Archive for January, 2009

Antonio Baiano: scatti e note di viaggio nel Kurdistan turco

Posted by admin on Jan-31-2009 under Uncategorized

Lungo il Tigri. Hasankeif

Lungo il Tigri. Hasankeif©Antonio Baiano

Si è inaugurata ieri al Caffè Basaglia di Torino, dove rimarrà esposta fino al 12 febbraio, la mostra fotografica

KURDI -L’identità negata

di Antonio Baiano.

Le trenta immagini, realizzate durante un viaggio di solidarietà nel Kurdistan turco, rimarranno esposte nello spazio di via Mantova 34 fino al 12 febbraio. Una mostra di grande suggestione ed intensità, come ormai ci ha abituati Baiano che sa cogliere in un istante, in un gesto, in uno sguardo, drammi, delusioni e speranze di realtà spesso ignorate o colpevolmente dimenticate.

Le note che seguono sono state scritte da Antonio Baiano ad accompagnamento delle proprie immagini. Sintesi di un diario di viaggio non ancora concluso, ci aiutano a comprendere e a riflettere sulla storia di un popolo che, ormai da anni , tenta dolorosamente di difendere e salvare le proprie radici e la propria identità.

Baraccolopi di Ayazma.

Panni stesi nella baraccopoli di Ayazma. © Antonio Baiano

Kurdistan turco: Brevi note di viaggio

Il popolo curdo ha origine in quell’area geografica culla della civiltà, l’antica Mesopotamia, laddove scorrono i fiumi Tigri ed Eufrate, ed è attualmente disperso nelle aree confinanti di diversi Paesi: Siria, Iraq, Iran, Turchia ed Armenia. Il Kurdistan turco è tuttora una regione esplosiva, in cui il mancato riconoscimento dei diritti linguistici e culturali della popolazione curda e la repressione delle istanze di democrazia hanno innescato un conflitto che dagli anni ’80 dura tuttora. La guerra contro il PKK ha quindi portato ad una serie di repressioni e danni economici ed ambientali alle popolazioni curde dei villaggi che hanno costretto molti di loro a migrare creando grandi e fatiscenti bidonville alle periferie dei centri maggiori come quella di Ayazma ad Istanbul. Ma, oltre all’azione armata, ciò che assume aspetti assai preoccupanti è la restrizione della libertà in tutte le sue forme, dalla proibizione dell’insegnamento della lingua alle violente repressioni durante le manifestazioni identitarie come il Newroz, il capodanno curdo.
Questo è stato il mio primo viaggio nel Kurdistan turco. Nonostante la barriera della lingua, ho potuto percepire e comprendere la dignità e compostezza dei suoi abitanti; ho conosciuto la forza delle donne che, strette fra la tradizionale cultura maschilista e la repressione che colpisce loro ed i propri familiari, devono portare avanti silenziosamente una lotta quotidiana per una vita dignitosa. Ho incontrato rappresentanti politici e di associazioni umanitarie locali che devono condurre una battaglia giornaliera per affermare i diritti elementari propri e del loro popolo. Faruk Serkan, vice sindaco di Dogubeyazit, ci ha detto: ”Se manca la libertà, se le donne vengono torturate, se continua la guerra sporca contro il popolo curdo, nessuna solidarietà materiale può sanare queste ferite. A voi chiediamo di raccontare quanto avete visto, sentito, capito affinché possiamo presto riabbracciare i nostri figli sulle montagne e perché nessun soldato turco debba più perdere la vita in questa guerra”. Credo che in queste parole si possa leggere il desiderio di questa gente: il riconoscimento della propria dignità di Popolo e di poter vivere nella propria terra in pace e libertà.
Penso che questo già difficile evento non sarà mai possibile senza la nostra testimonianza e sostegno; il peggior nemico della nostra e altrui libertà é infatti proprio l’indifferenza nei confronti di coloro che vengono privati della voce per far sentire il proprio grido di libertà.

Insieme all’associazione “Verso il Kurdistan” ho visitato alcuni dei luoghi più “caldi”, non solo climaticamente, del Kurdistan turco, a cominciare da Hasankeif. Adagiata sulle rive del Tigri, questa cittadina è un sito archeologico ultramillenario che rischia di essere cancellato da un sistema di dighe voluto dal governo turco. L’ampio bacino idrico che si verrebbe a creare renderebbe insostenibile il clima già difficile della zona e, oltre a distruggere millenni di storia e l’ecosistema del Tigri, costringerebbe a sfollare più di 50000 persone.
A Siirt, assediata militarmente, incontriamo alcune madri e mogli di detenuti politici, sostenute dalla nostra associazione e da una locale. É stato per me uno degli incontri più coinvolgenti e ricchi di umanità, nonostante la lingua ci impedisse di comunicare con le parole.
Dogubeyazit, come Siirt e Şirnak, è fortemente militarizzata; qui lo stato di guerra si percepisce fortemente. Tutta la zona circostante del Monte Ararat è zona militare chiusa ed è soggetta a bombardamenti, con conseguenze pesanti su turismo, pastorizia e commercio, e l’80% della popolazione ha grosse difficoltà economiche. Tuttavia qui abbiamo una buona notizia: un allevamento industriale di galline creato grazie al finanziamento di un uomo d’affari americano. L’allevamento dà lavoro a 6 persone, ma consente soprattutto alla municipalità di mantenere agli studi 5000 bambini poveri e di aiutare tanti bambini di strada. Qualche buona notizia anche da Nusaybin, ai confini con la Siria, dove il sostegno alla “Locanda delle donne” ha permesso ad 8 ragazze, congiunte di vittime della repressione, di trovare lavoro e aiuto per le loro famiglie.
A Van, caratterizzata da dintorni con un passato millenario e dal lago più grande della Turchia, la repressione durante il Newroz è stata durissima con 2 morti, centinaia di feriti ed arresti: vi giungiamo proprio in occasione dell’apertura di alcuni processi per quei fatti.
Lasciato il Kurdistan visitiamo Yusufeli, piacevole cittadina nella regione orientale ai confini con la Georgia: anche qui Ankara vuole costruire un sistema di dighe sul fiume Cohru che distruggerà l’ecosistema e costringerà la popolazione dei villaggi a sfollare, avendo perso, oltre alla casa, le fonti di sostegno economico come l’agricoltura ed il turismo. Giungiamo infine a Trebisonda, sul Mar Nero. La città ha un 50% di disoccupazione ufficiale e i Lupi Grigi gestiscono prostituzione e traffico di droga in collaborazione con la malavita. Qui islamismo e nazionalismo si confondono e si intrecciano in un mix infernale. Giovani disoccupati diventano manovalanza a basso costo, facilmente manovrabili da organizzazioni che usano la loro rabbia e la loro mancanza di prospettive contro curdi, armeni, militanti di sinistra, democratici in genere. Qui è stato assassinato don Santoro.
Terminiamo il nostro viaggio a Istanbul, dove visito la baraccopoli curda di Ayazma, a due passi dali’ultratecnologico stadio “Ataturk”. Quasi del tutto sfollata per costruirvi nuovi palazzi, sono rimaste ancora alcune famiglie. Gran parte dei profughi é stata portata nel cosiddetto “quartiere delle torri”, palazzoni color pastello dove vengono stipati, soggetti a mutui ventennali che non riusciranno a rimborsare. Qui incontro Gewer Akhtaş, originaria della campagna attorno a Kars. Dopo la distruzione del suo villaggio ad opera dei militari é costretta a stabilirsi con la sua famiglia ad Ayazma da cui è stata mandata via di recente. Nonostante possa chiamarsi “fortunata”, perché suo marito guadagna in maniera sufficiente per pagare l’affitto e vivere in maniera dignitosa, Gewer è infelice: le mancano la sua terra, i suoi animali, il suo paese: il Kurdistan.

