Archive for March, 2009

LA FAVOLA DELL’ IPPOCASTANO di Giancarlo Perempruner

Posted by admin on Mar-29-2009 under Uncategorized
Giancarlo Perempruner alla Fiera degli Antichi Mestieri di        nel
Giancarlo Perempruner alla festa dei Mestieri  a Lanzo Torinese nel 1994, fotografato da Flavio Giacchero

Non oso immaginare cosa avrebbe pensato Giancarlo Perempruner , cantambanco irriducibile, della mia idea di pubblicare in rete la sua FAVOLA DELL’ IPPOCASTANO. Lui la rete l’avrebbe usata per una delle sue mille invenzioni, una rete per prendere pesci di latta , una rete per cacciare farfalle di carta , una rete per salvare da una rovinosa caduta un acrobata in legno di betulla. Ma questa rete no, gli sarebbe sembrata baravantana, lontana dalle sue corde e anche alquanto inquietante. Come dargli torto?

Eppure, ora che si è allontanato ormai da tanto tempo, c’è un piccolo Giancarlo Perempruner che sta crescendo al quale mi piace dedicare la favola di un nonno mai conosciuto che ha insegnato la magia del “gioco povero”a tanti bambini prima di lui. Messa così, credo che l’idea di utilizzare questa strana rete al mio amico Perempruner sarebbe persino piaciuta.

Tra me e Giancarlo c’è sempre stata una complicità speciale. Gli sono grata d’ avermi chiamata a dipingere alcuni dei suoi strumenti altamente improbabili che, decorati con le mie storie surreali, hanno ancor più rivelato l’esistenza della loro anima assurda. Carabinieri che rincorrevano in circolo angeli discinti, contadini in equilibrio sui maiali per rubare due galline, bimbi ipnotizzati dalla luce di una zucca magica, uova rivoltate che non cadevano dal piatto, barchette di carta che navigavano nei canali del sogno. In questo spirito di ricerca ludica e di allegra follia condivisa sono nati il tabasso, il putipù, il grattagatto, la zuccanna, mentre tutti gli strumenti che non abbiamo mai realizzato sono comunque esposti in bella mostra nel regno della musica che non c’è.

Ho illustrato LA FAVOLA DELL’IPPOCASTANO quando Giancarlo se n’era già andato a giocare in un altro mondo e quando suo nipote, il piccolo Giancarlo , stava per nascere. A distanza di oltre dieci anni mi accorgo che il mio ippocastano assomiglia un poco a tutti e due, con la sua faccetta buffa e i suoi occhi rotondi. Tenerezza. Ed un pizzico di dolce nostalgia.

Buona lettura piccolo Perempruner!

Maria Giulia - Lella Alemanno

Un’introdizione di Ivano Ciravegna

Spesso nei suoi “viaggi divergenti intorno alla flora”, durante la formazione rivolta agli insegnanti, Giancarlo amava chiedere, in modo provocatorio, se non gli fosse mai capitato di abbracciare un albero per caricarsi di energia!

Dopo lo sguardo inebetito degli uditori, Giancarlo rincarava la dose dicendo: “Io, ad esempio, quando ho le pile scariche, possibilmente all’imbrunire, vado sempre ad abbracciare una leggiadra betulla al di là dell’Uppia… mi rigenera, soprattutto se durante la giornata ho incontrato solo ignoranti!”.

Pensavo scherzasse, che fosse una delle tante boutades di Giancarlo per attirare su di sé l’attenzione di alcuni insegnanti annoiati. Invece no. Un giorno di dicembre, dopo una faticosa giornata di lavoro, insieme andammo nella sua casa di Lanzo per imbastire uno dei tanti lavori che avevamo in cantiere e, prima di iniziare, mi disse: “Ti spiace, prima di cominciare, se andiamo a rigenerarci un pò?” Va bene risposi, pensando ad una passeggiata fino in centro. Invece, attraversammo il torrente (Uppia) e salendo sulla collina di fronte a casa disse: “Guarda, se non ti dispiace, arriviamo fino in cima così finalmente abbraccio le mie betulle sperando che mi ridiano la carica dell’altro giorno”. Mi misi a ridere pensando al fatto che era solito raccontare questa storia e che non era uno scherzo.

“Si, si, lo so perche ridi… pensavi che fosse una delle tante cose che racconto ai corsi e che gli altri non ci credono… ma sai spesso, ho notato, che quando fai certe affermazioni insolite la gente non ci crede; pensano che siano cazzate, sono troppo prese dal tran-tran del quotidiano! Ridono, o pensano che mi voglia beffare di loro! In realtà non sanno cosa si perdono a non stare abbracciati ad un albero, in silenzio, respirando profondamente, mentre le ultime foglie si staccano… poi, i profumi”.

Arrivati in cima alla collina la famiglia di betulle non esistevano più, erano state tagliate per rimboscare la zona. La rabbia di Giancarlo di fronte ai monconi di betulle fu enorme: “E no, anche questa, oggi non me lo meritavo, è proprio una giornata infelice!”

Avevo paura che si mettesse a piangere, invece dopo aver sbattuto per l’ennesima volta a terra gli occhiali, si riprese. “Non importa, scendiamo dall’altra parte ci sono delle belle querce e se non erro anche degli ippocastani”. E come se nulla fosse stato, durante la camminata di ritorno a casa, disse: “Sai che questo elegante albero è originario dei balcani, fu introdotto in Italia nella seconda metà del Cinquecento da un botanico di Siena… un certo Andrea Mattioli, il quale ricevette i frutti dell’albero da Costantinopoli. Tu pensa, mah, e poi dicono che non è più il caso di studiare il greco! Il nome kastànos hìppos, significa Castagno di cavalli e si dice che risalga agli arabi i quali, abili allevatori, curavano le malattie respiratorie equine con decotti di castagne. E’ uno degli alberi che, tra l’altro, ha più blasoni: Castagno d’India , perché in passato si riteneva che fosse originario di questa nazione, oppure, Castagna amara, per lo sgradevole gusto, Castagna cavallina… ma anche i frutti, sai, hanno il loro soprannome: Castagne matte, Castagne gingia. Ah, non ti ho mai raccontato la favola dell’ippocastano?”

LA FAVOLA DELL’ IPPOCASTANO

di Giancarlo Perempruner

Illustrazioni di Maria Giulia - Lella Alemanno

C’era una volta un piccolo Castagno d’India che abitava nel Pakistan, perché era nato lì. Aveva otto anni, faceva la terza ed era sempre triste e solo.

Non andava d’accordo con gli altri alberi, li considerava noiosi e soprattutto li trovava tutti eguali.

Il suo sogno era quello di viaggiare per conoscerne altri.

Trascorreva le giornate sulla riva del mare in attesa degli uccelli migratori e quando li vedeva arrivare:

- Ciao, ciao uccellini, ben tornati! Da dove venite?

- Veniamo da Torino.

- E ci sono alberi a Torino?

- Oh si! Quanti ne vuoi! (1)

- Mi piacerebbe venire a Torino con voi e conoscerli tutti; ma non sono tutti uguali…?

- No, no, ce ne sono di tutte le qualità possibili.

- Ah! Che meraviglia sarebbe… ciao, ciao.

Il piccolo Castagno d’India era sempre più afflitto dalla malinconia, finché un giorno arrivò un enorme elefante che andò a grattarsi contro di lui.

- Hei! Elefante! Ma sei matto?! Non vedi che mi butti giù! Io sono piccolo sai?

- Oh! Scusa piccolo Castagno d’India, sono mezzo rimbambito, ho girato tutto il mondo con il circo Togni, ora sono tornato in pensione e trascorro gli ultimi giorni nel mio paese.

- Hai girato tutto il mondo?! Ma dimmi sei stato anche a Torino?

- Si, sapessi quante volte! Mettevamo il tendone sempre in piazza d’Armi.

- E ce ne sono alberi li?

- Se ce ne sono… andavo sempre a grattarmi contro i platani di corso Agnelli.

Il piccolo Castagno d’India gli abbracciò una zampa:

- Elefante portami con te a Torino, voglio conoscere quegli alberi.

- Per carità, ho appena smesso di lavorare e non mi passa neppure per l’anticamera del cervello di rifare tutti quei giri.

- Oh! Elefante sii buono, portami con te, voglio andare là per vedere, conoscere.

