CAL PEP: il cibo per l’anima nel cuore di Barcellona

Pep, mitico creatore di piatti delle meraviglie

Cal Pep, Barcelona

CAL PEP: IL CIBO PER L’ANIMA

NEL CUORE DI BARCELLONA

di Massimo Olivetti

I luoghi hanno un’anima, le città hanno un’anima, vie, quartieri, negozi hanno un’anima. E’ il sovrapporsi delle anime di chi le ha abitate e costruite, la stratificazione di vite e sentimenti. Possono essere anime cerimoniali, come le ritroviamo in palazzi, chiese, monumenti, edifici pubblici, espressione di riconoscimenti di potenza e rappresentanza, di ideologie ed affermazioni ideali, o possono più segretamente e domesticamente essere l’immagine del flusso di vite anonime che scorre e fluisce non solo nelle pietre, nei muri, nei selciati, ma nella continuazione di attività, forme e modi che rinnovano abitudini e consuetudini.

Trasformazioni intelligenti riescono a preservare e salvare i fiumi carsici delle anime dei luoghi comuni ed ordinari, consentendo al flusso di scorrere e mantenere viva l’identità ed il ricordo.

Barcellona ha saputo rinnovarsi con questa attenzione ed intelligenza. Mi manca, se vogliamo, il Barrio Chino, non come quartiere ma come umanità dolente e degradata, capace di abbarbicarsi alla fatiscenza per resistere e tramandarsi. Una “ Via Del Campo” che era diventata quartiere.

Ma, pur nell’ inevitabile necessità della trasformazione, Barcellona, o, meglio certi uomini di Barcellona, preservano se stessi e le vite precedenti nella continuazione, anche inconsapevole, dell’anima di un posto.

Andate a Barcelloneta in Plaza de Olles, dietro Santa Maria del Mar, che già la sua grande parte di anima possiede e trasmette.

E’ una piccola piazza, molto piccola, che ancora è facile immaginare di pescatori che rattoppano le reti e di barche tirate a secco ad asciugare. Sul lato corto di giorno una serranda un po’ arrugginita non crea aspettative. Di sera, le sette e mezza, si apre, e, per quanto mi riguarda, diventa tempio e chiesa, sacrario e santuario, per cerimonie di memoria e ricordo.

Una sera al bancone di Cal Pep

Si chiama Cal Pep e si mangia, o per meglio dire si celebra un rito che nell’aspetto gastronomico ha solamente una componente. Se arrivate dieci minuti dopo siete in coda ad aspettare di potervi appollaiare sugli sgabelli davanti ad un lungo bancone. Dietro il banco camerieri e cuochi ed alle loro spalle pesci, crostacei, frutti di mare in attesa di essere cucinati davanti ai vostri occhi e sotto le vostre narici. Domina tutto il Pep, voce roca, gentilezza e distacco, officia e dirige con la naturalezza del gran sacerdote, coi gesti del direttore d’orchestra che organizza il corpo di ballo dei suoi aiutanti. I piatti che avete ordinato vi arrivano sul banco in compagnia di profumi e sembrano note musicali scorporate dallo spartito che si coniuga nel locale.

Inutile dirvi che si mangia divinamente, ma con semplicità, naturalezza, senza la ricercatezza e lo snobismo dell’ ‘haute cusine’, senza che vi si faccia credere che mangiare debba diventare assaporare misteriosi gusti e inusitate sensazioni.

Il pesce è il pesce, il Pep è il Pep, e a Barcelloneta c’è ancora nella sua voce roca e nei suoi cibi l’anima di chi fu e, speriamo, ancora ci sarà.

CAL PEP
Plaza de  Olles 8
08003 Barcelona
Tel. 93 3107961
Fax 93 3196286

e mail: calpep@calpep.com
Sito web: www.calpep.com

Orari
Martedì – venerdì:

Pranzo: 1.00 – 15.45
Cena: 19.30 – 23.30
Sabato:
Pranzo: 13.00 – 15.45
Chiuso domenica, lunedì, nei giorni festivi e nel mese di agosto

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