ADIS AD OCCHIEPPO © Acrilico su tela cm 50 x 40 -2005
Adis arrivò ad Occhieppo Superiore in un giorno d’estate.
Aveva da poco lasciato Santiago e già lo sguardo rivelava la nostalgia per la sua isola.
Ai piedi delle montagne biellesi
Cuba le sembrava ancor più lontana.
C’era gran silenzio intorno e la gente che conversava nel patio della vecchia casa lo faceva con una pacatezza che le era sconosciuta. Anche la musica era bassa, quasi sommessa, così diversa dai suoni incalzanti che si alzavano dalle strade coloniali della sua città.
Quanto le mancavano
i tambores bata
che chiamavano a raccolta gli orishas
e il vociare della gente
e le danze sfrenate in onore degli dei venuti dall’ Africa insieme agli schiavi!
Si avvicinò in silenzio ad una grande bignonia , l’arancio dei cui fiori le ricordava un poco, seppur meno acceso, il fuoco dei flamboyant che incendiava in maggio ogni angolo della sua isola.
E pensando ad Ochun, la virgencita de La Caridad del Cobre, le parve di sentirsi meno sola.