- Ma siamo impazziti! No, no, no, figurati se alla mia età mi metto di nuovo a girare con un moccioso come te.

- Ti prego, ti prego elefante, fallo per me, io non ne posso più di stare qua!

Il piccolo Castagno d’India supplicò, pregò, pianse tanto che convinse l’elefante a partire. Comperarono due biglietti di seconda classe e si imbarcarono su di un bastimento slovacco che li portò a Marsiglia.

Spesero presto i pochi soldi che avevano e gliene rimasero solo quanti bastavano per un pasto. Decisero allora di andare al ristorante. Quì c’era un cameriere di Cuneo al quale chiesero: “Senta signor cameriere di Cuneo (2), noi dovremmo andare fino a Torino, ma non abbiamo più soldi: come facciamo?”

Il cameriere di Cuneo fece roteare gli occhi assumendo una espressione intelligente, poi, dopo una pausa, esclamò: “Eh giacche! Bravi! Se avete finito i soldi, a Torino ci andate a piedi!”.

In quel momento all’elefante venne in mente che suo nonno gli raccontava che suo bisnonno gli aveva raccontato, dopo averlo ascoltato da un trisnonno… che un loro antenato era andato a piedi da Marsiglia a Torino attraverso le montagne con un certo Annibale.

Si ricordò perfettamente il racconto e si incamminarono su per le Alpi Marittime. Superato il Colle delle Traversette (3), arrivarono a Cuneo, dove l’elefante morì perché era vecchio e tanto stanco per le fatiche del viaggio. Il piccolo Castagno d’India si incamminò a piedi e verso Racconigi ottenne un passaggio da un pensionato della Michelin che trasportava della mobilia usata per una sua cognata che abitava in via Giulia di Barolo 25 bis.

Arrivato a Torino, piazza Castello, vide una guardia che stava fischiando e le chiese: “Senta, signora guardia che fischia, io sono un piccolo Castagno d’India che viene dal Pakistan e vorrei trovare lavoro”.

La guardia smise di fischiare e lo scrutò da sotto la visiera: “Ecco! Tutti uguali! Appena arrivati vogliono già sistemarsi. Intanto, per trovare un lavoro, devi andare all’ufficio di Collocamento Alberi, che sarebbe la Ripartizione Alberate di piazza San Giovanni 4, dove c’è il dottor Rovere”.

- Toc, toc.

- Avanti, disse il dottor Rovere.

- Permesso?, chiese timidamente… è lei il dottor Rovere?

- Si, cosa desideri?

- Io sono un piccolo Castagno d’India, vengo dal Pakistan e vorrei trovare una collocazione assieme agli altri alberi della città.

- Bravo! Tutti uguali, appena arrivati… ma dimmi cosa sai fare tu?

- Io? Io so fare ombra.

- Eh giacche! Tutti gli alberi fanno ombra, ma noi qui abbiamo alberi che non solo fanno ombra, ma sono stati indispensabili per la nostra civiltà! Abbiamo Olmo, Frassino, Faggio, Rovere ed altri con i quali abbiamo fatto i mobili, le botti, le travature dei tetti, le traversine dei binari ed altre centinaia di cose utili; e tu dici che fai solo ombra!!? E frutti ne fai?

- Si! Faccio le castagne, assaggi, assaggi, e gli porse una manciata di castagne lucide e marroni.

Il povero dottor Rovere ne addentò una e subito comincio a sputare e per poco non ebbe un travaso di bile. Nonostante il disgusto ed i denti “legati” riuscì ad esclamare: “Fuori di quà! Che schifo, che schifo!”.

Il piccolo Castagno d’India supplicò: “Per carità dottor Rovere, non mi mandi via, io voglio restare quì, non posso tornare nel Pakistan, mi trovi almeno un posto in un controviale!”.

“No! No! No!, Niente da fare! Per uno che fa queste cose disgustose non c’è posto!”.

Il dottor Rovere, che intanto si era addolcito la bocca con una caramella alle erbe alpine, si lasciò commuovere dalle lacrime del piccolo Castagno d’India: “Se proprio vuoi fare ombra vai a farla in via Nino Costa, dietro la Borsa Valori (4), dove non darai fastidio e non avvelenerai nessuno!”.

Il piccolo Castagno d’India si mise in mezzo al prato e cominciò a crescere ed a produrre, ma era sempre tanto solo. Nessuno lo vedeva e lo salutava, così provava sempre tanta malinconia.

A qualcuno però non era sfuggita la sua presenza e la notizia si sparse come al solito al tramonto quando arriva sulla città il vento della valle di Susa che mette in onda il notiziario degli alberi in concomitanza con il telegiornale della TV:

“Fiiii… hei Olmo, hai sentito? E’ arrivato uno che fa delle castagne che se le metti in tasca non ti viene il raffreddore”.

Una travolgente risata si riversò su tutti i corsi ed i viali.

“Fiiii… hei, Frassino, hai sentito, è arrivato un indiano che fa delle castagne che si danno da mangiare alle mucche, ai maiali e servono anche per curare la tosse dei cavalli” (5).

Altra risata travolgente.

“Fiiii… hei, Betulla, hai sentito è arrivato un asiatico che fa delle castagne dalle quali si estrae la esculina che serve per curare le emorroidi”.

Risata più travolgente del solito.

Le disgustose castagne sembravano adatte per tutto; servivano persino per fare il sapone, come commestibile e messe nei vasi impedivano la nascita dei lombrichi.

Nel giro di pochi giorni tutta la città rise alle spalle del poveretto.

Il piccolo Castagno d’India era sempre più triste e disperato. Finché un mattino di ottobre sostarono sotto di lui due bambini che avevano marinato la scuola. Cominciarono a tirarsi le castagne e poi si stesero vicino al tronco per fumare di nascosto.

Ad uno dei bambini venne un’idea: prese i fiammiferi e li conficcò in due castagne ed ottenne una bellissima mucca; l’altro allora fece un cavallo; l’amico replicò con una formica. Giunsero anche altri bambini e tutti, con quelle castagne, costruirono gli animali e gli omini più impensati. Dopo qualche ora il prato era pieno di bambini che giocavano.

Quella mattina, per caso, passava di lì Diego (non Maradona, ma Novelli, un antico sindaco di Torino), il quale dinnanzi a quello spettacolo esclamò: “Boia faos” (6), ma cos’è questo?! Un albero che fa giocare i bambini, e ce n’è uno solo!!?”.

Si precipitò in Municipio ed emanò un’ordinanza che obbligava il dottor Rovere a mettere i Castagni d’India nei corsi più belli della città.

Così oggi abbiamo i Castagni d’India in corso Stati Uniti, corso Palestro, corso Duca degli Abruzzi, corso Marconi, corso Montevecchio…

E così finalmente il piccolo Castagno d’India visse felice e contento.

Giancarlo Perempruner

Note

(1) - Torino, città di scarse ambizioni turistiche e culturali, viene accuratamente evitata dai forestieri anche perché non è capace di offrire in modo adeguato quelle non poche cose belle che possiede. Fra queste c’è un suo invidiabile primato: è una delle poche città che possiede più alberi. Varrebbe la pena di visitarla solo per ammirare i circa 60 mila alberi che popolano i viali, i giardini ed i parchi.
In questa incredibile foresta (curata dal servizio alberate, diretto sempre nel tempo da botanici di fama mondiale), esistono centinaia di specie e di varietà.
C’è chi visita una città per sapere quasi tutto sul gotico o sul tardo romanico. In una settimana trascorsa a Torino è possibile (aiutati da una guida agli alberi edita dal servizio sopraccitato), imparare a riconoscere la stragrande maggioranza degli alberi ed arbusti che allignano a questa latitudine. Non è necessario girare tutti i boschi dell’area padana ma è sufficiente comperare un biglietto tramviario e dopo aver salutato i platani, gli aceri, faggi, bagolari, pioppi, cipressini, carpini, frassini, ippocastani, olmi siberiani, pini, abeti, cedri, ontani… e le spiree lanceolate, i ligustri, crespini, forsizie… si può anche fare un salto al museo Egizio, alla cupola del Guarini ed al museo dell’automobile. Ma lo spettacolo che offre il cavalcavia di corso Bramante quando i glicini sono fioriti, vale una visita alla Mole Antonelliana.

