Archive for October, 2008

Stefano Caglioni: a Bergamo la sua Apocalisse sul Sentierone

Posted by admin on Oct-29-2008 under Uncategorized
Stefano Caglioni- Paesaggio ovale.

Stefano Caglioni- Piazza ovale.

Tre giorni di pittura libera e visionaria a Bergamo. Da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre il Quadriportico del Sentierone ospiterà un’antologica di Stefano Caglioni, personaggio conosciutissimo. Bellissima persona.

Quanti quadri abbia dipinto non si sa. Tanti, tantissimi. “Per la precisione diecimilaottocento”, dice lui e , come spesso accade, non è chiaro se scherzi o dica la verità. In mostra ce ne saranno quarantatre provenienti da collezioni private. Paesaggi e figure mistiche che gli nascono dal cuore per narrarci la sua realtà. E ci sarà anche la ricostruzione della camera- studio nella quale la sua ispirazione sgorga e si espande. Stefano la chiama “Il Santuario dell’Apocalisse“. Angeli e demoni, la lotta tra il bene ed il male, l’inferno e il paradiso, ed un sogno struggente di resurrezione. Generosamente ci aprirà la porta del suo mondo e c’inviterà ad entrare per permetterci di meglio capire. Un contributo importante in tal senso verrà dato dalla proiezione del video girato nella sua casa dal regista Roger Fratter. Stefano, tenero e ribelle, l’artista la cui vita pare un film, ancora una volta e di certo, ci stupirà.

Maria Giulia Alemanno

STEFANO CAGLIONI

Mostra antologica

BERGAMO

Quadriportico del Sentierone

31 ottobre - 2 novembre 2008

Nel pomeriggio di sabato, a partire dalle ore 16.00 , asta di un gruppo di nuove opere di Stefano Caglioni. Sarà presente l’artista.

La Habana: 13°Taller de Antropologia Afroamericana

Posted by admin on Oct-26-2008 under Uncategorized

Eleggua en el castillo de San Severino de Matanzas

Elegguá esperando en el Castillo de San Severino, Matanzas. Cuba - ©foto Maria Giulia Alemanno

Il Convegno di Antropologia Sociale e Culturale organizzato dal Museo Casa de África dell’ Oficina del Historiador de La Ciudad de La Habana sta per giungere al suo tredicesimo appuntamento. Si svolge ogni anno dal 6 al 10 gennaio , facendo coincidere la propria inaugurazione con la Fiesta del Día de Los Reyes, che inonda di energia le incantevoli strade coloniali dell’ Habana Vieja.

Musicisti, attori e danzatori, indossano gli abiti degli orishas, le divinità della Santería, o quelli degli schiavi africani costretti a lavorare nelle piantagioni, per rievocare i momenti drammatici della deportazione, senza tuttavia mai rinunciare, come impone nel bene e nel male l’anima del caribe, alla musica e ai colori. Il convegno, che richiama studiosi da tutto il mondo, ha luogo nelle sale da poco restaurate della Casa de África, che grazie alla perfetta regia del suo direttore, il prof. Alberto Granado Duque, si sta confermando uno dei punti culturalmente più attivi e vitali di Cuba e di tutta l’America Latina. Forte e stretta è la collaborazione con l’Università di Matanzas, “città santera”per eccellenza. Tra le mura del Castillo di San Severino, ex prigione affacciata sulla libertà di una baia stupefacente, prosegue la seconda parte dei lavori, scanditi dai racconti magici dei narratori orali a cui sull’isola è affidato il compito di tramandare la memoria delle tante storie minori che hanno contribuito e contribuiscono a tessere la grande Storia.

Al termine del comunicato, scheda di adesione al Convegno.

Maria Giulia Alemanno

XIII Taller Científico de Antropología Social y Cultural Afroamericana y Il Encuentro de Oralidad

“Festival Afropalabra”

Del 6 al 10 de enero de 2009.

Centro Histórico de La Habana Vieja

í

La Casa de África de la Oficina del Historiador de la Ciudad de La Habana, en coordinación con el Museo Castillo de San Severino, la Universidad de Matanzas, convoca al XIII Taller Científico de Antropología Social y Cultural Afroamericana y al II Encuentro de Oralidad “Festival Afropalabra”, a celebrarse del 6 al 10 de enero de 2009.

Este Taller es ya un encuentro tradicional que rinde tributo a la memoria de Don Fernando Ortiz, quien fuera el padre de la Antropología Cultural en Cuba. En esta ocasión convoca a todos los investigadores y estudiosos en general, a profundizar en la relación de la Antropología con el resto de las ciencias y disciplinas.

El evento, además, pretende dedicar una atención especial a la impronta africana en el Caribe y América continental, destacando el papel del cimarronaje, como paradigma de rebeldía de la diáspora africana en América, por lo que convocamos abordar temáticas relacionadas con la resistencia esclava.

1- PROCESOS DE RESISTENCIA Y CIMARRONAJE.

- Esclavitud

- Cimarronaje

- Sublevaciones

- Otras acciones de Rebeldía.

2- CULTURA, IDENTIDAD Y OTREDAD.

- Marginalidad

- Periferia étnica en el perfil urbano

- Remanentes lingüísticos africanos

- Reflujos simbólicos como estrategias de mundialización

- Procesos históricos de transculturación

- Relaciones de filiación interétnica que reestructuran el ámbito social.

3- ORALIDAD.

- Proverbios.

- Cantos tradicionales

- Leyendas

- Patakíes

- Poesías

- Trabalenguas

- Adivinanzas

- Pregones

- Narración oral

4- ARQUEOLOGÍA

- Estudio de sitios de cimarronaje o apalencamiento

- Estudios de esclavitud en sitios urbanos e industriales

- Evidencias de transculturación hispano africana en yacimientos arqueológicos

- Estudios de antropología física a individuos negroides en sitios arqueología.

