BAJO JUÁREZ al Cinema Massimo Tre di Torino per non dimenticare

http://pruebas.munich.cervantes.es/FichasCultura/Imagenes/10879.JPG

BAJO JUÁREZ

La città che divora le sue figlie

Bajo Juárez – La ciudad devorando a sus hijas un film documentario di Alejandra Sánchez Orozco dell’Università Autonoma di Città del Messico realizzato in collaborazione con José Antoni Corsero nel 2007 in Messico è un momento di pensiero, partecipazione e condivisione assolutamente da non perdere.

Domenica 11 aprile 2010, ore 21 al CINEMA MASSIMO TRE di via Verdi 18 a Torino verrà proposta la versione originale con sottotitoli in italiano, preceduta da un incontro con:

Gianfranco Crua, SUR Società Umane Resistenti
Elena Bagalà, studentessa Facoltà di Lettere e Filosofia
Angela Vitale Negrin, Amnesty International
coordinamento di Franco Prono, DAMS Università di Torino

★★★

La proiezione è stata voluta da: Facoltà di Economia Università di Torino, Progetto Diritti Umani e Globalizzazione, Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche, Storico Territoriali, SUR, Società Umane Resistenti, Amnesty International con la collaborazione dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema, del DAMS e del Laboratorio” Guido Cuazza” Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Torino

http://www.nosotrasenred.org/images/bajojuarez.jpg

L’immagine si trova all’indirizzo: www.nosotrasenred.org/feminicidio/videos.html

Il documentario disegna un lucido profilo dei meccanismi di potere che hanno portato ai femminicidi di Ciudad Juarez, città di frontiera tra il Messico e Stati Uniti. Da sedici anni a questa parte vengono assassinate, torturate e stuprate donne e bambine nella più assoluta impunità. Juarez, come tutto il Messico, è oggi alla ribalta internazionale per essere travolta dai vortici di violenza efferata delle corporazioni mafiose della droga . Nel documentario, la musica struggente e allegra dei corridos spezza la tragicità dei dialoghi costruiti su testimonianze, documenti d’archivio, interviste a studiosi, funzionari e personalità del governo messicano.

La sottotitolazione in italiano del Documentario Bajo Juárez. La città che divora le sue figlie è stata compiuta nell’ambito del Progetto Juárez per fornire un ulteriore strumento di sensibilizzazione al tema della violenza in America Latina.

Il Progetto Juárez nasce nel 2007 ed é stato elaborato dall’associazione SUR (Societá UmaneResistenti) di Torino con la collaborazione di Silvia Giletti Benso, docente di Lingua spagnola presso la Facoltà di Economia e coordinatrice del progetto di Facoltà Diritti Umani e Globalizzazione (http://www.econ.unito.it/iniziative/info/282)

L’obiettivo generale del Progetto Juárez è quello di informare, diffondere, sensibilizzare ma anche quello di formare una coscienza critica sul tema della violenza generalizzata in America Latina e in particolare sui femminicidi di Ciudad Juárez (Messico), dove negli ultimi 16 anni sono state assassinate oltre 600 giovani donne nella totale impunitá e migliaia desaparecidas.

Obiettivi e strumenti specifici sono stati e continuano ad essere:

A livello di didattica universitaria, la formazione e sensibilizzazione degli studenti del corso monografico di Lingua spagnola e di Antropologia della scrittura (Facoltà di Lettere) sul tema della percezione della violenza in America Latina.

A livello regionale stimolare la popolazione della Regione Piemonte e in particolar modo della Città di Torino, all’approfondimento del caso di Ciudad Juárez. Quest’ultimo rappresenta un esempio emblematico di violenza contro le donne, in un contesto di elevato sfruttamento lavorativo, di forte malavita organizzata e di totale impunità per i responsabili dei crimini.

Si sa che in America Latina la violenza è di casa, come si sa che in Messico questa violenza ha raggiunto delle cifre impressionanti tanto che solo nel 2009 ci sono stati settemilasettecento omicidi legati al narcotraffico. E un terzo di questo numero impressionante è avvenuto a Ciudad Juárez (Chihuahua) che di conseguenza si è trasformata nella città simbolo della criminalità organizzata. Le ramificazioni dei cartelli arrivano fino a inquietanti coinvolgimenti con la criminalità che controlla ampi territori della nostra penisola. Per noi, però, c’è un altro motivo per volerci occupare di Juárez: sono le centinaia e centinaia di ragazze che dal 1993 vengono rapite e uccise: alcune spariscono per sempre, altre vengono trovate sepolte nel deserto che circonda la città, violentate, seviziate, fatte a pezzi e poi trattate come spazzatura. E il peggio è che la polizia e il governo non fanno nulla, nascondendosi dietro alla giustificazione che le uccisioni e le sparizioni sono conseguenze di situazioni familiari compromesse o di imprudenze irresponsabili da parte delle vittime stesse. La verità – emersa a poco a poco grazie a giornaliste e giornalisti coraggiosi e all’associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa – è invece che ci troviamo di fronte a un caso eclatante di violenza di genere, ovvero: di violenza subita dalle donne per il solo fatto di essere tali. Non per nulla a proposito di Juárez si parla di femminicidio, un vero e proprio genocidio nascosto. Ecco allora che Juárez ci è sembrato il punto privilegiato da cui partire per riflettere su una questione di scottante attualità. A Juárez la violenza contro le donne pare ormai permessa e legalizzata, nonostante l’interessamento e la pressione delle varie associazioni internazionali.

Da tempo un nutrito gruppo di associazioni e intellettuali torinesi hanno lavorato costruendo una rete nazionale attorno a questo tema, rete che ha coinvolto una decina di città, scuole di ogni ordine e grado fino ad arrivare alle istituzioni parlamentari italiane ed europee. Le Madri di Ciudad Juárez, hanno ottenuto importanti riconoscimenti e non ultima la Cittadinanza Onoraria della nostra città.

In questi giorni sul Web diventerà attivo il sito dell’Osservatorio Internazionale sul femminicidio a Ciudad Juárez.

SUR è un’associazione affiliata all’Arci ed è occasione di iniziative sull’America Latina e di incontri sui temi dei diritti dei nativi come delle nuove povertà. SUR, il sud, non è solo uno spazio geografico, ma è anche un luogo dell’anima. Vengono coinvolti testimoni, studiosi, artisti dai diversi sud. SUR ha promosso, insieme ad altre associazioni, la Cittadinanza Onoraria di Torino (9 dicembre 2008) per Marisela Ortiz Rivera dell’Associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa di Ciudad Juárez.

http://www.cinepremiere.com.mx/files/u15/bajojuarez.jpg

L’immagine  si trova all’indirizzo www.cinepremiere.com.mx/node/454

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »