazione. Le cartoline riunite in un folder -Quattro Donne per Quattro Stagioni- sono state realizzate per l’occasione,insieme all’immagine del manifesto da Maria Giulia Alemanno, artista crescentinese di fama internazionale, che nelle proprie opere fonde la colorata magia dei Caraibi con le atmosfere interiori delle terre d’acqua in cui scorrono le sue radici. Le fotografie delle opere sono del fotografo torinese Filippo Gallino.

Sabato 18 ottobre, nell’ambito della mostra IMMAGINE DONNA, il Museo Leone, Via Verdi 30 a Vercelli, organizza alle ore 17.00 un incontro con una donna d’eccezione. LORENZA FOSCHINI, giornalista, conduttrice RAI e scrittrice converserà con Alessandra Ruffino di ricerche del tempo perduto, di “collezionisti di fantasmi”e di quei templi della memoria che sono i musei, in occasione della presentazione del libro Il cappotto di Proust di Lorenza Foschini (Roma, Portaparole 2008

Seguirà visita guidata alla collezione di abiti antichi del Museo Camillo Leone.

A Collegno solidarietà e internazionalismo ricordando il Che

Posted by admin on Sep-24-2008 under Uncategorized

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Fotografia di Perfecto Romero

Sabato 27 settembre 2008 Piazza Ernesto “Che” Guevara a Collegno - Torino accoglierà SOLIDARIETA’ E INTERNAZIONALISMO, manifestazione popolare a ricordo del sacrificio in Bolivia del “Che” e dei suoi compagni. Vi aderiscono: Associazione di Amicizia Italia - Cuba, Coordinamento Regionale dei Circoli del Piemonte, Comitato di Quartiere “Borgo Nuovo”, Consulta degli Stranieri di Collegno e Grugliasco, Centro Culturale Argentino, Centro Sociale “Askatasuna”, Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese, Associazione S.O.S. Yugoslavia, Comune di Collegno. Pappresentanza del Campo Rom del Comune di Collegno, Associazione per un Mercato Equo e Solidale, Rappresentanze Politiche e Sindacali.

Il Programma:

ore 16.00

Inizio manifestazione con spettacoli e iniziative culturali

ore 19.00

Ristoro con prodotti tipici organizzato dalle Associazioni

ore 20.00

Intervento del Sindaco con deposizione di omaggio floreale al monumento del “Che” e dei suoi compagni

ore 2!.00

Concerto del gruppo “Controsenso” (Cover dei “Nomadi”)

Gachi Prieto Gallery: meravigliosa Arte dell’America Latina

Posted by admin on Sep-22-2008 under Uncategorized

Una spendida galleria in un paese straordinario. Qui, dall’altro lato dell’oceano, ho il piacere di pubblicare e diffondere il secondo appuntamento della GACHI PRIETO GALLERY, il meglio dell’ arte latino americana proposto in Argentina dalla sua direttrice Gachi Prieto e dalla curatrice Florencia Braga Menéndez. Vi invito a visitare il sito:

www.gachiprietogallery.com

e a scoprire, con calma e gioia, la loro ARTE DELLE MERAVIGLIE.

Maria Giulia Alemanno

Gachi Prieto Gallery presenta su segunda propuesta:

REGISTROS CONTEXTUALES
Ana Eckell, Ana Lizaso, Silvia Rivas y Viviana Zargón

7 Octubre – 11 de Noviembre 2008
Inauguración: 7 de Octubre 19 hs.

En en el marco de Palermo Fest, Gachi Prieto Gallery inaugura una muestra colectiva de artistas de la galería, exponentes de lo más destacado de la generación intermedia:
Ana Eckell, Ana Lizaso, Silvia Rivas y Viviana Zargón


Silvia Rivas

De modo que lo que deberías hacer no es sino lograr
que el instante resalte sin ocultar en este proceso
aquello de lo cual lo haces resaltar.
Dale a tu actuación ese ritmo de una cosa tras otra;
la actitud de llevar adelante aquello a lo que te has comprometido.
De este modo mostrarás el fluir de las cosas
y también el proceso de tu trabajo, permitiéndole al espectador
sentir a muchos niveles este Ahora, que viene de Antes y
se funde en Después, y reúne mucho más Ahora en torno suyo.
Que el espectador se sienta no sólo en tu teatro, sino también en el mundo.

Bertolt Brecht

La ambigüedad, la doble naturaleza de las cosas, la coexistencia de opuestos y los umbrales lábiles que los separan, aparecen como constantes en la obra de Silvia Rivas.
En los últimos años, el video, su sintaxis visual, le permitió explorar el potencial metafórico del agua y del cuerpo, asociados con el tiempo, en un viaje personal que comparte con los enigmas que se desprenden en sus realizaciones y de esas sustancias clandestinamente temporales y reveladoras. Hay un tiempo inundado, una luminosidad vertiginosa. Imágenes de entrega y de exploración. Y su soporte está hecho de cuerpos… también de cuerpos.