5- VERTIENTES DE RELIGIOSIDAD POPULAR Y CONFRATERNIDADES DE ORIGEN AFRICANO

6- PROBLEMÁTICAS DE GÉNERO EN ÁFRICA Y SU DIÁSPORA

7- EL PAPEL DEL MUSEO EN EL TRABAJO ANTROPOLÓGICO: EL RESCATE DE LOS VALORES

TANGIBLES E INTANGIBLES.

8- ANTROPOLOGIA VISUAL.

La solicitud de inscripción al evento estará abierta hasta el 15 de diciembre.

CUOTA DE INSCRIPCIÓN:

Extranjeros: 150.00 CUC

Estudiantes: 75.00 CUC

Acompañantes: 75.00 CUC

El pago se realizara el día de la acreditación.

CUPÓN DE INSCRIPCCIÓN

XIII Taller Científico de Antropología Social y Cultural Afroamericana y

Il Encuentro de Oralidad “Festival Afropalabra”

Datos personales

Nombres

Apellidos

Nacionalidad

Dirección Particular

Teléfono

e-mail

Ciudad

País

Datos institucionales

Profesión

Institución que representa

Dirección de la Institución

Teléfonos

e-mail

Fax

Marque con una X el tipo de suscripción según su interés

Ponente

Conferenciante

Participante

Exprese a continuación el título y tema de su exposición (previa selección en el contenido temático)

Título

Tema

Medios técnicos y de apoyo a la exposición:

El Comité Organizador agradece el envío de este cupón por vía electrónica a la siguiente dirección africa@cultural.ohch.cu, o entregarla en Casa de África, Obrapía Núm. 157, e/ Mercaderes y San Ignacio, La Habana Vieja, CUBA. Teléfonos (537) 861-57 98.

Edith Dora Rey alla Beaux Arts David Astrof di Montreal

Posted by admin on Oct-19-2008 under Uncategorized
Edith Dora Rey

Edith Dora Rey: The Lachine Seven, oil on luan, 48 x 60 inches. Sul sito: www.artap.com una galleria delle opere dell'artista.

EDITH DORA REY: opere recenti

BEAUX ARTS DAVID ASTROF

3650 McTavish

Montreal, Quebec

Canada

Nel salone centrale della Thomson House, suggestivo palazzotto vittoriano inserito nel grande complesso della Università Mc Gill , ai piedi della montagna che dà il nome alla città di Montreal, sono esposte 52 opere di Edith Dora Rey che Dorota Kozinska nel numero 211 di Vie des Arts, prestigiosa rivista d’arte del Quebec, definisce “la più straordinaria artista canadese contemporanea”.
Ad organizzare la mostra il gallerista David Astrof, che da sempre ama scoprire e proporre talenti. Sono molte le artiste che David Astrof ha promosso e promuove, - basta visitare il suo sito: www.artap.com per vedere quanti nomi femminili, e non è cosa da poco, vi si trovino elencati. Edith non poteva che essere tra queste.
Nata in Svizzera, diplomatasi all’ Emily Carr Institute of Art and Design e al Nova Scotia College of Art and Design, ha negli anni esposto in varie gallerie del Canada, a New York e a Losanna. La sua arte che appare spontanea, atemporale e senza sforzo è in realtà frutto di un lavoro meticoloso e diligente e di una dedizione certosina. “Che si tratti di una fila di alberi avvolti nella foschia della costa del Verdun o dei rossi fiori stilizzati nel Parco di Sumacs - scrive Dorota Kozinska – i suoi dipinti rivelano la bellezza nascosta dei luoghi, che ci siamo abituati a guardare, senza vedere”.
I suoi paesaggi ad olio sono avvolti in una luce perlacea, di borotalco, che li rende evanescenti e morbidi come pastelli, i suoi laghi verdastri vibrano come accarezzati dal vento, la sua neve impalpabile accoglie le ombre lunghe di alberi scheletriti, quasi astratti, i cui rami creano ragnatele nel cielo. Il mondo nelle ombre si raddoppia e anche Angus, cane nero sulla neve bianca, trova una fedele compagna di giochi nella propria ombra che lo segue nella solitudine dei lunghi inverni canadesi.

Sia in un quadro di grandi dimensioni sia in un cammeo, Rey ci insegna a leggere l’anima delle cose e ci ricorda, scarnificando la propria pittura, il valore altrettanto grande dell’immenso e del quotidiano, racchiuso nel senso profondo della vita, che, come in un gesto Zen, si riduce in un soffio di semplicità.

Maria Giulia Alemanno

Per informazioni e appuntamenti:

David Astrof
514 286 2476
www.artap.com

Nella sua Bergamo una grande mostra di Stefano Caglioni

Posted by admin on Oct-18-2008 under Uncategorized

STEFANO CAGLIONI

MOSTRA ANTOLOGICA

BERGAMO

Quadriportico Sentierone

31 ottobre - 2 novembre 2008

Inaugurazione sabato 1 novembre, ore 16.00

Sarà presente l’artista. Per l’occasione verranno messe all’ asta alcune sue opere.

Grande attesa per un grande evento. Stefano Caglioni, pittore magico e visionario, torna ad esporre a Bergamo, la sua città, il suo rifugio, la sua ispirazione. Un appuntamento da non perdere, non solo per chi lo conosce e lo ama. Perchè Stefano Caglioni è un artista vero, mistico ed immaginifico, amante fedele delle proprie visioni. Artisti come lui, artisti nel profondo intendo, se ne incontrano ormai pochi. Anche per questo la sua verità merita di essere scoperta e condivisa.

