Quando con FRANCESCO TABUSSO arrivai al Chietto
Beppe, particolare di Interno del Chietto Ho aspettato fino ad oggi, per ricordare in questa afosa serata d’estate Francesco Tabusso, il mio maestro, il mio amico. Molti hanno parlato di lui quando se n’è andato, spero a dipingere nel Paradiso dei Pittori, se mai esiste, in una notte bianca di neve, la sua neve caduta per trasformare Torino in un grande quadro coperto da un lenzuolo impalpabile. Allora non me la sono sentita di scriverne. Quando l’ho saputo ero lontana, sotto altra neve, quella gelida ed estraniante degli immensi territori canadesi. Mi sono ritrovata sperduta e sola. Ho molto pensato …