En Ana Lizaso se percibe el círculo omnipresente como la forma que genera cada una de sus piezas escultóricas. La morfología de sus trabajos podría vincularse con cierta genealogía minimalista, de las que participan el material industrial, la estructura modular, el color pleno y la ausencia de gestualidad. Estas son algunas de sus características. Pero más allá de este acercamiento formal, hay otro más profundo, que parece potenciar en su arte, un diseño concéntrico que subyace en la estructura del Universo. Existen planicies pero también laberintos y desiertos que habitan un mismo color, una misma cara, la tensión de las formas que se encuentran, y que se tocan, construyendo instancias metafísicas.

Ana Lizaso

Viviana Zargón

Viviana Zargón habita un tiempo y un lugar. El presente, una era postindustrial, un país nunca suficientemente industrializado, una gran urbe. Su pintura es figurativa pero con una cuidada restricción de elementos. Acude a una temática cargada de silencios, de manera insistente: edificios fabriles, estructuras arquitectónicas de un pasado reciente, paralizadas, desactivadas, expectantes. Ella misma narra haberse escondido por esos lugares reales, para fotografiarlos, obtener su testimonio y experimentar el clima sombrío de lo abandonado. Por otro lado, las imágenes no han pretendido un registro textual, ocupan un lugar simbólico, son metáfora y por ende esencialmente involucradas con lo humano. Hay un desplazamiento dentro de un contexto económico y social a otro más íntimo e individual. Hay una identificación entre el edificio constru ido, y el sujeto que en su vivencia, se construye a si mismo, e intenta recuperar la integración perdida, frente a la fragmentación contemporánea.

Ana Eckell viaja por el tiempo en su propio ritmo y ese ritmo, que armoniza la información de su trabajo, delata cierta verdad: la realidad de muchos personajes arquetípicos de los últimos tiempos. Todos conocen su obra, su obsesiva línea que recorre el soporte de extremo a extremo y cierto azul que parece, en algunos trabajos, bajar el tono del certero discurso, tan categórico y enigmático a la vez. Sus figuras dentro del contexto parecen flotar en una sociedad ambulante y descreída de futuro nos revela cuando encaramos la lectura de su obra, apariciones y desapariciones de formas concretas, no en lo formal, sino en la metafórica condición de vigilante observadora de un clima enrarecido. Se cuestiona y nos cuestiona. Entra y sale, por eso hablamos de sus ritmos. Se retrae para penetrar el concepto con que hace años va reinaugurando la esfera única de su cosmovisi& oacute;n.

GACHI PRIETO GALLERY
Contemporary Latin American Art
www.gachiprietogallery.com

Montreal: Italian and Canadian Feminists in dialogue

Posted by admin on Sep-20-2008 under Uncategorized

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Con piacere pubblico la notizia dell’incontro “FEMMINISTE ITALIANE E CANADESI A CONFRONTO” che si terrà nella splendida cornice vittoriana della Thomson House, cuore della Università MacGill di Montreal, il 22 e 23 settembre prossimi. E’ una delle tante iniziative promosse dall’ Istituto Italiano di Cultura diretto dal prof. Giovanni Pillonca, animatore appassionato della vita culturale italo- canadese.

Save the dates! Sept 22 & 23, symposium, “In Dialogue: Italian and Canadian Feminists”

Prenez note des dates suivantes: les 22 et 23 septembre, colloque “Dialogue entre Féministes Italiennes et Canadiennes”.

Femministe italiane e canadesi a confronto

In Dialogue: Italian and Canadian feminists

Dialogue entre femministes italiennes et canadiennes

Sept.22-23, 2008

Thomson House, 3650 Mc Tavish

Montreal - Quebec - Canada

Entrée libre. Bienvenue à tous!

www.mcgill.ca/mcrtw

SYMPOSIUM

Monday, September 22

Registration 8:45 am Coffee, tea & viennoiseries

Welcome 9:15 am

Christopher Manfredi

Dean, Faculty of Arts, McGill University

Greetings from the Italian Cultural Institute 9.20 a.m.
Giovanni Pillonca Directeur adjoint, Istituto Italiano di Cultura

Opening Remarks 9:25 am Marguerite Deslauriers, Professor
Director, McGill Centre for Research and Teaching
on Women

Panel: Politics and History

Followed by a Q & A chaired by
Professor Mariella Pandolfi
Department of Anthropology
Université de Montreal

9:30 ‐ 12:30

Aurora P. Caredda
The Italian Feminist Movement and Thought from
the 70s to the Present Day: An Introduction
Yolande Cohen
Gender and Religion in Quebec:
Historical Inquiry and Feminist Theory

