Gilberto Frómeta: Il gruppo finale
tecnica mista su tela, cm 144 x 13 – 2009
GILBERTO FRÓMETA
Nobles susurros desde de muy lejos
Nobles wispers from afar
16 marzo – 15 aprile 2012
ART IN CAPITALS GALLERY
Donghu Road 20, secondo piano (vicino Middle Huaihai Road)
SHANGHAI
Come raggiungere la galleria:
Metro Line 1, South Shaanxi Road Station or Changshu Road Station
Orari:
da lunedì a sabato: 12:00 to 20:00,
Domenica solo su appuntamento
Website: http://www.artincapitals.com
Tel: +86-21-54047702
Email: info@artincapitals.com
Gilberto Frómeta: Fotografia di Famiglia
tecnica mista su tela, cm 85 x 104 – 2009
Immagine in lajiribilla.co.cu
Ho conosciuto Gilberto Frómeta a L’Avana nell’agosto del 2003 lo stesso giorno in cui, con il critico d’arte Massimo Olivetti, ho incontrato Miguel Barnet nella sede della Fondazione Fernando Ortiz, nel verde lussureggiante del Vedado.
Miguel Barnet, uno dei massimi esponenti della cultura cubana contemporanea, ci aveva ricevuti nonostante fosse per lui un periodo di vacanza, incuriosito da quei due italiani che volevano mostrargli alcuni lavori ispirati alla Santeria. Fu estremamente gentile, quasi si commosse nel guardare un mio ritratto immaginario di Iewa, una delle divinità di cimitero, solitaria ed isolata, poco presente nell’iconografia santera, e, quasi per ringraziarci della visita, come dono, chiamò al telefono un amico. “ Voglio che vi conosciate – ci disse. E’ un bravissimo artista. Si chiama Gilberto Frómeta. Vi aspetta nel pomeriggio .”
Frómeta nel suo studio a L’Avana
Fu così che entrammo nel suo mondo, una vecchia casa dipinta di bianco ristrutturata con grande gusto, elegante nella sua estrema semplicità, piena di luce e di magia. E subito, già prima di visitare lo studio, ci rendemmo conto della sua grandezza. Sulle pareti di ogni stanza i suoi quadri, i suoi disegni che fondevano magistralmente astrazione e realismo rivelavano doti straordinarie di disegnatore e di pittore ed una intensità che di certo lo avrebbe portato lontano.
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Ci raccontò delle sue mostre in Venezuela, Messico, Spagna e Portogallo ma, ci rivelò che come i suoi cavalli, liberi e selvaggi, rincorreva orizzonti ancor più vasti. Non stupisce dunque il grande successo che sta riscuotendo in Cina, dove da qualche tempo, tra una esposizione e l’altra, ha intrapreso, in parallelo alla pittura e alla grafica, un percorso di sperimentazione digitale. Ne è la dimostrazione l’ultima mostra dal titolo evocativo: Nobili sussurri da molto lontano, quasi una dichiarazione d’amore e nostalgia inviata alla sua Cuba dal cuore dell’Oriente, inaugurata il 16 marzo presso la ART in Capitals Gallery di Shanghai ed aperta fino al 15 aprile 2012.
Al ritorno in Italia, Massimo Olivetti gli dedicò un articolo sul Corriere dell’Arte dal titolo FRÓMETA: A CAVALLO DI MACONDO, dove a ragione, lo collocava tra i massimi artisti cubani. Mi fa piacere riproporre qui le parole che scrisse per lui, ancor oggi perfette per descrivere l’artista e l’uomo.
“Gilberto Frómeta dipinge cavalli. Non solo, non esclusivamente, ma il cavallo nelle sue forme, nella sua scomposizione, è il tramite per il suo personale Macondo. Nella sua casa, all’ Havana, c’è una sua foto. Sei, sette anni, in sella ad un cavallino, un cappello da guajiro equestre, ed un sorriso largo e profondo come le falde del cappello.
Frómeta dipinge cavalli per riprodurre l’emozione e la felicità di quel sorriso. Non dipinge favole, vive favole con i suoi pennelli, e le vive con la disperata intensità che ogni bambino mette nella profondità dei giochi. Ha mano magica, facilità nel disegno, sicurezza nelle linee. Facile, quindi, scadere nel virtuosismo, affogare nella maniera. Ne fugge con la forza espressionistica dei tratti. Scompone cavalli e ne seziona i le parti, per offrircene ingrandita una dimensione inquieta. Non rincorre sogni dolci e tranquillizzanti, ma condisce il proprio universo di un’animalità impetuosa, travolgente, sconfinata. I suoi cavalli ci trascineranno oltre e al di là.

Gilberto Frómeta: Otro Mago
tecnica mista cm 100 x 150 – 2004
Immagine tratta da pinturagfrometa.com sito ufficiale dell’artista
E la realtà diventa giostra e teatro, cavalli vivi e cavallini di legno che si confondono e si tramutano, veicoli entrambi di un mondo di balocchi a cui partecipano, come quinte immobili, gli adulti ingessati in abiti da cerimonia e nella serietà formale delle tenute da turf. Il tratto è sostanziale, dunque, per impedire alla necessità della fantasia di sconfinare negli universi del barocco. Il colore, i rossi e i gialli soprattutto, hanno la forza delle lacerazioni, trattenute a stento dentro una padronanza dei volumi che rievoca l’assimilazione dei modelli classici di Velásquez. Ma una lettura in cifra di Frómeta è comunque sempre parziale e riduttiva, perché, nei suoi quadri e nei suoi cavalli, quello che trionfa con prorompente vitalità è la pittura stessa.
Massimo Olivetti in il CORRIERE DELL‘ARTE – ottobre 2003
Gilberto Frómeta: Celos? Calcografia – 2003. Immagine in cubanartspace.net