la nuova vita di

la nuova vita di Gewer ad Istambul. ©Antonio Baiano

Antonio Baiano (Napoli, 1962) vive e lavora a Torino dal 1990. Esordisce aggirandosi con la macchina fotografica tra i palcoscenici del jazz torinese; dal 1997 al 2001 è suo il ruolo di fotografo ufficiale della rassegna ‘Linguaggi Jazz’.
Col passare del tempo matura un forte interesse nei confronti del reportage, che considera un efficace strumento di esplorazione del reale nelle sue molte stratificazioni; seguendo questo nuovo impulso, partecipa ai workshop di David H. Harvey, Kent Kobersteen, Tomasz Tomaszewski e Alexandra Boulat. I suoi “vagabondaggi” lo portano in mille contrade (Europa, Oceania, Sudamerica…), di cui si impegna a fotografare la vita quotidiana con un taglio ‘intimista’, che trascende la mera documentazione fotografica.
Nel 2001 avvia un progetto sulle religioni afro-caraibiche, ‘Radici’, che lo spinge a fotografare la Santeria a Cuba ed il Candomblè in Brasile; le foto di Radici sono conservate presso il Museo Etnografico Pigorini di Roma e la Casa de Africa dell’Avana (Cuba).
Antonio è membro della emergente agenzia fotografica torinese Porphirius e dell‘associazione americana ASMP (American Society of Media Photographers). Ha pubblicato su diversi periodici come Musica Jazz, collezioni Edge, Volontari per lo sviluppo, Affari e Finanza, Repubblica, e pubblica regolarmente su All About Jazz. Ha al suo attivo numerose mostre in Francia, Cuba, Roma e Torino.

GUIDO NASI. Nuoto un po’ di felicità in un mare di lacrime

Posted by admin on Jan-26-2009 under Uncategorized
Guido Nasi con Alberto Granado nel settembre 2008 a Torino

Guido Nasi con Alberto Granado nel settembre 2008 a Torino.© Maria Giulia Alemanno

Presentazione del nuovo libro di

GUIDO NASI

Nuoto un po’ di felicità in un mare di lacrime

Biblioteca Gabriele D’annunzio

TORINO

Via Saccarelli 18

Venerdì 6 Febbraio, ore 18

Guido Nasi presenterà il suo libro, con letture del Piccolo Teatro dell’Arte.

Introdurrà la serata la giornalista de La Stampa Maria Teresa Martinengo di cui pubblichiamo il commento.

SOTTO LA PELLE DELLE PAGINE

Maria Teresa Martinengo

Non lasciatevi prendere dal titolo di questo librino, che può sembrare eccessivamente zuccheroso. Perché Guido Nasi non lo è e neppure i suoi scritti: questa è la sua seconda uscita dopo lo spartiacque avvenuto nove anni fa, che lo ha obbligato a rivedere i progetti e gli obiettivi,a ridimensionare i desideri. Insieme alle poesie ci sono otto racconti brevi che parlano di fatti che avvengono nei metri quadri di casa, il viaggio verso il frigorifero per prendere una bibita, l’impresa della Vestizione, Una Delle Più Valorose Gesta Mai Compiute…, fatti descritti con derisione, con umorismo nei racconti di gesti goffi, impacciati, maldestri, compiuti per operazioni che sembrano banali.

Le poesie di Guido, che si avvicinano e convivono con la prosa, tutte, hanno il peso di una vita che è stata fermata a un certo punto, la collera (se un dio esiste, è incommensurabilmente cattivo, p.74), la ribellione, e anche la leggerezza portata dall’ironia, una specie di doppio sguardo: quello dentro, rabbioso, e quello delle stesse cose viste da fuori, raffreddate, taglienti, sottili, che arrivano dellevolte a far ridere. L’ode alla coca-cola (p.78), il risveglio (p.67) sono due chicche.

La felicità dichiarata nel titolo non si sa se sia l’eco che rimane quando si scrive, quando si è coinvolti dentro una storia, quella specie di benessere che dà la creazione di un’idea scritta, di un verso finito, che lega quello che si vede con quello che invece no, e compare sulla pagina trasfigurato, reale, vero. E se si pubblica, tutti possono leggere i lampi di felicità, sentire il rumore delle bracciate nel mare, qualcuno può anche ridere di qualche espressione: intanto la rabbia, il tormento viene distribuito ai lettori insieme alla risata. Questo è il lusso della scrittura.

A Torino è possibile acquistare il libro alla Torre di Abele, in via Pietro Micca, 22.

Autore: Guido Nasi
Titolo: Nuoto un po’ di felicità in un mare di lacrime
Isbn: 978-88-6281-145-3
Euro: 10,00
Pagine: 96

Formato: 11,5×20

Editore: Altromondo Via C. Davila 14, 35100 Padova.

Tel. 0444 381614
Fax 0444 1720334
info@altromondoeditore.com

Torino: Al Caffè Basaglia il Kurdistan di ANTONIO BAIANO

Posted by admin on Jan-26-2009 under Uncategorized

“

KURDI, L’’IDENTITÀ’ NEGATA”

mostra fotografica di

ANTONIO BAIANO

30 gennaio - 12 febbraio 2009

Circolo ARCI “Caffè Basaglia”

Via Mantova 34, Torino

Vernissage 30 gennaio , ore 19:00 con degustazione di dolci e thé kurdi.

Seguirà un incontro con l’’ associazione “Verso il Kurdistan” durante il quale verrà fatto il punto sulla situazione corrente nel Kurdistan turco e sarà proiettato un video sulle violente repressioni occorse durante lo scorso Newroz (il Capodanno curdo).

Antonio Baiano

Antonio Baiano©Paesaggio kurdo

Scelte tral e migliaia scattate la scorsa estate durante un viaggio di solitarietà in Kurdistan, le trenta fotografie che Antonio Baiano espone al Caffè Basaglia, confermano la sua straordinaria capacità di cogliere attimi e sguardi, costruendo un racconto per immagini che ci porta direttamente e profondamente a conoscere l’anima di un paese e di un popolo.

Antonio Baiano. Attimo Kurdo

Antonio Baiano. © Attimo Kurdo

Napoletano di origine, torinese di adozione, Baiano ha il dono raro di renderci totalmente partecipi delle sue narrazioni visive. Famose le fotografie di Yadira, la piccola cubana iniziata alla Santería, meravigliosi i suoi reportages sul Candomblé in Brasile, indimenticabili i suoi ritratti di gente comune. Come questa madre kurda che nell’assoluta immobilità ci trasmette, dignitosa il suo dramma.

Antonio Baiano, Siti Sen, madre di un detenuto politico

Antonio Baiano© Siti Sen, madre di un detenuto politico

www.antoniobaiano.photography.com

www.caffebasaglia.org

tel: 011 19708848

A Roma il 1° festival di Cinema e Letteratura Latinoamericana

Posted by admin on Jan-24-2009 under Uncategorized
festival del cinema e

Un evento imperdibile!

