Dante Gabriel ROSSETTI, Edward BURNE-JONES e il mito dell’Italia nell’Inghilterra Vittoriana alla GNAM di ROMA

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Dante Gabriel Rossetti

Edward Burne-Jones

e il mito dell’Italia nell’Inghilterra vittoriana

24 febbraio – 12 giugno 2011

Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea

Viale delle Belle Arti 131

Roma

Ingresso per disabili: via Gramsci 73

Orari di apertura:
martedì – domenica dalle 8.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude alle 18.45)
Chiusura il lunedì

Biglietti:
mostra: intero 10 € – ridotto 8 € – scuole 4 € – integrato mostra + museo: 12 €

Informazioni:
tel. +39 06 32298221
www.gnam.beniculturali.it

Visite guidate :
tel. +39 06 39967700
www.pierreci.it

Catalogo Electa
Organizzazione e produzione:
Electa, Civita

Ufficio stampa Electa per la GNAM:

Gabriella Gatto
tel. +39 06 47497462
press.electamusei@mondadori.it
Electa

Ilaria Maggi

tel. +39 02 21563250
imaggi@mondadori.it

Servizio comunicazione culturale Galleria nazionale d’arte moderna
Laura Campanelli

tel. +39 06 32298328
s-gnam.comuicazione@beniculturali.it

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Dante Gabriel Rossetti
Ritratto di Jane Morris
, 1868-74
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma

Le immagini qui pubblicate sono tratte dal sito Gallery Electa Web

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma annuncia una importante mostra dedicata al rapporto di fascinazione fra l‘arte inglese del XIX secolo e la cultura artistica italiana, dal “gusto dei primitivi” al pieno Cinquecento, partendo dai paesaggi di ispirazione italiana di William Turner, attraverso gli studi di John Ruskin su cicli pittorici, monumenti e architetture.

A distanza di 25 anni dalla fortunata retrospettiva dedicata a Burne-Jones, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna torna con una grande mostra sull’arte inglese del secondo Ottocento in cui sono esposte più di 100 opere, provenienti da prestatori privati e musei internazionali, molte delle quali per la prima volta in Italia.

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 Frederic Leighton
 La Nanna (Pavonia), 1859 
Leighton House Museum, Royal Borough of Kensington and Chelsea, Londra

Il nucleo principale della rassegna comprende i Preraffaelliti, Dante Gabriel Rossetti, Edward BurneJones, William Morris e indaga la particolare declinazione del classicismo nell’ambito della Royal Academy operata da artisti come Frederic Leighton e da rappresentanti della cultura estetica e simbolista come Albert Moore, George Frederic Watts e John William Waterhouse.

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Dante Gabriel Rossetti
Sancta Lilias,
1874
Tate Britain, Londra

Un aspetto particolarmente significativo dell’esposizione verte sul rapporto tra le opere inglesi e i prototipi italiani che ne hanno costituito il modello iconografico e la suggestione formale: sono esposti dipinti di Giotto, Crivelli, Carpaccio, Botticelli, Sebastiano del Piombo, Palma il Vecchio, Bergognone, Luini, Tiziano, Veronese, Tintoretto – a testimoniare, pure nella diversità di clima culturale, la loro incidenza in area inglese. Ciò consente anche di evidenziare singolari letture critiche, suscettibili di continue evoluzioni nel corso del secolo, come la predilezione di Ruskin per Luini, anche rispetto a Leonardo, e il suo rifiuto di Michelangelo, pure destinato ad avere una rilevante influenza in ambito tardo preraffaellita e simbolista.
La passione per l’Italia ha un complesso fondamento critico negli scritti di Ruskin, nelle originali letture del nostro Rinascimento ad opera di Swinburne, insieme ai saggi di Walter Pater su Giorgione, Botticelli, Michelangelo e Leonardo, testi che hanno inciso profondamente nel diffondersi di un preciso orientamento su uno stretto cenacolo di letterati, artisti, critici e committenti.
Altrettanto importante è, infatti, il forte incremento in Inghilterra, fin dall’inizio del secolo, di un collezionismo pubblico e privato di arte italiana, che confluirà nella formazione del primo nucleo della National Gallery (1834), costituito da importanti acquisti provenienti dalla dispersione di patrimoni prevalentemente aristocratici del nostro paese.

Una sala della mostra è dedicata alla diffusione del “gusto dei primitivi” italiani, documentato attraverso una selezione di cromolitografie della popolarissima Arundel Society,  di incisioni di Carlo Lasinio dagli affreschi del celebratissimo Camposanto di Pisa e da incisioni di William Young Ottley ispirate agli ‘Old Masters’ della scuola fiorentina.

A chiusura dell’esposizione viene presentata una sezione di artisti italiani – Nino Costa, Giulio Aristide Sartorio, Adolfo De Carolis, Gaetano Previati – che negli ultimi decenni del XIX secolo, proprio attraverso la scoperta dei “preraffaelliti” inglesi, recuperano la tradizione artistica del Rinascimento come matrice culturale ed ideologica dell’identità italiana.

La mostra è curata da Maria Teresa Benedetti, Stefania Frezzotti, Robert Upstone. L’allestimento è di  Federico Lardera.
ll catalogo Electa raccoglie, oltre ai saggi dei curatori, i contributi di Maria Vittoria Marini Clarelli, Stephen Wildman, Mark Bills, Silvia Danesi Squarzina, Marisa Volpi, Claudia La Malfa, Giorgio Marini, Francesca Bonetti, ed è corredato da schede scientifiche ampiamente documentate delle singole opere curate da Stella Bottai e Matteo Piccioni.

In occasione della mostra la Galleria Nazionale d’Arte Moderna propone un ciclo di incontri – Museo ad alta voce – con alcuni tra i principali protagonisti della scena teatrale italiana che leggeranno brani di opere di poeti e scrittori, suggerendo possibili percorsi di visita all’esposizione e di lettura delle opere.
Si apre con Gabriele Lavia che il 25 febbraio alle 17.00 leggerà Intervista impossibile a Dante Gabriel Rossetti di Luigi Squarzina e testi poetici da Dante Alighieri e Dante Gabriel Rossetti.
Seguiranno Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini il 18 marzo, Francesca Benedetti e Manuela Kustermann il 5 aprile e gli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” il 20 maggio.


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