(2) - Sulla costa da Marsiglia a Nizza è pieno di albergatori, esercenti e camerieri originari della provincia di Cuneo. In questa zona si verificò una massiccia emigrazione, anche stagionale, a cavallo fra i due secoli. Ancora trent’anni fa a Nizza era possibile dialogare, nei dehors della Promenade des Anglais, in lingua piemontese.

(3) - Antichissimo colle di comunicazione: alcuni studiosi ipotizzano il passaggio di Annibale in questa località. Di quì passò anche la “via del sale”. Nel secolo XV i marchesi di Saluzzo fecero scavare nella roccia quella che è considerata la prima galleria del mondo (il famoso “Buco di viso”, lungo circa 100 metri) che facilitava il passaggio dei muli spesso in difficoltà con la neve del colle soprastante. Per trovare una seconda galleria del genere bisogna aspettare un secolo allorquando Colombano Romean scavò da solo una galleria di circa 400 metri che ancora oggi, in valle di Susa, porta l’acqua dal ghiacciaio del Niblét alle località: Ramat, Chiomonte ed Exilles.

(4) - Si racconta che in questa località sia stato messo nel secolo scorso il primo esemplare di Castagno d’India (Aesculus hippocastanum), detto anche Ippocastano.

(5) - Gli arabi, grandissimi allevatori di cavalli, avevano scoperto che la castagna d’India guariva i quadrupedi bolsi. Da quì, l’origine del nome Ippocastano.

(6) - Tipica espressione gergale piemontese, significa “boia menzognero”.

Torino: personale di SERGIO SCANU alla Galleria Accademia

Posted by admin on Mar-29-2009 under Uncategorized
Sergio Scanu

Sergio Scanu. PICCOLO CAMPO. olio

I fuochi d’artificio di Sergio Scanu.

Galleria Accademia

Via Accademia Albertina 3/e

14 Marzo - 4 aprile 2009

info: 011 885408

Avete presente i paesi antichi di un’antica Sicilia che ogni anno competono con agoni di fuochi d’artificio, contrapponendo maestri artificieri per superarsi in mirabilia e magnificenza. Ricordo una magica notte d’estate nell’interno del messinese che esplodeva di fuochi, lampi e botti da una parte e dall’altra della valle.

Magico ricordo che oggi ritrovo pari, pari nei quadri di Sergio Scanu, in esposizione alla Galleria Accademia dal 14 marzo al 4 aprile.

Sono un’esplosione, quei lavori di Scanu, di alta ingegneria pirotecnica, sono girandole di luci, ruote di colori, sprazzi e vertigini di vibrazioni. Fontane scintillanti e bagliori intensi. Il colore, sempre e solo il colore, che s’ impone, che invade la tela prepotente ed assoluto, un dominus che crea un senso di sopraffazione, non solo a noi, ma credo allo stesso Scanu. La sua tavolozza è totalmente ed assolutamente unica ed originale. Si serve, o forse quegli stessi colori gli s’impongono, di viola squillanti ed arditi, di rosa intriganti e carnacei, di verdi che tendono alla saturazione, di gialli pastosi ed intensi. Tinte che assumono vita propria, che colonizzano gli spazi, che trasformano luoghi, montagne, elementi, in frammenti allucinati di vitalità incombusta.

C’è in questo modo di dipingere una furia “fauvistica”, non per azzardare un accostamento stilistico improprio con il periodo “fauve”, ma per stabilire un’assonanza psichica nel trasformare mondo e tele in universi caleidoscopici. E credo che questa maniera di Scanu non sia una semplice indagine estetica, la ricerca di un linguaggio personale. Ci sia, invece molto di più, la visione profonda dell’esistente come vibrazione, luce in movimento.

Il progetto di arrivare all’essenza delle cose attraverso la rifrazione, di svelare la verità pittorica che si annida nella scomposizione e ricomposizione della luce.

Mi sorregge in questa ipotesi la contraddizione che si evidenzia nelle sue opere tra l’impianto di fondo e le campiture del colore. Il segno primario di Scanu è duro, deciso, incidente, quasi un taglio di coltello. Le sue masse, montagne, rocce, torri, sono aguzze, geometriche, severe. Si sente la discendenza dalla rigorosa concettualità di Filippo Scroppo e la disciplina di una scuola di rigore e contenuto. Poi mano e pennello si ribellano alla limitazione delle linee ed ai confini dello spazio, il gesto diventa nervoso, frenetico, non più padrone, ma spinto dall’impulso di rompere gli schemi e ridurli in fratture di colori, tinte, toni.

Ma a dimostrazione che Scanu sappia contemporaneamente assoggettarsi e liberarsi dalla dipendenza edipica del colore e cercare la verità pittorica anche nei volti e nei tratti, ci sono le sue “magne”, le sue “ tote”, la “ nonna Delfina” e la “ maliarda Barbara”. Nasi, bocche, menti, orbite, trattati come rocce, dipinti come sbozzati nel legno, rughe incise da un pennello-scalpello, per rimarcare la primaria origine della forma che a volte ritorna prepotente a marmorizzare visi, anime, caratteri.


Massimo Olivetti -

Sergio Scanu alla Galleria Accademia . FORTI VIBRAZIONI CORMATICHE

Corriere dell’Arte, 20 marzo 2009

Sergio Scanu. LA VIGNA ALLEGRA. olio cm 80 x 70 - 2008

Sergio Scanu. LA VIGNA ALLEGRA. olio cm 80 x 70 - 2008


Torino: Al Caffè Basaglia ricordando il golpe in Argentina

Posted by admin on Mar-23-2009 under Uncategorized

RICORDANDO IL GOLPE IN ARGENTINA

(24 MARZO 1976)

Caffè Basaglia

Centro di animazione sociale e culturale delle comunità

Circolo affiliato ARCI

Via Mantova 34 , 1° piano

TORINO

telefono 011.19708848

lunedì , 23-mar-2009

21.30 - 23.55

CONTIGO EN LA DISTANCIA

Questo trio propone un repertorio di musica latina nel senso più ampio del termine: la scelta corre fra canzoni argentine (e sudamericane in genere) di lingua spagnola, andando a rivisitare la meravigliosa tradizione melodica degli anni 40 e 50, e brani brasiliani, fino a qualche deviazione in lingua inglese. L’intero repertorio affrontato con intenzione jazzistica, con un forte approccio improvvisativo e di grandissima libert, ma anche con la grande passione ed emotivit che questo genere di musica porta con sè.


Barbara Raimondi/ voce

Giorgio Serci/chitarra

Enzo Zirilli/Batteria

Barbara Raimondi nata a Savona e lavora nellambito musicale da molti anni, avendo cominciato giovanissima da autodidatta.
Successivamente si trasferisce a Torino, dove si iscriver al Centro Jazz, seguendo i Corsi di Canto e di Armonia tenuti da Francesca Oliveri e Luigi Tessarollo. Frequenter il Centro Jazz per due anni e, al proprio ritorno in Liguria perfezioner la propria tecnica vocale con una insegnante di canto lirico, ampliando le proprie conoscenze in materia logopedistica. Successivamente ha frequentato seminari tenuti da musicisti, italiani e stranieri, di fama internazionale, prima fra tutti la cantante statunitense Rachel Gould, docente di canto moderno al Royal Jazz Conservatory dell’ Aja, Olanda.

Giorgio Serci: il premiato chitarrista, compositore e arrangiatore ha studiato chitarra classica e jazz, componimento e arrangiamento in Italia e Londra. Come conoscitore eccellente dellarte classica e nel contempo uno dei primi chitarristi jazz europei, attualmente uno dei maestri pi richiesti del suo comparto. Ha gi lavorato con artisti come Prince, Shirely Bassey, Jools Holland, Dr John, Julian Lloyd Webber e Nigel Kennedy. Tanti cd documentano la sua versalit musicale. Giorgio Serci tiene letture allaccademia Academy of Contemporary Music (Middlesex University) e lezioni in vari conservatori di musica.

Enzo Zirilli ha al suo attivo una serie sterminata di collaborazioni, dall’ambito pop (per citarne due fra tutti, Rossana Casale e Ivan Segreto) a quello jazz, dove le sue collaborazioni, sia con artisti italiani che americani, gli hanno permesso di affermarsi come uno dei migliori batteristi del panorama italiano.

martedì , 24-mar-2009

21.00 - 23.55

Confini e utopie. Cinema e teatro tra Argentina e Cile.

