NUESTRO ELEGGUÁ COMÚN. Camino de la hermanidad

Eleggua. Camino de la hermanidad. Elaborazione al computer di Ayskels Díaz

Elegguá. Camino de la hermanidad. dettaglio. Elaborazione al computer di Ayskels Díaz. alafiaconire.blogspot.com

Ci sono favole che possono essere raccontate solo in tempo di Web. Il mio incontro virtuale con Ayskels Diaz è una di queste.

Tutto è cominciato in verità nel peggiore dei modi. Cercando su Google le immagini di Elegguá trovo in tanti siti e blog che non mi piacciono per nulla, la mia versione del piccolo dio afrocubano che apre o chiude a piacimento le porte del nostro destino. Rabbia ed indignazione, miste ad un fastidioso senso d’impotenza, crescono velocemente in parallelo. C’è chi l’ha utilizzato per pubblicizzare pozioni magiche, chi per vendere candele, chi per decorare, senza nessun nesso né logica, una pagina animata da ballerini di salsa e merengue. Il disappunto aumenta, via via che la ricerca procede. Finchè compare un’ immagine che d’istinto m’attrae ma che, facendo di tutta un’erba un fascio, caccio con il resto nel calderone dell’ira.

Il mio Elegguà, la mia creatura, si trova in bilico su una roccia avvolto nella luce lattea della selva. Sullo sfondo una cascata ed in primo piano la noce di cocco che lo rappresenta, con due caorli come occhi ed uno come bocca, deposta su un tappeto di erbe e di fiori. Suggestivo. Ma perché mai è finito lì? Cosa ci fa in una foresta pluviale del Venezuela? Chi ce l’ha messo? E perché?

Scrivo dunque immediatamente un messaggio carico di durezza. Sono una madre battagliera che cerca , in ogni modo, di proteggere il proprio figlioletto di carta.

Ricevo dopo alcuni giorni una risposta impaurita e gentile. E’ una donna, un’altra donna, che si scusa per avermi ferita. Non voleva, non sapeva. Le era talmente piaciuto il mio bambino vestito di rosso e di nero, come lo sono tutti gli Elegguà di questo e dell’altro mondo, che non aveva saputo resistere al desiderio di inserirlo in un paesaggio magico, grazie agli strumenti che la rete ci offre. Percepivo, come se l’avessi avuta di fronte, il suo imbarazzo, la sua preoccupazione. Mi assicurava che avrebbe fatto il possibile per sottrarlo alla foresta e restituirmelo nel candore del lenzuolo di carta su cui era nato. Sentivo di apprezzare molto il suo gesto mentre la rabbia si dissolveva per lasciare il posto ad uno strano sentimento, nuovo e affatto virtuale, di affettuosa complicità. E sentivo anche che il mio piccolo Elegguá nel verde umido della sua selva si trovava a proprio agio , incontrava la Natura ed in fondo se stesso. Che diritto avevo mai io di togliergli la felicità?

Ayskels, figlia di Obatalà, il dio della purezza, è così diventata l’altra madre del mio bambino, che con grande amore ora segue e protegge dall’altra parte del mondo. Una nuova amica ed una nuova sorella.

E’ il lieto fine di una favola bella, e l’inizio di una collaborazione e di una complicità in nome della crescita armoniosa del nostro piccolo Elegguá comune.

Qui di seguito l’ultimo messaggio di Ayskels e l’immagine del piccolo Elegguá nel Regno della Natura dove cresce felice.

Maria Giulia Alemanno

Ayske  e Maria Giulia Alemanno: Nuestro Eleggua comun

Ayskels Dáz e Maria Giulia Alemanno: NUESTRO ELEGGUÁ COMÚN. Elaborazione digitale di Ayskels di un'opera su carta di Maria Giulia per un nuovo racconto condiviso

Cara Amica,

con umiltà e rispetto ma anche con molto affetto, in risposta alla sua richiesta, le invio la mia composizione, ispirata, come tutto ciò che facciamo, noi servitori della Ocha, dal sublime e magico soffio degli Orishas.

Montaggio elaborato con The Print Shop in formato 28,58 x 19, 58 cm. E con Windows XP Professional Office 2003.

Elegguá, Piccolo Monello, vestito di nero come il nulla che lo ha generato e di rosso come il sangue che lo alimenta, nato dal patto di Oloddumare con la Natura dall’inizio dei tempi….

E qui nel mondo… dall’altra parte del mare che ho di fronte, partorito dalla grazia dei tuoi pennelli, nell’estasi vorticosa dell’arte che pervade quelli come noi che vedono oltre, perché vediamo con lo spirito….