L’Associazione Culturale Nuovi Orizzonti Latini

presenta

1° FESTIVAL DI

CINEMA E LETTERATURA

LATINOAMERICANA

Omaggio all’attrice messicana OFÉLIA MEDINA

28 gennaio - 1 febbraio 2009

La conferenza stampa inaugurale alla presenza dell’attrice Ofélia Medina e dell’attore/conduttore televisivo Neri Marcorè si terrà mercoledì 28 gennaio alle ore 17.00 presso la Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini di Roma.

Alle ore 19:00

VOCES MEXICANAS

Ofélia Medina canterà alcune poesie di Sor Juana Inés de la Cruz, di Rosario Castellanos e frammenti del diario di Frida Khalo, presso la Sala Marco Aurelio dei Musei Capitolini di Roma.

Ingesso gratuito

ospite d’onore, Ofélia Medina, considerata una delle più prestigiose attrici latinoamericane, è una delle prime artiste in Messico ad aver ottenuto un successo internazionale grazie al suo lavoro nel cinema, nel teatro, in televisione.
Nel corso di quattro giornate, il Festival presenterà una panoramica di film basati su opere letterarie ed anche sulla vita di Scrittori/Poeti latinoamericani, come Sor Juana Inés de la Cruz, Gabriela Mistral, Jorge Luis
Borges, Julio Cortázar, César Vallejo, Juan Rulfo, Carlos Fuentes, José Mara Arguedas ed Octavio Paz.L’ospite d’onore, Ofelia Medina, considerata una delle più prestigiose attrici latinoamericane, è una delle prime artiste in Messico ad aver ottenuto un successo internazionale grazie al suo lavoro nel cinema, nel teatro, in televisione e in radio, ed anche per il suo impegno umanitario in difesa delle comunità indigene del Messico.La manifestazione si avvale dell’adesione Presidenziale attraverso la Medaglia D’Argento e conta sul Patrocinio dell’Ambasciata del Messico, dell’Ambasciata dell’Argentina; della Regione Lazio, della Provincia di Roma, del Comune di Roma (Presidenza del Consiglio Comunale), dell’Università “La Sapienza” di Roma, dell’Università Roma Tre, dell’Istituto Cervantes di Roma, della Fondazione Cinema per Roma e del SNCCI (Sindacato di Critici Cinematografici d’Italia).Il Festival si svolgerà presso

la Casa Argentina ,Ambasciata Argentina - V. Veneto, 7 – Piazza Barberini

la Casa del Cinema ,Largo Marcello Mastroianni,1

il Nuovo Cinema Aquila ,Via L’Aquila, 68 – Il Pigneto

Per maggiori informazioni sul programma e gli orari visitate dal 21 gennaio il sito:

www,nuoviorizzontilatini.it

Uff. Stampa Nuovi Orizzonti Latini Cell: 333 7548526

e-mail: nuoviorizzontilatini@fastwebnet.it

Pubblichiamo con piacere il

PROGRAMMA DEL I FESTIVAL DI CINEMA E LETTERATURA SUDAMERICANA

sicuri che si rivelerà l’inizio di una meravigliosa avventura destinata a grande successo.

Casa Argentina – Via Veneto, 7 - Metro Barberini

Giovedì 29 gennaio

Ore 16:00

Yo, la peor de todas/ Io, la peggiore di tutte

Regia: María Luisa Bemberg, Argentina, 1990, 107, V.O. Spag, Sott. Inglese, Italiano

Basato sul romanzo “Sor Juana Inés de la Cruz o las trampas de la fe” del Premio Nobel Octavio Paz, il film narra la storia dei conflitti di Sor Juana con la chiesa cattolica del XVII secolo e della sua relazione con la viceregina che, insieme al marito, il vicerè, conferisce la sua protezione a Suor Juana.

Juana era una ragazza intelligente che scelse la vita religiosa per poter studiare e scrivere, e per non essere obbligata a sposarsi.

Ore: 18:00

Gabriela del Elqui, Mistral del Mundo

Regia: Luis Vera, Cile, 2006, 87’, V.O Spag/Ing.. Sott. Italiano

La maggior espressione della poesia femminile del novecento, è una delle voci più alte della poesia ispano-americana moderna: la cilena Gabriela Mistral (1889- 1957), pseudonimo di Lucia Godoy Alcayaga (Gabriela lo sceglie citando due poeti che ammirava profondamente: Federico Mistral e Gabriele d’Annunzio). Nel 1946 - l’anno in cui il mondo stava uscendo dall’incubo della guerra – a Gabriela Mistral fu assegnato il premio Nobel per la letteratura. Per la terza volta ad un autore di lingua spagnola, e per la prima volta ad un’autrice latinoamericana.

Casa del Cinema – Largo Marcello Mastroianni, 1

Giovedì 29 gennaio

Ore 20.00

Frida, naturaleza viva/ Frida, la natura vivente

Regia: Paul Leduc, Messico, 1984, 108’, V.O. Spag. Sott. Italiano

La tormentata vita di Frida Kahlo, una delle artiste di punta del muralismo messicano. I suoi rapporti con la grave malattia che la colpì e con alcuni dei personaggi più emblematici dell’epoca fino alla prematura scomparsa…

Paul Leduc, notevole creatore, ritrae la vita di Frida Kahlo, la pittrice messicana più conosciuta in tutto il mondo. Attraverso gli occhi della celebre artista, scopriamo il suo rapporto con Diego Rivera, il celebre muralista Messicano (Juan José Gurrola), e con Leon Trotsky (max Kerlow), durante il suo esilio in Messico dopo la persecuzione stalinista, come pure il valore artistico, intellettuale e la lotta sociale in Messico a metà degli anni Quaranta.

Alla presenza della protagonista: OFELIA MEDINA

Ore 22.00

Gertrudis Bocanegra

Regia: Ernesto Medina, Messico, 1992, 97’, V.O. Spagnolo.

Gertrudis Bocanegra è una giovane creola di Michoacán, che vive durante il turbolento periodo della guerra d’Indipendenza messicana. Figlia di un commerciante spagnolo, Gertrudis frequenta l’alta borghesia e i militari; ma grazie alla sua tata purépecha, impara la lingua e prende coscienza delle ingiustizie che gli indigeni subiscono. Attraverso un amico, conosce il parroco Miguel Hidalgo, questo incontro segnerà il suo destino, Gertrudis si unisce alla causa libertaria e dedica il resto della sua vita ad essa, finché sarà arrestata e fucilata il 10 ottobre del 1817.

Reparto: Ofelia Medina, Angélica Aragón, Eduardo Palomo.

Casa Argentina

Venerdì 30 gennaio

Ore 16:00

Cortázar

Regia: Tristán Bauer, Argentina, 80’, 1994, V.O. Spag.

Documentario biografico sullo scrittore argentino Julio Cortázar. E’ una ricerca di alcuni aspetti della sua vita, narrati dallo stesso autore e dall’attore Alfredo Alcón. Il film narra la sua vita quotidiana in Francia, i suoi compromessi politici nel Maggio francese del 1968 e il suo appoggio alla rivoluzione in America Latina guidata dal Che Guevara. Inoltre include una messinscena del racconto sul pugile Torito.

A seguire:

César Vallejo: Poeta peruano

Regia: Danny Gavidia, Perù, 2001, 45’, V.O. Spag. Sott. Italiano

Documentario/fiction sulla vita, malattia e morte del grande Poeta. César Vallejo (1892-1938) è stato uno dei massimi interpreti della letteratura e cultura ispanoamericana. L’intellettuale peruviano studiò e insegnò all’Università Nazionale di Trujillo prima di trasferirsi in Europa dove morì, a Parigi, il 15 aprile 1938.

