La mia YEMAYA come GRANDE MADRE

Yemaya n.2
acrilico su tela di sacco di Maria Giulia Alemanno
cm 180 x 115
2009

Rappresenta una forza protettirice relazionata al mare, al potente brodo primordiale che ha determinanto la vita sulla Terra.
Gli elementi che indicano queste  proprietà primarie sono la parte inferiore del corpo tramutata in pesce

così come le imbarcazioni che sorregge tra le mani

o che coronano il capo. Una venere nera che induce a ritrovare nelle acque la fecondità di una natura generatrice e benigna. Il voto alla divinità comporta l’offerta di un dono in cambio di qualcosa che il mare sia in grado di restituirci. Gli archetipi rinviano a queste proprietà della natura: se da una parte la forza degli oceani determina la vita, dall’altra scatena forze devastanti che distruggono tutto, risucchiando negli abissi tutto ciò che li solca. La relazione a forze smisurate tende a trasporre l’elemento evocato in una forma antropomorfizzata sotto le spoglie di una dea nera.

Il processo simula un avvicinamento consequenziale con quanto a noi è più remoto, facendolo sentire finalmente nostro. Eppure lo sguardo benevolo di questa madre ci spinge ad osservarla con interesse, anche se appartiene a proiezioni lontane dalla nostra cultura ma affini nella consacrazione elementare delle forze scatenanti. L’avvicinamento consequenziale ci induce alla consapevolezza di appartenenza di un universo compiuto.

Andrea Domenico Taricco
nel catalogo della collettiva AFRODISIA,
a cura del Salotto dell’ Arte di Torino,
esposta nel giugno 2013
nella Sala Confraternita
del Comune di Baldissero d’Alba (Cuneo)

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