E qui nel mondo….da questa parte del mare che hai di fronte, io l‘ho incontrato nel cuore improbabile della Rete lasciandomi sedurre dal suo incanto e l’ho adottato,senza chiedermi chi mai potesse essere sua madre…. E l’ho portato a vivere in una nuova casa, non così bianca come l’aura in cui tu l’hai incorniciato, poiché ciò che più desideravo era evocare il mistero della Natura in compagnia di Eshu…..

E ora ti restituisco il TUO BAMBINO attraverso le vie vorticose di Internet.

E ora ti riconsegno il MIO BAMBINO… mio perché lo porto nel cuore, attraverso il fluire inarrestabile del Ciberspazio.

E ora ti affido il NOSTRO BAMBINO… nostro perché ha evocato per noi la lezione molte volte appresa:”gli affetti non conoscono distanza, possono essere più vicini di quanto immaginiamo … dall’altra parte del mare….”

Uno per ogni mano di Yemayá…..in entrambe le mani di Olokum

Ayskels Diaz

Il blog di Ayskels si chiama Alafia con Iré. E’ ben costruito, interessante ed elegante – cosa assai rara – ed è una miniera di informazioni per chi vuole addentrarsi nel mondo della Regla de Ocha , ovvero della Santeria, il culto sincretico degli Orishas, le divinità d’origine africana ampiamente venerate in Centro e Sud America.

Nuestro Elegguá común. detalle

Nuestro Elegguá común. Dettaglio

Español

Elegguá: Camino de Hermandad…

Querida Amiga:

Con humildad y respeto, pero también con mucho cariño, atendiendo su petición, le envío mi composición, inspirada como todo lo que hacemos quienes nos sentimos servidores de La Osha, por el sublime y mágico aliento de Los Orishas.

Montaje elaborado con Programa de Edición de Fotográfica y de Imágenes: “The Print Shop”.
En un formato de 28,58 cms x 19,58 cms.
Con agregado de Herramientas de Windows XP Profesional y Office 2003.

Atentamente,

Ayskels Josefina Díaz Díaz

Los Teques, Estado Miranda – Venezuela.

Eleguá: Niño Travieso, de vestiduras negras como la nada que lo engendró y rojas como la sangre que le alimenta, nacido del pacto de Oloddumare con la Naturaleza desde el comienzo de los tiempos…

Y aquí en el mundo…, al otro lado del mar que tengo al frente, parido por la gracia de tus pinceles, en medio del arrebato frenético con que el arte nos invade, con la visión que tenemos los que vemos más allá, porque vemos con el espíritu…

Y aquí en el mundo…, a este lado del mar que tienes al frente, yo, que le he encontrado en el corazón inverosímil de la Web, dejándome seducir por su encanto, le adopté, sin pensar en lo que diría su madre… Y así, le llevé a vivir en una nueva casa, no tan blanca como el aura donde le enmarcaste, sino, mas bien queriendo evocar el misterio de la naturaleza en compañía de Eshu…

Y ahora, te entrego a Tu Niño…, de vuelta, por los caminos vertiginosos de Internet.
Y ahora, te entrego a Mi Niño…, mío, pues porque está en mi corazón, de vuelta, en el ir y venir del Ciberespacio.
Y ahora, te entrego a Nuestro Niño…, nuestro, porque nos ha traído rememoranzas de la lección muchas veces aprendida: “los afectos no tienen distancia, pueden estar mas cerca de lo que nos imaginamos…” “ al otro lado del mar”…
Uno en cada mano de Yemayá… En ambas manos de Olokun…

Ayskels Díaz.
Alafia con Iré.

Nuestro Eleggua Comun. detail.

Nuestro Elegguá Común. Dettaglio.

English.

Eleggua, Little Rascal , dressed in black like the nothing that generated him and in red like the blood that feeds him, born out of the pact between Olodumare and Nature from the beginning of the times….

And here in the world…. from the other side of the sea I front…. brought forth by the grace of your brushes in the whirling ecstasy of Art that pervades the ones like us who can see further, because we see through the spirit…..

And here in the world….from this side of the sea you front, I met him in the improbable heart of the Net, I let myself be seduced by his spell and adopted him without even wondering who his mother were…. And I took him to live in a new home, not as white as the aura you had framed him with,since what I was longing more was to evoke the mistery of Nature in company with Eshu…..

And now I give you back YOUR CHILD through the swirling ways of Internet.

And now I hand you MY CHILD back – mime because he lives in my heart – through the relentless flowing of the Cyberspace.

And now I give you OUR CHILD – ours because he has evoqued for us the lesson so many times learned: affections don’t know any distance, they can be nearer than what we can immagine….on the other side of the sea.

One in Yemaya’s each hand …. In both Olokum’s hands.

Ayskels Diaz.

Alafia con Iré

 

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