Profumo d’elicriso e di erbe mediterranee.
Camminando con Francesco lungo i sentieri del Finale.
Il mare è laggiù, lontano.
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Ci sono molti ricordi in questo foglio. Le mie passeggiate con Francesco Tabusso da Kien a Le Manie,
col mare di Varigotti che pian piano veniva incorniciato dalle ginestre e dall’elicriso, appunto, il blu intenso ed il suo complementare, il giallo, che si esaltavano l’un l’altro, come topazi di diverso colore, splendidi.
Salivamo ridendo e parlando di pittura, sempre,
dipingendo con le parole tele immense, creando mondi nuovi
abitati solo da folli e sognatori.
E poi i nostri pranzi da Milena che aveva i capelli neri e gli occhi grandi, come more. Francesco ripeteva ogni volta : “Guarda! E’ bellissima.”
E la sua pelle d’alabastro e quello sguardo da modella inconsapevole, dunque incantevole, entrarono presto in disegni memorabili, come “Milena sul fico”, circondata da foglie del peccato e frutti succosi.
Pane appena sfornato, fiori di zucca ripieni, frittate d’erbe appena raccolte, formaggette e naturalmente vinello fresco e leggero in spessi bicchieri da osteria.
La vita ci era amica, allora, come il vento che saliva dal mare, impregnato di salsedine e profumi antichi.