LA MORTE E LA FANCIULLA

di Ariel Dorfman
Regia di Carlos Velasquez

Spettacolo contro la tortura e l’ impunit dei suoi responsabili

Associazione Teatrale Eleusi/Teatro da borsetta

L’azione si svolge ai giorni nostri, probabilmente in Cile, ma potrebbe trattarsi di un qualsiasi altro paese in cui tornata la democrazia dopo un lungo periodo di dittatura.
Paulina Salas, violentata e torturata dagli aguzzini che la tenevano prigioniera durante il regime fascista, riconosce in Roberto Miranda il medico complice nelle torture subite 15 anni prima, quando questi capita a casa sua per colpa di un banale incidente occorso al marito Gerardo Escobar, dissidente del precedente governo, ora prescelto dal presidente democratico per una commissione d’indagine sui crimini commessi durante lex dittatura.

con Patrizia Papandrea, Maurizio Pregliasco, Dario Amateis
musiche ed effetti sonori di Andrea Franzoso

alle ore 22,15

SEMILLAS DE UTOPIA (95)2006

Il documentario racconta la storia di Eva Arroyo, figlia di uno dei 30.000 desaparecidos, e la lotta delle organizzazioni di diritti umani in Argentina, in particolare di H.I.J.O.S. Il lavoro ideato e prodotto da Rodolfo Colombara e Emanuela Peyretti, per GA.TA progetti audiovisivi.

Se qualcuno vorrà portare una torta fatta in casa aiuterà a raccogliere fondi per gli HIJOS argentini (Hijos e Hijas por la Identidad y la Justicia contra el Olvido y el Silencio)

ART DUBAI 2009. Public Events Programme

Posted by admin on Mar-16-2009 under Uncategorized
Filippo Gallino Photography

Filippo Gallino Photography © Dubai

Filippo  Gallino:

Filippo Gallino Photography © A quiet evening in Dubai

The two photos above were shot by Italian photographer  Filippo Gallino during a work trip to The Emirates  in 2008. A world famous artist, he is specialized in innovative visual communication modalities, mainly  through high impact panoramic hyper-images and , together with Luca De Bellis, another  well established Italian photographer,  in virtual tours. To know more about their stunning work please visit : www.filippogallino.it  and www.gallinodebellis.com

ART DUBAI

18-21 March 2009

Madinat Jumeirah, Dubai

Art Dubai has become a cornerstone of the Middle East’s booming contemporary art community. Taking place from March 18-21 2009, over 65 carefully selected galleries will gather in the beach resort of Madinat Jumeirah for the third edition of Art Dubai.Programme include artist’s projects plus the launch of the Abraaj Capital Art Prize and the critically acclaimed Global Art Forum:3.

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Tickets to Art Dubai 2009 are now available through Time Out Tickets

Vernissage Preview

http://www.timeoutdubai.com/art/events/1078-art-dubai-vernissage-preview

Public Days

http://www.timeoutdubai.com/art/events/1079-art-dubai-public-days

FAIR DATES

Vernissage 18 March 2009

Public Days 19-21 March 2009

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PUBLIC EVENTS PROGRAMME:

* Opening Times

* Art Park Talks

* Performances

* Book Launches + Signings

* START Workshops

* Public Tours

WEDNESDAY 18 MARCH

11.30 - 13.00

START Workshop, (Girls Only Sesssion) i-Film Art Dubai with Elhum Shakerifar.

Learn video camera skills & documentary film-making techniques, ages 10-13, START @ Barclays Wealth Learning Zone

12.00 – 12.30

Special Performance (For ladies only), Costume Drawings,Susan Hefuna, Terrace, Art Dubai

15.00 – 16.00

Young Persons’ Thinking Cloud: How do I become an Artist?

Panellists’ will include performance artists showcased at Art Dubai 2009, Young Associates & members of the Shaikha Manal Art Exchange Programme, Bidoun Lounge, Art Park

16.00 – 21.30

Vernissage of Art Dubai

17.00

Book Signing, Beirut Bereft, Architecture of the Forsaken and Map of the Derelict, Rasha Salti & Ziad Antar, Art Books

18.00 - 18:30

Book Launch, Third Text Asia, Bidoun Lounge, Art Park

18:15 – 18:45

Performance, traces, Joumana Mourad & IJAD Dance Company, Global Art Forum Tent

19:00 – 20.00

Art Park Talk, Processes and Production, Abraaj Capital Art Prize Panel, Bidoun Lounge, Art Park

20:15 - 21:15

Performance, The Inhabitants of Images, Rabih Mroué, premiere of new performance co-produced by Bidoun, Ashkal Alwan and Tanzquartier Wien, Bidoun Lounge, Art Park

20:30/ 22:00

Performance, Emelan, Kirstie Macleod, Madinat Beach, Art Dubai

THURSDAY 19 MARCH

11.00-12.00

Curatorial Workshop, Christine Tohmé, Sylvia Kouvali and other Bidoun curators discuss the formation of innovative exhibitions and projects in the Arab world. All curators, exhibition organisers and enthusiasts welcome, Bidoun Lounge, Art Park

13.00 - 15.00

START Workshop, Big Painting with Sacha Jafri & Tashkeel. Create a 6 foot painting with a large team, ages 3-18, START @ Barclays Wealth Learning Zone

15.30 – 17.30

START Workshop, The Boat Makers with Maitha bin Lahej & Noor Al Khaja. Decorate a full-scale boat and design the fabric sail, ages 9-18, Terrace

16.00-18.00

START Workshop, i-Film Art Dubai with Elhum Shakerifar.

Learn video camera skills & documentary film-making techniques, ages 10-13, START @ Barclays Wealth Learning Zone

16.00 – 21.00

Public Access to Art Dubai

17.00-17.45

Art Park Talk, Art in the Contemporary City-in-Flux: 98 Weeks, Beirut (Mirene Arsenios) and Kharita, Cairo (Shahira Issa), Bidoun Lounge, Art Park

17.30 – 18.00

Book Signing, Owning Art: A Collectors Handbook, Arabic edition, Judith Greer and Louisa Buck, published by ADACH

17:15 – 17:45

Performance, traces, Joumana Mourad & IJAD Dance Company, Global Art Forum Tent, Art Dubai

18.00 – 19.00

Public Tour of Art Dubai: Souk entrance *

18:00 - 20:30

Performance, Emelan, Kirstie Macleod, Art Park

18:00 - 18:30

Book Launch, Waves and Otherworldly Stories, Janet Bellotto, Bidoun Lounge, Art Park

18.00

Book Launch, Different Sames, New Perspectives in Contemporary Iranian Art, Madinat Beach

21.00 – 21.30

Book Launch, Ahmed Alsoudani, presented by Robert Goff, Bidoun Lounge, Art Park

FRIDAY 20 MARCH

13.00-15.00

START Workshop, Big Painting with Sacha Jafri & Tashkeel. Create a 6 foot painting with a large team, ages 3-18, START @ Barclays Wealth Learning Zone

14.00 – 21.00

Public Access to Art Dubai

14:00 - 17:00

Performance, In Determination, Monali Meher, Art Park

15.30 – 17.30

START Workshop, The Boat Makers with Maitha bin Lahej & Noor Al Khaja. Decorate a full-scale boat and designing the fabric sail, ages 9-18, Terrace

16.00 - 18.00

START Workshop, i-Film Art Dubai with Elhum Shakerifar. Learn video camera skills & documentary film-making techniques, ages 10-13, START @ Barclays Wealth Learning Zone

17:30 – 18:00

Performance, The Tabouli Performer, Roula Haj-Ismail, Bidoun Lounge, Art Park

18.00 – 19.00

Public Tour of Art Dubai: Souk entrance *

18:00 – 18:45

Book Launch, Presence, Lamya Gargash followed by a conversation with curator Tirdad Zolghadr, Bidoun Lounge, Art Park

19:00 – 20:00

Art Park Talk, Foundations: Who is supporting art production in the Gulf?, Bidoun Lounge, Art Park

20:15 - 21:15

Performance, The Inhabitants of Images, Rabih Mroué, premiere of new performance co-produced by Bidoun, Ashkal Alwan and Tanzquartier Wien, Bidoun Lounge, Art Park

SATURDAY 21 MARCH

10.00 – 18.00

Public Access to Art Dubai

10.30 – 11.15

Art Park Talk, Online Art Journals, Bidoun Lounge, Art Park

11.00 – 13.00

START Workshop, Stories & Film with Nayla al Khaja. Developing story boards and methods of performance for film, ages 6-14, START @ Barclays Wealth Learning Zone

