IL MONDO CHE CAMBIA è una mostra d’arte contemporanea nella ex Chiesa della Resurrezione di Crescentino

IL MONDO CHE CAMBIA è una mostra d’arte contemporanea nella ex Chiesa della Resurrezione di Crescentino

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“Il mondo che cambia” nella ex chiesa della Resurrezione di Crescentino (Vercelli)

L’atmosfera della ex Chiesa della Resurrezione di Crescentino (Vercelli) è perfetta per accogliere la mostra d’arte contemporanea IL MONDO CHE CAMBIA, curata da CMT – Collezioni Mostre Turismo e Prola Tratti d’Arte che hanno volutamente scelto di inserirla in  un allestimento scenografico realizzato con materiali poveri per sottolineare la bellezza dell’architettura ormai ridotta all’essenza della navata settecentesca. Le pareti che ancora conservano le tracce degli originali pigmenti verdi e rosati,  si armonizzano alla perfezione con le opere esposte, collocate su assi in legno noce, scatole di cartone, stoffe drappeggiate, ribaltate da specchi, appoggiate su supporti minimali, volutamente libere da cornici o strutture incombenti per sottolineare, in un mondo che cambia velocemente, il bisogno di recuperare, oltre al legame col passato,  nuove ed urgenti espressioni di libertà.

Di seguito il testo del critico d’arte Massimo Olivetti inserito in catalogo.

Il mondo che cambia

 Il mondo non si è fermato mai un momento, la notte insegue sempre il giorno ed il giorno verrà” cantava Jimmy Fontana. Ma erano altri momenti. Ora, forse, le percezioni sono cambiate. Che torni il giorno non ci rassicura più di tanto rispetto alla metà degli anni sessanta. Il cambiamento, chi lo desidera, chi lo teme, a chi sprigiona angoscia a chi, invece, speranza ed aspettativa,  sempre più difficilmente genera atteggiamenti di indifferenza al modificarsi di situazioni, abitudini, comportamenti, ambiti ed ambienti. L’arte e gli artisti amplificano gli stati d’animo, risvegliano dal nostro profondo correnti inquiete di emozioni, le articolano e le proiettano su muri, tele, marmi o crete, su materie apparentemente stabili, ma che sotto le loro mani, sotto i pennelli, le storte, gli scalpelli, diventano veicoli e testimoni nel tempo e nello spazio. Sia che si insegua con nostalgia il passato, intimoriti dalla rivoluzione delle cose e delle persone, sia che ci si avventuri in futuri possibili o impossibili, l’arte registra la verità del nostro stare o del nostro andare, specchio sincero di quello che, a volte, non si può pensare nè si può dire.

Sette artisti si ritrovano, in questa esposizione, impigliati loro stessi nelle reti del cambiamento del mondo, a registrare, sulla pagina bianca del proprio personale diario, i battiti cardiaci di fronte alle  metamorfosi mondiali, offrendoci la varietà degli strumenti utilizzati per dichiararsi e le diversità delle prospettive artistiche come ingredienti necessari a materializzare Il mondo che cambia.

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Maria Giulia Alemanno: “Abbecedario di un mondo alla rovescia”

Maria Giulia Alemanno toglie peso al cambiamento e lo fa nel verso e nel senso dell’alfabeto. Lettera per lettera oggetti, elementi, figure, si liberano della gravità, pesante zavorra alla fluidità dell’essere, e si librano in volo, intrecciando spirali circolari che, come nel gioco dell’oca, riportano sempre alle caselle iniziali. Tutto da  Maria Giulia  viene rovesciato per offrirci sempre più spazi di libertà.

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Paolo Bellotto: “Mappamondo musicale”

Grandi mappamondi sono quelli di Paolo Bellotto. Si collocano e ci mettono in prospettive  immaginarie, talmente immaginarie che la terra si può tranquillamente appiattire per offrirsi ad occhi vergini e a ipotesi eretiche.

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Graziano Irrera: “Metamorfosi”

Sono metamorfosi kafkiane quelle di Graziano Irrera. Pullulano collage di figure assemblate con pezzi scelti in bestiari fantastici. Sono uccelli-uomini, minotauri gentiluomini, asini con alamari, galli spadaccini. Fantasie che si rincorrono nel proporre le prospettive di possibili ma improbabili ibridazioni. E’ un universo di mostri che nascono, come dice Borges, per combinazione di esseri reali.

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Nadia Kuprina: “Mondo ricamato”

Nadia Kuprina immagina un mondo coperto da morbidi batuffoli di lana. Sono paesaggi che evocano promesse di delicatezze, prati dai colori accesi che chiamano ad una visione prospettica dove si rimanda ad una evoluzione delicatamente risolta in sintonia con le note colorate e istoriate degli spartiti musicali.

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Albino Reggioni: Mondo frantumato

Albino Reggiori frantuma oggetti in ceramica e ricostruisce mappamondi scarnificati. La terra è svuotata e ridotta a meridiani e paralleli metallici.  E’ la visione dell’essenzialità e la descrizione del cambiamento come ipotetico artificio.

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Eugenio Reverso: Cartografie fantastiche

Eugenio Reverso lo cambia proprio il mondo. Inventa una geografia fantastica costruita su paradossali cartografie. Rende reali immaginari continenti, mari e terre incognite, ancora tutte da esplorare che novelli Colombo andremo a scoprire con tre caravelle.

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Alberto Schiavi: “Mappamondo raku”

Anche i mappamondi di Alberto Schiavi ipotizzano una descrizione del globo terrestre non so se più immaginaria o immaginifica. Le rughe e le pieghe della terra si scavano nella ceramica e nella imprevedibilità della tecnica Raku. La superficie del nostro pianeta si impreziosisce nei riflessi smaltati.

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Prola Tratti d’Arte: “Antiche carte geografiche”

Ad aumentare la sensazione di spaesamento tra realtà ipotetica e fantasia si affiancano, alle invenzioni cartografiche e ai mappamondi surreali, originarie carte geografiche ricavate da libri antichi di Prola Tratti DArte, per misurare come la finzione artistica si intrecci con i percorsi storici e la ricerca di luoghi, terre, posti sia sempre stata al confine tra il sogno e la verità.

Artisti tutti, questi, che nelle loro espressioni evocano genesi di modificazioni spaziali, divinazioni future che già Lucio Dalla aveva ironicamente profetizzato.Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando.

IL MONDO CHE CAMBIA

 pittura, scultura, grafica in una mostra d’arte contemporanea

14 – 23 ottobre 2022

ex Chiesa della Resurrezione
Via Bena

Crescentino (Vercelli)

a cura di CMT Collezioni  Mostre Turismo e Prola Tratti d’Arte

con il Patrocinio della Città di Crescentino
in collaborazione con Associazione Culturale onlus Elegguà

in catalogo testo critico di Massimo Olivetti

In mostra opere di :

Maria Giulia Alemanno, Paolo Bellotto, Nadia Kuprina, Graziano Irrera, Albino Reggiori,

Eugenio Reverso, Alberto Schiavi

orari:
sabato e domenica 10.00 – 12.30 / 16.00 – 19.00 / 20.30 – 22.30

Info:
cmt.crescentino@gmail.com
http://www.cmtcrescentino.it
+39 348 7053016

 

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