YEMAYÁ Y SUS SIETE CAMINOS: in un video la dea Yoruba di Maria Giulia Alemanno

Maria Giulia Alemanno con Yemayá Awoyó

Un nuovo video sull’ opera di Maria Giulia Alemanno, principale interprete europea dela Santeria cubana, è su YouTube. S’intitola YEMAYÁ Y SUS SIETE CAMINOS come la mostra che l’artista ha dedicato alla dea dell’ acqua di mare nel gennaio del 2007 a L’Avana. Teatro dell’allestimento la Casa Museo de La Obra PÍa, suggestivo palazzo coloniale nel cuore della città vecchia restaurato per volere dell’Historiador de La Ciudad ,Eusebio Leal, che con grandissimo gusto e sensibilità, sta lavorando per restituire a L’Avana l’ antico splendore.

La mostra, promossa dal Museo Casa de Africa, con il quale l’artista collabora da anni , è stata l’evento centrale, patrocinato dalla Regione Piemonte, del Convegno Internazionale di Antropologia Sociale e Culturale sulle radici afro americane che si svolge ogni anno nella capitale cubana, coagulando attorno al museo Casa de Africa studiosi e religiosi di tutto il mondo.

Sette è il numero magico legato a Yemayá, sette sono le perline bianche e blu alternate della sua collana e sette sono le principali manifestazioni o “caminos” della Grande Madre. Da qui il nome della mostra per la quale la pittrice ha realizzato sette tele in acrilico di grandi dimensioni, ognuna dedicata alla dea di origine Yoruba che a Cuba ha trovato sincretismo nella Virgen de Regla, la madonna nera che prende il nome dal “pueblo” affacciato di rimpetto alla baia di L’Avana.

Dopo il grande successo ottenuto al Museo de la Obra Pía l’esposizione, resa itinerante, è stata ospitata nel corso dell’anno nei prestigiosi spazi della Fortezza del Morro, all’ Istituto Nazionale di Antropologia, alla Galleria Concha Ferrant di Guanabacoa e, nel gennaio 2008 nelle sale della Unión de los Artistas y Artesanos de Matanzas, “città santera” per antonomasia.

Il video, opera dal fotografo Osvaldo Piolatto, propone le immagini delle sette Yemayá di Maria Giulia Alemanno: Yemayá Awoyó, Yemayá Akuara, Yemayá Mayaleo, Yemayá Konlá, Yemayá Achabá, Yemayá Okuté e Yemayá Asesú inserite in un contesto di panni al vento davanti al mare di Jibacoa. Le grandi tele dipinte si confondono con le lenzuola bianche e azzurre, i colori della dea, in una seguenza di grande suggestione scandita dalla voce indimenticabile di Celia Cruz, che molte volte ha offerto a Yemayá il suo intenso canto. “Un bembé pa Yemayá” è il titolo del brano scelto per accompagnare il fluire sullo schermo della Grande Madre.

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