Il monumento dedicato a PEPPINO IMPASTATO della scultrice LUCIANA PENNA a COLLEGNO (Torino)

Luciana Penna: MONUMENTO A PEPPINO IMPASTATO, Borgata Paradiso Collegno (TO)

MONUMENTO A PEPPINO IMPASTATO

opera di LUCIANA PENNA

Intitolazione e posa

Venerdì 16 settembre 2011, ore 18.00

Giardino di Via De Amicis angolo Corso Antony

Borgata Paradiso

COLLEGNO

(Torino)

Ritrovo ore 18.00

Saluto del Sindaco Silvana Accossato
Interventi Autorità invitate

Scoprimento targa intitolazione Giardino e monumento dedicato a
Peppino Impastato

assassinato dalla mafia a Cinisi il 9 maggio 1978

ore 19.00

Centro Civico “Giuseppe Dozzo” Corso Antony 44

Proiezione del film documentario di Antonio Bellia:
Nel cuore delle alghe e dei coralli – i 100 passi di Peppino Impastato

alla presenza del regista e in collaborazione con
Associazione Centro Studi
“La Casa Sicilia” |

LUCIANA PENNA mentre lavora al momumento dedicato a PEPPINO IMPASTATO

LUCIANA PENNA PER PEPPINO IMPASTATO:

UN MONUMENTO NEL CUORE DEI CORALLI

Non ho mai troppo amato i monumenti,  quasi sempre freddi, celebrativi  e retorici,   ma quello che Luciana Penna ha  realizzato in ricordo di   Peppino Impastato per la Città  di Collegno è  diverso e bellissimo.  Si tratta di un monumento  “affettivo”, grondante tenerezza ed umanità.
E’ fuor di dubbio  che la storia di Peppino, la sua vita spesa a combattere per l’affrancamento  da tutte le mafie, il suo impegno di giovane sensibile e colto, la sua tragica fine decretata da coloro che aveva strenuamente osteggiato con l’arma leggera ma potente ed intollerabile della satira e della controinformazione, abbiano toccato Luciana nel profondo, così com’ è evidente   l’adesione dell’artista al  suo pensiero , alla sua sete di giustizia, alla sua scelta di contrapporre ai dettami della corruzione quelli dell’etica e dell’onestà.
Da questi presupposti ha preso forma un monumento commovente per forza e delicatezza, nel quale la sagoma  di Peppino continua , attraverso cerchi simbolici, a propagare il messaggio di  libertà tante volte lanciato dai microfoni  di Radio Aut.
L’etere entra nei cerchi, avvolge l’intera struttura. Che è sì  di duro metallo ma delicata come carta trasparente, perchè trasparente era il pensiero del ragazzo di Cinisi capace di risvegliare le  coscienze di tanti  coetanei, mai stanco di spronarli a reagire e lottare.  Ma nei cerchi Luciana Penna ha saputo anche raccogliere tutte le inquietudini di cui lo stesso Peppino ci parla in una sua breve autobiografia, il chiudersi e l’offrirsi al mondo, la paura di tutto e di tutti e al tempo stesso una voglia incontrollabile di aprirsi e costruire. Il pensiero di Peppino, l’amico in cui riconoscere la nostra umana fragilità e le nostre virtù, continua a vivere e a circolare  nei percorsi segnati dal metallo, quasi fossero strade tracciate per noi, per le nostre coscienze e le nostre azioni, per condurci nella direzione che lui ci ha indicato.
Luciana Penna, con la sensibilità che la contraddistingue, ci ha voluto regalare  un monumento patinato
nelle sfumature del rosa ruggine, quasi fosse immerso  “nel cuore delle alghe e dei coralli. Ed è così che anche nell’ abisso temuto da Peppino s’impone il colore della tenerezza, dell’amore che sconfigge il buio, delle striature delicate di un’alba quieta che pennella il cielo e la terra e dolcemente accarezza il mare.

Maria Giulia Alemanno

2 comments

  1. Maria Giulia, il tuo scritto compie una straordinaria apertura sulla visione di questa scultura , sul combattimento ai soprusi, su Peppino Impastato con le inquietudini che comporta l’immergersi in quella tragicità.
    I simbolici cerchi di metallo che portano l’eco delle sue parole, prendono forza dalle tue, dando continuità a quell'”amore che sconfigge il buio”. Grazie. Luciana.

  2. Bellissimo tributo ad un vero eroe mtoirmale dei nostri tempi…da qui a 31 anni, forse, non e8 cambiato un granche8, se solo si pensa che a quest’ora carabinieri e polizia presenti sul luogo dell’assassinio di Peppino, massacrato di botte e fatto esplodere sui binari, stavano ipotizzando il suicidio, con grande placet della politica e della stampa nazionale. Forse non e8 davvero cambiato nulla…ma, per fortuna, “con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo”. O tentiamo di farlo.—–“Sei andato a scuola, sai contare?” “sec, so contare” “E sai camminare?” “so camminare” “E contare e camminare insieme lo sai fare?” “credo di sec” “Allora forza, conta e cammina.. 1,2,3,4..” “ma dove stiamo andando?” “..conta e cammina..95,96,97,98,99,100..lo sai chi ci abita qui? U zu Tano ci abita qui.. cento passi ci sono da casa nostra, cento passi” (dal film I Cento Passi di M.T. Giordana sulla storia di Peppino Impastato)

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