Ida Dominijanni
Italian Feminism: Caught between the Current Crisis
and a Critique of Politics

Lunch Break 12:30 ‐ 2:00

Panel: Vulnerability and Epistemology

Followed by a Q & A chaired by Professor Marguerite Deslauriers
Director McGill Centre for Research
and Teaching on Women

2:00 ‐ 4:30

Lorraine Code
Vulnerability, Incredulity, Ignorance, and Trust
Adriana Cavarero
On Vulnerability

Tuesday, September 22

Coffee & Tea 9:00 am

Panel: Mothers and Fathers

Followed by a Q & A chaired by
Professor Eugenio Bolongaro
Department of Italian Studies
McGill University

9:30 ‐ 12:30

Manuela Fraire
The Mother Effect in a Fatherless Society
Amy Mullin
Mothers, Children and Trust
Elizabeth Elbourne
Mother’s Milk: A crisis of parenthood on a South
African mission station, 1839‐40

Closing Remarks 12:30 pm

Marguerite Deslauriers, Professor
Director, McGill Centre for Research and Teaching
on Women

OLTRE IL BLU a Cigliano (Vercelli). Parole per il vernissage

Posted by admin on Sep-10-2008 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno. Yemaya

Maria Giulia Alemanno © YEMAYÁ, part. Nella sezione "Le opere" dodici Orishas della Santeria Cubana dipinti dall'artista

OLTRE IL BLU, una mostra intensa ed inusuale, meravigliosamente curata da Graziano Prola, maestro delle cornici a Borgo D’Ale- (Vercelli) è stata inaugurata domenica 31 agosto presso l’Istituto Comprensivo Don Ferraris di Cigliano. Con queste parole ho accolto, a nome di tutti, le 400 persone che hanno voluto onorarci con la loro presenza.

Sono stata ieri all’ incontro per la presentazione delle nuove opere da inserire in una pinacoteca dedicata a Francesco Tabusso a Rubiana. Era il secondo anno. 15 finora gli artisti. Una sola donna , Lia Laterza. Direi che è alquanto indicativo. I tempi sono per fortuna cambiati, ma la differenza rimane.
Graziano Prola, innovatore, precursore, come sempre va in controtendenza e propone quest’anno una mostra tutta al femminile. Meraviglioso!
L’idea gli è venuta partecipando con le sue splendide cornici, vere opere d’arte, alla realizzazione di Immagine Donna, - di cui vedrete anche qui uno stralcio - una mostra di cartoline, materiale pubblicitario, locandine e molto altro dal 1875 ad oggi, allestita nel mese di marzo a Crescentino. Scattata l’intuizione, si è subito messo all’opera, con energia, coinvolgente entusiasmo, emozione, come sempre. Ed eccoci qui, sette artiste, sette, riunite per OLTRE IL BLU.
Sette dicevano gli antichi, è il numero magico, sacro, simbolico per eccellenza, generato dalla somma del 3 , il maschile e dal 4 il femminile. Sette sono i giorni della settimana, sette i colori dell’arcobaleno, sette le note musicali e i ciakra. Sette le Stelle dell’Orsa Maggiore che il critico d’arte Massimo Olivetti ben ha evocato nel suo scritto dedicato ad OLTRE IL BLU, sette i sacramenti, i doni dello spirito santo e sette sia i peccati che le virtù. I sette mari, le sette leghe e anche i sette nani, tutti innamorati di Biancaneve. Una donna.

Questo è la settima edizione di OLTRE IL BLU e per festeggiarla Graziano Prola ha invitato sette artiste:Adelaide Cardia, Chen Li, Rebecca Forster, Titti Garelli, Nadia Nava, Paola Risoli e anche me Maria Giulia Alemanno riunendoci, simbolicamente attorno al nome di Albertina Zucchelli, pittrice di Fontanetto Po, che purtroppo per motivi di salute, non può oggi essere qui con noi. Albertina per tanti anni è stata in terre d’acqua l’esempio di una ricerca artistica metodica, ispirata e coerente. Ha dipinto con mano decisa, senza mollezze, senza compiacimenti il mondo che la circondava, ha esaltato risaie e fiori, anche i più umili, ha spalmato sulla tela luci ed ombre delle nostre terre e della nostra gente, insegnandoci a leggerne la bellezza, anche la più nascosta, e la poesia. Di lei troverete un unico quadro, un mazzo di zinnie, fiori antichi e bellissimi, tipiche dei nostri giardini poveri e dei nostri orti. Fiori dagli steli eretti, orgogliosi. Fiori resistenti. Come vorremmo essere noi.