Maria Giulia Alemanno

Gabriella Massa racconta Québec, città fortificata

Posted by admin on Oct-18-2008 under Uncategorized

Società italiana di Geografia

27 ottobre 2008

(Palazzo Mattei/Villa Celimontana – Via della Navicella, 12 – Roma)

Ore 18:30

400° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE

DELLA CITTÀ DI QUÉBEC / ARCHEOLOGIA

CONFERENZA DELL’ARCHEOLOGA

GABRIELLA MASSA

QUÉBEC, CITTÀ FORTIFICATA. TRE SECOLI DI STORIA MILITARE»

Archeologa ed esperta di cultura inuit formatasi in Québec, Gabriella Massa collabora con enti internazionali ed associazioni del Nunavik e del Nunavut alla promozione della cultura dei Popoli artici e del patrimonio franconunavutiano, di cui è «ambasciatrice». Promuove, in coordinamento con enti nazionali ed internazionali, iniziative artistiche e culturali atte a favorire una migliore conoscenza della cultura inuit, canadese e quebecchese. Insegna antropo-archeologia dell’Artico, museologia e servizi, valorizzazione e gestione dei beni culturali. È esperta di Architettura e Storia militare antica, curatrice di mostre e organizzatrice di grandi eventi culturali. Nell’ambito della promozione culturale e della ricerca archeologica, collabora con musei ed istituzioni di rilevanza locale, nazionale e internazionale. Gabriella Massa è coordinatrice dell’Anno Polare Internazionale (IPY 2007-2008) per conto del governo della Provincia di Torino.

Nell’ambito della «Biennale Orizzonte Québec», Gabriella Massa terrà una conferenza sul tema:

«Québec. Città fortificata. Tre secoli di storia militare». Culla dell’America francese, Québec è l’unica città fortificata a Nord del Messico.

Un’occasione unica per approfondire la conoscenza di questa importante città, grande protagonista del 2008, in cui si tengono i festeggiamenti per il 400° anniversario di fondazione della città di Québec!

www.gabriella-massa-archeonova.com

R.S.V.P. : qc.rome@mri.gouv.qc.ca

Torna a Montreal la musica magica di Jorge Martinez

Posted by admin on Oct-15-2008 under Uncategorized


Jorge Martinez in concerto Foto : Rogan Coles

Torna ad incantare Montreal la magia musicale, virtuosa e commovente di JORGE MARTINEZ. Imperdibile se vi trovate in questo periodo nel cuore palpitante del Quebec. Anche il vostro cuore batterà al ritmo della sua musica che estrae le proprie note da tutti i sentimenti e le emozioni della vita.

Entrate nel suo sito:

www.jorgemartinez.ca

leggete, ascoltate e capirete. Se la grande Cesaria Evora, lo vuole con sè, vorrà pur dire qualcosa?

La fotografia di Jorge Martinez a Montreal è inequivocabilmente di Filippo Gallino, straordinario fotografo italiano che in Quebec trova da anni profonda ispirazione.

Musicista prodigioso, chitarrista virtuoso, JORGE MARTINEZ è una figura importante nel mondo della fusion. La sua curiosità artistica e gli incontri musicali lo hanno condotto, passando attraverso stili e tecniche differenti, alla composizione e alla chitarra moderna.

Musicista polivalente, il suo linguaggio musicale spazia dal flamenco alla musica latina, dai ritmi del mondo al Jazz della fusion. Con versalità sorprendente passa dalla chitarra acustica a quella elettrica. Chitarrista, compositore, arrangiatore, direttore musicale e produttore, JORGE MARTINEZ è nato in Argentina. Suona la chitarra da quando avev a 14 anni.

Tra i suoi molti progetti BUFALO (rock latino) e MASA CRITICA (musica contemporanea), Argentina.

E’ co- produttore di JOANNA MOON (flamenco-latino) Toronto, ed ha collaborato sia al secondo album di DEEP THOUGHT AND TOUCHÉ (hip-hop e r&b), Vancoover sia a quello di CATHERINE POTTER/ DUNYIA project, Montreal.

Arricchito della sua partecipazione sta per uscire il primo album di THE BLITZ (musica urbana) Montreal.

Chitarrista dalla personalità molto definita, con capacità fuori del comune, la ricchezza e la varietà della musica trovano in lui un interprete straordinario capace di unificare i gusti e le sensibilità dei pubblici più diversi.

Mùsico prodigioso, guitarrista virtuoso, Jorge Martinez es una figura importante en el ambiente de la fusion. Su curiosidad artistica y sus encuentros musicales lo han dirigido a traves de diferentes estilos y técnicas frente a la composicion y la guitarra moderna.
Mùsico polivalente, su lenguaje musical va del flamenco a la mùsica latina, de los ritmos del mundo al jazz de fusion. Y de una versatilidad que le permite tocar tanto guitarras acusticas como électricas. Guitarrista, compositor, arreglador, director musical y productor, Jorge Martinez naciò en Argentina.
Toca guitarra desde que tiene 14 años.
Fundador de distintos proyectos como BUFALO (rock latino), y MASA CRITICA (mùsica contemporanea) Argentina.
Él co-produce JOANNA MOON (flamenco-latino) Toronto, y colaborò en el segundo disco de DEEP THOUGHT AND TOUCHÉ (hip-hop y r&b) Vancouver como en el de CATHERINE POTTER / DUNIYA project, Montreal.
Con su participacion, acaba de salir el primer album de THE BILZ (mùsica urbana) Montreal.
Jorge Martinez es un guitarrista de personalidad muy definida, con unas posibilidades fuera de serie. La riqueza y variedad de la mùsica encuentran en él un cause abierto a todas las mùsicas, y lo convierten en un artista que logra la identificacion total de los pùblicos màs dispares.

