I miei fuochi, le mie presenze

Maria Giulia Alemanno FUOCHI ORIZZONTALI 2, olio su tavola. Part.

I MIEI FUOCHI, LE MIE PRESENZE

Mi è più facile parlare della pittura degli altri che della mia. Spero che i miei lavori abbiano la forza sufficiente per esprimersi da soli, creature autonome capaci di toccare le corde profonde di chi li guarda, ma qualche parola si rende credo necessaria.

La mostra a Palazzo Degregori a Crescentino s’intitola “Fuochi ed altre presenze” ed è, in pittura, l’equivalente del mio vagabondare per le risaie del vercellese, la terra che mi ha vista crescere e che più amo, misteriosa nella sua geometrica vastità, confortante e complice nei suoi dilatati silenzi.

In risaia mi piace andarci da sola, scoprirne gli intrecci delle strade sterrate, fermarmi lungo gli argini, guardare gli aironi, magicamente ricomparsi dopo anni di abbandono. Se adoro l’acqua della primavera, ancor più mi affascinano i fuochi dell’autunno che bruciano le stoppie e segnano la terra di tracce irregolari e scure, come percorsi tormentati di vita. Questi fuochi non sono per ne che creature proposte nella loro essenza, presenze appunto, come parte di un mondo variegato e inquieto che estende le proprie radici dal Piemonte all’America fino a raggiungere chissà quale remota contrada del mondo, si nutre dei frutti dell’inconscio, frequenza gli incubi e i sogni, disdegna le scansioni assillanti della quotidianità. Tutto può accadere sulla tavola bianca o sulla tela: che emergano da racconti interiorizzati le figure dei miei vecchi, gente un poco di collina e un poco di pianura,singolare miscuglio di contadini ed intellettuali, e aggancino la loro storia a quella di personaggi mai incontrati, ma non per questo sconosciuti, abitanti dei più occulti angoli della percezione, oppure che continuino a pulsare in cuori palpitanti i pensieri e gli affetti di amici perduti.

Leonardo diceva che l’artista è un uomo libero, può mettere le montagle davanti al mare ed il mare davanti alle montagle, un gioco che in questo mondo di deprimente appiattimento vale la pena tentare. I 28 oli di questa mostra non sono, in fondo, che una dichiarazione di libertà.

“Fuochi ed altre presenze” è dedicata a mia nonna Maria che mi ha trasmesso l’amore per questa terra e sempre ha creduto nella mia pittura, e a mia nipote, la piccola Eleonora, che da lei ha ereditato la grande sensibilità, la passione per i colori e occhi d’acqua chiara.

Maria Giulia Alemanno

Scritte in occasione della mostra “Fuochi ed altre presenze” a Palazzo Degregori, Crescentino nel maggio del 1999, ed ora inserite nella sezione critica del sito, continuo a sentire le mie parole attuali. Nel mio vagabondare in risaia di fuochi ne trovo ormai sempre meno ma quando li vedo avanzare solitari o in gruppo , sospesi sulla paglia, provo la stessa, struggente emozione d’allora. Sì, sono presenze vive ed ancestrali, forse anime che si ostinano, inghiottendo le stoppie, a voler affermare con tenacia la loro appartenenza alla terra.
Intanto  anche i miei  sogni continuano ad  essere popolati di gente nuova ed altra conosciuta. Molti, troppi,  nel frattempo sono passati dall’altra parte del fiume, dove pare che i fuochi brucino in eterno. E’ li che incontro le mie presenze quando chiudo gli occhi , la sera.

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