Sette artiste, vi dicevo, tra loro molto diverse – e anche questa è stata una delle tante scelte ardite e sicuramente vincenti di Graziano Prola. La maggior parte di noi non si conosce personalmente, e ciò nonostante, nonostante anche i percorsi e le scelte molto diverse, la mostra che vedrete appare unitaria ed ispirata.
Brevemente vi dico, perché saranno le opere a parlarvi, che Adelaide Cardia dipinge un mondo arcaico, aspro e forte, ispirandosi all’arte pre ellenica, a quella pompeiana ma anche alla sua Sardegna, di cui nei quadri si avverte il profumo del mare e del mirto.
Chen Li fa danzare i pennelli sulla tela e la sua pittura diventa insieme scrittura e musica, Rebecca Forster sorvola e fissa le tracce di borghi e città a volo d’uccello, crea vulcani alchemici e minimali.
Titti Garelli ci dice che il mondo più autentico di Alice nel paese delle meraviglie è quello oltre lo specchio, un mondo interiore, sconosciuto, inquietante. Le sue bambine cattive sono piccole donne in miniatura, sono quello che saranno.
Nadia Nava disegna mani e strumenti musicali, in assoluto la sfida più ardua per un’artista. Una platea di mani che applaudono , concerti silenziosi e volti bloccati su una nota.
Paola Risoli, con materiali di recupero e una manualità sorprendente crea in vecchie valigie, vecchi televisori, vecchie scatole piccoli set cinematografici aperti al racconto di ognuno di noi.
Infine ci sono io , Maria Giulia Alemanno forse visionaria, che mi ostino ad estrarre da umile tela di sacco i volti, i colori, i simboli e le forme delle divinità che gli schiavi africani hanno portato con sè, come unico bagaglio, sulle navi che li trasportavano dalla libertà dell’Africa alla schiavitù dei Caraibi. Dei che sono insieme antenati, sicurezza, forza e struggente ricordo.

Tutte, vedrete, utilizziamo i materiali più disparati, a dimostrazione che per creare vanno bene anche altre cose oltre alla tela preparata e i colori che si comprano nei negozi.

Non è comunque credetemi, tutto così facile.
C’è una frase di Tiziana Weiss che mi piace molto e che sento adatta a noi artiste, anche se lei parlava di alpinismo.
Dobbiamo dimostrare la bravura subito, altrimenti non siamo ammesse a stare nemmeno su una sedia accanto agli uomini, figuriamoci sulla parete”.
E’ così, no
n sempre è facile. Spesso è anche faticoso. Anche a noi a volte capita di essere assalite dal gelo che blocca la creatività. Ma siccome ci crediamo, come l’anatroccolo citato da Clarissa Pinkola Estés in “Donne che corrono coi lupi”- libro che consiglio a tutti uomini e donne di leggere, perché la ricchezza interiore non è patrimonio di nessuno,- come l’anatroccolo dicevo, intrappolato nel lago gelato, dopo momenti, anche lunghi di legittimo smarrimento, con forza e determinazione rompiamo i ghiacci perché l’arte è quello che ci spinge a volare.
“L’arte - diceva Pessoa- è la dimostrazione che una vita non basta. Noi diciamo intanto grazie a questa vita che facendoci dono della creatività, ci ha dato tanto e, dal profondo del cuore, ringraziamo anche tutti voi che avete oggi deciso di unirvi alla nostra avventura OLTRE IL BLU.

Maria Giulia Alemanno

ALBERTO GRANADO, l’amico del Che. Due giorni in Piemonte

Posted by admin on Sep-7-2008 under Uncategorized
Alberto Granado davanti ad un opera di Maria Giulia Alemanno a Crescentino (Vercelli), Settembre 2006

Alberto Granado davanti ad un opera di Maria Giulia Alemanno a Crescentino (Vercelli), Settembre 2006 ©foto Maria Giulia Alemanno

Nel settembre del 2006 Alberto Granado trascorse in Piemonte una settimana tra risaie, colline, castelli, musei. La base era la vecchia casa della mia famiglia a Crescentino, nella campagna vercellese. Furono giorni intensi e bellissimi, come quelli che mi regala ogni volta che torno da lui a L’Avana.

Sono felice ed emozionata all’idea di ritrovare sabato a Torino questo piccolo grande uomo che mi ha insegnato il valore della coerenza e della solidarietà. Grazie papà Granado. Gracias a la vida.