11.30 - 12:00

Book Launch, AISH - Bread and Life presented by curator Gaia Simionati, Bidoun Lounge, Art Park

13.00 – 13.45

Art Park Talk, Art Production in Palestine, Bidoun Lounge, Art Park

13.00-15.00

START Workshop, Big Painting with Sacha Jafri & Tashkeel. Create a 6 foot painting with a large team, ages 3-18, START @ Barclays Wealth Learning Zone

14.00

Book signing, In Absentia, Tarek Al Ghoussein, hosted by The Third Line, Art Books

14:30 -15:15

Art Park Talk, Rami Farook, Director of Traffic, with designers James Clar & Katrin Greiling, discuss production design in the Gulf, Bidoun Lounge, Art Park

15.00 – 16.00

Public Tour of Art Dubai: Souk entrance *

15:30 - 16:15

Art Park Talk, Khatt Foundation - Typographic Matchmaking in the City V2.0 Project, with Huda Smitshuijzen AbiFarès, René Knip and Jeroen van Erp, Bidoun Lounge, Art Park

16.30 - 17.00

Art Park Talk, Richard Wagner and Adina Hempel – the Pr0gress studio, Bidoun Lounge, Art Park

17:15 - 17:45

Book Launch, The Conference of Birds, Farah Behbehani, Bidoun Lounge, Art Park

* Limited Numbers - to reserve a place please email intern@artdubai.ae. Please meet at the Souk Entrance, Madinat Jumeirah ten minutes before the tour is due to commence

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GLOBAL ART FORUM PROGRAMME

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DAY ONE_MONDAY 16 MARCH_DOHA_MIA

10.00 - 10.30 Welcome Roger Mandle, Director Qatar Museums Authority, Doha

10.30 - 12.00

Creating an Audience: Museums and Art Institutions and the Public

Max Hollein, Director Kunsthalle, Städel Museum and Sculpture Collection at the Liebighausm

Mikhail Borisovich Piotrovsky, Hermitage Museum. Moscow

Oliver Watson, Chief Curator Museum of Islamic Arts, Doha

Marc Olivier Whaler, Director, Palais de Tokyo, Paris

Moderator: Roger Mandle, Director Qatar Museums Authority, Doha

12.00 - 12:30

Building Museums

Gail Dexter Lord, Co-President, Lord Cultural Resources, Toronto

13.00 - 14.30

Creating Spaces: Cultural Development and Art Practices

Dr.Abdulla Al-Thani, Vice President of Education at Qatar Foundation, Founder of Al Markhiya Gallery, Doha

Moataz Nasr, Artist, Founder of Darb 1718, Cairo

Dr. Nada Shabout, Associate Professor at the University of North Texas, author of Modern Arab Art: Formation of Arab Aesthetics

Gilane Tawadros, Independent curator and writer, former Director of inIVA, London

Moderator: Wassan Al-Khudhairi, Collections Curator at the Arab Museum of Modern Art, Doha

14.30 - 15.15

The Museum of the future

All speakers at the Forum and selected guests from the audience will be asked before they come to submit the 10 issues they believe will be critical in building the museum of the future. The results of this questionnaire will be developed and discussed with Hans Ulrich Obrist, Co Director, Exhibitions and Programmes and Director of International Projects, Serpentine Gallery, London.

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DAY TWO_WEDNESDAY 18 MARCH_DUBAI

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Supported by DCAA (Dubai Culture & Arts Authority)

11.00 – 11.30

Good Morning Russia

Maria Baibakova, Director, Baibakov Art Projects, Moscow

Yuri Avvakumov, Architect and designer, Moscow

Olga Sviblova, Head of the House of Photography in Moscow and Curator, Moscow

Fioydeor Boehme, Makhachkala

Joseph Backstein, Founding Director of the Moscow Biennale, Moscow

12.00 – 12.45

Artist Interview

with Hans Ulrich Obrist, Co-Director, Exhibitions and Programmes and Director of International Projects, Serpentine Gallery, London, in conversation with Susan Hefuna, Artist, Berlin

12.45- 13.45

Is Collecting a Statement or a Cause?

Moderator: Richard Flood, Chief Curator, New Museum, New York

Lekha Poddar, Collector, New Delhi

Maja Hoffmann, Collector, LUMA Foundation, Zürich

Sultan Al-Qassemi, Collector, Sharjah

Farid Sarroukh, Collector, Tripoli

13.45 – 14.30

A Brief History of Curating

Hans Ulrich Obrist, Co-Director, Exhibitions and Programmes and Director of International Projects, Serpentine Gallery, London

Daniel Birnbaum, Director 53rd Venice Biennale of Visual Arts, Frankfurt

14.30- 16.00

Discussing Museums

Moderator: Shumon Basar, Writer, critic, London

Mikhail Piotrovsky Director, Hermitage, St. Petersburg

Hassan Subhi, Senior Consultant, PMW, Alexandria

Thomas Krens, Senior Advisor for International Affairs, Solomon R. Guggenheim Foundation, New York

16.00 – 16.45

Legends Interview

Hans Ulrich Obrist, Co-Director, Exhibitions and Programmes and Director of International Projects, Serpentine Gallery, London, in conversation with Abbas Kiarostami, Filmmaker, Tehran

16.45 – 17.15

Press Announcement “Opening” by the UAE Pavilion for the 53rd Venice Biennale

Featuring Tirdad Zolghadr, Curator of the UAE Pavilion and Dr. Lamees Hamdan Commissioner to the Office of the UAE Pavilion

Special recognition for this event to Mishaal Al Gergawi and Christian Matthiesen of Jackson Pollock Bar

17.15 - 18.00

Legends Interview

Hans Ulrich Obrist, Co-Director, Exhibitions and Programmes and Director of International Projects, Serpentine Gallery, London, in conversation with Marwan Kassab Bachi, Artist, Berlin

21.00 - 22.30

The Art of the Party

Bob Colacello, Writer, Columnist presenting OUT, in conversation with Jerome Sans, Director, UCCA, Beijing/Paris; Simon de Pury, Chairman, Phillips de Pury & Company, London and Hilwé Hilwé, Artist, Birzeit

The Party as Performance

Curated by Jerome Sans, Director, UCCA, Beijing/Paris and Le Baron – André, Benjamin and Samuel, Paris

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DAY THREE_THURSDAY 19 MARCH_DUBAI

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The Arts and Cultural Heritage: A Contemporary View

Hosted by ADACH (Abu Dhabi Authority for Culture & Heritage)

12.00 – 13.00 Short introduction by Andras Szántó, Senior Faculty, Sotheby’s Institute of Art, Director NEA Arts Journalism Institute, Colombia University, New York

ADACH Contemporary Culture and Living Tradition

H.E. Zaki Nusseibeh, Advisor Ministry of Presidential Affairs - Deputy Chairman ADACH, Abu Dhabi

Dr Sami El-Masri, Director of Strategic Planning Office, ADACH, Abu Dhabi

Q and A with Andras Szántó, Senior Faculty, Sotheby’s Institute of Art, Director, NEA Arts Journalism Institute, Columbia University, New York

13:00 – 14:00

Cultural Diplomacy from the Perspective of the Arab World: A Constructive Conversation with the West

Moderator: Andras Szántó, Senior Faculty, Sotheby’s Institute of Art, Director, NEA Arts

Journalism Institute, Columbia University, New York

Ambassador Cynthia P. Schneider, PhD, Expert in cultural diplomacy, Arts and Culture Initiative,

Saban Center for Middle East Policy, Brookings Institute, Professor Diplomacy and Culture at Georgetown University, Washington D.C.

H.E. Zaki Nuseibeh, Advisor Ministry Presidential Affairs, Deputy Chairman, ADACH

Dr Sami El-Masri, Director of Strategic Planning Office, ADACH, Abu Dhabi

14:00 - 15:00

The Heritage Museum in a Modern Age

Moderator: Dr. Sami El-Masri, Director of Strategic Planning Office ADACH, Abu Dhabi

Richard West, Jr., former Director and Founder of the National Museum of the American Indian and prominent ICOM member, Washington D.C.

Elizabeth Duggal, Associate Director of the Natural History Museum - The Smithsonian

Institution, Washington D.C.

