Gli UNIVERSI DI LUCE di GIANCARLO PACINI alla Galleria Weber & Weber – Torino

Giancarlo Pacini: Saturnia solaris

Giancarlo Pacini

Universi di luce

1 Marzo – 9 Aprile 2011

Weber & Weber

Arte moderna e contemporanea

Via S. Tommaso 7

Torino

Inaugurazione Martedi 1 Marzo 2011 Ore 18,00 – 21,00

Orario: da Martedi a Sabato ore 15,30 – 19,30

La Galleria Weber & Weber rende omaggio, a vent’anni dalla sua scomparsa, all’artista Giancarlo Pacini, con una mostra di lavori degli anni ’80. Le opere proposte hanno come filo conduttore la luce, che si sprigiona da piccole valigette lignee o scorre su grandi teli neri, suggerendo le atmosfere di un universo poetico e fantastico.

Il percorso artistico di Pacini ha inizio nei primi anni ’60 attraverso una serie di esposizioni pubbliche e private. Negli anni’80, sensibile alle nuove possibilita’ offerte dalla tecnologia, la ricerca dell’artista perviene, come naturale sviluppo, alle “Boites”  survivre” (oggetto della mostra): scatole di legno scuro recuperate, animate dalla presenza della luce: a queste opere Pacini arriva dopo aver lavorato ad altre “scatole”: tali sono infatti le “capsule spaziali”, i “Pret-ˆ-porter”, l’opera “vita-oggetto dell’armadietto”, in cui la scatola si configura come teca destinata a custodire espressioni di cosmica microtridimensionalita’.
In questo senso Pacini precorre e si differenzia dal più conosciuto
Joseph Cornell, i cui “box” compaiono sulla scena dell’arte contemporanea qualche anno dopo quelli dell’artista italiano, e soprattutto rappresentano un ricettacolo della memoria, “la scena di un’azione che non avra’ mai luogo” (Carluccio), mentre quelli di Pacini sono i microcosmi della vita entro il cui spazio si animano le cose, anzi, dove resuscitano: le “Boites ˆ survivre” hanno, infatti, coperchio e interruttore, soluzioni adatte a creare l’attimo dello svelamento, della sorpresa, per consentire il passaggio dalla posizione muta del chiuso e dello spento a quella dell’aperto e dell’accesso, che impone all’improvviso la presenza dell’opera, spiazzando per un attimo colui che guarda e non sa, e che a poco a poco penetra nell’opera identificando uno ad uno i dettagli che la compongono.
E’ da supporre, in questi lavori come in altri, sicuramente un’ascendenza surrealista. Ma, forse, il toscano Pacini, viaggiatore di tempi e di spazi, rammemora anche qualcosa di piu’ antico se ebbe a dichiarare che “le icone luminose costituiscono una forma di religiosita’ piu’ universale che quella che si esprime in figure”. E allora viene naturale pensare a quelle anconette cuspidate del Duecento e Trecento fiorentino e senese, anch’esse richiudibili e trasportabili, con gli sportelli infatti la suggestione che ne emerge, anche se le “Boites ˆ survivre” racchiudono al loro interno la poesia nel suo farsi, quell’aspirazione a una nuova vita possibile di cui tutti si avverte il bisogno, o anche solo la nostalgia.

Info e contatti:

Galleria Weber & Weber
Arte moderna e contemporanea
Via S. Tommaso 7 , 10122 Torino
carlomaria.weber@fastwebnet.it
tel. 011/19500694

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