
Piccolo fantasma
inchiostro di china su foglio di vecchio quaderno
2015
Al piccolo fantasma
di Halloween non importava un accidenti.
Non provava alcuna simpatia per i bambini di dolcetto scherzetto,
trovava orribili i grandi obesi camuffati da scheletri,
evitava come la peste le streghe in costume da se stesse.
Quegli stupidi festeggiamenti pilotati dai maghi del consumismo
gli risvegliavano sempre un sano desiderio d’isolamento
in cima a una montagna, su una spiaggia deserta,
in un eremo dagli spessi muri di pietra.
“Ma ai morti ci penseranno mai? –
si chiedeva.
Ricorderanno i nonni, i genitori, gli amici
che hanno varcato la soglia?
Dedicheranno loro un attimo di silenzio,
un pensiero di tenerezza?”
La risposta che si diede fu
NO.
Un NO secco e deciso
come i botti che si andavano sommando in strada.
“Per loro la vita è un eterno capodanno –
concluse con tristezza.
Meglio che me ne vada
da un mondo di zucche vuote
che proprio non mi piace”.
Bim, bum, bam,
scoppiavano i petardi,
biiiim
buuuum
baaaam
mentre il piccolo fantasma si dissolveva
in un refolo di vento.