ROSE. Purezza e passione nell’arte al Filatoio di Caraglio (CN)

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ROSE

Purezza e passione nell’arte dal Quattrocento ad oggi.

Filatoio di Caraglio (Cuneo)

27 giugno -25 ottobre 2009

Inaugurazione: sabato 27 giugno , ore 15

Orari:

dal 27 giugno al 30 agosto gio/sab h. 17.00/22.00; dom/festivi h. 10.00/14.00 – 17.00/22.00; dal 3 al 25 ottobre gio/sab h. 14.30/19.00; dom/festivi h. 10.00/19.00

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Giovanni Boldini: Beatrice Susanne Henriette van Bylandt, 1901 olio su tela

A Caraglio, nella splendida cornice del Filatoio, dai primi giorni d’estate all’inizio dell’autunno protagonista assoluta sarà la ROSA Contemplata in tutti i tempi come la Regina dei Fiori, simbolo di giovinezza, di grazia e di virtù, la rosa rimanda alla pietà e alla carità, al dolore e all’amore, al pudore e alla passione.
La mostra, a cura di Andreina d’Agliano e Alberto Cottino, ne  documenta la presenza, il  significato iconografico e la  fortuna nell’arte europea: la rappresentazione di questo fiore è ricca di numerose e diverse simbologie, spesso legate alla figura femminile.
Fiore emblematico nello sviluppo della storia dell’arte, la rosa assume diversi significati e compare spesso come elemento iconografico di rilievo nelle rappresentazioni pittoriche, sia in quelle riferite alla figura dellaVergine – basti pensare alla Madonna del Roseto medioevale e primo rinascimentale – sia a quelle legate al mito di Venere e dell’amore.
La mostra propone un percorso attraverso la storia dell’arte prendendo in esame i diversi significati che questo fiore ha assunto: partendo dalla “Rosa mistica” medievale , dalla “Vana Rosa” della natura morta seicentesca per approdare alla rivalutazione femminile del Settecento, in cui la rosa – strettamente legata alla figura della donna – pervade non solo i quadri, bensì tutte le arti decorative.
Nel corso dell’Ottocento,l’interesse naturalistico per i fiori e per il loro linguaggio simbolico porta ad un aumento dell’elemento floreale sia nei mobili sia nelle arti applicate e nella pittura del tempo la rosa viene generalmente associata alla passione, sia a quella amorosa che a quella legata al dolore e alla morte, arrivando – verso la fine del XIX secolo – ad una pittura che suscita visioni oniriche ammantate di enigmi e di mistero, con un simbolismo estetizzante che si avvale di elementi decorativi naturalistici e floreali.
La rosa è elemento privilegiato sia del naturalismo dell’Art Nouveau – in cui piante e fiori si associano alle fluenti linee della figura femminile – sia del successivo linguaggio geometrico dell’Art Déco, in cui fiori e foglie recisi vengono sovente ripetuti ossessivamente gli uni accanto agli altri, diventando così motivo principale nella decorazione di argenti, vetri, ceramiche stoffe e gioielli.
La mostra è suddivisa in  7 sezioni nelle quali viene presa in esame la comparsa della rosa e delle sue simbologie nelle diverse espressioni artistiche, concentrandosi non solo sulla pittura – cui comunque viene riservato largo spazio in mostra – bensì anche sulle diverse arti decorative, essenziali per gettare nuova luce sull’importanza che il tema della rosa assume nell’evoluzione delle diverse discipline.

LE SEZIONI

1 – ROSA MISTICA
La simbologia della rosa nella tradizione cristiana è estremamente importante e varia: il colore rosso rimanda al sangue versato da Cristo per la salvezza dell’umanità, così come i cinque petali e le spine richiamano rispettivamente le piaghe descritte nella Passione e la corona intrecciata per deridere il re d’Israele. Oltre ai rimandi alla figura di Cristo, la rosa presenta (soprattutto dopo i primi secoli della storia della Chiesa) forti simbologie legate alla Vergine. Secondo i padri della Chiesa la rosa del paradiso terrestre non aveva spine, che sarebbero comparse sulla pianta in seguito alla cacciata dall’Eden per ricordare all’uomo la sua caduta e i suoi peccati. La Vergine Maria, non essendo colpita dal peccato originale, è spesso chiamata “la rosa senza spine” (anche la tradizione ebraica racconta di una conseguenza della disobbedienza di Adamo ed Eva: la rosa precedentemente bianca arrossisce di vergogna). Anche il colore della rosa rappresenta la Madre di Dio: la rosa bianca simboleggia la purezza virginea tra le spine e l’impurità.
Fra le opere principali di questa sezione, la “Madonna con Bambino” del Guardiagrele, dalla Galleria degli Uffizi di Firenze e la “Madonna della Fontana” di Jan Provost del Collegio degli Alberoni di Piacenza.