Musicien prodigieux, guitariste virtuose, Jorge Martinez est un acteur majeur dans la fusion des styles musicaux variés.
D’abord enfant prodige de la guitare, sa curiosité d’esprit et les rencontres musicales qu’il a faites l’ont ensuite amené à franchir les frontières stylistiques et à aborder une large palette de la guitare moderne. C’est un guitariste éclectique qui a successivement abordé le flamenco, la musique latine, les rythmes du monde, le rock, le jazz fusion…, dans le cadre des formations les plus diverses et en jouant indifféremment de l’acoustique ou de l’électrique.
Jorge Martinez est né en Argentine et joue de la guitare depuis l’âge de 14 ans. Guitariste émérite, il est aussi compositeur, arrangeur, directeur musical et réalisateur.
Fondateur de plusieurs projets dont BUFALO (Rock latino) et MASA CRITICA (musique contemporaine) en Argentine. Il co-réalise le projet JOANNA MOON (Flamenco-musique latine) de Toronto. Il a aussi participé à l’enregistrement du deuxième album de DEEP THOUGHT AND TOUCHÉ (Hip-Hop, R&B) Vancouver, et dans l’album de la compositeure flûtiste CATHERINE POTTER / DUNYIA project, Montréal. Récemment il à enregistré dans l’album de THE BILZ (Urbain) Montréal.

Jorge Martinez is a “phenomenon of the guitar”.
Revealed at the middle of the 90s, the child prodigy knew how to cross brilliantly the cap of the maturity, asserting himself from day to day as a more and more inescapable musician in the world of the guitar and in that of the fusion, where it looks henceforth like reference. With Jorge, the virtuosity never goes indeed without the coolness of inspiration.
Guitar player, composer, arranger, musical director and producer, Jorge Martinez was born in Argentina. He has played guitar since he was 14 years old.
He founded many different projects such as BUFALO (latin-rock), and MASA CRITICA (contemporary music project) Argentine.
He co-produce the JOANNA MOON project (flamenco-latin music) Toronto, and collaborated in the recording of DEEP THOUGHT AND TOUCHÉ (hip-hop and r&b) Vancouver as well as CATHERINE POTTER / DUNIYA project, Montreal. Recently he collaborated in the recording of THE BILZ album (Urban music) Montreal.
At 31 years old, having “strolled” on almost all the fronts of the modern guitar, Jorge Martinez, at the top of his art, decides indeed to take up with the music of his heart.

Giornate della Cultura Cubana in Italia. Un inno alla creatività

Posted by admin on Oct-14-2008 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno. Danze alla Casa de la Comedia. La Habana. 2006Danze nella Casa de la Comedia. La Habana. Cuba . 2006 © Maria Giulia Alemanno

Come ogni anno in quest’epoca, Cuba offre al nostro paese la possibilità di conoscere la sua musica, la sua poesia, la sua arte, i suoi colori. Gli incontri proposti lungo tutta la penisola dall’Ambasciata Cubana in Italia, sono l’occasione per approfondire i mille aspetti di una cultura, ricca, vitale ed in continuo fermento. Perchè Cuba non è soltanto sole e spiagge meravigliose. E’ molto, molto di più. Terra di creatività ed invenzione. Isola da amare.

EMBACUBA ITALIA
OFICINA CULTURAL

JORNADA POR EL DIA DE LA CULTURA CUBANA EN ITALIA

FECHA: DEL 10 DE OCTUBRE AL 8 DE NOVIEMBRE 2008

PROGRAMA

NOCHE CUBANA EN TRIESTE
o Lectura de Poesía a cargo de Gaetano Longo (Italia) y Gerardo Soler Cedré (Cuba).
(Coordina Asociación Anphora de Trieste).
o Muestra de Cine con filmes sobre el Ché a cargo de la Asociación Lumiere de Trieste.
o Espectáculo de Música Popular Cubana (Fito Gress y su Grupo).
• Fecha: 10 de octubre.
• Lugar: Centro Cultural Knulp (Trieste).

ESPECTÁCULO “MUSICA Y CULTURA TAMBIÉN”.
Recital poético a cargo de Karel Leyva (Cuba)
Canciones de Arema Arega (Trovadora, Cuba)
Performer de Arte a cargo de la Asociación CUBEART
de Milano.
• Fecha: 10 de Octubre.
• Lugar: La Bodeguita del Medio (Milán)

ESPECTÁCULO DE MÚSICA Y BAILES “BOMBA CUBANA”. (ELENCO DEL BALLET DE LA TV CUBANA).
• Dirección y Coreografías: Eduardo Rosillo (Jr.)
• Fecha: 11 de octubre.
• Lugar: Asociación Ganas de Mar (Torino).

ESPECTÁCULO DE DANZA Y MÚSICA CUBANA, DEDICADO AL POETA NACIONAL CUBANO NICOLÁS GUILLÉN.
• Días: 18 y 19 de octubre.
• Lugar: Instituto Superior de Danza Cubana de Ercolano (Campania)
• Dirección: Lisette Agüero.

ACTIVIDAD CENTRAL DE LA JORNADA
• Recital: La Canción Tradicional Cubana
Intérprete: Ileana Jiménez (Cuba).
• (Graduada del Instituto Superior de Arte de Cuba.
• Graduada del Conservatorio Estatal de Música de Torino.
• Ex - integrante del Coro Exaudi).
• Lugar: Salón de los Espejos del IILA.
• DÍA: 20 DE OCTUBRE.
• Hora: 18:00 p.m.

PROYECTO CLAVE DEL SON
(Dirección: Irma Castillo y Ulises Mora)
Recital del Septeto Naborí (Son tradicional cubano)
Día: 22 de octubre.
Lugar: Café Caruso (Roma)

MUESTRA DE CINE CUBANO E INAUGURACIÓN EXPO CARTELES CINE CUBANO.
• Días: 23 al 27 de octubre.
• Lugar: Palermo (Sicilia).
• Hora: 19:00 p.m.
• Organizado conjuntamente con la Asociación Cultural Katakusinos de Palermo.

SERATA POR LA CULTURA CUBANA EN PISA
(Dedicada al Aniversario 80 del Natalicio del Ché y al cese del Bloqueo contra Cuba)
• Espectáculo Poético Musical de Luciano Fusi (Italia) con poemas de su libro “30 poemas al Ché”.
• Canciones de Silvio Rodríguez a cargo de Giulio D’Agnello.
• DIA: 25 de octubre.
o Hora: 20:00 p.m.
Organizado con el Círculo “Celia Sánchez” de la AAIC de Pisa.