Maria Giulia Alemanno

13-14 settembre 2008

Il Centro Cultural Argentino

In occasione del 80° anniversario della nascita di Ernesto Che Guevara
e’ lieta d’invitarla all’incontro con

Alberto Granado

lo storico amico del Che con il quale ha percorso in un mitico viaggio il continente latino-americano

Sabato 13 settembre 2008

Ore 18.00: presso La fabbrica delle “e”
c.so Trapani 91 b, Torino

Viaje en la nueva America Latina

Intervengono:
Alberto Granado
Marina Mantecon dell’ ambasciata Argentina in Italia,sezione politica e diritti umani
Rappresentanti delle ambasciate latinoamericane in Italia

Modera:
Giorgio Oldrini Sindaco di Sesto S. Giovanni
(ex-giornalista dell’ Unita’ corrispondente in America Latina)
Ingresso libero

Ore 21.00::presso il Circolo Arci Garibaldi
Via Pietro Giuria, 56 Torino

Cena di solidarieta’

(Incontro per salutare Alberto Granado )
Prenotazione obbligatoria: 011696464-3472291969
Per informazioni www.centroargentino.it cell. 3405503321 - 3289445393

Domenica 14 settembre 2008

Asado Argentino con Alberto Granado

Ore 13.00: presso l’agriturismo Tierra de Cordoba a Revello (CN)
Prenotazione obbligatoria: 01755257419- 335422480- 0175232161

Hanno collaborato a questa iniziativa: Caffè Basaglia, Circolo Garibaldi, Agriturismo Tierra de Cordoba, con il patrocinio dell’ Ambasciata Argentina

Piazza Profana n.8. Al Forte di Exilles ricordando Franco Lucà

Posted by admin on Sep-6-2008 under Uncategorized

Maria Giulia Alemanno: Musicanti di San Rocco,  tempera e acrilico su tavola cm180 x
Maria Giulia Alemanno: Musicanti di San Rocco, tempera e acrilico su tavola cm180 x100, 2001 . Nella sezione “Le opere” di questo sito tutte i dipinti realizzati per la prima edizione di Piazza Profana, ora in esposizione permanente al Folk Club di Torino

La storia è bella e lunga e un giorno , forse, la racconterò per intero.

Quando nell’ aprile del 2001, dopo tanto tempo, incontrai Franco Lucà all’ingresso dell’ Ospedale Molinette di Torino - decise in un attimo che avrei dovuto essere io ad occuparmi della scenografia della Rapresentazione di San Rocco, che in seguito sarebbe diventata Piazza Profana.

Dipinsi senza sosta, per quattro mesi, su dodici tavole di un metro di larghezza per uno e ottanta d’altezza, una sorta di processione di contadini e montanari lungo i sentieri della Val di Susa. Vecchi pastori, Batista cavalier del Col Lombardo, bambini dalle guance color di pesca, donne segnate dal sole e dal vento, cani, galline, pecore, oche. Tra loro due musicanti, lui avvolto in un tabarro nero, lei in un mantello rosso, immobili tra gli alpeggi al tramonto, prima che si levasse il loro canto ed il loro suono. Mai avrei pensato che per tanti anni, proprio loro sarebbero diventati il simbolo di Piazza Profana. Siamo all’ VIII edizione, Franco se n’è andato, ma come ogni settembre, la musica che tanto gli piaceva, dal Forte di Exilles, continua a diffondersi oltre la valle…..

Maria Giulia Alemanno

A CAUSA DEL MALTEMPO L’OTTAVA EDIZIONE DI PIAZZA PROFANA

SI SVOLGERA’ A MAISON MUSIQUE

CONFERMATO IL CAST ARTISTICO

Le pessime previsioni del tempo per la giornata di sabato 13 settembre, e la concomitante indisponibilità delle sale interne del Forte di Exilles (dove negli anni scorsi in caso di pioggia si erano “salvati” i concerti) causa ristrutturazione, ci costringono a spostare l’ottava edizione di Piazza Profana a Maison Musique, per garantirne lo svolgimento.

La decisione è stata presa d’intesa con la Direzione Cultura della Regione Piemonte, che finanzia l’iniziativa.

Il cast artistico rimane ovviamente invariato.

Piazza Profana si svolgerà sabato 13 settembre, presso Maison Musique, via Rosta 23 Rivoli, a partire dalle ore 21.

L’ingresso è gratuito.

REGIONE PIEMONTE

PROVINCIA DI TORINO

MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA
“DUCA DEGLI ABRUZZI” CAI-TORINO

CENTRO CULTURA POPOLARE FOLKCLUB

presenta

PIAZZA PROFANA VIII
Dedicato alla memoria di Franco Lucà

FORTE DI EXILLES
Sabato 13 settembre 2008

Ingresso gratuito

La piazza militare del Forte torna, come ogni anno da otto anni, a trasformarsi in un antico porto del Mediterraneo. Le navi scaricano uomini e culture di altri paesi, mercanzie, colori, suoni e grida diverse.
Gente e popoli che molto hanno in comune e tanto condividono, ma che pure vantano tratti e caratteristiche uniche, originali.