2 – LA ROSA E IL RITRATTO
In questa sezione vengono messi in rilievo i diversi aspetti simbolici, nonché il valore della rosa sia come elemento decorativo sia in associazione alla figura femminile, trasferendo un messaggio ambiguo fra vanitas e bellezza e – dal Settecento – una rivalutazione della donna, ritratta spesso con tralci di rose o con una rosa in mano. Elemento connesso all’immagine di Venere e dell’Amore, la rosa è presente anche in ritratti di personaggi maschili ripresi in pose galanti e cavalleresche oppure dipinti in coppia. Il colore rosa domina le stoffe utilizzate per gli abiti, spesso decorati proprio con questo elemento floreale e una profusione di rose invaderà tutte le arti decorative del Settecento, secolo dominato da un cospicuo uso di decorazione “alla rosa” in maioliche, porcellane, mobili e argenti.
Rilevanti in questa sezione il “Ritratto di Maria Farnese” di Nicolas Régnier (Collezione Pardo, Parigi), l’inedito “Ritratto di Luisa Elisabetta di Francia, Duchessa di Parma”, di Pierre Subleyras, l’ “Autoritratto con rosa” di Giorgio De Chirico e “Penelope” di Alberto Savinio.

3 – ALLEGORIA
La rosa è sempre stata caricata di un importante significato allegorico, e viene sovente utilizzata in immagini riferite alla primavera e a Flora (la dea romana protettrice di questa stagione) o come simbolo della caducità della bellezza e della transitorietà dell’esistenza: simbolo ambivalente di rinascita e vita ma anche dell’ineluttabilità della morte. Attributo di Venere fin dall’antichità (il mito racconta che la nascita della dea fu allietata da una pioggia di rose), essa è spesso associata anche all’amore terreno: basti pensare alla Nascita di Venere di Botticelli o ai complessi significati delle rose e dei petali nell’Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano.
Corredano questa sezione opere importanti, quali l’ “Allegoria della Vita umana” di Guido Cagnacci, dalla Fondazione Cavallini Sgarbi, la “Cleopatra” di Francesco Trevisani della Collezione Lemme, la “Ragazza con rosa e gatto” di Giuseppe Maria Crespi (Pinacoteca Nazionale di Bologna) e infine lo splendido “Giocoliere” di Antonio Donghi, di Collezione Unicredit.

4 – NATURA MORTA
Considerata la regina dei fiori, la rosa domina il genere della natura morta: in quella seicentesca – in cui si afferma il “vaso di fiori” – essa è spesso emblema di transitorietà (accostata a elementi quali la clessidra, l’orologio o la candela) e acquista, con l’avvento del Settecento, la sua caratteristica d’immagine di seduzione e bellezza, talvolta associata alla preziosità del vasellame in porcellana. Nell’Ottocento, quando la natura diventa una delle principali fonti d’ispirazione artistica, vengono dipinte composizioni con cromie accese e brillanti, fino ad arrivare alle tensioni del primo Novecento che spesso si riflettono in furiosi contrasti di colore.
Ricordiamo la “Natura morta con rose e asparagi” di Giovanni Martinelli, le “Rose in vaso” di Bartolomeo Bimbi (entrambi dal Museo della Natura Morta di Poggio a Caiano), il “Vaso di rose” di Francesco Gonin (collezione Banca Intesa-San Paolo), le “Rose Ardenti” di Giacomo Balla dalla Collezione Terruzzi e il “Vaso di Rose” di Giorgio
Morandi, della Fondazione Longhi di Firenze.

5 – Il GIARDINO DELLE ROSE
Nell’Ottocento l’interesse per il naturalismo toccò l’apice: una grande appassionata di rose fu l’Imperatrice Giuseppina, che aveva dato al pittore Joseph Louis Redouté l’incarico di riprodurre tutte le specie di rose esistenti nel Parco della Malmaison. Arte e natura costituiscono un binomio imprescindibile nel XIX secolo, e giardini con roseti e famiglie ritratti sullo sfondo di un pergolato fiorito o serre e giardini d’inverno diventano motivo ricorrente della pittura del periodo. L’interesse per la botanica porta anche nelle arti decorative un aumento dell’elemento floreale e la rosa è – nell’arte romantica – uno dei fiori prescelti per le sue simbologie di passione e di morte.
La sezione è corredata di importanti volumi di arte botanica, quali l’opera di Giovan Battista Ferrari “Flora ovvero Cultura dei Fiori”, l’ “Hortus Regius Honselaerdicensis” di Stefano Cousyns e naturalmente “Les Roses” di Pierre Joseph Rédoutè, tutte provenienti dalla Biblioteca Nazionale di Firenze. Non mancan quadri prestigiosi, quali “La Giardiniera” di François Boucher, dalla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini e “La raccolta delle rose” di Silvestro Lega, dalla Galleria Nazionale di Arte Modena di Palazzo Pitti.

