LA PIGRIZIA ANDÒ AL MERCATO illustrata da Maria Giulia Alemanno

LA PIGRIZIA

di Ettore Berni
tavole di Maria Giulia Alemanno

LA PIGRiZIA ANDO' AL MERCATO 1a copy

La pigrizia andò al mercato
ed un cavolo comprò.

LA PIGRIZIA ANDO' AL MERCATO 2a copy

Mezzogiorno era suonato
quando a casa ritornò.

LA PIGRIZIA ANDO' AL MERCATO 3a copy

Cercò l’ acqua,

LA PIGRIZIA ANDO' AL MERCATO 4a copy

accese il fuoco

LA PIGRIZIA ANDO' AL MERCATO 5a copy

 si sedette…riposò.

LA PIGRIZIA ANDO' AL MERCATO 6a copy

Ed intanto, a poco a poco
anche il sole tramontò.

 

LA PIGRIZIA ANDO' AL MERCATO 7a copy

Così, persa ormai la lena,
sola al buio ella restò

 LA PIGRIZIA ANDO' AL MERCATO 8a copy

ed al letto senza cena
la meschina
se ne andò.

*

“La pigrizia andò al mercato” è la filastrocca che più mi riporta all’infanzia. La recitavo con la nonna Maria mentre camminavamo nel viale davanti a casa, rigorosamente a passo lento, per meglio entrare nello spirito della storia. L’ho sempre immaginata sciatta, i capelli raccolti a crocchia, lo scialle, il grembiule, un abito da quattro soldi, le ciabatte marroni e una taglia non proprio da modella.
Per pigrizia appunto, ho impiegato una vita prima di disegnarla. L’ho fatto in questi giorni di pioggia e vederla ricomparire dal mio passato, grazie ai  segni di una  penna di bambù intinta in chine  e acquerelli nei  colori della seppia e del blu oltremare, mi ha dato una certa emozione.
E’ identica ad allora. Non ha cambiato pettinatura – troppa fatica – non si è comprata un vestito nuovo. E il cavolo non è marcito, il letto, la sedia, la poltrona sono ancora gli stessi. Di fare un salto all’Ikea neanche parlarne. In tanti anni non è riuscita a cuocere un cavolo, figurarsi quante vite  le ci vorrebbero per montare una mensola.
 

*

La pigrizia andò al mercato
china ed acquerello liquido su carta /pennello e canna di bambù
7 tavole cm 30 x 21
1 tavola cm 21 x 30
2014

Dell’autore, Ettore Berni, non ho trovato notizie. E dire che negli anni ’60 era una presenza costante sulle pagine dei libri di prima elementare. Per me, e per altri ex bambini, spero, continua a vivere tra le rime della sua filastrocca surreale.

 

19 comments

  1. Anche la mia infanzia è segnata da questa filastrocca. Mia mamma me la ripeteva tutte le volte che la pigrizia mi impediva di fare le cose. Bellissima l’illustrazione.

  2. Originale e sincera l’immagine. Naturalmente se vede la mano sicura dell’artista che compone sapientemente due tinte particolari per evocare il passato come fosse un sogno

  3. Oggi sono tornata indietro nel tempo, grazie a questa filastrocca che non ho mai dimenticato, non nascondo che mi sono anche emozionata. : Che bei tempi!

  4. Bellissima, non la ricordavo più! Me la insegnava mio zio Ettore, del quale ho un caro ricordo. Sono nonna (84) la insegnerò ai miei nipoti.Grazie

  5. Filastrocca ricordo della mia infanzia ( 1926….. ), dei genitori e dei nonni . Complimenti per le belle tavole illustrative

  6. Grazie a lei Anna Maria. Anch’io ho tanti ricordi legati a questa filastrocca, ripetuta tante volte quando ero bambina. Uniamo i nostri ricordi e riappropriamoci del passato. Anche questa è una cura in tempi difficili…

  7. Mia mamma la recitava spesso, è uno dei migliori ricordi che ho di Lei, oggi ho sentito l’impulso di saperne di più e così sono approdato al suo sito. Belle le illustrazioni. Grazie e brava. Saluti

  8. Grazie Giovanni. Anch’io ho ricordi dolci e indelebili legati alla cara Pigrizia. Un ritorno all’infanzia di cui, soprattutto in questi tempi difficili, sento il bisogno. Saluti a lei.

