OLTRE IL BLU a Cigliano (Vercelli). Parole per il vernissage

Maria Giulia Alemanno. Yemaya

Maria Giulia Alemanno © YEMAYÁ,  part. Nella sezione “Le opere” dodici Orishas della Santeria Cubana dipinti dall’artista

OLTRE IL BLU, una mostra intensa ed inusuale, meravigliosamente curata da Graziano Prola, maestro delle cornici a Borgo D’Ale- (Vercelli) è stata inaugurata domenica 31 agosto presso l’Istituto Comprensivo Don Ferraris di Cigliano. Con queste parole ho accolto, a nome di tutti, le 400 persone che hanno voluto onorarci con la loro presenza.

Sono stata ieri all’ incontro per la presentazione delle nuove opere da inserire in una pinacoteca dedicata a Francesco Tabusso a Rubiana. Era il secondo anno. 15 finora gli artisti. Una sola donna , Lia Laterza. Direi che è alquanto indicativo. I tempi sono per fortuna cambiati, ma la differenza rimane.
Graziano Prola, innovatore, precursore, come sempre va in controtendenza e propone quest’anno una mostra tutta al femminile. Meraviglioso!
L’idea gli è venuta partecipando con le sue splendide cornici, vere opere d’arte, alla realizzazione di Immagine Donna, – di cui vedrete anche qui uno stralcio – una mostra di cartoline, materiale pubblicitario, locandine e molto altro dal 1875 ad oggi, allestita nel mese di marzo a Crescentino. Scattata l’intuizione, si è subito messo all’opera, con energia, coinvolgente entusiasmo, emozione, come sempre. Ed eccoci qui, sette artiste, sette, riunite per OLTRE IL BLU.
Sette dicevano gli antichi, è il numero magico, sacro, simbolico per eccellenza, generato dalla somma del 3 , il maschile e dal 4 il femminile. Sette sono i giorni della settimana, sette i colori dell’arcobaleno, sette le note musicali e i ciakra. Sette le Stelle dell’Orsa Maggiore che il critico d’arte Massimo Olivetti ben ha evocato nel suo scritto dedicato ad OLTRE IL BLU, sette i sacramenti, i doni dello spirito santo e sette sia i peccati che le virtù. I sette mari, le sette leghe e anche i sette nani, tutti innamorati di Biancaneve. Una donna.

Questo è la settima edizione di OLTRE IL BLU e per festeggiarla Graziano Prola ha invitato sette artiste:Adelaide Cardia, Chen Li, Rebecca Forster, Titti Garelli, Nadia Nava, Paola Risoli e anche me Maria Giulia Alemanno riunendoci, simbolicamente attorno al nome di Albertina Zucchelli, pittrice di Fontanetto Po, che purtroppo per motivi di salute, non può oggi essere qui con noi. Albertina per tanti anni è stata in terre d’acqua l’esempio di una ricerca artistica metodica, ispirata e coerente. Ha dipinto con mano decisa, senza mollezze, senza compiacimenti il mondo che la circondava, ha esaltato risaie e fiori, anche i più umili, ha spalmato sulla tela luci ed ombre delle nostre terre e della nostra gente, insegnandoci a leggerne la bellezza, anche la più nascosta, e la poesia. Di lei troverete un unico quadro, un mazzo di zinnie, fiori antichi e bellissimi, tipiche dei nostri giardini poveri e dei nostri orti. Fiori dagli steli eretti, orgogliosi. Fiori resistenti. Come vorremmo essere noi.

Sette artiste, vi dicevo, tra loro molto diverse – e anche questa è stata una delle tante scelte ardite e sicuramente vincenti di Graziano Prola. La maggior parte di noi non si conosce personalmente, e ciò nonostante, nonostante anche i percorsi e le scelte molto diverse, la mostra che vedrete appare unitaria ed ispirata.
Brevemente vi dico, perché saranno le opere a parlarvi, che Adelaide Cardia dipinge un mondo arcaico, aspro e forte, ispirandosi all’arte pre ellenica, a quella pompeiana ma anche alla sua Sardegna, di cui nei quadri si avverte il profumo del mare e del mirto.
Chen Li fa danzare i pennelli sulla tela e la sua pittura diventa insieme scrittura e musica, Rebecca Forster sorvola e fissa le tracce di borghi e città a volo d’uccello, crea vulcani alchemici e minimali.
Titti Garelli ci dice che il mondo più autentico di Alice nel paese delle meraviglie è quello oltre lo specchio, un mondo interiore, sconosciuto, inquietante. Le sue bambine cattive sono piccole donne in miniatura, sono quello che saranno.
Nadia Nava disegna mani e strumenti musicali, in assoluto la sfida più ardua per un’artista. Una platea di mani che applaudono , concerti silenziosi e volti bloccati su una nota.
Paola Risoli, con materiali di recupero e una manualità sorprendente crea in vecchie valigie, vecchi televisori, vecchie scatole piccoli set cinematografici aperti al racconto di ognuno di noi.
Infine ci sono io , Maria Giulia Alemanno forse visionaria, che mi ostino ad estrarre da umile tela di sacco i volti, i colori, i simboli e le forme delle divinità che gli schiavi africani hanno portato con sè, come unico bagaglio, sulle navi che li trasportavano dalla libertà dell’Africa alla schiavitù dei Caraibi. Dei che sono insieme antenati, sicurezza, forza e struggente ricordo.

Tutte, vedrete, utilizziamo i materiali più disparati, a dimostrazione che per creare vanno bene anche altre cose oltre alla tela preparata e i colori che si comprano nei negozi.

Non è comunque credetemi, tutto così facile.
C’è una frase di Tiziana Weiss che mi piace molto e che sento adatta a noi artiste, anche se lei parlava di alpinismo.
Dobbiamo dimostrare la bravura subito, altrimenti non siamo ammesse a stare nemmeno su una sedia accanto agli uomini, figuriamoci sulla parete”.
E’ così, no
n sempre è facile. Spesso è anche faticoso. Anche a noi a volte capita di essere assalite dal gelo che blocca la creatività. Ma siccome ci crediamo, come l’anatroccolo citato da Clarissa Pinkola Estés in “Donne che corrono coi lupi”– libro che consiglio a tutti uomini e donne di leggere, perché la ricchezza interiore non è patrimonio di nessuno,- come l’anatroccolo dicevo, intrappolato nel lago gelato, dopo momenti, anche lunghi di legittimo smarrimento, con forza e determinazione rompiamo i ghiacci perché l’arte è quello che ci spinge a volare.

“L’arte – diceva Pessoa- è la dimostrazione che una vita non basta. Noi diciamo intanto grazie a questa vita che facendoci dono della creatività, ci ha dato tanto e, dal profondo del cuore, ringraziamo anche tutti voi che avete oggi deciso di unirvi alla nostra avventura OLTRE IL BLU.

Maria Giulia Alemanno

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