RECITAL DEL PIANISTA MARCOS MADRIGAL (CUBA).
Obras de Lecuona, Cervantes, Saumell y otros.
Hora: 21:00 p.m.
Lugar: Librería Bibli (Roma)
Organizado con la Asociación Musical “Miss Philarmónica” de Roma.

FESTIVAL DE LA RUMBA
Espectáculos con bailarines (Columbia, Yambú y Guaguancó)
Competencias de bailes
Conciertos de percusión cubana
Dirige: Mario Quentin (bailarín y coreógrafo)
Días: 25 y 26 de octubre.
Hora: 18:00 p.m.
Lugar: Guidonia (Roma)
Organiza: Asociación AfroRumba (Roma).

PRESENTACIÓN DE LA GUÍA TURÍSTICO CULTURAL:

“Cuba: Guía por los secretos del Caimán”
Coordinador: Franco Costanzi
• Día: 30 de octubre.
• Lugar: Librería La Rináscita (Viale Agosta, Roma)
• Organizado con el Círculo de Roma de la AAIC.

JORNADAS CUBANAS EN GÉNOVA.
• Incluye: Exposición de fotografías de Roberto Fumagalli
• Presentación del libro Cuba Va de Roberto Fumagalli.
• Jornada del Turismo a cargo de la Oficina del Turismo de Cuba en Italia.
• Proyección de los filmes “Fresa y Chocolate” y “Memorias del Subdesarrollo”.
• Presentación de la novela “En el cielo con diamantes”, de Senel Paz.
• Inauguración de la exposición de carteles cinematográficos cubanos.
• Conferencia sobre La Literatura Femenina en Cuba a cargo de Alessandra Riccio.
• Espectáculo de Música Cubana.
• Días: 4 al 8 de Noviembre.
• Lugar: Fundación Casa América de Génova.

Maria Giulia Alemanno mostra a Terni i suoi Orishas

Posted by admin on Oct-5-2008 under Uncategorized
L'artista Maria Giulia Alemanno in studio

L'artista Maria Giulia Alemanno in studio davanti agli ultimi ritratti immaginari di Iroko, la ceiba, e di Osain, signore delle erbe medicinali. Nella sezione "Le opere" di questo sito, tutti gli Orishas che verranno esposti dal 10 ottobre al 6 novembre a Terni.

MARIA GIULIA ALEMANNO

MIS ORISHAS tra gli Altari della Santería Cubana

TERNI

Palazzo Primavera

Via Giordano Bruno, 3

10 ottobre – 9 novembre 2008

Comunicato Stampa

MARIA GIULIA ALEMANNO – MIS ORISHAS tra gli altari della Santeria Cubana. TERNI . Palazzo Primavera, Via Giordano Bruno, 3. 10 ottobre – 9 novembre 2008 Orari : da martedì a domenica 10 - 13 / 16 -19 Chiuso il lunedì. Una mostra personale organizzata dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia - Cuba, con il patrocinio della Città di Terni, in collaborazione con Associazione Culturale Onlus Elegguà di Torino.

Si va estendendo il Pantheon Yoruba di MARIA GIULIA ALEMANNO, l’artista italiana che Cuba riconosce come ambasciatrice dei propri Orishas, le divinità che gli schiavi portarono dall’ Africa , come unica ricchezza e speranza, quando giunsero in catene sull’isola a bordo di navi spagnole.

Per la prossima personale a Palazzo Primavera, Terni, Maria Giulia Alemanno ha realizzato su ruvida tela di sacco quattro nuovi grandi ritratti immaginari di divinità: Osain, signore delle erbe medicinali, Olokum, padrone degli abissi, Iroko, la ceiba, l’albero sacro che accoglie tutti gli Orishas, e Obba, simbolo della fedeltà coniugale e regina della solitudine. Le quattro opere integrano ed arricchiscono il coro dei dodici Orishas già esposti al Museo Humboldt di L’Avana, alla Thomson House di Montreal, negli spazi di Villa Burba a Rho, (Milano), al Museo Pigorini di Roma e in una sala personale nella mostra OLTRE IL BLU a Cigliano (Vercelli), aggiungendo nuovi simboli, nuovi colori, nuove narrazioni al caleidoscopico mondo delle divinità Yoruba, sul cui mistero l’artista da tempo indaga con passione.

La mostra, organizzata dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba, con il Patrocinio del Comune di Terni e la collaborazione dell’ Associazione Culturale Onlus Elegguà di Torino, è parte del progetto scientifico dal titolo ORISHAS. Sincretismi Afrocubani , curato dal Prof. Carlo Nobili, Direttore Demo -etno- antropologo presso il Museo Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma.

Il percorso espositivo che sarà inaugurato in occasione dell’Incontro Europeo di Solidarietà con Cuba in programma a Terni dal 10 al 12 ottobre, comprende inoltre una mostra fotografica sulla Santeria cubana e sulla Festa del Día de Reyes ed una grande istallazione di altari dedicati ad Obatalá, Changó, Ochún e Yemayá, quattro delle principali divinità dell’ olimpo afrocubano.

Così Maria Giulia Alemanno parla dei suoi ultimi “ritratti di divinità”:

Ancor oggi, dopo anni di studio e di ricerca che mi hanno permesso di conoscerli meglio, mi stupisco di come gli Orishas mi chiedano di manifestarsi. Questa volta avevo pensato di dipingerne altri.

Mi ero concentrata su Inle, il dio della pesca, gli Ibeyis, i gemelli della Regla de Ocha - anche così viene chiamata la Santeria –, Orisha Oko, il protettore dei contadini, e Agayú Solá, il gigante sincretizzato con San Cristoforo, patrono dell’ Avana. Avrei dovuto ricordarmi che, quando mi occupo di “storie santere”, è bene che io faccia appello alla razionalità soltanto per organizzare gli equilibri compositivi ed accostare i colori. Per il resto non posso che accettare, contro ogni logica, che al posto mio decidano gli Orishas.

Ho letto molto e molto ho ricercato, finchè ho sentito che era giunto il momento di preparare, ritagliandoli come sempre da una lunga pezza di tela di sacco, gli spazi destinati ad accoglierli. Inaspettatamente il primo a voler essere ritratto è stato Iroko, la ceiba. Impossibile sottrarsi al suo ordine. Iroko è il grande saggio che da sempre collega la terra al cielo. E’ il dio-albero che mai gli uomini, pena la sua incontenibile ira, dovranno abbattere. E neppure contraddire. Si è imposto dapprima con il suo sguardo senza tempo, remoto ed indagatore come quello di tanti vecchi d’ Africa. Poi il dio è comparso tra le foglie palmate ed i grandi fiori rosa della ceiba, simili a quelli delicati dell’ ibisco, il tronco è diventato il suo corpo rugoso di vecchio, la lanuggine dei frutti si è posata sui suoi capelli bianchi. Ho deposto per un attimo i pennelli, quasi a ringraziarlo d’avermi concesso di partecipare alla sua metamorfosi.

Il secondo a chiamarmi dalla profondità degli abissi, dove vive imprigionato da sette catene, è stato Olokum, padrone degli oceani. Misterioso e terribile, metà uomo e metà pesce, è talmente potente che, se mai si liberasse, distruggerebbe il mondo. Mi ha mostrato il corpo, più cupo dei fondali in cui si dibatte, ma non il volto, che solo agli iniziati è dato intravedere in sogno. Ha scelto un pesce dei caraibi come maschera tribale ed un collana color dei lapislazzuli per ricordarmi il suo legame struggente con le coste di Guinea.

Poi si è presentato Osain, padrone della Natura e la Natura stessa. Quasi grottesco come vuole la leggenda, con un solo braccio, una sola gamba, un solo occhio, un orecchio grande ed uno piccolo col quale ascolta, eppure meravigliosamente dignitoso ed elegante nel suo abito intessuto di piante della selva dal potere magico. In omaggio alla transculturazione , ne ho “cucito” per lui un altro, con i fili delle erbe, con le bacche ed i fiori che appartengono alla mia realtà: iperico, ortica, tarassaco, sorbo degli uccellatori, lavanda, salvia, rosmarino, rimedi naturali nostrani, poco esotici ma non meno efficaci. Un Osain afrocubano, mezzo monferrino, mezzo vercellese. Anche in questa libertà d’abbattere i confini e accettare le contaminazioni sta il bello e il buono della Santería.

Da ultima si è presentata Obba, moglie tradita di Changó, che, vuole il racconto, per amore e disperazione si tagliò un orecchio. Ripudiata, pianse tanto che le sue lacrime diedero origine a laghi e lagune. Ora, sconsolata ma in eterno fedele, forma, con Iewá e Oyá Yansá, che ho in precedenza dipinto, la trilogia de “las muerteras”, le guardiane del cimitero. L’ho ritratta nel suo lungo abito rosa e giallo, come una santa martire, mentre mostra il coltello insanguinato dell’ autodistruzione ed il sangue si mischia alle lacrime nella luce metallica di un temporale dei tropici.

Più leggo queste storie, più penso che il mondo degli Orishas, con le proprie lotte, i propri amori, i tradimenti, le riconciliazioni, sia il primo grande ispiratore dei romanzi e delle telenovelas che tanto appassionano il Centro ed il Sud America. Per questo gli afro cubani dialogano e si arrabbiano con i propri dei, come se fossero protagonisti delle storie senza fine, di gioia, disperazione, tormento e sensualità che si dipanano ogni giorno nelle loro case. Si tratta, in fondo, di divinità molto terrene, con gli stessi vizi e le stesse virtù degli esseri umani. E se il loro pianto dà vita ai laghi, e le loro braccia diventano rami e i loro abiti si convertono in onde, significa semplicemente che la metamorfosi è possibile, almeno nel territorio di confine tra la vita e il sogno.

In questo” Territorio dalle Mille Fonti” pesca la mia ispirazione per aiutarmi a costruire un Olimpo Yoruba in terra di risaia.

Sul sito: www.mariagiulia-alemanno.com alla voce MIS ORISHAS, tutte le immagini delle opere in mostra.

Per informazioni: amicuba@tiscali.it tel. 02 680862

Prof. Massimo Olivetti: 347 6793929
olivettim@tiscali.it

Maria Giulia Alemanno 339 3484147 crescentmg@gmail.com

A Terni l’ Africa e il Mediterraneo di Maria Giulia Alemanno

Posted by admin on Oct-4-2008 under Uncategorized
  1. Maria Giulia Alemanno in studio davanti a una sua opera
Maria Giulia Alemanno in studio davanti a una sua opera ispirata a Yemayá e Ochún, divinità della Santería Cubana. Nella sezione LE OPERE di questo sito, le immagini di tutti gli Orishas di Terni.

Presentazione del critico d’arte Massimo Olivetti alla personale di Maria Giulia Alemanno MIS ORISHAS tra gli Altari della Santeria Cubana che verrà esposta nelle sale di Palazzo Primavera a Terni, via Giordano Bruno 3 dal 10 ottobre al 9 novembre 2008. Organizzata dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, con il patrocinio del Comune di Terni e la collaborazione dell’Associazione Culturale Onlus Elegguà di Torino, la mostra è inserita nel progetto scientifico del Prof. Carlo Nobili, Direttore Demo - etno- antropologo presso il Museo Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma, dal titolo ORISHAS - SINCRETISMI AFROCUBANI che contempla inoltre un’esposizione fotografica sugli Altari della Santería Cubana e la Festa del Dia de Reyes e una grande installazione di Altari dedicati a Obatalá Changó, Ochún e Yemayá, massime divinità dell’olimpo afrocubano.
Orari
da martedì a domenica
10 - 13 / 16 -19
Chiuso il lunedì

Per informazioni
amicuba@tiscali.it
tel. 02 680862

AFRICHE E MEDITERRANEI


C’era una volta la barbarie. C’era una volta un tempo in cui gli uomini non rappresentavano se stessi, le proprie glorie, i trionfi, i successi o le emozioni e le attese.
Rappresentavano invece oscure forze della natura, dei o spiriti, per ingraziarli, venerarli, imitarli, accattivarli. Questo è il confine di quella che noi chiamiamo arte.
La rappresentazione di un mondo che ormai diventa più conosciuto, conoscibile e, quindi gentile, in contrapposizione con gli anni in cui l’esigenza era quella di immettere nell’oggetto o nel manufatto l’essenza vitale e la forza, per conferire al blocco di legno o di pietra, magia, scongiuro, potenza, vitalità.

La “barbarie”, in questa accezione, è una categoria universale che ha attraversato i secoli dell’antica Europa, come dell’Africa stessa. Uscivano dalle foreste africane, come dai boschi di conifere del nord, ma anche dalle spiagge del Mediterraneo, maschere lignee, monoliti, dolmen, effigi di graniti e arenarie. inconsapevoli di naturalismo, ma evocatori dell’oltre, pilastri di confine e tramiti tra l’umano e il soprannaturale, l’essere e l’esistere, la fragilità della vita e il potere della morte. Presenze ormai lontane e remote, sentinelle di un mondo lasciato alle spalle, ma ancora cariche del fremito dell’ignoto, potenti nella loro insondabilità, aliene e incom-prese.

Maria Giulia Alemanno questa “ barbarie” l’ha trovata a Cuba. Lei, pittrice di fuochi e di risaie, dice di aver scoperto nell’isola caraibica i colori che aveva sempre cercato. Ha trovato di più. Ha trovato nell’evocazione degli Orishas la chiave per esplorare l’universo della forza e della potenza primigenia. Non è casualità che i suoi spiriti danzino su tela di sacco.
La materia, in questo universo profondo, incorpora gli elementi vitali e li trasfigura. La ruvida iuta veste e calza spiriti incatenati e deportati tra due continenti.
Non è un caso che siano sospesi per aria, a marcare una distanza fisica e, contemporaneamente, ad esercitare un’attrazione magnetica. Così mi chiedo, per quale combinazione astrale lei, donna del nord, nata tra nebbie e orizzonti limitati e conclusi, può immergersi nel caos primitivo della consustanziazione tra umano e inumano, tra corpo e spirito. Per quali percorsi inconsci questa viaggiatrice di latitudini dell’anima e di emozioni ha trovato dentro di sé il modo di penetrare l’ancestralità remota. Come può il suo Changó incedere con la stessa eterea falcata, la stessa grazia sovrannaturale, del Principe dei Gigli del palazzo di Cnosso. O la sua Yemayá attingere il mistero in comunione con la Dea dei Serpenti minoica.
Nella mia sfera circoscritta posso solo limitarmi a registrare la compenetrazione tra l’immobilità pietrificata dei volti degli Orishas e quella delle Korai e dei Kouroi di una Grecia che ancora non aveva scoperto l’autocelebrazione dell’arte, ma conviveva con pitonesse, pizie, gorgoni ed erinni a cui erano sufficienti della semplici “tekne” per condividere le vite, gli altari e le mense degli umani.

Una risposta è che Maria Giulia possiede il mitico tappeto di Sindbad il marinaio, quello che permetteva di volare oltre lo spazio, oltre il tempo e di congiungere i mondi, Afriche e Mediterranei, risaie e foreste, cascine e santuari sciamanici, e così può sincretizzare barbarie e classicità e distillare le emozioni dai limiti, dai canoni, dalle convenzioni che millenni di civiltà hanno codificato.

Come nella Incantatrice dei serpenti di Rousseau il Doganiere nel nero profondo di una foresta metamorfica i rami diventano rettili e coloro che credevamo per sempre sepolti ritornano in vita evocati dalla trance pittorica di un barbaro artista, così gli Orishas di Maria Giulia trasvolano su tappeti di sacco Oceani e Mediterranei per ristabilire il vincolo di sangue e di sogno con il futuro del nostro passato.

Massimo Olivetti

Per Terni Maria Giulia Alemanno dipinge quattro nuovi Orishas

Posted by admin on Oct-3-2008 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno con i ritratti immaginari di Osain, Olokum, Iroko e Obba

Maria Giulia Alemanno tra i ritratti immaginari (da destra) di Osain, Olokum, Iroko e Obbá. Nella sezione "Le Opere" di questo sito, una serie di dipinti ispirati e dedicati a Cuba

Per la prossima personale, dal 10 ottobre al 9 novembre 2008 a Palazzo Primavera, Terni, Maria Giulia Alemanno, l’artista europea che meglio ha colto la profondità delle radice africane dell’isola di Cuba, ha aggiunto quattro nuovi Orishas al suo immaginifico pantheon Yoruba:: Osain, il dio delle erbe medicinali, Olokum, signore degli abissi, Iroko, la ceiba, l’albero sacro a cui accorrono tutti gli Orishas, Obbá, triste e sfortunata sposa di Changò, simbolo della fedeltà coniugale e regina della solitudine.

La mostra dal titolo MIS ORISHAS TRA GLI ALTARI DELLA SANTERÍA CUBANA organizzata dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba con il Patrocinio del Comune di Terni, in collaborazione con l Associazione Culturale Onlus Elegguà di Torino, fa parte del trittico di esposizioni ORISHAS - SINCRETISMI AFROCUBANI curate per l’occasione dal Prof. Carlo Nobili, Direttore Demo -etno- antropologo presso il Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma. ll percorso espositivo comprende inoltre una mostra fotografica sulla Santeria Cubana ed una grande installazione di altari dedicati a Obatalá, Yemayá, Ochún e Changó, le principali divinità dell’ olimpo yoruba.