15:00 - 16:00

Cultural Strategies for the Arab World: After and Beyond the Museum

Moderator: Catherine David, Curator, Artistic Director ADACH, Platform for Venice, Paris

Abdulla Al-Amri, Director of the Department of Arts and Culture, ADACH, Abu Dhabi

Adila Laïdi-Hanieh, Cultural Critic, West Bank

Nasrin Seraji, Architect, Urbanist, Professor of Architecture, Paris

Christine Tohmé, Curator & Director of the Lebanese Association for Plastic Arts, Ashkal Alwan, Beirut

Omar Mrad, Artist, Beirut

16:30 – 17.00

ADACH Platform for Venice

Catherine David, Curator, Artistic Director, ADACH, Platform for Venice, Paris

17.00 – 17.30

Building on Collecting

Judith Greer, Writer, Collector, London

Louisa Buck, Writer, Art Critic, London

Abdulla Al-Amri, Director of the Department of Arts and Culture, ADACH, Abu Dhabi

Book signing, Judith Greer and Louisa Buck – Owning Art: An Art Collectors Handbook

Arabic edition – published by ADACH

19:00 – 22.30

Art City: TEHRAN

Independent and artist-run initiatives in Tehran

A panel co-curated by Bidoun Fereydoun Ave, artist and curator, Tehran & Paris

Amirali Ghasemi, artist and curator, Parkingallery and the Roaming Biennial of Tehran, Tehran

Sohrab Mahdavi, founder/editor, Tehranavenue.com, Tehran

Shahab Fotouhi, artist, Tehran

Henri Shabistari, Art Historian, Shiraz

Moderated by Negar Azimi, Senior Editor, Bidoun magazine

Leyla Fakhr and Nazgol Ansarinia (Abraaj Capital Art Prize recipients)

Abbas Kiarostrami film screening

…………………………………………………………………………………………………………..

DAY FOUR_FRIDAY 20 MARCH_DUBAI

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Rules of Attraction: Cultural Destinations and Audiences

12.00 – 14.00

Brave New World: The New Deal in the Art World

Moderator: Josh Baer, Writer, publisher, The Baer Faxt, New York

Richard Flood, Chief Curator, New Museum, New York

Alexandros Stanas, Director, Art Athina, Athens

Paolo Colombo, Curator, Advisor, Modern Istanbul, Rome

Miguel Agueli, Artist, Paris

Katherine Gass, Curator, Jumeirah Essex House, New York

14.00 – 15.00

Building on and Building with Biennials

Xenia Kalpaktsoglou, Artistic Director, Athens Biennial, Athens

Poka-Yio, Artist, Co-curator, Athens Biennial, Athens

Dr. Lamees Hamdan, Commissionaire, UAE Pavilion,

53rd Venice Biennale, Dubai

Suha Ahmed, Founding Member, Foundation for the Arts, Baghdad

15.00 – 16.00

Historical Sites and New Art Cities

Derya Bigalı, Manager, Akbank Art Centre, Istanbul

Katerina Koskina, President of the Board of Trustees, State Museum

of Contemporary Art, Thessaloniki

Manal Ataya, Director General, Sharjah Museums Department, Sharjah

Janah Saadeh, Chief Financial Officer, Consult Overseas Ltd., Jerusalem

DETECTOR: Marescotti e Pellegrini al Teatro di Conselice

Posted by admin on Mar-15-2009 under Uncategorized
Gino Pellegrini e Ivano Marescotti in scena al Teatro Comunale di Conselice

Gino Pellegrini e Ivano Marescotti in scena al Teatro Comunale di Conselice in DETECTOR

Lo scenografo Gino Pellegrini durante una performance

Lo scenografo Gino Pellegrini durante una performance

Grandissimo successo sabato 14 marzo 2009 al

TEATRO COMUNALE DI CONSELICE (Ravenna)

di IVANO MARESCOTTI

in DETECTOR

di Francesco Gabellini

In scena l’attore e l’artista GINO PELLEGRINI in una performance scenografica.

Un cercatore di metalli si aggira per le spiagge con il suo metal detector, per recuperare “tesori” perduti, oggetti che sono in realtà la metafora della sua identità. La “Riviera” c’entra poco con la radice antica della Romagna fatta di fatica, di panorami piatti, bianchi di nebbia, della “bassa”. Ma è proprio dalla Riviera che parte la storia del nostro “Detector”. Scavando sotto lo strato superficiale della sabbia si nasconde infatti la vera identità del personaggio e, forse, della Romagna stessa.

Nel racconto si inserisce l’opera del pittore scenografo Gino Pellegrini che trasforma, in diretta, partendo dal “foglio bianco di nebbia” di sette metri per tre, una immagine spettacolare. Una performance unica.
Un testo divertente e profondo che incarna l’eredità lasciata da Raffaello Baldini.

TEATRO COMUNALE DI CONSELICE

via Selice 125/A tel 0545 88508

Email: info@teatroconselice.it

DIREZIONE ARTISTICA Ivano Marescotti
Patàka srl
Via delle Lame 22
40122 Bologna
www. vanomarescotti.it

ORGANIZZAZIONE, UFFICIO STAMPA, COMUNICAZIONE Ifigenia Kanarà
patàka communication
Tel. 348 7028928
e-mail: ifigenia@nekame.com

CUNEO ricorda GIANCARLO PEREMPRUNER

Posted by admin on Mar-15-2009 under Uncategorized
Maria Giulia Alemanno

Maria Giulia Alemanno © Particolare di RAPPRESENTAZIONE DI NATALE IN COLLINA olio su tavola, 1980. Angelo "vero" incontra l'angelo del tabasso- Ritratto (quasi) immaginario di Giancarlo Perempruner.

Comune di Cuneo - Comune di Grugliasco

In ricordo di

GIANCARLO PEREMPRUNER

Storico del giocattolo povero, cantastorie,

fabulatore, alpinista, estremamente cuneese

Teatro Toselli

CUNEO

Sabato 21 marzo 2009

Ore 21.00

LA LEGGENDA DEL TABASSO

a cura di

Enrico Sanna, Renato Scagliola, Anna Rebuffo, Maison Musique Rivoli

Con

FAUSTO AMODEI

CAMILLA BESSONE

I CANTAMBANCHI

BEPPE CHIERICI

IVANO CIRAVEGNA

CRISTINA GALLAMINI

FLAVIO GIACCHERO

MIREILLE SAFA

I TRELILU

Presenta

PIERO DADONE

Ingresso Libero

✯✯✯

MOSTRA DI STRUMENTI MUSICALI E GIOCATTOLI POVERI

Creati da

GIANCARLO PEREMPRUNER

Atrio della Sala Consiliare

del Municipio di Cuneo

16 – 20 Marzo 2009

orario uffici comunali

Ingresso Libero

In collaborazione con

Centro per la Cultura Ludica Torino

Centro per la Cultura ludica Grugliasco

Con il contributo di

La Buona Luna - Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo - Fondazione CRT - Promo Cuneo

Dal 16 al 20 marzo, nell’atrio della sala consiliare del municipio di Cuneo, mostra dedicata ai giocattoli poveri e di strada, realizzati anni fa da Giancarlo Perempruner (1940-1995), cuneese trapiantato suo malgrado a Torino, diventato, fino agli anni novanta, uno dei maggiori storici, ricercatori-ricostruttori nel campo dei giochi tradizionali, sempre realizzati con materiali di recupero, come succedeva fino agli anni
cinquanta, quando i ragazzini i giocattoli se facevano, industriandosi con grande fantasia. Parte dei giochi esposti, e alcuni bizzarri strumenti musicali inesistenti in natura, provengono dai Centri per la Cultura Ludica di Torino e Grugliasco. L’orario di visita è quello degli uffici comunali.

In più sabato 21 marzo alle 21, al teatro Toselli, sempre a Cuneo, serata intitolata “La leggenda del Tabasso, ancora dedicata a Perempruner, che fu anche musicante e fabulatore irresistibile, per trent’anni attivo con il gruppo torinese dei Cantambanchi. Partecipano Beppe Chierici, ex compagno di scuola di Giancarlo e socio nelle prime recite scolastiche, Fausto Amodei (entrambi hanno tradotto Brassens, Chierici in italiano, Amodei in piemontese), i Trelilù, band langarola di grande verve e capacità musicali, i Cantambanchi, la giovane attrice Cristina Gallamini e Ivano Ciravegna, che collaborò fino all’ultimo con Perempruner, nel centro di Grugliasco.

ABSTRACCIONES. SIMULACROS. Due esposizioni a L’Avana

Posted by admin on Mar-14-2009 under Uncategorized

Due appuntamenti a L’Avana.

Due tra mille…..

Città dalle infinite proposte culturali,

laboratorio di creatività,

luogo di ricerca e di bellezza.

TORINO: Italiani. Immagini e identità verso il 2011

Posted by admin on Mar-10-2009 under Uncategorized

ITALIANI. IMMAGINI E IDENTITÀ

16/22 MARZO. TORINO.

VERSO IL 2011. 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITÀ D’ITALIA

Il 17 marzo 1861 l’Italia diventa uno Stato unitario. Nel 2011 saranno trascorsi 150 anni da quella data, che ha segnato una svolta nella storia della penisola e dei suoi abitanti. A due anni dall’anniversario, dedichiamo agli italiani di ieri e di oggi un’intera settimana di film, concerti e incontri, lasciando alle parole e alle immagini di alcuni illustri connazionali il compito di ripercorrere le nostre storie e di discutere della nostra identità.

Scopri come partecipare su www.italia150.it

PROGRAMMA

GLI ITALIANI. RACCONTI TRA CINEMA E STORIA

Lunedì 16 marzo

CINEMA MASSIMO

dalle ore 15 / SALA 2

LA SCUOLA. Proiezioni e incontro con MARGHERITA OGGERO

Ore 21 / SALA 1

MARIO MARTONE presenta SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (1973) di Paolo e Vittorio Taviani

Martedì 17 marzo

dalle ore 15 / SALA 2

IL VIAGGIO. Proiezioni e incontro con RANIERI POLESE

Ore 22 / SALA 1

GIACOMO PORETTI presenta TRE UOMINI E UNA GAMBA (1997) di Aldo, Giovanni e Giacomo

Mercoledì 18 marzo

dalle ore 15 / SALA 2

LA FABBRICA. Proiezioni e incontro con FAUSTO BERTINOTTI

Ore 21 / SALA 1

MARIO MONICELLI presenta I COMPAGNI (1963)

Giovedì 19 marzo

dalle ore 14.30 / SALA 2

IL MONDO CONTADINO. Proiezioni e incontro con GIANNI BERENGO GARDIN

Ore 21 / SALA 1

ETTORE SCOLA presenta C’ERAVAMO TANTO AMATI (1974)

Martedì 17 marzo ore 21

UNIONE INDUSTRIALE. Sala dei Cinquecento

FARE GLI ITALIANI? L’IDENTITÀ NAZIONALE VERSO IL 2011

Tavola rotonda con WALTER BARBERIS, EZIO MAURO e PAOLO PELUFFO.

Venerdì 20 marzo, ore 21

CASTELNUOVO NIGRA. Chiesa di San Sebastiano

CARA ITALIA: IL CARTEGGIO TRA VERDI E CAVOUR

Un concerto dedicato allo scambio epistolare tra il primo Presidente del Consiglio e il compositore, membro del primo Parlamento.

Sabato 21 marzo, ore 21

CASTELLO DI MONCALIERI

CANTI POPOLARI DEL PIEMONTE: NIGRA E SINIGAGLIA

Una selezione di antichi canti popolari raccolti dal patriota Costantino Nigra e da Leone Sinigaglia.

Domenica 23 marzo

PASSEGGIATE ITALIANE

Una giornata alla scoperta delle Residenze Reali di Torino e del Piemonte, capolavori di grandi artisti e architetti italiani e teatro di importanti vicende della storia nazionale.

A cura di

COMITATO ITALIA 150
Corso Vinzaglio, 17
10121
tel +39 011 553 96 00
fax +39 011 195 08012

Feria Internacional de Arte Mar del Sur: il 1° premio a Maria Giulia Alemanno

Posted by admin on Mar-9-2009 under Uncategorized

MARIA GIULIA ALEMANNO

è la vincitrice del 1° premio del pubblico e della critica come miglior artista nella seconda edizione della Feria Internacional de Arte Mar del Sur che si è svolta a Mar del Sur, Buenos Aires, Argentina, dal 9 gennaio al 9 febbraio 2009

Italian artist Maria Giulia Alemanno is the winner of the first prize at the II Internacional Show of Art Mar del Sur , held in Mar del Sur, Buenos Aires- Argentina, from January 9 to February 9, 2009.

Contro la violenza. Noi donne il 7 marzo manifestiamo a Torino

Posted by admin on Mar-5-2009 under Uncategorized

Messaggio importante per NOI DONNE ( ed anche per voi uomini)

Sabato 7 marzo 2009

in Piazza Vittorio Veneto angolo via Po

Torino

ore 15.00

Manifestiamo tutte insieme contro la violenza con un corteo, spettacoli e iniziative artistiche di strada.

Portiamo i nostri corpi e le nostre idee, non le bandiere.

L’ANTIDOTO ALLA VIOLENZA NON È

IL CONTROLLO MA IL RISPETTO

La violenza contro le donne ha le sue radici in una cultura che considera i corpi delle donne oggetti di proprietà degli uomini. È una cultura che disprezza e considera esseri inferiori le donne, negando loro libertà e autodeterminazione.


Scendiamo di nuovo in piazza perché lo stupro è una forma orribile di violenza e perché il clamore sollevato dagli ultimi terribili episodi ha deliberatamente spostato l’attenzione pubblica dalle vere radici della violenza sulle donne a un problema di sicurezza.


Tutti i dati statistici confermano che la maggioranza delle violenze, anche quelle sessuali, così come le uccisioni di donne (una ogni due giorni) vengono perpetrate tra le pareti domestiche da uomini “noti”, cioè vicini alle vittime: mariti, conviventi, fidanzati, parenti, amici…

È ipocrita e strumentale addossare agli immigrati la responsabilità principale. In questo modo non si fa altro che alimentare l’intolleranza e il razzismo.


Televisioni, giornali e pubblicità usano spesso il corpo femminile in maniera offensiva e degradante.

Purtroppo l’attuale primo ministro non fa che confermare questa cultura sessista quando si riferisce alle donne - spesso e volentieri - con apprezzamenti triviali e umilianti.

La cultura sessista che considera e rappresenta le donne come esseri inferiori è la principale responsabile delle violenze!


Per affrontare il dramma della violenza contro le donne non servono decreti d’urgenza sulla sicurezza i quali, fra l’altro, prevedono ronde come se le donne fossero “proprietà” da presidiare.


Scendiamo di nuovo in piazza anche per riaffermare a gran voce che il corpo delle donne non può e non deve essere utilizzato in modo strumentale da nessuno e che vogliamo vivere in uno stato laico, nel quale la disposizione del proprio corpo, la vita e la morte sono diritti individuali indisponibili, come chiaramente prescrive la nostra Costituzione.

La vergogna della violenza sessista, in tutti i suoi aspetti, non può essere risolta esclusivamente attraverso la repressione o l’aggravamento delle pene.

E’ necessario ri-finanziare e potenziare i centri anti-violenza e le case protette per le donne maltrattate.

Ma soprattutto occorre un cambiamento profondo nella cultura e nelle relazioni tra donne e uomini.

Tutte e tutti siamo chiamate/i ad impegnarci in prima persona.

Occorrono un progetto e un lavoro di approfondimento e di sensibilizzazione fin dall’infanzia, nelle scuole, per affermare la cultura del rispetto tra i generi.

CASA DELLE DONNE

Via Vanchiglia 3 – 10124 Torino Tel. 011 8122519 e-mail casadelledonne@tin.it www.casadelledonnetorino.it

A Chivasso una grande mostra di Wolfgang Alexander Kossuth

Posted by admin on Mar-2-2009 under Uncategorized

http://www.exibart.com/profilo/imgpost/rev/736/rev64736(1)-ori.png

Wolfang Alexander Kossuth©: Forze in equilibrio - resina bianca, h cm 280. 2005

WOLFGANG ALEXANDER KOSSUTH

ARMONIA E MOVIMENTO

30 Gennaio - 15 Marzo 2009

PALAZZO LUIGI EINAUDI

Piazza d’Armi 6

CHIVASSO

Mercoledì 9.30 - 12.30 / Giovedì e Venerdì 16.00 - 19.00 / Sabato e domenica: 10.00 - 12.00 ; 16.00 - 19.00 / Lunedì e Martedì chiuso

Fondazione 900 . tel. 011 9103591 /cell. 339 4673821

Per info sull’artista consultare il sito www.kossuth.org.