Danzak

Regia: Gabriela Yépes. Perú, Fiction, 2008, 19’, V.O. Spag/Quechua; Sott. Italiano

Basato sul racconto La agonía de Rasu Ñiti (1962)di José María Arguedas. Nella storia, Arguedas narra le ultime ore di un ballerino di danzak, che utilizza le poche forze rimaste per danzare, mentre agonizza, fa suonare le sue ‘’forbici’’ e si rivolge al suo dio condor o Wamani. Il danzatore indio muore in trance prima che si volga al termine un cerimoniale spettacolare tenuto dinnanzi ai vicini di casa che lo accompagnano per salutarlo.

José María Arguedas: Hermano, compañero de sangre

Regia: Rómulo Franco Ruiz-Bravo, Perù, 2006, 39’, V.O. Spag.

Il video include immagini della vita dello scrittore, dati biografici, interviste a personaggi chiave ed immagini inedite degli scenari in cui ha vissuto l’autore di Los ríos profundos. I commenti della presentazione sono del decano della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Luis Peirano; Cecilia Rivera, docente del Dipartimento di Scienze Sociali, e lo storico Antonio Zapata.

Introduce: Professore Antonio Melis – Università di Siena.

Segue: Mabel Rivas interpreta il poema Llamado a algunos doctores, di José María Arguedas.

Venerdì 30 gennaio

Casa del Cinema

Ore 20:00

Introduce: Prof.ssa Rosalba Campra (Università “La Sapienza” di Roma)

Un amor de Borges

Regia: Javier Torre, 2000, 93’, V.O. Spag,. Sott. Italiano.
Interpreti principali : Jean Pierre Noher e Inés Sastre.

Ispirato al libro di memorie di Estela Canto: Borges a contraluz (Borges in controluce), racconta la passione impossibile di un uomo buono, dalla educazione umanistica e dalla vita austera che si innamora di una donna più giovane di lui.

Quest’uomo si chiama Jorge Luis Borges che, all’età di 46 anni, continua a vivere con la madre, lavora in una modesta biblioteca e non è ancora conosciuto dal grande pubblico. È un conservatore, sempre sottoposto agli obblighi familiari, molto timido e con gravi problemi di vista.

Jogo subterrâneo/Juego subterráneo/Gioco Sotteraneo

Dir: Roberto Gervitz, Brasil 2005, 108’, V.O. Portugués. Sott. Italiano

Sotterraneo del gioco d’azzardo è un singolare storia d’amore. - Ispirato dalla storia ‘’Manuscrito encontrado en un bolsillo”, di Julio Cortázar.

Martin, un pianista di piano bar, si sottomette ossessivamente ad un gioco che ha inventato per trovare la donna della sua vita - un gioco il cui campo è formato dal groviglio di linee della metropolitana-. Martin entra in un vagone con un percorso predeterminato, e sceglie una donna che lo attrae. Da lì non resta che aspettare che anche lei faccia il suo cammino. Solo allora può avvicinarsi . Il gioco è molto difficile, quasi impossibile. Nei suoi costanti e frustrati tentativi, Martin incontra diversi personaggi che cambieranno la sua vita…

Sabato 31 gennaio

Nuovo Cinema Aquila

v. Aquila, 68 – Il Pigneto

Ore 20:00

Del olvido al no me acuerdo

Regia: Juan Carlos Rulfo, Messico, 2000, 74’, V.O. Spagnolo Sott. Inglese

La memoria e i ricordi di un gruppo di anziani e adulti nello stato messicano di Jalisco. Il pretesto è la ricerca di Juan, di cui nessuno ricorda nulla. Il desiderio di assemblare il puzzle in cui Juan è diventato una specie di mito, ci porta a scoprire personaggi autentici.

Il personaggio che tutti chiamano “Juan” non è altro che lo scrittore Juan Rulfo, autore di “La pianura in fiamme” e “Pedro Paramo”, due delle più importanti opere di letteratura messicana. Il film è in un certo senso, secondo il regista (figlio dello scrittore), simile al romanzo del padre, in cui anche un bambino cerca sua madre. Del olvido al no me recuerdo è per metà documentario e testimonianza sulla vita del grande scrittore messicano.

Introduce il Prof. Stefano Tedeschi (Università “La Sapienza” di Roma)

Ore 20.00

Frida, naturaleza viva / Frida, la natura vivente

Regia: Paul Leduc, Messico, 1984, 108’, V.O. Spag. Sott. Italiano

La tormentata vita di Frida Kahlo, una delle artiste di punta del muralismo messicano. I suoi rapporti con la grave malattia che la colpì e con alcuni dei personaggi più emblematici dell’epoca fino alla prematura scomparsa…

Paul Leduc, notevole creatore, ritrae la vita di Frida Kahlo, la pittrice messicana più conosciuta in tutto il mondo. Attraverso gli occhi della celebre artista, scopriamo il suo rapporto con Diego Rivera, il celebre muralista Messicano (Juan José Gurrola), e con Leon Trotsky (max Kerlow), durante il suo esilio in Messico dopo la persecuzione stalinista, come pure il valore artistico, intellettuale e la lotta sociale in Messico a metà degli anni Quaranta.

Alla presenza della protagonista: OFELIA MEDINA

Seguirà un vino d’onore.

Ore 22.00

Ernesto Cardenal: Solentiname

Regia: Modesto López, México, (girato in Costa Rica e Nicaragua); 2006, 87’, V.O. Spag. Sott. Italiano.

Un pilastro della vita e dell’opera di Ernesto Cardenal è la ricerca della divinità che è presente nella quotidianità. Nelle interviste realizzate in Nicaragua, Costa Rica e Cuba, si affronta la sua poesia, la scultura e la meravigliosa opera che realizzò in Solentiname, alla quale si unirono contadini e pescatori di queste isole, dove diventarono pittori, artigiani, poeti e rivoluzionari.

Domenica 1 febbraio

Nuovo Cinema Aquila

Ore 18.00

Jogo subterrâneo/Juego subterráno

Dir: Roberto Gervitz, Brasil 2005, 108’, V.O. Portugés. Subt. Italiano

Sotterraneo del gioco d’azzardo è un singolare storia d’amore. - Ispirato dalla storia ‘’Manuscrito encontrado en un bolsillo”, di Julio Cortázar.

Martin, un pianista di piano bar, si sottomette ossessivamente ad un gioco che ha inventato per trovare la donna della sua vita - un gioco il cui campo è formato dal groviglio di linee della metropolitana-. Martin entra in un vagone con un percorso predeterminato, e sceglie una donna che lo attrae. Da lì non resta che aspettare che anche lei faccia il suo cammino. Solo allora può avvicinarsi . Il gioco è molto difficile, quasi impossibile. Nella suoi costanti e frustrati tentativi, Martin incontra diversi personaggi che cambieranno la sua vita…

Ore 20.00

Donde acaban los caminos / Dove finiscono i sentieri

Regia: Carlos García Agraz; Guatemala, 2003, 82’, V.O. Spag. Sott. Italiano

Basata sull’omonimo libro, scritto da Mario Monteforte Toledo, Donde Acaban los Caminos ci fa ritornare al Guatemala del passato per raccontare la storia di un dottore che arriva in un paese lontano dalla città per esercitare la propria professione. Lì la divisione tra i ladinos e indigeni era molto forte, tuttavia ciò non interessava al dottore, il quale visitava nella sua clinica qualsiasi persona. In questo modo riesce a curare un’epidemia di tifo in un villaggio indigeno situato tra le montagne, convincendo gli abitanti a bruciare le loro case per evitare la diffusione dell’epidemia. In questo villaggio conosce Maria, una giovane indigena di 17 anni della quale s’innamora…

Ore 22:00

¿No oyes ladrar los perros? / N’entends-tu pas les chiens aboyer?

