
Maria Giulia Alemanno e Ochun. Part.
MARIA GIULIA ALEMANNO
ORGOGLIO DI CRESCENTINO
Solo lei che prova un’attrazione personale per i temi e i colori dell’America Latina può spiegare cosa la spinga a creare opere “così belle”.
Parliamo di Maria Giulia Alemanno, fresca vincitrice del concorso mondiale che si è tenuto a Buenos Aires intitolato “Feria Internacional de Arte Mar del Sur” con il suo dipinto intitolato Ochun. Questa vittoria le permetterà di partecipare ad un’altra competizione in terra d’Argentina e all’esposizione che si terrà al Museo delle Americhe di Miami, negli Stati Uniti.
Il suo percorso è partito dalle risaie di Crescentino ed è arrivato a Cuba poco meno di dieci anni fa, dopo essere stata assistente del celeberrimo pittore torinese Francesco Tabusso. Nella terra di Che Guevara, Alemanno ha iniziato le sue ricerche sulla cultura locale che l’hanno portata a conoscere la Santeria Cubana, che altro non è che la religione sincretica di origini africane e che gli schiavi hanno adattato per necessità a quella cattolica. Da lì ha iniziato a dipingere, soprattutto sulla tela dei sacchi, le divinità così come sono tramandate oralmente dalla tradizione locale, tanto da essere adottata subito dai cubani. Le sue opere sono state presentate in svariate città tra le quali Roma e Terni.
Ma le sue tele non si imperniano solamente sulle divinità cubane, anzi. “I miei quadri sono un mix di realismo e magia con forti tratti simbolici” descrive l’autrice che svela come le sue opere siano il frutto di una contaminazione tra la tradizione cubana e quella piemontese. Una contaminazione fruttifera che arricchisce entrambi
gli aspetti. La sua ricerca nella cultura e nella tradizione cubana continua ancora ora, tant’è che segue e tiene lezioni di antropologia. La sua vicinanza alla cultura caraibica l’ha portata a scoprire fantastiche amicizie, tra le quali è impossibile non citare quella che lei ricorda con più affetto: con Alberto Granado, lo storico amico del Che, che più volte ha soggiornato a Crescentino, proprio presso l’abitazione di Maria Giulia Alemanno.
Raffaele Guzzon
in LA VOCE del Canavese – Lunedì 30 marzo 2009, pag.15