Ufficio stampa: Luigina Moretti cell. 347/7986180; luiginamoretti@virgilio.it

Catalogo a cura della Fondazione 900

Il Museo Clizia, negli splendidi spazi di Palazzo Einaudi a Chivasso, ospita dal 31 gennaio al 15 marzo 2009 una straordinaria mostra a cura di Diego Bionda

di Wolfang Alexander Kossuth

artista immaginifico e virtuoso che, come nessun altro, sa trasformare in musica la materia ed il colore. Il critico Massimo Olivetti ne ha tracciato un ritratto sul Corriere dell’Arte che qui ora pubblichiamo.

Wolfgang Alexander Kossuth: concerto per bronzo, resina, tela.

Su una lavagna col gesso nel suo atelier, a memento suo e dei suoi aiutanti, Antonio Canova aveva scritto “ Mancando allo scultore l’incanto seducente del colorito, qual precisione, qual verità, quale scelta d’espressione non deve mettere egli nelle sue opere per attrarre l’attenzione dei riguardanti? La sua opera non è per lo più che una sola figura; così egli non dice che una parola sola; bisogna che sia una parola di grand’energia…Lo scultore, sgrossato il marmo, non può più correggersi: i suoi pentimenti sono inutili e rabbiosi. Frattanto egli è obbligato esprimer le forme del corpo e unirvi il sentimento. La riunione di queste due parti ( quanto è difficile) è il sublime della scultura”.

La candida resina di Kossuth “ Forze in equilibrio”, che apre la sua personale a Chivasso, è una rievocazione del paradigma canoviano. Due corpi che si slanciano nella tensione dell’arco. Il gesto che si allunga ad inseguire e perseguire la perfezione del cerchio. La materia che perde sostanza per acquistare fluidità. Il lattice biancore delle membra per esaltare la perdita del peso. La sfida vertiginosa alla massa e alla gravità.

E’ l’audacia di un virtuosismo che si pone al servizio del sentimento. Figure che non sembrano lavorate quanto, piuttosto, create. Perché quella di Kossuth non è solamente una mirabilia estetica, ma è la ricerca fino all’esasperazione della realizzazione di un universo d’immaterialità, è il progetto ideale e chimerico di tendere arti e membra fino ad imporne la fusione con l’aria. Ai suoi modelli, Lara, Alessia, Massimo Murru, allunga all’inverosimile le gambe; caviglie, polpacci, cosce si stendono a prolungare la tensione del gesto e dello sforzo. Tensione che non si esaurisce, come nella Nascita di Mercurio o nel bronzo di Roberto Bolle, nell’allungamento delle gambe. Prosegue nel torso, nel collo, fino ad articolarsi, in extremis, in mani affusolate, dita penetranti nell’atmosfera nell’ultimo, incompiuto tentativo di metamorfosi aerea, per offrire a noi incantati visitatori la speranza ed il desiderio di liberarci dai vincoli della densità, della consistenza, della solidità e confonderci con l’etereo; diventare aria, nuvole, sogno.

Poi c’è la sua storia, la personale e unica parabola di un uomo nato nella musica e per la musica. Wolfgang Alexander Kossuth, diplomato a Napoli in violino, compositore e direttore d’orchestra, fino a debuttare nel 1975 con l’orchestra del Teatro della Scala in qualità di direttore, che nel 1979 abbandona la carriera di musicista per sprofondarsi nella scultura. La musica resta, si sente, risuona nelle sue opere. Non solamente per la scelta di soggetti rappresentati nei gesti della danza classica, nella plasticità delle gambe riunite, dei piedi inarcati sulle punte o nei movimenti paradossali delle figurazioni di pantomime, come nel Fauno Autunno e nel Fauno Primavera, ma perché tutta la sua scultura lievita in un crescendo di melodie. Arti e muscoli, nervi e fibre, in bronzo o resina, anelano alla trasmutazione, a fondersi e compenetrarsi in strumenti musicali.

Qui gli archi, Forze in Equilibrio ed Emanuela Danzante, lì le chitarre, I Capricci, più in là i violini, Il Gabbiano, poi l’arpa, La Regina dei Mari, un intero corpo d’orchestra che vibra di risonanze, suoni e note. Sono opere che trasmettono la felicità nel movimento dei ritmi musicali che le hanno partorite e spinte, fino alla fantastica e surreale invenzione di una chitarra-fenice in volo che trasporta un uomo- giraffa.

E poi la superficie e il colore delle sue statue. Kossuth sa che la bellezza è figlia di qualche Dio ma l’eleganza è il prodotto della cultura. Cura fino all’esasperazione la “pelle”dei suoi bronzi, riproduce le sottigliezze curvilinee di una spina dorsale, il gioco dei nervi e delle articolazioni, la pressione delle dita dei piedi su un cuscino, come in Giada con Turbante, o artigliate nella carne nella Dafne e Apollo. Ricopre di patina verde -alga La Bagnante col viso nascosto da una cortina di capelli gocciolante e fa risplendere di bronzo-oro Il Gabbiano nel suo tentativo di decollo nel sole.

Si annida nell’audacia artistica di Kossuth e nel virtuosismo tecnico un rischio di cui mi sembra consapevole. Quanto più l’estetico guadagna in estensione tanto più può perdere in intensità. E lo spirito inquieto che già lo aveva trascinato dalla musica alla scultura gli impone una ricerca continua ed incessante di nuove forme, nuove prospettive, nuovi tormenti. Soprattutto in pittura si avverte che Kossuth utilizza magistralmente l’eclettismo come bussola per l’esplorazione di inediti orizzonti artistici. I ritratti di Franco e Armando in “fondo nero”, impietosamente rappresentati nella corruttibilità dei loro corpi, rimandano a Lucien Freud; l’Autoritratto ci riporta alle esasperazioni caricaturali degli allegri e disperati gaudenti di Jordaens e gli ultimi Capricci si avventurano nel debordante surrealismo di Dalì. Un continuo melting pot dove la classicità non prevale sulla complessità ma l’uomo Kossuth dialoga ad infinitum con l’artista e l’anelito di liberarsi dai vincoli e limiti della materia non si perde nell’astrazione ma, pur dolorosamente, si legittima nella realtà. E come diceva Degas a proposito delle parole, così le opere di Kossuth “hanno abbastanza forza per resistere all’aggressione delle idee”.

Massimo Olivetti

Il Corriere dell’Arte, Venerdì 20 febbraio 2009

SENTIMENTAL…EROS 2 al Salotto dell’Arte di Torino

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Maria Giulia Alemanno LEI e LEI - olio e collage su tavola cm 90 x 50

Maria Giulia Alemanno© LEI e LEI - olio e collage su tavola cm 90 x 50, 2002

SENTIMENTAL…EROS 2

6 - 20 marzo 2009

SALOTTO DELL’ARTE

Via Argonne 1/C

TORINO

Inaugurazione: venerdì 6 marzo 2009 ore 17.30

Orari: dal martedì al sabato dalle 16.30 alle 19.00. Domenica e lunedì chiuso.

Una mostra presentata dal critico d’arte MASSIMO CENTINI

e commentata dalla psicologa Dott.ssa EMANUELA MARANGON

Opere di:

Maria Giulia ALEMANNO, Rodolfo ALLASIA, Micaela BARRA, Ornella BERGESE, Graziella BEVILACQUA, Maria BIGLIANI, Teresa CAPASSO, Pino CHIEZZI, Margherita CRAVERO, Sergio D’ALESSANDRO, Beatrice D’AVINO, Vincenzo DEL DUCA, Cecile DOSSOGNE, Franco FRASSONI, Beny GIANSIRACUSA, Cristina GIARGIA, GILA (Giuseppe PECIOLA), GUENNA, IAIA (Luciana BERTAGLIA), Attilio LAURICELLA, Silvana LAVAGNA, Angela MANFRFEDI, Lorella MASSAROTTO, Graziella MENOZZI GEMIGNANI, Elena RAIA, Giuseppe SANINO,  Chiara SCAGLIA, Dario SERAFINO, Susanna VIALE.

Info: 339 680792

salottodellarte@gmail.com

www.salottodellarte.org