6 – SIMBOLISMI E GEOMETRIE
La decorazione dell’art nouveau affonda le sue radici in un naturalismo che privilegia linee asimmetriche in cui piante e fiori, dai colori tenui, si associano ai fluenti elementi della figura femminile. Tali tipologie confluiranno intorno agli anni Venti del Novecento in un nuovo linguaggio geometrico: tanto l’art nouveau aveva adottato un linguaggio di steli, così l’art déco diventa un’arte di fiori recisi, di foglie staccate, ripetuti ossessivamente gli uni accanto agli altri. Gioiellieri, rilegatori, ceramisti e argentieri forniscono esempi di queste nuove teorie.
La sezione si presenta estremamente varia, con oggetti di alta qualità esecutiva, quali lo splendido vaso Cantagalli su disegno di Adolfo de Carolis, lo scrittoio a ribalta di Alberto Issel, i vasi a murrine delle manifatture muranesi Barovier e Toso, le opere ceramiche di Ponti e Gariboldi per la Richard–Ginori e tessuti su disegno di Raoul Dufy, dal Musée du Tissus di Lione.

7 – LA ROSA NELLE ARTI APPLICATE
Oltre alle precedenti sezioni, nucleo principale del percorso espositivo, la mostra presenterà un ulteriore capitolo in cui saranno inseriti oggetti d’arte applicata e gioielli, per illustrare in maniera approfondita le molteplici applicazioni antiche e contemporanee della rosa nella produzione delle arti decorative e industriali.
Compaiono quindi dalle settecentesche maioliche di Rubati di Milano, Giacomo Boselli di Savona alle porcellane di Meissen e Sèvres, mobili in legno laccato e dipinto, fra cui una splendida specchiera del Bonzanigo, abiti in seta e velluto ricamato, gioielli in corallo e pietre preziose, tutti di estrema importanza per meglio illustrare la presenza e l’evoluzione della rosa nelle arti decorative.

Le circa cento opere saranno accompagnate accompagnate da un catalogo scientifico corredato da saggi che prenderanno in esame i diversi aspetti della tematica della rosa e che illustreranno in dettaglio le opere esposte.
Si prevede di realizzare una serie di attività collaterali tra cui un’esposizione botanica nell’area del Filatoio, dove verranno invitati fiorai o vivaisti a presentare una rassegna delle diverse varietà di rosa coltivate oggi.

Giovanni Stanchi: Rose in un paesaggio, olio su tela, cm 54x74. Legnano, Collezione Romigioli
Giovanni Stanchi: Rose in un paesaggio, olio su tela

Organizzazione: Associazione Culturale Marcovaldo, Caraglio

Mostra a cura di: Andreina d’Agliano e Alberto Cottino

In collaborazione con: Roberta Orsi Landini e Carlo Sisi

Comitato scientifico: Elena Accati, Margherita Azzi Visentini, Marzia Cataldi Gallo, Carla Cerutti, Enrico Colle, Alberto Cottino, Andreina d’Agliano, Roberta Orsi Landini, Lia Lenti, Paolo Pejrone, Annalisa Scarpa, Carlo Sisi, Lucia Tongiorgi Tomasi, Gianni Venturi, Christian Witt-Doerring

Catalogo: Silvana Editoriale (a cura di Andreina d’Agliano)

Testi in catalogo: Elena Accati, Caterina Ascione, Margherita Azzi Visentini, Pierluigi Carofano, Laura Casprini Gentile, Marzia Cataldi Gallo, Carla Cerutti, Alberto Cottino, Andreina d’Agliano, Lia Lenti, Roberta Orsi Landini, Maria Grazia Massafra, Silvia Pegoraro, Paolo Pejrone, Carla Pinzauti, Carlo Sisi, Gianni Venturi

Progetto dell’allestimento: DOGALab, Torino

Informazioni: Numero verde Regione Piemonte 800 329 329 – www.marcovaldo.it

Prenotazioni: Associazione Marcovaldo tel. 0171 61 82 60 – gruppi@marcovaldo.it

Ingresso:
Biglietto intero: euro 7,00
Biglietto ridotto: euro 4,00 (7-14 anni; maggiori 65 anni; soci Marcovaldo; soci ACLI; Unitre Savigliano e Racconigi; docenti di Lettere, Architettura e Belle Arti; possessori Conti Correnti Genius e Re-Play di UniCredit Banca, soci Touring Club)
Ingresso gratuito: fino a 6 anni, giornalisti, residenti in Caraglio (domenica mattina), possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte in corso di validità, possessori di Tessera Artea.

Il Filatoio
Via Matteotti
Caraglio 12023
Tel +39 0171 618260
cesac@marcovaldo.it
www.cesac-caraglio.com

Uffici Stampa:
Studio Esseci, Padova

Ufficio Stampa Provinciale
Autorivari studio associato
Via Quintino Sella 10
12100 Cuneo
Tel. 0171/601962
Fax 0171/436301
marcovaldo@autorivari.com

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