Maria Giulia Alemanno © Grande fuoco
olio su tavola cm 102 x100 – 2008
Nella sezione LE OPERE di questo sito altre immagini del ciclo Fuochi ed altre presenze
Nella sezione LE OPERE di questo sito altre immagini del ciclo Fuochi ed altre presenze
…ed ecco uno dei miei fuochi. Fin dall’infanzia li ho osservati, e seguiti, ardere nelle mie risaie.
Ma non sono queste terre d’acqua?
Lo sono in primavera, quando i campi si trasformano in una scacchiera di laghi concatenati, capaci di riflettere, a specchio, ogni nuvola che attraversa il cielo.
Ma in autunno capita di vederle incendiate – ormai sempre più di rado – da fuochi che si rincorrono, incontrano, abbracciano, e spesso, tristemente, separano.
Da piccola credevo fossero anime che si ritrovavano in risaia per riproporre, incorporee, il misterioso gioco dell’esistenza.
Ancor oggi vorrei che fosse vero.
Questo fuoco mi è apparso una sera nei campi dominati dalla chiesa della Madonna delle Vigne, tra il Principato di Lucedio e il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino Vercellese, irrimediabilmente ferita dalla violenza dei vandali contemporanei che, in anni d’abbandono, l’hanno saccheggiata, sfregiata, insozzata con la loro imperdonabile, demoniaca volgarità.
Ancor oggi vorrei che fosse vero.
Questo fuoco mi è apparso una sera nei campi dominati dalla chiesa della Madonna delle Vigne, tra il Principato di Lucedio e il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino Vercellese, irrimediabilmente ferita dalla violenza dei vandali contemporanei che, in anni d’abbandono, l’hanno saccheggiata, sfregiata, insozzata con la loro imperdonabile, demoniaca volgarità.
Un fuoco quasi simbolico, magico e rigenerante. Nel sogno e nell’illusione che tutto possa tornare come prima, ritrovino vita gli stucchi d’uva dipinta, di nuovo suonino le campane, e riprendano le processioni e la vendita all’incanto delle torte.
Nel profumo inebriante dei mughetti.
Nel profumo inebriante dei mughetti.
