Maria Giulia Alemanno racconta il suo Palio per Crescentino a Lorena Beccaro (La Sesia)

San Crescentino_Palio M G Alemanno_ 2 webMaria Giulia Alemanno e il suo palio per Crescentino

 NEL  PALIO HO DIPINTO LE MIE RADICI

Alemanno “racconta” l’opera

“Quel cuore io non l’ho disegnato, me lo sono trovato lì.
Questi sono i miracoli della pittura”.

Maria Giulia Alemanno, arte storia e magia.
La pittrice che ha dipinto il palio che andrà al rione vincitore del torneo racconta come ha preso forma l’opera realizzata in tempi brevissimi: “Quando, ad inizio estate, il Sindaco di Crescentino Marinella Venegoni e l’Assessore allo Sport e alle Politiche Giovanili Gabriele Massa mi hanno chiesto di  eseguire il dipinto per il Palio dei Rioni, l’ho subito “visto” compiuto. E non perché io possegga speciali doti visionarie, ma perché Crescentino è parte della mia vita e dunque, a differenza di un artista esterno, ne ho potuto interiorizzare, fin dall’infanzia, i simboli. Per me si è trattato di rendere pittoriche le mie radici, di rivedere il mio vissuto, dipingendo mi tornavano in mente persone e situazioni.
E precisa: “Se fosse ancora vivo il professor Piero Bosso sarebbe stato lui a fare questo lavoro perché era un cantore del paese, la memoria storica di Crescentino oltre ad essere un bravo artista. Dedicare a lui il palio è stato riallacciarmi ad una parte di me. Lui mi ha insegnato ad amare l’arte e il nostro paese”.
Il Palio non è stato concepito con un progetto ma ha preso forma man mano che il pennello incontrava la tela: “Non mi è stato difficile  immaginare nelle sue vesti di soldato romano San Crescentino, mentre sorregge la statua lignea della Madonna del Palazzo gesto impossibile per logica ma assolutamente normale in pittura, dove, come diceva Leonardo, grande cantore di libertà espressiva, tutto può accadere.   
Ed è quindi pittoricamente accettabile che in questo mio drappo, allo scudo militare del santo si sovrapponga quello del Comune di Crescentino, con le sue rosse falci  di luna crescente , i rami intrecciati di alloro e di quercia e la corona che, quando ero bambina, pensavo fosse quella indossata dalla Papetta che vedevo sfilare a Carnevale. Ho voluto appendere, come fissata per contrasto  da due chiodi molto fisici, la vecchia stampa della Crescentino fortificata, priva di dettagli come se emergesse da un sogno. Sempre legata ai miei ricordi giovanili è la presenza, in questo mio stendardo,  delle spighe di grano e di riso. Mentre le abbozzavo non pensavo tanto al paesaggio che ci circonda, quanto alla canzone che tutti allora mandavamo a memoria: “ Nen lôntan da la côlina,‘n mës ai camp ad gran e ‘d ris,j’ è na bëla sitadina,Carsantin,  al nost pais….”
Ed ora la magia, la stranezza che caratterizza molte sue opere: il cuore nella mano della Madonna. ” Io non ho disegnato quel cuore, me lo sono trovata lì – spiega Alemanno – questi sono i miracoli della pittura: tu costruisci ma poi il lavoro va avanti da solo, difficile da spiegare razionalmente”.
Il telo centrale del palio, dipinto in acrilico, misura  160 x 115 centimetri e  – puntualizza la pittrice: “sarebbe risultato incompleto ed irrisolto senza l’intervento prezioso di Pina Cena che  in tempi brevissimi ha ideato e cucito il drappo vero e proprio, e di suo marito Silvano Giordano, dotato del talento di un fabbro geniale, che ha tradotto in lancia di San Crescentino l’asta di sostegno”.
“Abbiamo lavorato in sintonia – conclude Alemanno – e vorrei, con questo mio lavoro trasmettere un messaggio : se anche in un paese si sviluppano sinergie tutto riesce meglio”.

Lorena Beccaro in LA SESIA, settembre 2011

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Ringrazio di cuore Lorena Beccaro, come sempre attenta e puntuale nel raccogliere i miei racconti e meravigliosamente partecipe delle mie esperienze artistiche e ringrazio  La SESIA, storica testata vercellese, per ospitarmi ogni volta nelle sue pagine.

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