Regia: Francois Reichenbach, Messico – Francia, 1974, 88’, V.O. Spagnolo

Argomento: Carlos Fuentes, basato sull’omonimo racconto di Juan Rulfo

Il film è basato sul racconto che riguarda la tragedia di un padre che deve portare a tutti i costi il figlio ferito, o forse morto, durante la notte con la sola speranza di raggiungere un villaggio, nonostante il reciproco rancore che provano l’uno nei confronti dell’altro. I personaggi sono solo il padre e il figlio criminale, e una madre morta che viene nominata durante un discorso. Tutto il resto è vago, compresa la posizione e le distanze.

Dar Al Anda Gallery-Amman.Giordania. L’ARTE AIUTA GAZA

Posted by admin on Jan-17-2009 under Uncategorized

http://www.artwfg.ps/sharef/photo/07/400/ph%20sh%20(93).jpg

Shareef Sarhan© - La Colomba del bimbo di Gaza

Questa immagine di pace appartiene all’album di a Shareef Sarhan, artista palestinese di grande sensibilità, fotografo professionista, free-lance designer, nato a Gaza nel 1976, in questi giorni testimone della tragedia. Le sue fotografie, intense, bellissime in:

www.artwfg.ps/shareef.htm

Tra le tante iniziative che si stanno moltiplicando in tutto il mondo per aiutare i bambini e le madri di Gaza segnaliamo la mostra EXHIBITION FOR THE SAKE OF GAZA CHILDREN organizzata da una galleria in Giordania. Ventitre artisti hanno donato una o più opere, altri si aggiungeranno…

La raccolta dei fondi avrà luogo

da domenica 18 gennaio 2009 alle ore 18.00 a

mercoledì 4 febbraio 2009 alle ore 19.00

alla

Dar Al Anda Gallery

Jabal Al Webdeh

Amman

Per informazioni

Telefono: 0096264629599

Fax: 009626462959

majdo@daralanda.com

www.daralanda.com

Qui di seguito il messaggio inviato dagli organizzatori perchè anche l’Arte, in momenti d’emergenza e di dolore, possa tradursi in un gesto solidale.

As always, I am used to have your support in all the events and actions we make at Dar Alanda gallery, today’s request is to join Dar Alanda for a fund raising exhibition that will go completely to the children and mothers of Gaza hoping through art we can help in healing, please do come and circulate the email. We have 23 brilliant and generous artists that some donated more than one piece .

The event will take place this Sunday the 18th of January 2009 at six P.M..

If anyone is interested to receive the art collection through email , let me know.

please forward this email to everybody who might help in any way.

Regards

Majdoline Al Ghezawi Al Ghoul

TRA SACRO E PROFANO: da febbraio a Lussemburgo i capolavori del ‘600 nelle raccolte delle banche italiane

Posted by admin on Jan-13-2009 under Uncategorized

TRA SACRO E PROFANO

capolavori del XVII secolo nelle raccolte delle banche italiane

6 febbraio - 17 maggio 2009

Musée National d’Histoire et d’Art

L - 2345 Luxemburg

Orario:

Da martedì a domenica: dalle 10.00 alle 17.00

Giovedì: notturna dalle 17.00 alle 20.00 (ingresso gratuito)

Chiusura settimanale: lunedì

Costo biglietto d’ingresso al museo: 5 euro

L’esposizione sarà inaugurata dal Presidente della Repubblica Italiana e dal Granduca di Lussemburgo il 4 febbraio 2009.

TRA SACRO E PROFANO. CAPOLAVORI DEL XVII SECOLO NELLE RACCOLTE DELLE BANCHE ITALIANE sarà uno dei maggiori avvenimenti culturali del 2009 a Lussemburgo.

La rassegna, unica nel suo genere, aprirà i battenti a Lussemburgo dal 6 febbraio al 17 maggio 2009 nella prestigiosa sede del Musée national d’histoire et d’art.

La rassegna, nello spirito degli organizzatori, è intesa come momento di valorizzazione e di diffusione della cultura italiana e come occasione per far conoscere ad un vasto pubblico il ricco patrimonio delle collezioni bancarie italiane. L’evento è frutto di un’importante intesa tra i Governi dei due Stati, l’Italia e il Lussemburgo in occasione della visita, che testimonia gli intensi rapporti storici e culturali esistenti tra i due paesi. In tal senso l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura fin dall’estate 2007 hanno avviato stretti contatti con l’ Associazione Bancaria Italiana (ABI) e il direttore del Musée national d’histoire et d’art per promuovere questa importante iniziativa.

L’Ambasciata d’Italia, l’Istituto Italiano di Cultura, il Musée national d’histoire et d’art e l’ABI hanno unito le proprie energie per presentare attraverso una sessantina di dipinti uno dei periodi più fertili e di massimo fulgore per l’arte figurativa italiana, quello compreso tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Settecento. Un momento di grande splendore che, grazie al mecenatismo di importanti famiglie, aperte al gusto del bello e al riconoscimento del ruolo dell’Arte, vide svilupparsi il fenomeno del collezionismo dando forza ed incrementando una nuova civiltà figurativa.

Le opere in mostra, tutte provenienti dal patrimonio artistico delle banche italiane, sono la viva testimonianza della grande sensibilità e attenzione che il settore ha sempre riservato all’arte e alla cultura. Un’attenzione che discende direttamente dalla tradizione dei grandi banchieri rinascimentali, particolarmente quelli genovesi e fiorentini, e che ancora oggi si rinnova attraverso il grande impegno delle banche, non solo per recuperare, salvaguardare e tutelare il patrimonio artistico e culturale italiano, ma anche per consentire agli studiosi e al grande pubblico di fruire delle meravigliose opere conservate nelle loro collezioni.

L’esposizione, curata congiuntamente da Anna Lo Bianco, direttore della Galleria dei dipinti di arte antica in Palazzo Barberini e da Michel Polfer, direttore del Musée national d’histoire et d’art, si avvale di un esaustivo catalogo edito da Silvana editoriale.

TRA SACRO E PROFANO, sarà una mostra-evento che si snoderà come il percorso della galleria di rappresentanza di un palazzo patrizio, partendo dalle opere di grande formato, un vero colpo d’occhio, capace di riportarci al fasto dei palazzi rinascimentali e al gusto dei collezionisti dell’epoca.

Il percorso di TRA SACRO E PROFANO si snoderà in cinque sezioni: Le grandi pale e la forza del mito, Storie sacre, Precursori e protagonisti, Alllegorie morali, I Volti della storia e Tra pittura e poesia (ut pictura poesis), unite tra loro da una chiave di lettura che documenta il confronto tra soggetti sacri e profani in un perfetto equilibrio tra sapere antico e pratiche di devozione; ma anche tra continuità iconografica e stilistica diretta a diffondere il messaggio religioso e un percorso innovativo che andrà ad innescare profonde trasformazioni nel linguaggio artistico.

