ALBERTO GRANADO e NUCCIO ACONE: ricordo di una grande amicizia

Alberto Granado e Nuccio Acone a Riva del Garda nel maggio 2010

Se fosse rimasto tra noi, Alberto Granado , il più caro amico di Ernesto Che Guevara, avrebbe compiuto 89 anni l’8 d’agosto. Se n’è invece andato in serenità un notte di marzo nelle sua casa di Miramar a L’Avana, chiudendo gli occhi alla vita per affrontare, come in un sogno, una nuovo viaggio infinito.
In molti abbiamo pianto, in tantissimi, nel mondo l’abbiamo accompagnato col pensiero. Ed erano tutte parole di stima, d’affetto e d’ ammirazione per questo piccolo grande uomo dall’ anima
solare che, attraversando da giovane il Sud America insieme ad Ernesto, aveva aperto la strada ad altri ragazzi per sempre nuove urgenze d’impegno e di consapevolezze.
In quell’occasione un suo grande amico, Nuccio Acone, parte integrante de  la “Casa de Los Granados” e fondatore del Circolo Alberto Granado di Avellino, di cui Mial andava molto fiero, gli dedicò uno scritto che venne pubblicato sulle pagine del quotidiano  IL MATTINO.
E’ con le parole di Nuccio che voglio  ricordarlo. Non nego una nota di tristezza. Ma so che Papà Granado rimarrà con noi ed in  noi , meravigliosamente presente nei nostri cuori.
Feliz cumpleaños, Alberto querido, dovunque tu sia.

“Tu hija” Lella

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Ho conosciuto Alberto Granado nel dicembre del 2003. Due italiani, Gabriele (Matarazzo) ed io, si presentarono alla porta della sua casa di L’Avana per porgere i saluti di un comune amico. Facemmo la conoscenza di una persona dall’aspetto minuto ed un poco claudicante, che ci accolse con estrema semplicità dando pazientemente soddisfazione alle nostre curiosità e domande a volte banali e retoriche: quante volte ha dovuto rispondere alle sempre uguali domande sulla sua amicizia con il  Che!
Lì è iniziata una vera amicizia tra noi, i suoi figli (Albertico, Delia e Rosana) e le rispettive famiglie.  In quella casa degli anni ’50, prima della Rivoluzione appartenuta ad un vecchio signore americano, che degli antichi fasti conservava solo l’architettura e la splendida scala elicoidale,  viveva l’intera famiglia, in tutto 12 persone di cui 5 nipoti.
Alberto Granado è stato ospite della terra irpina  2 volte, nel maggio 2005 e nell’agosto/settembre 2006.  Conosceva un po’ l’italiano essendo nato in un villaggio nella provincia di Cordoba (Argentina) in cui era forte la presenza di emigrati italiani, ricordava l’Italia degli anni ’60 avendo effettuato un viaggio in Vespa soprattutto nel Sud, in occasione della sua partecipazione ad un congresso scientifico a Roma.
Nel giugno del 2008, sono stato insieme a lui a
Rosario in Argentina, in occasione delle commemorazioni degli 80 anni dalla nascita del Che. Era il polo d’attrazioni di tutti i giovani latinoamericani che lì erano giunti da ogni parte del continente, ed a loro dedicava pazientemente gran parte del suo tempo. Più volte mi ha detto che credeva molto nelle giovani generazioni, le uniche  che riteneva potessero dare un contributo alla salvezza della società mondiale.
Gli piaceva mangiare e gli piaceva bere, prediligeva il gorgonzola, il parmigiano e….la grappa, che mi premuravo di fargli avere ogni qualvolta un mio amico andava a Cuba.  Era una persona disinteressata, schiva  e non attratta dal denaro e dai beni materiali, era soddisfatto di come aveva vissuto la propria vita e per niente pentito di aver scelto, agli inizi degli anni ’60, di trasferirsi a Cuba nella speranza di veder realizzato il sogno di una società migliore.
Affermato biochimico e scienziato  trapiantato nell’allora opulento Venezuela, lasciò una vita agiata che gli avrebbe riservato sicure gratificazioni professionali ed economiche per ricongiunsi all’amico Guevara per contribuire alla ricostruzione sociale e culturale di Cuba, dove svolse soprattutto attività di ricerca e sperimentazione genetica sui bovini. Nella Cuba rivoluzionaria, nonostante fosse amico personale di Fidel, non ha mai abusato di tale ruolo, fedele ai principi ispiratori della rivoluzione ed alla sua professione di scienziato.

Non aveva sfruttato in termini economici nemmeno il prezioso apporto fornito alla realizzazione del film I diari della motocicletta, la storia del suo viaggio in moto con il


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Alberto Granado, Ernesto Guevara e la mitica Poderosa

giovane Ernesto Guevara nell’America Latina degli anni ’50;  era  orgoglioso solo del successo mondiale riscosso dal lavoro cinematografico e soprattutto di aver contribuito a far conoscere al mondo un aspetto non secondario della prima acerba personalità del Che.

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Alberto Granado ed Ernesto Che Guevara sulla zattera MAMBO TANGO nell’Amazzonia peruviana

La fama di cui, invece, la sua persona aveva goduto lo lasciava indifferente.
Alla sua persona, nel marzo del 2007, intitolammo il Circolo di Avellino dell’
Associazione di Amicizia ItaliaCuba in seguito ad una sua lettera con la quale manifestava  “con profunda emoción” la propria gratitudine per tale scelta.

Venerdì scorso aveva ricevuto a cena un paio degli innumerevoli amici e conoscenti che frequentano abitualmente la sua casa, aveva mangiato e bevuto con gusto come sempre……Nella notte, serenamente, se n’è andato………..

Nuccio Acone

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