Il vecchio porto si risveglia all’attracco del galeone, il conseguente tramestio, la festosa ridda di lingue curiose e figure ammiccanti, l’irriverente mercanteggiare tra luci e profumi da favola, rimettono in circolo il sangue nei vicoli, ricolorano le facciate corrose, richiamano le genti dalle campagne.
Nel porto, tra mercanti di spezie e venditori di fumo, in mezzo a bambini esaltati e cani questuanti, fra uomini ondeggianti e donne certe, scorre insaziabile la voglia di conoscenza.
Tutto sarà suggellato con il segno scaramantico del rito finale (liberazione di un esemplare della fauna locale salvato e recuperato) che si rifà alla tradizione di valle e che dovrà anticipare se l’inverno prossimo sarà mite o impietoso.
E’ festa….festa….festa di piazza!

ARTISTI E MUSICISTI

AUSULEA
L’energia del nostro sud

BANDA ELASTICA PELLIZZA
La band d’Autore

BANDAKADABRA
La big band di ottoni

BAO BAND
La banda itinerante

BRUSKOI PRALA
La musica e la cultura Rom

MERCERIA BARBAGLI
Le ombre cinesi

RADIODERVISH
Tra folk e pop

SUNDIATA ENSEMBLE
I tamburi africani

VIOULOUN D’AMOUNT
Gli archi occitani

Info Folkclub 011537636 - Forte di Exilles 012258270

Cesare Pavese: Una settimana di lettura tra i filari delle Langhe

Posted by admin on Sep-2-2008 under Uncategorized

Le opere di Cesare Pavese lette tra i profumi e i colori delle Langhe, la terra più amata, in occasione del centenario della nascita dello scrittore. Un viaggio nella sua ispirazione e nel suo mondo tracciato dai filari delle vigne che disegnano la collina. La luna e i falò, e il racconto di una vita.

Da non perdere!

Compagnia Marco Gobetti

in collaborazione con

Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte

Il circolo dei Lettori

Tenuta Carretta

Libreria itinerante Profumi per la Mente


con il Patrocinio di

Fondazione Cesare Pavese
Giulio Einaudi editore

Provincia di Cuneo

Comune di Piobesi d’Alba

con il sostegno di

Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba

Associazione Strada del Tartufo Bianco d’Alba nel Basso Piemonte

Apicoltura Brezzo srl

presenta

DOVE SONO NATO NON LO SO

Una settimana di lettura accampata fra i filari,

in occasione del centesimo anniversario

della nascita di Cesare Pavese

Ideazione

Marco Gobetti

con

Anna Delfina Arcostanzo

Ruggero Dondi

Marco Gobetti

Allestimento tecnico

Simona Gallo

“C’è una ragione perché sono tornato in questo paese, qui e non invece a Canelli, a Barbaresco o in Alba. Qui non ci sono nato, è quasi certo; dove sono nato non lo so; non c’è da queste parti una casa né un pezzo di terra né delle ossa ch’io possa dire “Ecco com’ero prima di nascere”. Non so se vengo dalla collina o dalla valle, dai boschi o da una casa di balconi. La ragazza che mi ha lasciato sugli scalini del Duomo di Alba, magari non veniva neanche dalla campagna [...] Chi può dire di che carne sono fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagioni”.

Incipit da “La luna e i falò” di Cesare Pavese


L’’evento

Presso la Tenuta Carretta di Piobesi d’Alba due attori e un’attrice vivono in tenda fra i filari del Bric Paradis per una settimana (dal 9 settembre, anniversario della nascita dello scrittore, al 16 settembre 2008), dandosi il cambio per leggere consecutivamente l’intera opera narrativa e poetica di Cesare Pavese.

La lettura avviene ininterrottamente dalle ore 10 alle ore 24 di ogni giorno, di fronte alle tende in cui gli attori sono accampati; il pubblico li può raggiungere a qualunque ora del giorno e della sera.

L’’afflusso, libero e gratuito, può essere casuale o mirato e organizzato: in ore prestabilite di ogni giorno, inizia come da programma la lettura di determinate opere dello scrittore.

Nei pressi delle tende è predisposto un impianto di amplificazione che, a discrezione degli attori e con intervalli variabili, diffonde la loro voce per le colline.

Gli attori, nelle pause di lettura e grazie agli stimoli derivanti dai giorni vissuti, dalle persone incontrate e dai fatti accaduti durante l’accampamento, lavorano pure alla prima stesura di un testo tratto da “Il mestiere di vivere”: la settimana in vigna si conclude la sera del 16 settembre proprio con la lettura in anteprima del testo.

Gli attori si trasferiscono quindi a Torino, dove ultimano il lavoro sul testo che, con il titolo “La sera seduto davanti allo specchio”, viene poi realizzato sotto forma di lettura scenica presso Palazzo Graneri della Roccia, sede de Il Circolo dei Lettori, il 20 settembre 2008.