L’ideale galleria patrizia vedrà esposte le opere, tutte provenienti dal patrimonio artistico delle banche italiane: Banca Antonveneta, Banca Carige, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza, Banco Popolare, BNL, Cariprato, Carispaq, Credem, Credito Valtellinese, Dexia Crediop, Fondo Pensioni del Gruppo, Sanpaolo Imi, Intesa Sanpaolo, UBI Banca Carime, UBI Banca Regionale Europea, UniCredit Group e dall’Associazione Bancaria Italiana. Di alcuni dei protagonisti di questa felice stagione pittorica, come: Francesco Albani, Gioachino Assereto, Giovanni Bilivert, Simone Cantarini, Ludovico Carracci, Bernardo Cavallino, Battistello Caracciolo, Bartolomeo Cavarozzi, Cerano, Luca Giordano, Guercino, Francesco Maffei, Rutilio Manetti, Carlo Maratta, Orbetto, Paolo Gerolamo Piola, Mattia Preti, Guido Reni, Francesco Solimena, Spadarino, Alessandro Tiarini.

Per informazioni:

Istituto Italiano di Cultura Lussemburgo

Dir . Roberta Alberotanza

Tel. +352.2522741

Ufficio stampa:

Roberta Lombardo Hurstel

Istituto italiano di cultura

+ 33 6 1056 4251

+ 33 3 9057 2258

hurstel.roberta@orange.fr

Gaia Sabino
Associazione Bancaria Italiana
Tel. +39 06-6767864
Fax. +39 06-6767633

g.sabino@abi.it

Lidia Masolini

Silvana Editoriale

Tel: +39 02 61836287

Fax: +39 02 61836392

lidia.masolini@silvanaeditoriale.it

El CARRO AMBULANTE DEL GRABADO EN VALPARAÍSO

Posted by admin on Jan-12-2009 under Uncategorized

GRABADO AMBULANTE

Progetto e realizzazione: Maestro EDWIN ROJAS

Martedì 13 gennaio dalle 19 alle 22

Secondo piano del popolare

MERCADO CARDONAL

Avenida Brasil 125

VALPARAISO

Cile

Quello che stiamo per leggere potrebbe essere il primo capitolo di un romanzo sudamericano. Edwin Rojas , artista di chiara fama e professore alla facoltà di Arte dell’Università di Playa Ancha, insegue il sogno di far vivere la produzione artistica nei quartieri più popolari di Valparaiso. Inventa allora El Carro Ambulante del Grabado, un improbabile quanto efficiente torchio su quattro ruote dotato di tutti gli strumenti necessari per realizzare qualsiasi tipo di incisione. L’arte passa così dall’ Accademia alla strada e si impregna dell’ energia, della forza e della fantasia della gente comune che diventa partecipe ed artefice di un progetto di creatività collettiva, dinamica ed itinerante. La prima scena si svolge all’interno del popolare mercato di Cardonal a Valparaíso ma la storia è destinata a proseguire e dipanarsi in molti altre località del Cile, sempre comunque “en la calle”, sempre al di fuori dei circuiti della cultura ufficiale. Perchè non v’è dubbio: il Carro Ambulante del Grabado che incide nitide idee di libertà, mai accetterebbe di “esibirsi” al centro della silenziosa ed asettica sala di un museo.

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GRABADO AMBULANTE

Coordinador: maestro EDWIN ROJAS

Martes, 13 de enero 2009

19.00 - 22.00

Segundo piso del popular

MERCADO CARDONAL

Avenida Brasil 125

VALPARAÍSO

CHILE

E-mail:
edwinorojas@gmail.com

El Carro Ambulante del Grabado es un proyecto que surge de la inquietud del reconocido artista y académico de la Facultad de Arte de la Universidad de Playa Ancha Edwin Rojas, quién sostiene la idea de integrar el arte y su producción a los sectores populares de Valparaíso. La idea, que toma conceptos del patrimonio tangible e intangible de la ciudad, promoverá una itinerancia que se ha forjado de manera especial: un carro ambulante que estructuralmente es una prensa de grabado implementada con un tórculo y los elementos necesarios para desarrollar cualquier tipo de grabado donde intervenga la prensa de presión.

De esta manera se pretende descentralizar la experiencia artística del grabado, trasladándola a la calle como una manera de integrarla al conciente colectivo de la comunidad de Valparaíso. Eso, como punto de inicio, pues trasladarán esta intervención a distintos puntos de Chile. Es decir, un carro móvil de grabado que desde Valparaíso acercará el arte a toda la comunidad.


EL MONCADA e la tavolozza santera di Maria Giulia Alemanno

Posted by admin on Jan-10-2009 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno con Iroko, la Ceiba

Maria Giulia Alemanno con Iroko, la Ceiba

EL MONCADA, periodico dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia - Cuba www.italia-cuba.it
ha pubblicato sul n.6 Nov 2008 l’intervista del critico d’arte Massimo Olivetti a Maria Giulia Alemanno in occasione della mostra MIS ORISHAS tra gli altari della Santería Cubana a Palazzo Primavera - Terni , nell’autunno scorso. Con piacere la riproponiamo in questo spazio.

Il mondo si unisce nelle tele di Maria Giulia Alemanno

TAVOLOZZA SANTERA

Internazionalismo dell’arte, della politica e dell’amore, dall’Africa all’ Italia passando per Cuba

Massimo Olivetti

Terni, Palazzo di Primavera, con il patrocinio del Comune, l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia - Cuba promuove ed organizza un incontro di solidarietà internazionale. Convergono nella città umbra delegati e rappresentanti da tutta Europa. Folta la delegazione cubana con il vice ministro Osvaldo Martínez Martínez e il presidente dell’ICAP Jorge Martí Martínez. Ma la storia di questo incontro di persone legate dall’impegno alla solidarietà con Cuba si arricchisce per la cornice che Italia- Cuba propone. Nelle sale del Palazzo di Primavera - parentesi doverosa e dovuta , centro museale perfetto per ambienti e organizzazione dell’accoglienza - il Prof. Carlo Nobili, direttore demo-etno-antropologo presso il Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma, allestisce la mostra ORISHAS, Sincretismi Afrocubani, che rimarrà aperta fino al 10 novembre. Come parte del progetto scientifico, oltre all’installazione di quattro Altari di Santería e la mostra fotografica Altari della Santería Cubana e la festa del Día de los Reyes, entrambe ad opera del prof. Nobili, anche la personale di Maria Giulia Alemanno: Mis Orishas tra gli altari della Santería Cubana. L’esposizione, di grande suggestione, entra in profondità nella cultura antica ed ancestrale di Cuba, ricrea le atmosfere dei culti afro-cubani, ripercorre la resistenza dei milioni di schiavi sradicati da clan, tribù, famiglie che nei secoli sono riusciti, resistere e, soprattutto a far sopravvivere clandestinamente religione, riti, credenze, spiritualità.

Alle tele di sacco che lievitano sulle pareti di Palazzo di Primavera è affidato il ricordo della loro esistenza e la memoria di un lungo, doloroso, sotterraneo cammino per consegnarci il loro passato come nuova ricchezza del presente.

Sono sedici Orishas, sedici dei o spiriti ancora ricoperti di Africa, che Maria Giulia ha dipinto, o, forse, trasfigurato sulla stessa materia che avvolgeva i corpi dei disperati piegati dal lavoro nelle piantagioni di canna o nei cafetales delle isole caraibiche.