  9. Grazie cara Ita! Mi piace tanto dipingere ad acquerello ma forse invento troppo e dovrei seguire delle regole precise come i veri acquerellisti. Scusa se ti rispondo solo ora. Più che pigra sono poco tecnologica! Un abbraccio grande. Lellina

  10. Ettore Berni: [via http://dbe.editricebibliografica.it/cgi-bin/dbe/Scheda?244%5D
    Professioni: Maestro, direttore
    Ambiti di produzione: Associazionismo magistrale, didattica, editoria scolastica, stampa scolastica
    Luoghi di attività: Lombardia
    Ettore Berni nacque a Mantova il 13 novembre 1852. Fu maestro elementare a Valeggio, a Gonzaga e nella stessa Mantova dove poi ricoprì per tredici anni il ruolo di direttore generale delle scuole elementari. Presidente della locale Società pedagogica, fu anche direttore delle scuole elementari di Voghera dove risiedette dal 1897 al 1905. Fu personalità molto attiva nel campo della pubblicistica magistrale e dell’editoria per la scuola. Tra il 1881 e il 1883 diresse «Il Maestro italiano» (SPES, n. 674), poi dal 1884 al 1887 la «Rivista scolastica mantovana», (ivi, n. 952) e fu tra i primi collaboratori dell’importante periodico magistrale milanese «Il Risveglio educativo» (ivi, n. 910) di cui curò la guida didattica negli ultimi due anni di uscita della rivista. Tra il 1891 e il 1892 partecipò inoltre alla redazione del bollettino del Comitato mantovano per il primo centenario di ➙ Ferrante Aporti (ivi, n. 486).
    Esordì come autore di libri scolastici e guide didattiche con un volume del 1879 (Lezioni sulle cose esposte in modo graduato. Per uso dei maestri di 2a elementare) uscito a Torino, cui fece seguito una lunga serie di testi, alcuni dei quali compilati insieme a un altro maestro mantovano, ➙ Cesare Baistrocchi, apparsi, per lo più, con la tipografia Giacomo Mondovì (TESEO, n. 357), in particolare Letture educative ed istruttive per le scuole popolari (1884, 1895, 17a ediz.), compendio per l’educazione e la formazione morale dell’«operoso buon cittadino». Il catalogo delle opere del B. spazia su una variegata serie di discipline come manuali di geografia e di scienze naturali, libri di lettura per le scuole elementari e popolari nonché un Vocabolarietto mantovano-italiano per le scuole e pel popolo (1882) e un testo destinato alla conoscenza della provincia di Mantova (1915). Nel 1892 diede alle stampe, a fascicoli, l’Enciclopedia del maestro. Dizionario didattico per gli insegnanti elementari.
    Dopo una generosa collaborazione con la casa editrice milanese Il Risveglio educativo (la stessa che editava l’omonima rivista, TESEO, n. 470), verso la fine del secolo entrò nel gruppo dei collaboratori assidui di Antonio Vallardi e poi delle prime edizioni mondadoriane, cimentandosi saltuariamente anche con tematiche pedagogiche (Lo studio fisio-psichico del fanciullo e il nuovo ordinamento scientifico della pedagogia, 1904). Nel 1917 compilò la raccolta di versi I sonet dla guera (riedita nel 1974). Il B. morì nella città natale il 23 maggio 1927.
    [Luisa Lombardi]
    Fonti e bibliografia: Archivio storico Comune di Mantova, Sezione novecentesca, cat. IX, 2.2, Istruzione pubblica, f. Berni.
    SPES, nn. 486, 674, 910 e 952; TESEO, nn. 357 e 470; necrologio in «Scuola italiana moderna», 1926-1927, n. 31, p. VII.
    M. Monaco (ed.), Guido Antonio Marcati. Una vita per la scuola e per i maestri, Roma, Aracne, 2003, pp. 19 e 26-27; G. Ciaramelli, C. Guerra, Tipografi, Editori e Librai mantovani dell’Ottocento, Milano, Angeli, 2005, pp. 33, 207, 222, 226, 229, 233, 235, 237-238, 240, 242-244, 266, 322, 326 e 328; E. Rebellato (ed.), Mondadori. Catalogo Storico dei libri per la scuola (1910-1945), Milano, Angeli, 2008, pp. 49, 52, 60 e 67.

    Per un elenco dei suoi libri, vedi anche su SBN

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »