Grappa alla vipera e Budda dell’impermanenza
Bruno Gambarotta e La Grappa alla Vipera
Sapevate che questo è l’Anno dell’Invecchiamento Attivo? Siete scusati, tutta l’attenzione è rivolta ai giovani, salvo non fare nulla di concreto per loro. Il Comune di Bra è andato contro corrente e ha organizzato sabato scorso un’affollata tavola rotonda sul tema “Vivere bene la terza età”.
Al termine, sostando sulla soglia della sala dedicata a Giovanni Arpino, qualcuno fra i presenti mi ha chiesto consigli di lettura. In libreria c’è un intero scaffale di manuali ricchi di istruzioni per invecchiare bene. Meglio di un manuale per me è il libro di uno che si è inventato un modo di vivere con pienezza gli anni della pensione. E’ intitolato “La grappa alla vipera”, edito da Giancarlo Zedde e l’autore è Renato Scagliola, un nome noto ai lettori di Torino Sette poiché cura “Sul filo della memoria“. Scritto con il piacere goloso di chi assapora la parola esatta, è il brogliaccio di anni di liberi vagabondaggi per paesi e valli del Piemonte. Lo consiglio perché è lo specchio di uno stile di vita imitabile senza tanti stravolgimenti, dimostra che non è necessario andare in Patagonia per fare scoperte esaltanti. E’ sufficiente smettere di uscire di casa per fare solo il giro dell’isolato e incominciare ad andare in giro in luoghi che si credeva di conoscere, rallentando il passo e adottando una visione dal basso che vede e annota tutto, i fili d’erba, i “laidi capannoni in cemento precompresso”, le “antenne dei cellulari come le torri di avvistamento del medioevo”, le orme dei cinghiali, le superstiti grange, le osterie nascoste, il “panorama senza fine” che si gode dal cimitero di Castelnuovo di Ceva, dove riposano le spoglie dell’amico di una vita, Giancarlo Perempruner.
In questo zibaldone piemontese si trovano anche triangolazioni fortuite di esistenze esemplari che si incontrano per affinità elettive, si perdono per i casi della vita e infine si ritrovano. Racconti di gente che, dopo aver pagato il debito di un lavoro sicuro, ha avuto il coraggio di seguire la propria vocazione. Come il già citato Perempruner che “ha lavorato per 20 anni all’Olivetti poi ha seguito di brutto i suoi istinti e si è messo a lavorare con i giocattoli poveri”. Molti di noi si sono messi a giocare con Facebook alla ricerca dell’albero genealogico; Scagliola lo fa alla vecchia maniera, frugando negli archivi e scarpinando. E anche questo è un modello da imitare. Cercando di “salvare il salvabile e vivere meglio tutti”.
in STORIE DI CITTÀ – Torinosette 2/11/2012
Grappa alla vipera e ferro vecchio
Pubblico con grande piacere lo scritto che Bruno Gambarotta ha dedicato al nuovo libro di Renato Scagliola e ricordo che
La grappa alla Vipera
verrà presentato da
Piero Bianucci, Caterina Gromis e Franco Contardo
giovedì 8 novembre 2012 alle ore 18.30 negli spazi del
Tucano Viaggi
in Piazza Solferino 14, a Torino.
Nel lontano 1975, Willy Fassio, mitico fondatore ed anima del Tucano Viaggi , e Renato Scagliola, all’epoca cronista della Gazzetta del Popolo, furono protagonisti di uno straordinaria avventura nel cuore dell’Amazzonia, destinata a lasciare una traccia profonda ed indelebile nelle loro esistenze. L’incontro con la tribù degli Yanoama ispirò a Scagliola, al ritorno in Piemonte, il testo di Los indios de la Langa, uno dei primi esempi di musica di transculturazione, destinato a diventare un cavallo di battaglia dei Cantambanchi, il gruppo di folk progressivo di cui il giornalista e scrittore è stato uno dei fondatori.
Ed ecco in un raro filmato d’epoca la ballata, ambientata nei paesaggi rivisitati nelle pagine di La grappa alla vipera.