La lettura conclusiva viene registrata, per permetterne la successiva trasmissione nell’etere via radio, quale evoluzione e a suggello della precedente diffusione amplificata per le colline.


Iniziative parallele

La libreria itinerante Profumi per la Mente garantisce un presidio costante presso la Tenuta Carretta durante l’intera settimana e organizza pure una Notte Bianca Letteraria nella parte centrale dell’evento (sabato 13 settembre): la Notte Bianca, oltre a prevedere intersezioni con la lettura che prosegue tra i filari, offre al pubblico possibilità di scambiare libri, momenti conviviali e interventi di scrittori che a Pavese in modi diversi si sono ispirati.

Sabato 13 settembre, in occasione della Notte Bianca Letteraria, Il Circolo dei Lettori organizza una gita da Torino a Piobesi d’Alba, con partenza e ritorno da Piazza Vittorio. La gita a pagamento, è prenotabile presso il Circolo in via Bogino 9, info tel. 011.4326827.

La Tenuta Carretta offre al pubblico la possibilità di fruire in cascina dei servizi agrituristici di colazione, pranzo, merenda sinoìra, aperitivo letterario (in collaborazione con la Libreria itinerante Profumi per la mente) e cena come da programma.


Un evento fatto di segni

Seguendo una ciclicità predefinita, due uomini accampati in una vigna si danno il cambio per leggere sino a notte fonda e a turno ascoltano, mangiano, aspettano e riposano: al mattino ricominciano a leggere.

A separare i due uomini, vent’anni di età: uno ne ha quaranta, l’altro ne ha sessanta.
La loro differenza di età, insieme con l’immagine delle Langhe all’orizzonte, è simbolo, evocazione e proiezione del tempo trascorso altrove da parte dell’’ Anguilla, il protagonista de La luna e i falò: “ (…) da vent’anni me ne sto via e questi paesi mi aspettano”.
I due uomini vengono interrotti solo da una donna, che vive in una tenda poco lontano e, comparendo a cadenze regolari, li sostituisce nella lettura: in quel caso ascoltano entrambi.

Quando le pagine sono finite, i tre vanno a leggere in città.

Costante dell’evento è la diffusione nell’aria delle parole dello scrittore, prima con un’amplificazione per le colline che va via via intensificandosi, poi con la registrazione a scopo di diffusione via radio durante la lettura in città.

Finalità

L’’evento vuole rendere omaggio alla figura di Cesare Pavese nel centesimo anniversario della sua nascita e ad un utilissimo e meraviglioso ossimoro: quel radicamento spalancato all’universale, che è linfa prima dell’intera sua opera.

Proprio in forza dell’’ eterogeneità dei soggetti aderenti e dell’’ auspicata varietà di iniziative parallele con fini sinergici, si intende compiere un’’azione culturale ad ampio spettro, che assuma un’impronta popolare nel senso più positivo del termine: quello che interseca cultura e territorialità alla ricerca di una comunicazione che, radicandosi nei patrimoni esistenti - letterari e non solo -, scavalchi confini e contribuisca a una contemporaneità reale.



CALENDARIO

In collina (Tenuta Carretta – Piobesi d’Alba):


Inizi letture sul Brìc Paradis
(la lettura avverrà ininterrottamente dalle ore 10 alle ore 24 di ogni giorno: il giorno 13 proseguirà oltre le ore 24):

Martedì 9 settembre


h 10 Ciau Masino

h 15 Racconti

h 18.15 Il carcere

h 23.15 Antenati (Lavorare stanca)

Mercoledì 10 settembre


h 10 Racconti

h 14.30 Paesi tuoi

h 19.30 La bella estate (1a parte)

h 21.30 Dopo (Lavorare stanca)

h 22.15 La bella estate (2a parte)

Giovedì 11 settembre


h 10 Racconti

h 13 La spiaggia

h 15.15 Il mare (Feria d’agosto)

h 18.15 La città (Feria d’agosto)

h 21.15 La vigna (Feria d’agosto)

h 23.30 Città in campagna (Lavorare stanca)

h 23.45 Maternità (Lavorare stanca)

Venerdì 12 settembre


h 10 Racconti

h 13 Dialoghi con Leucò

h 21.45 Legna verde (Lavorare stanca)

h 22.15 Paternità (Lavorare stanca)

h 22.45 Poesie del disamore

h 23.30 Altre poesie (1931-40)

Sabato 13 settembre


h 10 Racconti

h 13 Il compagno

h 21 La luna e i falò (1a parte)

h 23 La terra e la morte

h 23.30 Due poesie del 1946

h 23.45 Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

h 24 La luna e i falò (2a parte)

Domenica 14 settembre


h 10 Racconti

h 13 Il diavolo sulle colline

h 20 Tra donne sole (1a parte)

