Alberto Granado e Maria Giulia Alemanno nel gennaio del 2009 a L’Avana, al termine della performance “ENTRE TIERRA Y CIELO. Canto píctorico a los Orishas”, tenuta dall’artista insieme allo scenografo Gino Pellegrini in Plaza Vieja. L’immagine è un particolare di uno dei tanti scatti del fotografo Ivan dall’Igna, che insieme Luciano Bovina ha poi realizzato un video evocativo, che racconta passo passo l’evento.
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L’8 d’agosto sarebbe stato il compleanno di Alberto Granado. 90 anni, se fosse ancora tra noi. Li avrebbe festeggiati di certo nella casa di Miramar, circondato come sempre da una miriade di nipoti, figli ed amici.
Ma ci ha davvero lasciati? Non credo…
I viaggi sono sempre stati la sua passione e fu lui, e non il contrario, a convincere il suo caro amico Ernesto Guevara ad avventurarsi alla scoperta dell’America Latina, dapprima in sella alla Poderosa, poi a piedi, in autostop, in zattera nel cuore umido dell’ Amazzonia. Un viaggio iniziatico per entrambi, un percorso di consapevolezza che incise profondamente sulle loro esistenze, cambiandone il corso per sempre. Ernesto sarebbe diventato per tutti “el Che”, ed Alberto avrebbe abbandonato una vita agiata ed una carriera prestigiosa in Venezuela per raggiungerlo a Cuba, fondare la Scuola di Medicina di Santiago, aprire ostinatamente l’università alle donne, fare della ricerca scientifica un impegno appassionato ed una missione. Come una missione fu quella, lasciato il lavoro, di parlare ai giovani di Ernesto, non già come di un mito irraggiungibile, ma come del “hombre nuevo”che ciascuno di loro avrebbe potuto essere, se ne avesse seguito gli ideali e l’esempio.
Dopo l’uscita de I diari della motocicletta di Walter Salles che raccontò sul grande schermo l’amicizia di Mial e di Fuser , i suoi viaggi si moltiplicarono. E lui, instancabile e gioioso, non fece altro che assecondare il destino. Lo chiamavano da un capo all’altro del mondo, per incontrarlo, ascoltarlo, potergli stare vicino. Non si negava a nessuno, Alberto. Non so quante fotografie gli abbiano chiesto di scattare, e lui sempre disponibile, y “encantado de la vida,” lasciava che facessero, senza mai spazientirsi, per ore ed ore .
” In fondo – ironizzava- soy una estrella, o no?”
Ora che la estrella ha raggiunto altre stelle, credo abbia soltanto cambiato direzione, alla scoperta di nuovi orizzonti. Non dev’essere un’avventura di poco conto quella di percorrere la Via Lattea… altro che il traffico colorato della Via Blanca per raggiungere Playa Jibacoa, il paradiso in terra , dove la selva incontra il mare cristallino delle sua querida Cuba! Lassù ci saranno schiere di comete luminose da seguire e chissà dove porteranno….
Ma gli uomini come lui che hanno tanto amato, comunque ritornano. Sono molti i cuori felici di accoglierli nel calore del ricordo e della tenerezza. Ed a me ancora sembra di sentirlo, la mattina, con le finestre del suo studio color acqua marina ,aperte sul cielo di L’Avana, cantare Volver, armonizzando la propria voce con quella di Carlos Gardel.

Carlos Gardel bailando. da casadastias.wordpress.com
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Carlos Gardel – Volver

immagine tratta dal sito zorzalcriollo.com
