HEARTBEAT
Intime emozioni nell’arte astratta
collettiva di 25 artisti da 4 continenti
9 – 22 aprile 2011
IL RAMO D’ORO
Via Omodeo 124
Napoli
tel.0815792526
e-mail fyesbm@tin.it
“In un paese che sembra precipitare nel piu’ esasperato campanilismo 25 artisti da quattro continenti rivendicano, attraverso le proprie emozioni, il voler essere cittadini del mondo”
Lavori di :
Orlando Campos, Jose Luis Cravero, Guido Della Giovanna, Giuseppe Di Franco, Giovanna Donnarumma, Nathalie Duveau, Krina Flower, Francesco Gallo, Emeka Ikebude, Immacolata Maddaloni, Nicola Mastrocinque, Hiroshi Matsumoto, Vincenzo Montella, Linda Morales, Raffaele Nastro, Raúl Felipe Peñalver, Maria Giovanna Piromallo, Hugo Rivero, Miguel Rivero, Michele Roccotelli, Marco Ross, Alma Sauro, Pablo Sinai, Tamar Sorkin, Yeoh Kean Thai.
Sarà possibile visitare la mostra,
inaugurata il 9/4/2011 ore 18,
con presentazione di
Franco Lista,
tutti I giorni tranne il giovedì dalle 16 alle 20 fino al 22/4/2011.
Che il parametro sia quello emozionale è cosa efficacemente dichiarata sin nel titolo della mostra e ancora più esplicitamente resa nel sottotitolo. D’altra parte, non v’è alcun dubbio sulla propensione dell’arte astratta a toccare le corde più recondite della nostra sensibilità estetica, in termini soprattutto di forte immedesimazione tra soggetto e oggetto.
Nel suo memorabile saggio Astrazione ed Empatia, Wilhelm Worringer ha scritto cose straordinarie nell’analizzare con particolare attenzione questa speciale esperienza estetica che ha profonde radici, da una parte, nell’Einfuhlung, cioè nel trasferire noi stessi nella bellezza delle forme organiche e, dall’altra parte, nel proiettarci nell’inorganico, nell’antinaturalistico e dunque nel primigenio e passionale slancio verso l’astrazione.
Riflessioni da rileggere, da ripercorrere, assieme a quelle di Kandinsky, contenute nel suo “ Lo spirituale nell‘arte”, e a quelle più recenti di Clement Greenberg, a dimostrazione dell’intensa qualità espressiva e comunicativa dell’arte astratta che, a buon diritto, può legittimamente essere quella lingua universale sognata dal poeta.
Franco Lista
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