Lunedì 15 settembre


h 10 Racconti

h 13 Tra donne sole (2a parte)

h 16.45 La casa in collina

Martedì 16 settembre


h 10 Brani residui (eventuali)

h 21.15 Anteprima della lettura scenica da Il

mestiere di vivere (adattamento e drammaturgia operati dagli attori nei turni di pausa durante la settimana in vigna)

Servizi ed eventi paralleli in cascina:

Tutti i giorni, dal 9 al 16 settembre

h 10.30 Colazione

h 12 Pranzo

h 17 Merenda sinoìra

h 18.30 Apertura libreria

h 19 Aperitivo letterario

h 20.30 Cena

Sabato 13 settembre, Notte Bianca Letteraria

h 10.30 Colazione

h 12 Pranzo

h 17 Merenda sinoìra

h 18.30 Apertura libreria

h 19 Aperitivo letterario

h 20 Inizio Notte Bianca Letteraria

h 20.30 Cena con gli scrittori

h 21.30 Chiacchierata con gli scrittori

h 22.45 Passeggiata fra le vigne

In città (Il Circolo dei Lettori - Torino):


Sabato 20 settembre

h 21.00 Lettura scenica di “La sera seduto davanti allo specchio” (da “Il mestiere di vivere” di Cesare Pavese)

con e a cura di Anna Delfina Arcostanzo, Ruggero Dondi, Marco Gobetti

Il Circolo dei Lettori - Palazzo Graneri della Roccia, via Bogino 9 Torino


Si ringraziano

Ivana ed Edoardo Miroglio, Valter Casetta, Gabriela Cavaglià


Per informazioni sull’evento:

Compagnia Marco Gobetti – Tel. 347.0522739 – info@marcogobetti.org – www.marcogobetti.org

Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte - www.fondazionectp.it

Per informazioni sulla Notte Bianca Letteraria: Libreria Itinerante Profumi per la Mente – tel. 347.1068252 web www.profumiperlamente.net e-mail davideruffinengo@yahoo.it

Per informazioni sui servizi agrituristici in cascina durante la settimana di lettura: Tenuta Carretta - tel. .0173.619261 web www.tenutacarretta.it e-mail info@tenutacarretta.it

Per informazioni sulla serata finale a Torino e su gita organizzata a Piobesi d’Alba: Il Circolo dei Lettori - tel. 011.4326827 web www.circololettori.it e-mail info@circololettori.it


L’AVANA. Quando Roberto Salas fotografò Yemaya’

Posted by admin on Sep-1-2008 under Uncategorized

Con grande piacere pubblico la notizia dell’inaugurazione dell’esposizione fotografica dell’artista Roberto Salas L’ultimo cabildo di Yemayá , presso la Biblioteca Pubblica Rúben Martínez Villena di La Habana Vieja, il prossimo 5 settembre alle 4 del pomeriggio. E’ una delle innumerevoli proposte culturali dell’ Oficina del Historiador de la Ciudad, vera e propria fucina di eventi di altissimo livello che fanno di L’ Avana uno dei centri culturali più vivi e dinamici di tutta l’America Latina.

La mostra è il racconto per immagini che Roberto Salas fece nel 1961 della festa dedicata a la Vergine di Regla, sincretizzata dagli afrocubani con Yemayá, la grande madre, dea dell’acqua di mare. Un avvenimento corale che coinvolgeva tutta la popolazione di Regla, il piccolo municipio affacciato sul mare che, capeggiato dal suo santuario, guarda la grande Avana dall’altro lato della baia. il giovane fotografo ateo non sapeva che quella sarebbe stata l’ultima processione di Yemayá lungo le sue contrade. Una mostra che è ricordo ed insieme documento storico ed antropologico dei primi anni della rivoluzione.

Inauguración de la exposición- ensayo fotográfico El último Cabildo de Yemayá, del artista Roberto Salas.

«…Regla, su virgen y su día, la tradición eran aún intocable. Se cumplía con la diosa del mar como durante décadas. Un pueblo entero en ceremonia y manifestación religiosa, era un buen tema fotográfico. El entonces ateo, con la cámara en mano, amaneció en aquel pequeño pueblo frente a la bahía de La Habana…Lo demás es historia y recuerdos. Muy lejos estaba, sin saberlo, frente a la última salida de Yemayá a sus queridas calles reglanas…» Son estas las palabras del fotógrafo Roberto Salas, quien revelará imágenes de entonces en la exposición El último Cabildo de Yemayá, un ensayo fotográfico sobre este hecho ocurrido en 1961. El artista testimonia el contexto de los primeros años de la Revolución a partir de un acercamiento a la religión, la fe y la transculturación.

Biblioteca Pública Rubén Martínez Villena, 5 de septiembre, cuatro de la tarde

Dpto. Comunicación Cultural

Oficina del Historiador