Li guardo e mi sembra di entrare dentro, nella loro stessa dimensione. In apparenza dovrebbero essermi estranei, lontani, presenze di Africa, volti ed immagini di mondi separati da distanze non solamente geografiche. Spiriti che incarnano riti antichi e dimenticati, segreti che il tempo dell’Occidente non riconosce, rappresentazioni di anime perdute nelle latitudini della “barbarie”. Invece mi avvolgono, mi affiancano, sembra che mi sussurrino il segreto ed il mistero, che mi cerchino per far di me un adepto in riti di passaggio, un affiliato della religiosità della natura, un compagno di viaggi e carovane che attraversano indifferenti la storia dell’Occidente, per costruirne un’altra più profonda ed umana.

Questa suggestione non mi proviene da cadute mistiche, o turbamenti religiosi, ed è dunque necessario indagarne l’origine. Ho il fondato sospetto che buona parte del merito sia da attribuire alla sostanza artistica, alla capacità di Maria Giulia, per tutti Lellina, di trasferire sulle tele la loro esistenza, di soffiare, con pennello e colori, vita e corpo a chi è solo idea. Ho il conforto di cubani e cubane che alle mostre che Lellina ha fatto sia a Cuba che in Italia hanno acceso candele, deposto ofrendas e recitato preghiere davanti a quelle immagini, impadronendosene e accogliendole spiritualmente nelle loro vite, nelle loro case, sui propri altari. Ma Lellina è di Crescentino, pianura padana, terra di risaie e contadini, quanto di più lontano da Afriche ed Americhe. Come, dove, quando ha penetrato i misteri santeri, ha aperto le porte di metamorfosi e apparizioni, ha saputo, lei donna d’occidente e di pianure, immergersi in quella cosmogonia aliena, nuotare con Yemayá, addentrarsi nelle selve con Oggún e Ochosi?

“Se il tempo ha senso in questa storia senza tempo, posso dire di avere incontrato la Santería una decina di anni fa. All’epoca non ne sapevo nulla ma ho accettato di ascoltare, accantonando il buon senso e la ragione, il richiamo di un mondo insieme antico e nuovo che generosamente mi offriva i suoi racconti e i suoi colori. Direi che ho dapprima subito il fascino della “tavolozza santera”, così ricca, variegata e satura, ben diversa da quella incupita dei nostri inverni nordici, che avevo fino a quel momento utilizzato. A Cuba ho scoperto i colori che cantano, la pittura che diventa musica, l’allegria e l’azzardo degli accostamenti. Gli Orishas mi hanno insegnato ad osare, liberandomi dalla schiavitù degli schemi e dei condizionamenti.

E’ grazie al prof. Carlo Nobili se, nel 2004, per la prima volta ho potuto portare le mie pitture all’Habana e mostrarle ai cubani incuriositi da questa “ italiana que pinta la santería” nella meravigliosa cornice del Convento di San Francisco, in occasione del Taller di Antropologia Sociale e Culturale che ogni anno a gennaio viene organizzato dal Museo Casa de África, richiamando sull’isola studiosi di tutto il mondo. Direttore del Museo ed anima dell’evento è Alberto Granado Duque, figlio di Alberto Granado , l’amico del Che, che mi ha accolto ed ancora mi accoglie in casa come una figlia. Non so se l’affetto di questo piccolo grande uomo sia il dono degli Orishas. Di certo è un grande privilegio che la vita mi ha riservato.

Non è comunque stato facile ed immediato entrare in contatto con gli Orishas. Occorre leggere, studiare, indagare. Occorre entrare nelle case degli afro-cubani, osservare i piccoli altari allestiti su mobili e mensole, ognuno nei colori del santo, partecipare alle cerimonie, lasciarsi trasportare dal ritmo ossessivo dei tamburi batá che invitano sull’isola gli spiriti dell’Africa lontana. Finché giunge il momento che gli Orishas, anche in pittura, ti chiedono di manifestarsi. So che sto parlando di un tuffo nell’irrazionale, ma è questo l’unico modo per lasciarli emergere. In questa dimensione sospesa è nata dal mare la mia Yemayá, fluttuante nel suo abito bianco e blu, e a lei si sono aggiunti gli altri Orishas. Per ora ne ho dipinti sedici, volutamente su tela di sacco, materiale povero per un Olimpo povero, ma ricco di messaggi e significati. Spero di poter aggiungerne altri per creare, tra le risaie del vercellese dove da un vecchio fienile ho ricavato il mio studio, un Pantheon Yoruba mai dipinto prima. Una galleria di ritratti immaginari di divinità che hanno volti, gesti ed espressioni della gente che incontro per strada a Cuba”.

Forse non c’è segreto, forse non c’è mistero, ma la capacità di un artista di vivere più profondamente emozioni e sensazioni, di avvertire, a differenza di noi “persone comuni”, la profondità delle vite dietro ai volti e poi riproporle su iuta, tela , legno, pietra, sulla materia in genere, trasferendole quella vita, quelle pulsazioni catturate in vie, piazze, calles di tutto il mondo.

“ No, l’unico segreto è quello di comunicare col cuore e lasciare aperte tutte le porte della percezione. E non smettere mai di stupirsi. L’ultima volta è stato quando ho visto nascere Iroko, la Ceiba, ed Osain, il dio delle erbe medicinali. Il primo è emerso dalle foglie e dai fiori dell’albero sacro, e ho sentito che mi osservava con lo sguardo antico del mito. L’altro mi è parso avanzare dal buio della foresta avvolto in un abito di erbe e fiori. Ma erano erbe dei nostri campi, dei nostri orti, salvia e tarassaco, lavanda e convolvoli, come dire che gli Orishas possono anche vivere, manifestarsi e trasformarsi tra noi. Nelle nostre vite. Qui”.

Non ci sarà segreto ma c’è compenetrazione, la capacità di penetrare le differenze, accogliere le diversità, accumularle ed assemblarle dentro la propria formazione etica, estetica, culturale, unificare i mondi e le forme, mischiare le risaie e le playas, le selve ed i castagni, l’Africa, le Americhe e l’Italia, unire santeri e Michelangioli, insomma gettare e costruire ponti.

Lellina con pancia e cuore svela la magia della Santería, una magia che è sacro e profano insieme, quella magia che Ortiz scientificamente e lucidamente interpretava come transculturazione. L’accoglimento delle differenze e delle diversità, l’arte e la pratica del rimescolare le culture per crearne di nuove, di più potenti, vitali e soprattutto universali.

Non so se sia una diretta eredità della Santería, o semplicemente la storia di un popolo, i cubani, che nei secoli sono stati immersi nella mescla, nel confondere razze, discendenze, religioni, costumi, culture, ma certo è che in questo adattamento sostanziale all’assimilazione della diversità risiede la propensione fisica e politica di Cuba a vivere nella sostanza l’internazionalismo dei popoli e delle idee.

Castiello e la fisarmonica dei Bratsch al FolkClub di Torino

Posted by admin on Jan-8-2009 under Uncategorized

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VENERDÌ 9 GENNAIO

FolkClub

Via Perrone 3 bis

Torino

Franco Castiello

L’universo musicale dei Bratsch in un solo strumento.

