PITA PER LELLA SCARPE DIVERSE small

USCII CON SCARPE DIVERSE QUELLA SERA… pensiero di Patrizia Deambrogio per me

Patrizia Deambrogio: “Uscii con scarpe diverse quella sera…” pennarello nero su striscia di carta cm 30 x 13 1994 Ho ritrovato tra mille fogli questa striscia che Patrizia mi mandò nell’ottobre del ’94… una vita fa. Tristezza, tenerezza e poi il pensiero che devo comunque procedere anche per lei, che da tanto tempo non è più qui.  Le dedico dunque,  amica, sorella, indimenticabile compagna di giovinezza, il primo post del 2018 per sentirla accanto nel cammino,  assai faticoso anche se indosso scarpe appaiate. Ancora qui con la testa piena di dubbi e l’amarezza d’aver perso per strada la parte mancante …

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PICCOLO FANTASMA IN FUGA DA HALLOWEEN

Piccolo fantasma inchiostro di china su foglio di vecchio quaderno 2015 Al piccolo fantasma di Halloween non importava un accidenti. Non provava alcuna simpatia per i bambini di dolcetto scherzetto, trovava orribili i grandi obesi camuffati da scheletri, evitava come la peste le streghe in costume da se stesse. Quegli stupidi festeggiamenti pilotati dai maghi del consumismo gli risvegliavano sempre un sano desiderio d’isolamento in cima a una montagna, su una spiaggia deserta, in un eremo dagli spessi muri di pietra. “Ma ai morti ci penseranno mai? – si chiedeva. Ricorderanno i nonni, i genitori, gli amici che hanno varcato …

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RISAIA D’OTTOBRE

Maria Giulia Alemanno: Canneto grande. Risaia d’ottobre a Palazzolo Vercellese Acquerello su carta Fabriano, 1998 In ottobre la risaia diventa d’oro. Scendono le prime nebbie, sale la prima tristezza. Ma quel mare di luce in terra aiuta, conforta. Cancella il grigio interiore. Respira bellezza.  

Pensiero per FRANCESCO TABUSSO

♥♥ Pensando a Francesco Tabusso pastelli a cera solubili CARAN d’ACHE su carta 4 gennaio 2012 Il Francesco a cui pensavo quel 4 gennaio del 2012 era Francesco Tabusso, il mio maestro, a cui ho voluto e ancora voglio, fors’anche di più, un bene immenso. Già il dolore s’era impossessato di lui ed io ero andata a trovarlo una sera in ospedale, dove la sua fragilità mi era apparsa ormai troppo grande ed irreversibile. In questo disegno, nato d’istinto al mio ritorno a casa, c’è tutta la mia tristezza, ed anche il ricordo dei tanti momenti trascorsi insieme a parlare …

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MERAVIGLIOSO SAN GRISANTE

San Grisante in primavera. Risaie di Crescentino (Vercelli) Meraviglioso San Grisante, disteso tra il cielo e le risaie, culla dei miei avi, villaggio antico, scrigno di ricordi e di racconti. Qui, all’inizio del secolo scorso i sette “Coronel” della famiglia Chiò coltivavano i campi, andavano a caccia, organizzavano feste sull’aia. E quando la vita non scorreva tranquilla, c’era sempre chi affogava la tristezza ed il dolore nel rosso del vino.

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