Addio a MARILISA VERTI. Buon viaggio, hermana del alma

Marilisa Verti in un’immagine tratta da Facebook

Ci siamo conosciute o “riconosciute” Marilisa Verti ed io, una sera d’ottobre del 2004 alla Sala delle Colonne di Borgata Leumann a Collegno in occasione di una mia mostra  dal titolo “Santeria, el Alma de Cuba”. Invitate entrambe dall’Associazione d’Amicizia talia Cuba, io dovevo parlare dei mie dipinti e lei, molto più esperta di me,  del suo libro “I tamburi di Aña”, un lungo viaggio nel cuore della religione afrocubana, vissuto e narrato con profonda conoscenza e passione.
Fu una sensazione stranissima quella che provammo  in contemporanea : io mi  riconobbi immediatamente in lei e lei in me. E dunque anzichè salutarci formalmente, come si conviene a due persone che s’incontrano per la prima volta,  ci abbracciammo come due amiche,  due sorelle che si conoscono da sempre.  E fummo subito  due fiumi in piena che trascinavano  nella corrente pensieri e parole tanto era il desiderio di comunicare, come se volessimo entrambe approfittare della vita che ci aveva   per troppo  tempo divise offrendoci   ora l’opportunità di riprendere il discorso sospeso.

Eppure Marilisa ed io eravamo diverse: io piccola e  lei molto più fisica, io più propensa ad esprimermi in silenzio coi colori, lei dirompente nei gesti e nei discorsi, un’ affabulatrice emozionata nel raccontare del suo amore per Cuba ed emozionante per chi, ascoltandola, non poteva che immergersi con lei nel profondo dell’isola, nel mare di Yemayà,  nei fiumi di Ochun, nella fitta selva di Oggun e Osain.  Quella sera furono in molti a chiederci se eravamo sorelle, e ce lo chiedemmo anche noi, stabilendo alla fine che se non avevamo legami di sangue , eravamo di certo “hermanas del alma”.

Continuammo a conversare fino a tarda notte, dopo esserci trasferite in un’ antica stanza di via Barbaroux affacciata sul cielo di Torino: “un trajito de ron” per i santi, e più di un  sorso per noi sedute su un grande divano, con Massimo e Stefania a completare il coro. Ed era bello sentirla spaziare dal suo interesse per Cuba al potere dei  cristalli, del suo impegno come giornalista free lance alla sua curiosità per la naturopatia. Condiva ogni argomento con entusiasmo e passione contagiosi, Marilisa, quante volte  salita sul Granma per affrontare nuove battaglie!

Non ci vedevamo spesso  ma quando accadeva era sempre una festa. Ho un bel ricordo di lei a Palazzo Primavera di Terni nel 2007,  in occasione dell’ Incontro internazionale di Solidarietà tra i Popoli organizzato dall’ Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba: i capelli biondi che aveva deciso di  striare  di rosso  rosato la rendevano ancor più divertente e più giovane.
Sembri un  Elegguà – le dissi.
E lei, ferma davanti alla grande Yemayà che avevo dipinto per l’occasione, rispose:
Ma lo sai che un babalawo sostiene  che ho invece molto a che fare con Nana Buruku, divinità misteriosa e poco conosciuta? I suoi colori sono il bianco, il porpora, il verde e il rosso acceso.  E’ una donna anziana  che ama la luna. Vive negli stagni , lungo gli oceani, o nel folto della foresta. Cura con l’energia spirituale , conosce il poteri delle erbe medicinali e lotta con tutte le sue forze per impedire agli uomini di distruggere  il pianeta.”
Non ho ancora dipinto Nana Buruku ma ora che Marilisa se n’è andata all’improvviso lasciandoci tristi ed increduli,  so che  dedicherò il mio prossimo lavoro a lei, al suo sorriso, alla sua umanità, alla sua voglia di combattere. Sempre.
Buon viaggio, querida hermana del alma. Sul tuo nuovo cammino troverai Alberto Granado, anche lui partito da poco, ed Ernesto tanto amato, e Camilo Cienfuegos e tutti gli altri  che hanno lottato per la tua linda Cuba.
Che la terra ti sia leggera ed il cielo ti regali le sue stelle.

Maria Giulia Alemanno  – Lella

Ciao Marilisa.wmv

MARILISA VERTI Freelance

Ha iniziato a scrivere per testate specializzate di informatica nel 1978 come pubblicista. 

E’ diventata professionista in Rizzoli. 

E’ stata alla redazione Scienze de L’Europeo, che ha poi abbandonato per dedicarsi alla libera professione. Seguendo un interesse personale, si è specializzata sulla medicina non convenzionale e ha scritto di bellezza e di cure naturali. 

Ha sempre  mantenuto un costante impegno sociale e civile che l’ha anche portata a essere tra i fondatori di Società Civile e a dirigerne volontariamente il mensile omonimo.
Per oltre  quindici anni ha seguito  le problematiche dell’America latina, dalle vicende dei desaparecidos argentini sino alla questione cubana. E’ stata direttore  di El Moncada, il periodico dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba.
Ha scritto anche un libro sulla ‘santeria’ a Cuba dal titolo  “I tamburi di Aña,” ha ideato la mostra e il calendario ‘Mujeres de amor’ sulle donne cubane raccogliendo numerose testimonianze. 

Sotto il profilo sindacale, è stata  nel collegio dei probiviri della Alg e per  circa un decennio si è occupata delle problematiche dei freelance.
Ha lasciato questo mondo, nel  quale ha sempre lottato perchè fosse più giusto e migliore,  a 56 anni nella sua casa di  Borgotaro  una notte di primavera.

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