La musica dei Bratsch ammalia per tecnica, affiatamento dei musicisti, varietà, fantasia, comunicazione empatica. E’ un ordinatissimo “guazzabuglio” di sonorità che riflette fedelmente la visione musicale dei Bratsch: un’Europa senza territori, ricca della preziosa diversità che deriva dalla mescolanza e dal viaggio dei popoli attraverso essa. Gli spettatori più esigenti e competenti restano sempre sorpresi e incanti dalla sapienza e dall’abilità con cui questi cinque straordinari musicisti miscelano la loro musica. Uno di essi, l’accordeonista François Castiello, il più giovane della formazione nonostante 25 anni di militanza nel gruppo, è al suo secondo lavoro discografico in solo. Ben lontano dall’abbandonare la storica formazione transalpina, negli ultimi anni François ha sentito, di tanto in tanto, l’esigenza di dare personale sfogo al vastissimo universo musicale che 25 anni di Bratsch hanno maturato in lui. Com’egli stesso scrive: Muratore o musicista: non ha altre scelte un figlio di emigrati italiani. Le mie mani hanno scelto la fisarmonica e il mio corpo l’ha sposata. Per far danzare la mia comunità, poi per suonare nelle sale da ballo, dove mi chiamavano per far fare quattro salti agli anziani. infine venne il mestiere. L’incontro con il Jazz apre nuovi orizzonti: l’improvvisazione. Affascinato dai maestri del Be-bop, esploro nuove piste per la mia fisarmonica e strutturo delle ‘impalcature’ tecniche che dirigono il mio strumento su un nuovo universo: l’espressione spontanea di un discorso elaborato. Questa sete di nuove avventure mi porta naturalmente a incrociare questi quattro grandi pezzi d’uomo dei Bratsch, dai quali vengo immediatamente adottato. La nostra strada insieme prosegue da 25 anni. All’inizio l’immersione nella musica tradizionale, poi, poco a poco, sono arrivate le contaminazioni: bulgare, ungheresi, romene, le canzoni in Francese, in Italiano o in una lingua immaginaria. Tutto questo, dopo tanti anni, mi ha fatto venir voglia d’approfondire questo mondo interiore fatto di note, di proporzioni e sproporzioni, di ritmi antichi e futuri, di comporre, improvvisare.

Il concerto di uno strumento in solo talvolta è un’azzardo per chi, di esso, amante non è: il rischio di annoiarsi è sempre in agguato. Nessun rischio! François libera, pezzo dopo pezzo, una varietà straordinaria di emozioni sonore, travolgendo gli spettatori con un crescendo di ondate stupefacenti, fatte di melodie, atmosfere, equilibrismi tecnici, portando la fisarmonica ai massimi livelli di espressione, condensando nel suo unico strumento la ricchezza e la complessità sonora dell’intera formazione.

Un concerto che non ci si stancherebbe mai di ascoltare!

Al FolkClub: François Castiello alla fisarmonica.

Ingresso 15 Euro

Su http://www.gensdepassage.com/FrancoWeb/francoweb.htm video e audio di Franco Castiello.

Il FolkClub

Fondato a Torino il 16.4.1988 da Franco Lucà, il FOLKCLUB oggi conta circa 35.000 soci. Produce ogni anno una stagione invernale di circa 60 concerti al Folkclub, la stagione di Maison Musique e svariati “open air” di alto livello artistico-culturale ed è considerato internazionalmente tra i migliori “club” d’Europa per la musica dal vivo.

Founded by Franco Lucà on April 16,1988 in Torino FOLKCLUBhas now 22.000 members. Folkclub produces a winter season of 60 concerts every year, held in the Folkclub music room, and about 150 open air of outstanding cultural and artistic quality. The Folkclub has gained a well known internationall reputation as one of the best clubs in Europe for live music.

SEDE CONCERTI
Via Perrone 3/bis
10122 Torino

UFFICI

C/O MAISON MUSIQUE S.r.l.

Via Rosta, 23

10098 Rivoli (TO)

ITALIA

Tel. 011/9561782

Fax.011/9554546

Email folkclub@folkclub.it

http://www.folkclub.it/

A Parigi gli artisti tunisini dipingono con i colori della solidarietà

Posted by admin on Jan-6-2009 under Uncategorized
pittura di

Un’ opera di Amar Ben Belgacem, anima di

EXPOSITION DE PEINTRES TUNISIENS

dal 12 al 16 gennaio

LA MAISON DE BARREAU

2, Rue de HARLAY

PARIGI.

Orario 9- 19

Maggiori informazioni sul sito: http://www.amarart.com

Telefono 33662012638

Nato nel 1979 a Parigi da genitori tunisini- Amar racconta di aver vissuto fino all’età di cinque anni in un appartamento con vista su di un grande circo. Poi, perchè impari a conoscere ed amare il paese d’origine, i genitori lo mandano a studiare con il fratello in Tunisia. Fino all’età di 19 anni respira i profumi di Hammamet e guarda il mar d’Africa dal giardino esotico della propria casa, un magico rifugio pieno di quadri, oggetti da collezione, libri d’arte. Le atmosfere del circo, -ricordo d’infanzia- e quelle della sua terra, -ricordo di giovinezza-, diventano presto la linfa della sua pittura, colorata, dinamica, poetica ed elegante che ora prende forma in un’ altra oasi di pace, nel centro di Parigi.

“Io coloro come un bambino”- ama sottolineare Amar, pittore della gioia, dell’amore, dell’allegria ma anche dell’ impegno e della solidarietà. Ed è per aiutare i giovani tunisini portatori di handicap, gli orfani e i più bisognosi che pateciperà con altri artisti del suo paese:

¤ Houda Ajili

¤ Amar Ben Belgacem

¤ Chedly Elloumi

¤ Mourad Harbaoui

¤ Habiba Khalfallah

¤ Lisa Seror

all’esposizione organizzata dall’ Associazione Tunaction <http://www.tunaction.org/> e mail: expo@tunaction.org

I proventi delle vendite saranno interamente devoluti a progetti atti a migliorare le condizioni di vita dei ragazzi.

Exposition de peintres Tunisiens

du 12 au 16 janvier 2009.

de 9h à 19h.

La Maison du Barreau

2, rue de Harlay

Paris.

Organisée par Tunaction www.tunaction.org <http://www.tunaction.org/>est une association caritative soumise à la loi 1901 qui vient en aide à des enfants handicapés, orphelins et sans soutien familial en Tunisie. La recette des ventes de ces tableaux servira au financement de projets pour améliorer le quotidien de ces enfants dans le besoin. Nous espérons avoir le plaisir de partager avec vous cette soirée et contribuer ensemble à dessiner des sourires sur les visages de ces enfants.

” L’objet profond de l’artiste est de donner plus qu’il ne possède.”

Paul Valéry

Les peintres exposés :

¤ Houda Ajili

¤ Amar Ben Belgacem

¤ Chedly Elloumi

¤ Mourad Harbaoui

¤ Habiba Khalfallah

¤ Lisa Seror

Pour toute information, contacter par mail sur expo@tunaction.org

- Ce projet a été sponsorisé par Sylogis Holding

- Partenaire médiatique : LE COURRIER DE L’ATLAS et TUNISIEPLUS.

NB : Une pièce d’identité vous sera demandée à l’entrée.


Parkings disponibles 24h/24:
Pont-Neuf Harlay (P) : angle quai des Orfèvres/rue de Harlay
Notre-Dame : place du Parvis Notre-Dame
Saint-Michel : 9, boulevard Saint-Michel