MARIA GIULIA ALEMANNO

Mis Orishas tra gli Altari della Santería Afrocubana

10 ottobre - 9 novembre 2008

Palazzo Primavera

Via Giordano Bruno, 3

Terni

orari: da martedì a domenica 10.00 - 13.00 / 16.00 -19.00 Lunedì chiuso.

Per informazioni:

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba,

Via Pietro Borsieri 4 - 20159 Milano

tel. 02 680866 - fax 02 683082

www.italia-cuba.it

amicuba@tiscali.it

A Terni arrivano gli Orishas e i Sincretismi Afrocubani

Posted by admin on Oct-2-2008 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno: Osain

Maria Giulia Alemanno: Osain© - Acrilico su iuta cm 180 x 115 -2008. Nella sezione "Le Opere" di questo sito, le immagini degli Orishas in mostra a Palazzo Primavera, Terni

S’intitola

ORISHAS - SINCRETISMI AFROCUBANI

il progetto scientifico che il prof. Carlo Nobili, Direttore Demo- etno-antropologo presso il Museo Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma, realizzerà, con la collaborazione di Yohanka Alfonso Contreras, nella splendida cornice di Palazzo Primavera, Via Giordano Bruno, 3 a Terni dal 10 0ttobre al 9 novembre 2008.

orari: da martedì a domenica 10.00 - 13.00 / 16.00 - 19.00 Chiuso il lunedì

Sarà un’ immersione nella cultura dell’isola ricca e profonda, per svelare una Cuba ben diversa da quella “esplorata” dalla maggior parte dei turisti, una terra che trae alimento dalle radici dell’ Africa lontana, da dove arrivarono, ammassati su navi spagnole, gli schiavi che fortemente contribuirono nei secoli a costruirne l’identità.

A Cura dell’ Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, con il patrocinio del Comune di Terni e la collaborazione dell’Associazione Culturale Onlus Elegguá di Torino, l’evento s’inserisce all’interno dell’ Incontro Europeo di Solidarietà con Cuba che si svolgerà dal 10 al 12 ottobre nel Salone dei Congressi dell’Hotel Michelangelo a Terni.

In programma tre esposizioni. Una fotografica su

Gli altari della Santería Cubana e la festa del Día de Reyes

una grande installazione di

Altari della Santería Cubana

entrambe ad opera del Prof. Carlo Nobili

ed una terza dell’artista Maria Giulia Alemanno dal titolo:

Mis Orishas tra gli altari della Santeria Cubana

sedici grandi ritratti immaginari di divinità del Pantheon Yoruba realizzati su ruvida tela di sacco.

Così spiega la Santería il Professor Nobili nella presentazione di ORISHAS - Sincretismi Afrocubani:

A bordo delle navi negriere non vi erano soltanto uomini, donne e bambini, ma anche i loro dei, le loro concezioni del mondo, la loro tradizione, il loro sapere, il loro folklore, la loro poesia, la loro musica.
Per tale motivo il patrimonio mitico-rituale dell’etnia di origine non fu dimenticato del tutto e se le molte coercizioni subite scomposero i vincoli di lignaggio e compromisero l’organicità delle mitologie originarie, tuttavia la cultura afroamericana, nello specifico afro-cubana, è riuscita a ricomporre ricontestualizzare, anche in forme sincretiche e imprestiti culturali dalla cultura bianca (e per certi versi dalla india), quella porzione di culti africani di cui non si perse mai la memoria.
Arrivando a Cuba gli schiavi africani trovarono una molteplicità di santi e li adottarono nel loro sistema religioso reinterpretandoli e utilizzandoli come un mezzo per esprimere le loro concezioni religiose.
Fu così che gli “dei africani in esilio” si trasformarono in potenze regnanti sui territori dei culti afro-americani.
Ogni etnia africana portò a Cuba i tratti distintivi della propria cultura, così i Mandinga, come gli Iyesá, gli Ibibio, gli Ibo, gli Efi k, gli Ewé o i Fon. Tra i tanti gruppi, obbligati a lasciare la loro terra e ad affrontare una terribile traversata che molte volte faceva dell’Oceano la loro tomba, gli Yoruba, che provenivano principalmente dall’attuale territorio della Nigeria, ebbero un ruolo particolare nell’integrazione religiosa
dell’Isola e nello stabilire nuove valutazioni cosmogoniche, ancor oggi funzionali e ed efficaci. È indubbio che ad essi ed al loro sistema religioso, chiamato a Cuba Santería o Regla de Ocha, si debba il fondamento
della formazione di una nuova nazionalità caratterizzata da una identità culturale profondamente meticcia e transculturale; una alchimia, che, costituita dal modo di essere del cubano, di vedere il mondo, di sentire, di
camminare, di fare musica e comportarsi, è giunta ai nostri giorni grazie alla grande vivacità della cultura negra.
Ogni santo (orisha) del pantheon yoruba ha oggetti, colori, elementi naturali che lo raffigurano simbolicamente e su cui questi ha potere. Il fedele, si avvicina all’altare scuotendo l’ acheré (una maraca) per
chiamare il santo, si prostra dinanzi ad esso, o, gli chiede grazie e favori, gli parla delle proprie inquietudini e gli fa quindi un’offerta simbolica (denaro, dolci, una candela, un sigaro, ecc.).
Venerare questi oggetti su un altare, accendendo candele e offrendogli cibi costituisce uno degli aspetti più
importanti della religiosità cubana. Tutte queste pratiche sono tese ad instaurare un rapporto diretto e personale con la divinità, chiamandola, chiedendogli consigli, o, addirittura, insultandola, se questa tarda nell’erogare i suoi favori.

Per informazioni:

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba,

Via Pietro Borsieri 4 - 20159 Milano

tel. 02 680866 - fax 02 683082

www.italia-cuba.it

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